• Donna
  • Verona (VR)
  • Ultima Visita

Aggiornamenti di stato pubblicati da odessa1920

  1. Nelle nostre storie c'è sempre un castello. 
    Da conquistare o da cui fuggire. 
    O un luogo in cui progettare imprese.

     

    Il mio castello è per i sogni dei bambini, 
    per le avventure coraggiose dei piccoli eroi delle fiabe, 
    passaggio segreto per le scorribande della fantasia.

    IMG_5765.JPG

    1. Visualizza i commenti precedenti  altro %s
    2. odessa1920

      odessa1920

      Magnifico avere un proprio castello.

    3. hocuradite

      hocuradite

      Mmmm .... Odessa Odessa ... fai la brava!

    4. hocuradite

      hocuradite

      Il mio castello, almeno quello sognato, è quello della tana  dell'Aquila dove l'eroe stanco si riposa e si separa dal brusio della gente che comunque ama. Quello reale è il rifugio del gatto dove separarsi dall'incomprensione, avidità  e rifiuto della gente.
      Il castello è per me un'immobile fortezza perciò è altrove il luogo mentale e fisico dell'avventura, dove perdersi e ritrovarsi. Non mancano mai perciò nel suo ventre  i luoghi più ameni, gotici ed esotici:  le segrete, i labirinti e i sotterranei dove perdersi, cercare le proprie follie, la propria anima  e i segreti inconfessabili. È anche il luogo da dove fuggire nella notte per salvarsi la vita quando il castello viene assediato.

       

  2. Dense macchie gialle in lontananza, luminose stelle in un cielo verde: le inarrestabili mimose, ogni anno hanno fretta di fiorire. Sono le prime. Impazienti. Se ne sbattono di eventuali gelate tardive. Ardita incoscienza. E neppure si accontentano di un colore anonimo. Loro hanno scelto il giallo.
    Consapevoli esibizioniste. Prime ballerine sul palcoscenico della primavera a venire. Sipario, sembrano dire, siamo arrivate prima delle rondini. E non sanno che tra pochi giorni qualcuno, credendosi gentile e nobile cavaliere, strapperà le loro esili fronde.

    L’acero davanti a me invece non dà alcun segno di vita, è completamente scheletrico. Come non sentisse i primi raggi di sole. Fa il sostenuto, l’indifferente, quello che se la tira con la sua aria un po’ dandy e manifesta con una sottile ostentazione la sua eleganza raffinata, come per dire, hei… ci sono anche io, non solo quelle smorfiose giallognole e malaticce. Anzi, esibisce con un certo freddo orgoglio con la sua spoglia chioma slanciata sopra tutte le altre e senza foglie: rami lisci, di un pallido grigio cenere che contrastano con il blu cobalto del cielo sullo sfondo. Lui rimane lì in attesa. Saggio. Prima di emettere la prima fioritura vuole essere sicuro di non fallire, è previdente ma sa distinguersi.
    Una gazza nel punto più alto mi osserva. Leggera, altezzosa e vezzosa. Albero ed uccello si assomigliano.

    L’olivo invece è quasi sempre uguale in ogni stagione: escluso a settembre, quando fruttifica. Fa della costanza la sua forza. Ha un suo stile e vuole mantenerlo. È un signore. Non rientra nei suoi modi sorprendere. Fa dell’essenzialità la sua forza. Ben attaccato al suolo con il suo tronco rastremato, solido e nodoso. La chioma compatta di un verde argento è impenetrabile. Tantissime foglie piccole e fitte.
    Un timido merlo come un lampo nero vi trova rifugio e sparisce dalla mia vista. Chissà cos’altro nasconde dentro. E questo gli dà un’aria ancora più misteriosa ed interessante. Ma non mi avvicino, lo guardo da qui, da lontano, altrimenti mi sfuggono le parole di mano.
     

    Ed io devo ancora capire quale albero sono.

    IMG_9640.JPG

    1. theoldandthesea

      theoldandthesea

      in questa foto sembri un salice baciato dal tramonto :)

    2. londoncalling6

      londoncalling6

      anche io...

    3. beautifullmind0

      beautifullmind0

      io sono sicuramente un baobab :P

  3. I veri mostri non assomigliano a dei mostri.

    Philip M. Margolin

    DSC_3661.JPG

    DSC_3712.JPG

    1. verde-tiffany

      verde-tiffany

      ...che posto affascinante! potresti dirmi dove si trova? :)

    2. nuncepenza6

      nuncepenza6

      Stupendo! Parco di Bomarzo giusto?

    3. odessa1920

      odessa1920

      Parco dei mostri di Bomarzo VT. Bellissimo.

  4. La mia infanzia è stata vissuta in una sorta di stato brado, sempre fuori, nei boschi, nelle campagne, sulla collina nei frutteti, sugli alberi… 
    La mia idea di libertà si è formata attorno a quest’esperienza. 
    E anche adesso la mia vita nella società urbanizzata trae da quell’esperienza modelli di comportamento, evitando appartenenze. 
    E così il mio vagare tra libri, musica, arte, non segue progetti rigidamente definiti.
    Nella mia idea dell’avventura c’è questo andare vagando, decidendo di volta in volta dove dirigermi, a motivo di qualche incontro e di qualche suggestione.
    Mi lascio incantare dagli eventi.
     

    IMG_3794.JPG

    1. hocuradite

      hocuradite

      Sento con te l'odore dell'erba appena tagliata delle giornate estive e arrampicati sugli alberi il rito dei noccioli sputati delle ciliegie.   Il tuo scritto mi suscita tanti pensieri che vorrei trascrivere, ma poi, come capita anche a te, vengo rapito da quell'inerzia  che mi fa procedere nella monotonia del nulla. Ci vorrebbero degli stimoli, delle persone che hanno voglia di ascoltarti o ritornare bambini. 

    2. londoncalling6

      londoncalling6

      mi hai fatto commuovere

    3. hocuradite

      hocuradite

      Non ho capito se ti stai rivolgendo a me o alla nostra poetessa. Comunque sia ne sono contento in quanto la mia ragione di vita è quella di poter ricevere e suscitare emozioni. 

  5. Devo dirti una cosa.


    Che cosa?

    Sono innamorato di te dalla prima volta che ti ho vista.

    Me lo dici così? Sono passati anni, perché ora?

    Non lo so.
     
    È troppo tardi.
     
    Perché?
     
    Perché ormai io non ti amo più.
     
    Perché mi amavi?
     
    Oh sì, ti amavo. Sempre che si possa chiamare amore un sentimento nascosto e non corrisposto.
    Ti amavo ancor prima di conoscerti quando sentivo parlare di te. Poi ti ho visto ma non sapevo che eri tu. Quella sera eri vestito di nero e avevi i capelli raccolti in un codino. Quando mi è stato consegnato il copione vidi che avrei dovuto ballare con te. Il cuore quasi impazzì quando la tua mano toccò il mio fianco e mi guardasti negli occhi. Abbassai lo sguardo ma ti strinsi più forte la mano. 
    Aspettai con impazienza la prova successiva. Sognavo che tu mi aspettassi e mi dicessi: posso avere un tuo bacio o prima dobbiamo fidanzarci? 
    Come nella tua poesia.

    Perché non me l’hai detto?
     
    Non potevo, non avrei sopportato un rifiuto.
     
    Non ti avrei rifiutata.

    Lo so ora e ora è troppo tardi. Quante ore abbiamo passato assieme da soli e non ti sei mai fatto avanti. 
     
    Credevo in qualche modo di dimostrarlo, una volta ti ho abbracciato forte e a lungo.
     
    Me lo ricordo bene ma eri ubriaco.
     
    Non sai che l’alcool toglie i freni inibitori?
     
    Vero, ma a volte fa fare anche cose di cui poi ci si pente. 
    Avrei voluto quell’abbraccio da sobrio.
     
    Non avrei avuto il coraggio 
     
    E ora?
     
    Ora mi sono reso conto che dovevo dirtelo, solo tu puoi capirmi perché siamo uguali.  
     
    Siamo molto simili, è vero. Sarà perché siamo nati lo stesso giorno. 
     
    Condividiamo ben più che una data di nascita. 
     
    Lo so, io posso vedere oltre e posso comprendere i tuoi demoni. 
    Fin dal primo giorno mi hai ricordato la vergine folle di Rimbaud. Ti avrei visto come il mio sposo infernale.
    Ma ora come ora se ci ripenso sorrido.
     
    E così ti faccio solo ridere.
     
    No, non intendevo dire questo, tu mi piaci ma l’incanto di un tempo non esiste più. 
    Avrebbe potuto essere un amore e forse a suo modo lo è stato. 
    Un amore pensato. Sia da parte mia che da parte tua. 
     
    Che stupido sono stato. 
     
    In fondo è stato meglio così. Possiamo avere per sempre l’illusione che sarebbe stato perfetto. 

    Margherita2.jpg

    1. hocuradite

      hocuradite

      Quanto hai scritto mi ha coinvolto, amareggiato. Sembra l'epilogo di un lungo discorso nel quale ci hai condotti. Non so dirti altro se non che mi dispiace che sia andata così. Anche se una cosa consolante dell'amore pensato (che invece chiamo incompiuto)  è che appunto non si corrompe mai, è eterno. Ti consiglio la lettura di questo mio intervento: 
      https://people.virgilio.it/profilo/hocuradite/169846/?status=33043&type=status
      Pensando a te mi rivolgo pubblicamente a tutte le donne dicendo quanto segue.
      Anche noi uomini siamo fragili, abbiamo le nostre incertezze e paure e spesso siamo indecisi perché non siamo in grado di leggere i segnali che le donne ci inviano, spesso contraddittori e complessi. 
      Una cosa dico  a voi donne: per quanto  tu possa essere intraprendente non aspettare comunque che sia sempre lui a fare l'ultimo e decisivo passo, se vi piacete dimentica di essere donna ma solo ricorda di essere innamorata, perciò prendilo a te  e SOLAMENTE BACIALO, BACIALO E  ....  BACIALO ANCORA.

    2. odessa1920

      odessa1920

      Il dubbio è sempre: e se il bacio non venisse accettato? 

      Io sono piuttosto babbalona nelle questioni amorose. Non capisco mai quando e se una persona è attratta da me. Più volte mi hanno fatto notare che piacevo a questo o a quello. Io non me ne accorgo mai. Anche gli uomini spesso sono criptici. O io sono semplicemente cretina. 

      Non ho mai avuto rifiuti ma ne sono comunque terrorizzata. Non tanto di non piacere  a una persona ma quanto a un’umiliazione. Espormi per poi essere respinta. 

       

       

    3. hocuradite

      hocuradite

      Se il bacio venisse rifiutato tu ti sentiresti malissimo ma poi non avresti mai il tormento del dubbio e del rammarico di aver perso un occasione così importante come l'amore. Lo so non è facile. 
      Il tuo terrore come lo descrivi sembrerebbe appunto non la paura di sentirti inadeguata ma di vivere l'esperienza dell'abbandono. Aprirsi con fiducia agli altri e ricevere disinteresse, inganno, ridicolizzata per la tua ingenuità. Sentirsi esposti e vulnerabili. La lepre e la luna non ti dicono niente? 
      Ovviamente, se vuoi rielaborarle per sconfiggerle, sono cose che vengono da lontano che hai vissuto nei tuoi primi anni di vita.
      Non sei stupida ma probabilmente il tuo livello di introversione è così forte da essere solo presente a te stessa e separarti dalla realtà fino a non comprenderla e non accorgerti di chi è interessato a te. Il tuo poco coinvolgimento nelle dinamiche del sito sembrerebbero mostrarlo.
      C'è un modo per capire i maschi. Mentre le donne sono portate per l'affettività e la relazione, per cui possono dimostrare affetto per un uomo anche solo come amicizia creando dubbi sul loro interesse, un uomo lo devi pensare come un essere estremamente  semplice che si muove per linee rette. Se ti dà attenzione, è gentile, ti fa regali, ecc. probabilmente è interessato  a te ( il perché è un altra cosa ).
      È inoltre sempre possibilista, è sufficiente che non provi repulsione per te che comunque si lascia avvicinare e lusingare da un tuo gesto intimo. Se fatto questo capisci che non c' è di più puoi sempre dire scusa mi sono lasciata andare, non so cosa mi è capitato, dimentichiamo tutto e desidero che ti fermi. 
      Se vuoi puoi, per disincanto o cinismo oppure per consolazione, anche proseguire e dirti anche se non mi ama è comunque qui con me, è mio e almeno se il mio cuore non è appagato lo sono almeno miei sensi con lui e la mia speranza che cambierà.

       

  6. Coi cipressi ci parlava. Anche lei. Si fermava sovente vicino ai cimiteri. E poi i viali, vicino al lago di Garda. 
    Dal portamento elegante, profumato, speziato. Longevi. Le erano sempre piaciuti, fin da bambina.
     

    IMG_4897.JPG

    1. hocuradite

      hocuradite

      Uffa sempre a risponderti. Lo sapevo che ci sono corrispondenze fra noi nonostante le grandi diversità: amo quei sentieri  rurali e dannunziani dove cammini pensando ai ragazzi, amo i laghi, amo i cipressi, amo i cimiteri per la loro bellezza immobile e per le storie che ci raccontano.

    2. odessa1920

      odessa1920

      Quando viaggio i cimiteri sono sempre una delle mie mete fisse.

    3. hocuradite

      hocuradite

      Non viaggio quel tanto per fare in modo che possa diventare anche per me un mia caratteristica; ma quando molti anni fa mi sono trasferito in città per prima cosa,  per conoscerla, visitai il cimitero. Ci ritornai un giorno per un semplice lavoro di spalatura della neve, ma questa è un'altra storia. Stavo pensando che quello che che ci accomuna è forse un certo romanticismo ottocentesco o magari un esistenzialismo o decadentismo alla francese. Ho letto una volta in una chat pubblica, da un esperto del settore, che merita una visita il campo santo di Genova, a quanto pare deve essere di una suggestione unica.

      Comunque è meglio chiudere il discorso perche chi ci legge e ci vede dall'esterno veramente pensa che siamo pazzi, ma pazzi veramente. Oppure dei ricchi annoiati  in cerca di cose originali ed emozioni forti.

      Ti scrivo ancora.

  7. Le cose e le persone nel corso della nostra vita cambiano. Sembra che non muti nulla, che tutto sia cristallizzato intorno a noi ma in verità se proviamo a voltarci indietro notiamo che in uno, due, tre anni qualcosa intorno a noi è cambiato. Se si sente il peso insopportabile dello stallo questo peso non è ancora abbastanza affinché non si è indotti a darci un taglio. Non è affatto saggio lottare per un equilibrio artificioso, lottare con il disordine che si insinua dentro e fuori di noi senza posa di notte, di giorno, sotto la doccia, in mezzo al mare, durante un film che ci piace tanto... non è saggio.
    Poi ognuno vive come può. Non è da biasimare chi esplora il proibito, chi cerca emozioni fuori dalla propria realtà e chi non riesce ad abbandonare. I binari delle emozioni non sono sempre dritti e così chiari. La vita è fatta di meandri morti e piccole stazioni dismesse. Non solo di linee ad alta velocità
    .

     

     

     

    IMG_5419.JPG

    1. scompaiomatorno

      scompaiomatorno

      bisognerebbe adeguarsi al mutamento, avere abbastanza elasticià per seguire la corrente senza perdersi in essa :)

    2. hocuradite

      hocuradite

      Saggie parole le tue.

      I cambiamenti anche se non si vedono procedono e sono inesorabili; come l'albero della cui crescita ci si accorge solo dopo. Lo stallo inaccettabile invece non si scioglie fino a quando non c'è il punto di rottura, fino a quando non è venuto a maturazione il cambiamento.

      PS: se riesco la prossima volta vorrei commentare una tua foto.

       

    3. chiaraoscura4

      chiaraoscura4

      amo alla follia!

  8. Meta-fisica

    Talvolta accade - negli ultimi tempi più spesso – che io guardi un ragazzo solo per apprezzarne la bellezza e l’armonia del fisico. Nulla di più, niente secondi e terzi fini. O meglio potrei dire solo tersi fini. E con questo non penso che sia male quando guardo un ragazzo solo immaginando cose sconce. No, non credo sia male. Solo che nel primo caso mi godo come mai il trascendere di ogni traccia di fisicità che in qualche modo inquina e oscura certi punti di vista: senza compiere alcuno sforzo non immagino un dopo, situazioni che non avverranno mai, circostanze improbabili, situazioni che in qualche modo usurpano il momento, il presente, l’attimo in cui sto guardando. In questo caso semplicemente non immagino nulla, guardo e basta, come potrei guardare il mare, il sole, il cielo, una nuvola, un albero o un’opera d’arte.

    Quindi, ragazzo che sei sulla scalinata con i pantaloni bianchi e il vento che ti spettina i capelli, non fraintendere il mio sguardo, continua a scendere e vai per la tua strada.

    IMG_4909.JPG

    1. fleurdelys00

      fleurdelys00

      sfortunatamente non comprenderà mai questo messaggio ma fraintenderà le tue intenzioni

    2. ciribi72

      ciribi72

      vero, la mente dell'uomo non risiede solo nella testa :P

    3. hocuradite

      hocuradite

      Ho commentato sulla mia bacheca per evitare di strumentalizzare il tuo dialogo. Se vuoi leggere la cena è servita.

  9. Non vedo, non sento, non parlo. Annullamento dei sensi in sequenza. E intorno che cosa rimane?

    Una ovattata sicurezza? Una ancora sentimentale? Un appiglio? No, rimane il buio. La mortificazione del desiderio.

    Schermata+2018-10-24+alle+02.10.11.png

  10. Sono oscena e trovo inutile parlare di qualsiasi argomento.
    Non mi innamoro da anni ma non è un problema in quanto la cosa non mi riguarda anche se talvolta mi sfiora ma ormai è sfiorita e non c’è primavera che tenga.
     

    Intanto fuori piove.

    Vestitomargherite15.JPG

    1. hocuradite

      hocuradite

      C'è una tristezza senza fine in ciò che dici e riflette la nostra condizione umana. Non ha senso consolarti, ma solo dirti che ti capisco e ti sono sono vicino. Nonostante tutto mi piacerebbe riuscire prima o poi a farti ridere.

       

      image.jpeg

    2. carromaggior

      carromaggior

      Ti lasci vivere, la vita vive per te. Tu sembri un'osservatrice. Ma osservare serve nel tempo a cambiare.:D

    3. beautifullmind0

      beautifullmind0

      non è indispensabile innamorarsi...

  11. Era il 1926. Vagavo fantasma tra le varie città d’Europa. Ero in punto di morte e lo sapevo, vita passata, aspettavo di traslocare nel posto strano dove oggi mi trovo.
    Eccomi qua, infatti, dentro un giallo disperso.
    Credevo, allora, di farmi anima ed emozioni e, invece, eccomi, sono corpo, esigenze materiali da soddisfare con somma difficoltà.
    Sono ciance, queste, lo so: non interessano nessuno.
    Dicevo: in quel periodo gironzolavo, aspettando lo spirito, non mangiavo e non bevevo, mi nutrivo di oppio e di sogni.
    Un giorno, percorrendo il Passeig de Gracia, in piena Barcellona, assistetti a un fenomeno strabiliante: un uomo cadde sotto un tram, il tram non frenò nemmeno per scherzo e triturò l’uomo letteralmente. Passato il tram, la massa informe si rianimò, si fece forma di forme e onde tonde e rotonde e volò nella natura.
    Poco dopo, interrogando gli astanti, capii che era morto Antoni Gaudì.

    Strana+2.jpg

    1. hocuradite

      hocuradite

      Mi disturba  scriverti perché mi costringi a farlo e ad essere ripetitivo e scontato, ma io un brano letterario di questa caratura raramente l'ho letto ancora, siamo a livello di capolavoro della letteratura. Lo so mi prenderai per pazzo, ma io su queste cose di solito ci prendo. Io di metterti le coppettine su queste cose di pregio non me la sento, lo trovo ridicolo, meglio il silenzio o, come faccio in questo momento, sperticarmi in elogi meritati.

      Potrei odiarti ma non smetterei mai di ammirarti.                           SU QUELLO CHE SCRIVI NON SO COSA MA FAI QUALCOSA.

    2. odessa1920

      odessa1920

      Non so cosa rispondere a tale elogio. Per me provocare anche una piccola emozione è già una cosa enorme.

      Ti ringrazio.

    3. hocuradite

      hocuradite

      Non rispondere niente, prendi e porta a casa. Comunque ripetendomi ti assicuro che emozioni ne dai; sia da un punto di vista personale poichè tratti in modo stringente e partecipato  di tematiche esistenziali, sia da un punto di vista estetico per la tua capacità nel componimento. Oltre a ciò sappi che protresti avere successo a livello editoriale.

      Un po di chiacchere:

      meno male che mi hai risposto in tempo altrimenti una certa voglia di fare ancora  la finta poteva venirmi. Oggi mi sono fermato alla stazione della tua città per una coincidenza e poi sono ripartito. E tu dirai: ecche mi frega. Si hai ragione. Ma le chiacchere sono chiacchere. Poi c'era il sereno non di certo la pioggia. Se non mi emozionavi stai fresca che ti parlavo. A  dire il vero anche le tue immagini sono molto comunicative, perciò danno emozioni.

  12. Quell'angolo di lago dove ti baciai

    Capita che, viaggiando in auto certi luoghi in cui arrivi pensando ad altro ti richiamino alla mente persone ed eventi del passato.

    “Lì è successo qualcosa che ci riguarda, ricordi?”, potresti dire se quella persona fosse presente.

    Romanticismo?

    Un po’ di commozione.

    Poi la mente ridiventa fredda, il ragionamento si fa distaccato. È la coscienza “che sì, ma alla fine…”: è cosa passata.

    Nessuna nostalgia.

    È la consapevolezza che c’è uno spessore nelle cose che fai nel presente.

    Che non tutto si riduce a quello che vedi scorrendo rapidamente in corso d’opera.

    L’emozione è forse qui: nello scoprire che sei tu, la stessa, ma non più la stessa.

    “Un'altra” e “la stessa" convivono nel discorso che ti riguarda.

    E questo riporta lo sguardo verso il futuro. Forse è questo che apre un futuro.

    cc0180bb-1cee-463b-91cb-af71209f5e4d.jpg

    1. weddingdresses8

      weddingdresses8

      Parole profonde... Complimenti! :)

    2. vecchialenza6

      vecchialenza6

      Complimenti, davvero!

    3. londoncalling6

      londoncalling6

      i viaggi interiori,

      quelli più importanti per lo spirito.

       

      Belle parole e piacere di conoscerti!

  13. Il mattino riporta il fiato alle mie narici e questo mi uccide perché sporca i miei desideri.

    001.png

    1. nuncepenza6

      nuncepenza6

      bellissimo ritratto 9_9

      il mattino "sporca" anche i sogni, talvolta..per questo non mi piace il momento del risveglio...oltre al fatto che ho sempre un sonno tremendo ¬¬

       

      Buongiorno Odessa!

    2. carlo9876541

      carlo9876541

      buona sera a te Carlo

    3. altomororicco

      altomororicco

      bellissimo scatto...intenso.

  14. Ci hai preso gusto a farmi le finte....

    1. hocuradite

      hocuradite

      hi.. hi.. hihiii.. volevo vedere se stavi attenta! Quante cose si imparano dai gatti. SVICOLO A TUTTA MANCINA ...... MIARAMEO!

    2. odessa1920

      odessa1920

      Ho sempre avuto un gatto...

    3. hocuradite

      hocuradite

      E mio zio ha avuto il cimurro.

      E Ridaje... ti prenderei a randellate con un fazzoletto di seta.

      Dunque vediamo, chiediamo alla margherita:

      Umorismo inglese.

      Pattinaggio sugli specchi.

      Haiku (componimento breve e minimalista giapponese).

      Gatta Morta.

      Il cognac.

      Le esalazioni pestifere del fico decomposto.

      La caramella per la scimmia invadente.

      Il gioco del gatto con il topo.

      Ma un momento.... chi sarebbe il gatto e chi il topo?

       

       

       

       

  15. Allora… devo rimediare a qualche cosa. Non mi sento in forma, mi sento piuttosto sformata, non come un pane appena sfornato, tutto profumato. Non so da cosa dipenda, certo il mio stile di vita negli ultimi tempi è piuttosto sbagliato, non mangio bene, dormo poco, penso male, ho mal d’amore. Insomma, faccio tutte quelle cose non si dovrebbero fare. Poi so benissimo cosa dovrei fare o cosa dovrei evitare di fare. Quindi devo attuare qualche buon proposito se voglio salvarmi.

    IMG_4643+2.jpg

    1. hocuradite

      hocuradite

      Quando crei ti scrivo per elogiarti, quando stai male, come adesso, mi fai tenerezza e dispiacere e vorrei scriverti qualcosa per tirarti su. Comunque vedo che hai già tutte le risposte che ti servono, per cui mi limito a dirti che mi dispiace per come stai.

    2. beautifullmind0

      beautifullmind0

      Creare un piano d'azione è già un buon primo passo. Vedrai che dopo aver deciso cosa fare per rimediare, con un po' di forza di volontà, tornerai a brillare!

    3. lullabyblue0
  16. Questa mattina mi sono lasciata andare. Ho dormito fino alle dieci. Da un po’ non accadeva. Ieri notte credo di essermi addormentata intorno alle cinque. Volevo finire il libro che stavo leggendo. In verità non l’ho finito, il sonno ha avuto la meglio: mancavano poche pagine alla fine, quattro, cinque, ma gli occhi non reggevano ed ho perso i sensi.
    Quanto mi piace addormentarmi contro la mia volontà, in particolare mentre sto leggendo o guardando un film. La sensazione di essere posseduta da qualcosa di enorme, di grandissimo, da qualcosa di incontrollabile che mi vuole rapire per portarmi via, in un posto che non conosco, che non conoscerò mai. E nonostante tutto non ho paura perché so che in qualche modo ritornerò qui dentro di me. Ed io lotto, so che cederò, è inevitabile, ma lotto, riga dopo riga, scena dopo scena, torno indietro, riprendo il filo, il buio mi pervade, mi sommerge, cerco di galleggiare, annaspo sulla superficie affannosamente, riemergo, affondo, mi cadono le braccia, perdo il controllo e poi vengo risucchiata da un vortice impetuoso e nero, ruoto, ruoto, ruoto e sparisco.

    Io non sogno quasi mai, o almeno non ricordo ciò che sogno.
    In un racconto di Borges ho letto che nello stesso istante in cui ci addormentiamo qui, ci svegliamo da un’altra parte, quindi ogni uomo è due uomini. Per quanto mi riguarda ho il sospetto che sia profondamente vero. Altrimenti non mi spiego perché io non sogni quasi mai: un’altra me vive da un’altra parte, non so dove, ma ne sono convinta. Poi, non appena mi sveglio lei si addormenta. E così via. Forse quando morirò – o moriremo (?) – ci incontreremo.

    Adesso sono sveglia. Bevo acqua. Prendo la bottiglia in mano, mi riempio la bocca per quanto è possibile, trattengo l’acqua qualche secondo tra le guance gonfie cercando di percepirne il sapore e poi deglutisco. Rilasso i muscoli,
    spingo delicatamente con la lingua l’acqua contro il palato, la faringe fa il suo lavoro, la sento scivolare lentamente nell’esofago e poi giù giù nello stomaco

    2E94A3FC-9944-49D9-B650-6B1301474AC0.jpeg

    1. nancy19821

      nancy19821

      Hai proprio ragione !!!! Bellissima sensazione, che crea in noi una sensazione di solievo e di pace.... (almeno per me)

    2. nuncepenza6

      nuncepenza6

      Complimenti Odessa, davvero un bel pensiero :)

       

    3. hocuradite

      hocuradite

      Difficilmente intervengo se non vengo prima interpellato. Le poche volte che lo faccio di mia iniziativa è quando c'è qualcosa sul quale è doveroso rispondere, oppure, nel tuo caso, quando c'è qualcosa di sublime. Hai saputo descrivere un tuo stato interno con alta perizia introspettiva e di auto empatia e poi sei riuscita a trasmetterlo a noi lettori con una capacità narrativa trascinante e toccante di alto livello, meritevole di pubblicazione.

      PS: La viaggiatrice, studiosa di religioni orientali e fra le prime esploratrici del Tibet, Alexandra David Neel scriveva in un suo libro che lessi, se non mi sbaglio, dell'effettiva esistenza di un nostro doppio che sovente a nostra insaputa si separa fisicamente da noi. https://it.m.wikipedia.org/wiki/Alexandra_David-Néel

  17. Io vivo di perfezioni provvisorie.

     

     

    IMG_8647+3.jpg

    1. ciribi72

      ciribi72

      splendida

    2. odessa1920

      odessa1920

      Grazie del complimento, lo apprezzo molto.

    3. beautifullmind0

      beautifullmind0

      Ricercare la propria perfezione e non quella che è per gli altri la perfezione

  18. Non ci capisco più nulla. Ogni sensazione, anche la più forte è subito inghiottita dal vortice della ripetitività e si perde nei ricordi.
    Dove sta la vita allora?
    Nella consapevole coltivazione reiterata del proprio giardino o nella ricerca sfrenata di sensazioni?

     

     

     

    IMG_0736.JPG

    1. daliahnera

      daliahnera

      La vita non si spiega, si vive. Hai la possibilità di rendere questa giornata, la più bella della tua vita! :)  

    2. tacchialti94

      tacchialti94

      Non è tutto bianchi e neri, c'è anche il rosa :D

       

  19. La realtà intonava inni stonati.
    Maurilia, seduta sullo scalone di fianco all’entrata del ristorante cinese, aspettava con ansia che il temporale annunciato da siti, display dissimulati, tg e vecchi pietosi e latranti arrivasse senza troppi indugi.
    L’aria era scura, non nera, marrone, come se il temporale, di certo alle porte, fosse escrementizio, piuttosto che piovasco.
    L’umidità puzzava di latrina. Forse era l’odore di qualche toilette oppure la grande porcilaia fuori città produceva in overdose.
    La verità presunta dispensava liturgie, per via d’ogni segno d’attorno, come se la verità, appunto, fosse il casino di tutto l’intorno riempito da segni.
    E Maurilia a dirsi: e vivere? Non basta vivere? Non basta più?
    Amare: roba difficile. Forse inutile. E poi? Cosa c’è da fare ancora?
    Io non so dimostrare niente a nessuno. 
    Dunque, aspetto il temporale.

    Vestitofiorellininero10.PNG

    1. hocuradite

      hocuradite

      Un brano ( penso estratto da un racconto più lungo) molto bello per la sua intensità sospesa, realistica, decadente e per le sue note esistenziali. Anzi la prima metà dello scritto, forse per un rimando alla carnalità,  la considero addirittura erotica ( lo so, sono un tipo strano). Complimenti.

    2. odessa1920

      odessa1920

      In verità io non scrivo mai racconti lunghi, il "racconto" è proprio così. Grazie per l'apprezzamento

  20. L’unica cosa che so è di non sapere.
    …e  non ne sono neanche tanto sicura.

    IMG_3554.JPG

    1. scompaiomatorno

      scompaiomatorno

      Solo le persone davvero mature e non piene di sé, sono in grado di ammettere quello che hai scritto. Continua così! :) 

       

      P.S. stare a contatto con il prato, specialmente camminare a piedi nudi sull'erba, è una delle mie cose preferite, mi rigenera come poche altre cose al mondo sono in grado di fare :x

    2. odessa1920

      odessa1920

      Lo faccio spesso. Una cosa bellissima.

  21. Non m’importava che cosa fosse il mondo. Volevo soltanto sapere come viverci. Forse, se scoprivi come viverci, imparavi anche che cos’era.

    Ernest Hemingway

     

    DSC_1766.JPG.5d26b3dadc60e62eb94ef8d9388d3ea9.JPGDSC_1680.JPG.73f8d897946cec2a033b6f34b5925136.JPGIMG_9812.JPG.b9b24826b6cb78b107210643a72ada5e.JPG5c427c9183fe5_IMG_97792.JPG.70665e38aa1da8591bc9163191b9b0ab.JPG

    1. londoncalling6

      londoncalling6

      Che meraviglioso reportage!

      Dove sei?

      Il posto è assurdo..

    2. odessa1920

      odessa1920

      Marfa Texas

  22. Oggi ho amato il sole. Di persona.
     

    IMG_2398.jpg

    1. altomororicco

      altomororicco

      e il sole pare abbia amato te

    2. daliahnera

      daliahnera

      non sono particolarmente amica del sole ma su di te ha sicuramente un benefico effetto

  23. Oggi ho percorso a piedi una strada che di solito faccio in auto.
    Una strada come tante, di quelle da cui passo ogni giorno quasi senza farci caso. Prima, seconda, terza e via. Arancione, rosso, verde e via. Questa mattina però un passo dopo l’altro ho notato particolari mai visti: quel profumo di pane di quel forno, quel circolo con quegli anziani seduti a parlare di come va il mondo, quell’appartamento con un giardino che non sembra essere in città e quasi quasi mi comprerei, quel micio rosso alla finestra che mi ha strappato un sorriso...
     

    Sì, forse per ricucire una storia quasi persa bisognerebbe ripercorrerla a piedi.

    IMG_3742.JPG

    1. carromaggior

      carromaggior

      Tante volte non viviamo, non siamo presenti come dire siamo distratti. Ecco lo stare presente ci porta a vivere meglio, siamo più calmi in quel momento etc. Grazie per la riflessione. Buongiorno e Buon Venerdì :D

      3342796_800n.jpg

    2. scompaiomatorno

      scompaiomatorno

      quando guardiamo le cose con calma, un passo per volta, scopriamo sempre qualcosa di più

  24. Sto rileggendo “L’insostenibile leggerezza dell’essere”. Rifletto sulle coincidenze, quelle di cui Kundera scrive a proposito
    dell’incontro tra Tomas e Tereza. Un incontro è tanto più importante quanto più è mosso dalle coincidenze, ovvero da eventi che ci fanno convergere verso una persona in modo ineluttabile. Sono le coincidenze che dovrebbero muovere tutto, non la necessità.
    La necessità è banale, scontata, prevedibile, meccanica. Le coincidenze invece hanno a che fare con il destino, quando noi ce ne accorgiamo esse si manifestano. Sì, perché spesso non ce ne accorgiamo, non ci facciamo caso e non allora succede nulla.
    Tomas è andato in un piccolo paese della Boemia per lavoro, in verità doveva andarci il suo capo ma a causa della sciatica ha mandato lui. Poche ore prima di prendere il treno per tornare a Praga si ferma a bere un cognac in un locale dove lavora Tereza. Lei vede che ha un libro sul tavolo e questo fa scattare in lei una sorta di affinità elettiva nei confronti di Tomas (raramente in quel locale i clienti hanno un libro aperto sul tavolo). Mentre lei chiede cosa desidera a Tomas la radio suona un quartetto di Beethoven (anni fa Tereza ha ascoltato dal vivo quel brano e quella sera al concerto erano presenti lei, il farmacista del paesee la moglie. Tre spettatori per quattro musicisti. Quella musica per lei da quel momento ha rappresentato l’accesso ad un mondo superiore rispetto alla mediocrità ed alla grettezza della propria famiglia). Insomma tutte queste coincidenze fanno scattare qualcosa
    in lei. Quella cosa strana e indefinibile che si chiama amore, forse.

     

    IMG_5598.JPG

    1. altomororicco

      altomororicco

      ho letto questo libro molti, moltissimi anni fa...

      lo riaprirò presto, mi sei stata d'ispirazione!

       

      Buon pomeriggio,

      Marco.

    2. londoncalling6

      londoncalling6

      Kundera...è vero, ogni tanto va riletto!

  25. Ma tu credi al ‘per sempre’? 
    Il ‘per sempre’ è come credere in Dio. Credo ad un certo modo di stare insieme, ad uno stato mentale a tempo indeterminato, ad un ‘per sempre’ virtuale che poi magari nella realtà non si rivela tale ma in quel momento la tua testa ed il tuo cuore non si pongono limiti temporali. E questa sensazione è già tanto per me.
     
     

    IMG_1855.JPG

    1. ciribi72

      ciribi72

      che poesia

    2. beautifullmind0

      beautifullmind0

      Un testo assolutamente non scontato... 

      "People spend so much time
      Every single day
      Runnin' 'round all over town
      Givin' their forever away
      But no not me, I won't let my forever roam
      And now I hope I can find my forever home
      So give me your forever
      Please your forever
      Not a day less will do, from you."