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            1. Vedo che ti piacciono i Floyd, questo è il pezzo perfetto per i miei lunedì mattina

            2. Ciao. Volevo solo segnalarti che ho ora pubblicato un articolo su argomenti che so che ti interessano. È una risposta ad un intervento di una utente del 21 febbraio 2019. Ciao e buonanera.

            3. Ciao Chiaretta, ho pubblicato un nuovo articolo (risposta ad un trascorso intervento di una simpatica utente del 21 febbraio 2019) su argomenti che so che ti interessano molto, anche se ho intuito che forse la pensiamo diversamente, magari Oscuretta mi fa un pò di tifo.  Ci tenevo a segnalartelo nel dubbio che tu non lo  legga. Nei link faccio riferimento anche ad Alexandra David-Neél. Una donna che forse non è riconosciuta come icona femminista, ma che meriterebbe di esserlo più di altre.

              Emergendo dall'oscurità di questo oceano umano ti mando un mio delirante e affettuoso saluto.

              1. chiaraoscura4

                chiaraoscura4

                ho visto proprio qualche minuto fa! una bomba!

            4. Ho letto tutta la tua lunghissima e dettagliata presentazione, mi ha colpito il desiderio finale:

              Un segreto desiderio da svelare? 
              Facilitato  da un innato senso della protezione e ascolto, spinto dalla contigente ristrettezza materiale e rivendicando il diritto alla prosperità, non mi dispiacerebbe scoprire cosa si prova ad essere appagato nell esaudire con sincerità ed entusiasmo i desideri  e bisogni femminili.

              Si prova un piacere che va oltre la mera fisicità ma è difficilissimo da ottenere perchè troppo spesso l'uomo non è interessato al godere di questo piacere e/o soddisfazione che lo rende fiero di se stesso ma preferisce semplicemnete scaricare il proprio istinto.

              1. hocuradite

                hocuradite

                Ciao Gerbera. In poche righe hai descritto cosa le donne vorrebbero in queste situazioni e che gli uomini non sanno dare.   Ti ringrazio per  aver letto la mia presentazione, perché la ritengo più importante della mia bacheca o quanto meno fondamentale e sussidiaria per comprendere quest'ultima. Ho il dubbio che non tutte le mie inseguitrici l'abbiano fatto. Sono una persona più letteraria introspettiva che digitale interattiva. Forse meglio così , in quanto ci sono elementi reali, desiderati o solo immaginati che probabilmente disturbano la natura femminile e altri potrebbero non essere condivisi dal pensiero dominante. Inoltre vi sono tutta una serie di elementi e riferimenti che si rimpallano fra presentazione e bacheca e che si intrecciano fra loro costituendo un unico filo conduttore. Se seguiti con labirintica ma coerente follia costruiscono una visione di insieme e una narrazione che si srotola. È in definitiva un labirinto dove è dolce perdersi, ma se segui il filo puoi trovare anche la direzione. Riguardo alla presentazione e alla bacheca consiglio di fare delle riletture perchè le modifico spesso.

                Quanto invece ho scritto nel finale della mia  presentazione risponde ad una serie di considerazioni. Di tipo personale legate ad una mio elemento caratteriale portato  ( schematizzando molto) ad un senso della dedizione e i cui scopi sono duplici come due sono le lettere AP.                            Di tipo filosofico legato alla presa di coscienza della diversità e complessità  ( azzarderei anche affermare di una superiorità) della natura femminile  in campo sessuale, psichico, emozionale, cognitivo, sociale.                                     Di tipo generale, rivolto soprattutto al genere maschile, basate sul l'idea che l'intimità ( non necessariamente amore) sia più appagante se coinvolge la dimensione psichica, legata al gioco, all'empatia e al dono, alla ritualità, alla complicità e all'intrigo, alla lentezza, alla soddisfazione quando si è in grado di dare più che ricevere. Risolve inoltre anche il problema maschile di riuscire a prolungare il più possibile il piacere ( mantenendolo in uno stato di tensione mai risolto se non il più tardi possibile e accordandolo con quello femminile) il quale, se altrimenti lasciato a briglia sciolta, si risolve in qualosa di troppo immediato per essere veramente assaporato e appagante ( non solo per lei ma anche per lui).

                Comunque non sono contrario ad un rapporto che possa essere considerato frettoloso, scorretto, pura espressione di istinto, non paritario, ecc, purchè sia una scelta reciproca voluta o accettata da entrambi

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              2. londoncalling6

                londoncalling6

                cavolo.... mi sento veramente una bambina quando leggo questi discorsi... però penso che nella coppia debba essere fondamentale il dialogo e la sincerità, quando entrambi si concorda sulla linea da seguire diventa molto più semplice

              3. hocuradite

                hocuradite

                Non ti preoccupare Londoncalling6  per quanto mi riguarda il mio è solo sbrodolamento intellettuale. Mentre tu con semplicità hai detto ciò che è fondamentale. Cioè  che è sufficiente che ci sia un'intesa e tutto viene da sè e qualsiasi problema o attrito incontrato viene affrontato insieme. Se manca questo il rapporto è morto in partenza anche se si insiste a stare insieme; anzi è su queste basi di disarmonia, mancanza di dialogo e sincerità che nascono ( soprattutto nel contesto della convivenza) insanabili litigi e silenzi gelidi e interminabili come una notte siberiana. 
                Inoltre tu sei di una generazione dove la differenza di genere è meno accentuata per cui molte problematiche non ti appartengono perché non sono presenti.
                Comunque, dal momento che intuisco che sei una persona piena di curiosità e voglia di vivere, se leggi tutto ciò che scrivo (presentazione, aggiornamenti e risposte agli aggiornamenti ) troverai cose buffe, interessanti, deliranti, insopportabili che potrebbero stuzzicare la tua sete di conoscenza. Anzi, se non l'hai già vista prima,  se stai attenta troverai una sorpresina per te, che ormai da mesi ti attende, altro non ti dico.  
                Un saluto dal Vostro Mater.

                 

                 

                 

            5. Sicura che saprai gustartela ;) ciao!

               

              1. hocuradite

                hocuradite

                Ciao Prismatica Iridescente. Della vera musica ci voleva proprio, grazie.

                PS: se mi permetti, nel tuo album "Schizzi da bus" considero il tuo disegno  " The Fighter " una bozza preparatoria di grande interesse se vuoi realizzare un dipinto che rimandi alla tradizione della ritrattistica classica.

                 

                IMMAGINE: Piero della Francesca, Dittico trionfale, 1465-1472, tempera su tavola, cm 47 x 66 (totale). Firenze, Galleria degli Uffizi.

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            6. UN PENSIERO A CHI SOFFRE 

              La sofferenza può arrivare a dei livelli tali da vincere l'atavico istinto di conservazione. Si baratta così la propria misera vita per una pace sicura e duratura, anche se il prezzo da pagare è  un immediato eterno oblio. Quello che fa andare avanti e ritardare questa scelta irrevocabile è una parolina : SPERANZA

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            7. CANI EVOCATI, AVVOCATI CANI

               Sti quattro marmittoni sembrano appena usciti da un colloquio di lavoro nell'agenzia Le Farem Saper Srl; hanno sbagliato porta, volevano andare all'assemblea autogestita di London Larg and Street, ma per il troppo incenso si sono trovati alla riunione del Consiglio di amministrazione della "Avvocati riuniti Truffy & figliastri". Li hanno presi per dei funzionari sindacali sotto copertura e hanno chiesto loro pure dei consigli di investimento azionario sui prodotti per il lavaggio dei cani.    A proposito di cani, si dice che ogni cane assomigli al proprio padrone. Allora si può anche dire che ogni maschio assomigli ad uno dei Pink Floid. Io potrei assomigliare nel fisico e nello spirito  ( pure nella faccia e nei capelli prima della caduta del Muro di Berlino) allo sgallettato con il poncho. Tipo longilineo, con la faccia un po' intimorita, spaesata e leggera, pronto però a trasformarsi in una impavida mamma orsa in difesa del suo orsetto in difficoltà. Attenzione però,  perchè con l'abito scuro adatto potrebbe trasformarsi in un inesorabile agente della polizia politica. Non mi dispiacerebbe assomigliare al tipo in fondo, cugino povero  di secondo grado, nato prematuro, di De Andrè;  un solido enigma senza fondo, selvaggio ed essenziale, ma mi rendo conto che ha un aspetto un pochino inquietante. Sicuramente non vorrei assomigliare al baffone alla Pecos Bill, bigliettaio di tram e idraulico per hobby. Quello in mezzo un innavicinabile Nirvana per noi comuni maschi da canile. E tu a chi assomigli?

              PINK FLOID

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            8. contento per la tua risposta, il mio nome è milani, preferisco che tu mi risponda per ulteriori informazioni su (milani093isinsu@gmail.com)
              .............
              glad for your respond my name is milani i will prefer you reply me for more introduction at ( milani093isinsu@gmail.com

              1. Visualizza i commenti precedenti  altro %s
              2. verde-tiffany

                verde-tiffany

                grazie... sì, occorre stare attenti.... io le segnalo tutte...

              3. hocuradite

                hocuradite

                Cara Verdolina fai bene a segnalare, però dal punto di vista strategico non è la cosa migliore perché poi queste persone si occultano e riemergono aprendo nuovi profili e ricominciano, in più con la fatica di doverli nuovamente riconoscere. È più efficace riconoscerli una volta per tutte e lasciarli lì, isolati e ignorati nel loro brodo. Si potrebbe fare anche delle azioni più aggressive ed efficaci, ma in questo caso ci vorrebbe una azione collettiva e virale di tutto il popolo del web..... di più non dico. Infatti se aspettiamo che .... BIPBIIIIP... AUTOCENSURA .... ci sono cose che mi puzzano e non posso approfondire....... qualche parola chiave: indirizzi IP, numero di iscrizioni ai siti, episodi di messaggi di tipo spam significativi per il loro essere circoscritti nel tempo e per la loro maggiore frequenza.

              4. verde-tiffany

                verde-tiffany

                ah!! grazie!

            9. Grazie del commento, veramente gradito e grazie per avermi fatto conoscere l'affascinante Alexandra David-Néel.

            10. Qua la mia idea di femminismo declinata alla figura della grande Patty!

              Ogni confronto ed opinione, come sempre, è assolutamente gradita!

              https://www.syndromemagazine.com/luoghi-comuni-sul-femminismo/

              1. hocuradite

                hocuradite

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                (risposta del 16 giugno 2019)

                SILVIA, VINCENZINA E ALESSANDRA

                Carissima Fioraia Austro Ungarica i tuoi ultimi interventi offrono molti spunti di riflessione. Eccone una vagonata sparsa e allucinata. Forse saranno sempre di meno. Già questa è in un ritardo mostruosamente vergognoso.                 La Patti con la patta (cerniera) sempre aperta è una poetessa e questo è il suo valore. Inconsciamente avevo intuito che poteva essere lei in foto, ma razionalmente era lontana dall'indimenticabile ma disorientante intervento al Festival di San Remo. Con quel vestito maschile da security e quel enorme bolo sputato con sicurezza pneumatica sul palco            ( non so se qualcuno l'ha notato), del quale una famiglia di sfollati bergamaschi ci mangia una settimana, mi ha spiazzato, troppo lontano dal modello di femminilità che mi attira. Solo subendo una violenza scientifica, che risolva le differenze maschili, o la pecunia che non olet, potrebbe spingermi ad assaporare in ginocchio il suo fiore mentre lei gemendo mi tortura i capelli.

                Ecco la questione femminismo/ femminista, libertà, stereotipi, ecc. Io non sono femminista, semplicemente amo e difendo la libertà e la giustizia, la dignità umana, l'opportunità data dal merito; al di fuori di questo ogni differenza ( e anche antipatia) è sempre desiderata. E questa società Fascio Buonista, dove o si parla bene delle donne ( come di altre categorie umane) o non si deve parlare, mi sta stretta ( unica eccezione perbenista ipocrita al politicamente corretto è quando a parlarne male, in chiave ironica e di partigianeria, è un membro di tale categoria). Anche se stringo solo amicizie con donne e con molta facilità, passare per l'amico delle donne mi inquieta; vi è in questo un non so che di ruffianeria e di calcolata subalternità ipocrita che mi disturba. Do la precedenza alle donne, pago se invito a cena ma non faccio un dramma e non mi sento minacciato nell'orgoglio maschile se vuole offrire lei o cedermi il passo. Se invece vuole fare alla romana tolgo le tende, lontano da contabili e puntigliosi. Noi uomini e donne siamo fra di noi nè uguali, nè superiori, ma solo diversi. La diversità hanno poi infinite declinazioni e sfumature, delle volte paritarie perchè separate e complementari , altre volte apparentemente disparitarie perché consensuali o meritocratiche. Ci sono poi anche quelle realmente disparitarie, non consensuali e non meritocratiche, su cui basa il mio principio etico e classista di opposizione e lotta. Badate a quello che ho detto: diversità paritarie , perché le "parità paritarie" mi sanno tanto di omologazione, inganno, multiculturalismo relativistico borghese e scusate stavolta per il mio complicato gioco di parole. Come si riconosco quelle più spinose, cioè le sincere diversità disparitarie.? Semplice contengono ( o devono contenere) l'elemento infantile, leggero e cavalleresco del gioco: i giocatori giocano per libera scelta, sei libero di abbandonare il gioco quando vuoi, il gioco per valere deve basarsi su regole condivise e rispettate, il giocatori sono alla pari e fra di loro (sia antagonisti, partecipanti, perdenti o vincitori ) si riconoscono e rispettano. E allora partenza e via: puoi essere la massaia strofinatrice di mobili, l'operaia, la direttrice, la guerriera, la dominatrice erotica del maschio sottomesso, la palpeggiata o palpeggiatrice, la fioraia cieca di Charlot........

                Questo mio spazio non è il salotto delle donne, bensì una stanza per gli interrogatori, dove uomini e donne si mettono a nudo svicolando, raccontando, imprecando, confessando. Qui non si pettinano i capelli alle bambole, semmai se ne stanano i pidocchi. Le meritate risate le faremo da scarcerati a fine pena e probabilmente avremo nostalgia del carcere perchè  almeno lì si è tutti uguali.

                Cominciamo a demolire o discutere certe idee attualmente dominanti: natura o cultura, classe sociale o appartenenza biologica: le donne sono uguali, paritarie e solidali fra loro perché accumunate dalla loro biologia, visione delle cose e dalla comune condizione di discriminazione. Eppure mi domando: un'operaia in catena di montaggio è più vicina alla Silvia Uela ("nooo signora .... non è un cognome senegalese ma milanese"), imprenditrice della fabbrichetta, che la capisce, ma che alle fine se ne va in vacanza alle Maldive, perché si intonano con la borsetta verde mare comprata da Pucci Tucci Ciucci Store, mentre lei si spacca la schiena tutto l'anno in fabbrica, oppure più vicina al collega operaio maschio che mentre passa le dà una pacca sul sedere? Questo ignobile ammasso di testosterone ingrifato che se gli sposti di poco il piatto muore di fame ti consente una cosa: la medesima condizione sociale e culturale, il diritto alla risposta, la parità nel duello, il comune terreno di scontro: ti puoi girare e ribaltarlo con un ceffone (meglio se appesantito e inanellato con un po' di bulloni che hai trovato sul banco da lavoro), puoi ironicamente ringraziarlo perché non speravi nello stesso trattamento che lui concede a sua madre e a sua sorella sempre così desiderose di un po di manzo fresco, puoi tacere e sopportare perché hai altro per la testa dì più importante, con tutti i problemi che ti aspettano a casa. Eppure c'è qualcosa di strisciante che alla fine con amarezza ci separa noi uomini e donne, ricordando che chissà perché un tempo nelle manifestazioni politiche studentesche io svolgevo compiti di sicurezza, le compagne invece scrivevano sugli striscioni. C'è sempre un qualcosa di sociale e di antropologico che ci accomuna e ci distanzia. Forse la risposta non è nelle tecnocratiche quote: " attenziò battagliò, da adesso almeno il 50% deve essere costituito da donne nello svolgere compiti di sicurezza nelle manifestazioni politiche". Forse è in questo: " dai Alessandra, finisco io lo striscione, vai a fare sorveglianza che te la cavi bene", oppure " ciao, sono Alessandra, perché non finisci tu lo striscione, sono stufa e voglio provare qualcosa di nuovo" (fra maschi giusto o sbagliato che sia la cosa da sempre si risolverebbe così: "dai vieni a fare sicurezza con me così mi racconti la ciucca che hai fatto ieri, lo striscione lascialo chi se ne frega, vedrai che se passa magari ci penserà Alessandra" , oppure "se vuoi il mio posto te lo devi guadagnare, non ti aspettare di certo che mi preoccupi o ti lascio spazio, poi devi finire di ricamare ad uncinetto lo striscione" ). Il problema non è la divisione dei ruoli così come non è la divisone del lavoro o dei sessi, ma che questa non sia una gabbia reale o psicologica dalla quale non potervi uscire o dove si viene sfruttati.

                Domandina domandona : alla fine i maschi dominano perché le donne lasciano fare e inoltre fin da piccoli sono stati educati così da madri sostenitrici del loro piccolo principe e rivali delle figlie addestrate all'accudimento, oppure c'è stata una antica e storica battaglia e i maschi hanno vinto; e se vincessero le donne si comporterebbero come i maschi, meglio o forse peggio? L'occasione fa l'uomo ladro, oppure ladri e onesti rimangono sempre tali?

                 

                LINK UTILI

                https://it.m.wikipedia.org/wiki/Alexandra_David-Néel https://it.m.wikipedia.org/wiki/La_mistica_della_femminilità

                 

                IMMAGINI:

                VINCENZINA (Ornella Muti)

                SILVIA UELA

                ALESSANDRA (Alexandra David-Neél)

                 

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            11. Ti saluto con un'altra grande Donna, che ha fatto la storia e che personalmente amo moltissimo!

               

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              1. hocuradite

                hocuradite

                " Hai, hai, hai signor Longari (IO), mi è caduto ancora sulla ornitologia dei passeriformi. Giù la maschera signor G punto e a capo, che è quasi Carnevale! "

                Vuoi mettermi alla prova per vedere se il collaborazionista sia un doppiogiochista? Ho pensato fosse la mini donna Mary Quant, ho delirato che fosse "Pierina quando si espone", ho sperato che fosse la cugina carina e in psicanalisi di Patti Smith. Il risultato: non so proprio chi sia, ia , ia, oh.

              2. fleurdelys00

                fleurdelys00

                hihihih! è la grande Patty...versione un pò in versione psycho :D

                Io la trovo una donna formidabile...nonché grandissima musicista.

                non la ami anche tu?

                 

            12. Buongiorno B|

              Questo testo riguardo a Frida e al femminismo, è molto interessante.

              https://alaspavolarsite.wordpress.com/2017/08/18/la-santa-frida-icona-femminista-non-femminista/

              (aspetto il tuo parere!)

               

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              1. hocuradite

                hocuradite

                Non posso sottrarmi ai desideri della vedova nera, perciò così rispondo.

                Il popolo seppur tirannico è sovrano, se Frida Kahlo deve essere un'icona femminista che lo sia. Potrebbe essere una forzatura, una strumentalizzazione, un falso storico, ma che importa. Nella semplicità risiede sempre la verità e questa è essere sè stessi e padroni del proprio destino. Quello che di lei colpisce è di essere portatrice di sè stessa e nel farlo parla della sua più profonda interiorità. Questo forse è essere una vera donna, un vero essere umano. È autrice della propria arte, in essa si autorappresenta, esibisce la propria carnalità, il proprio corpo e anima, rimanda a elementi ancestrali e sfuggenti che parlano della nostra natura umana primordiale e forse della diversità di genere che ne fa separatamente anche donna. Lei e femminista perché è lei, è lei al centro di sè stessa e per questo libera. Lei è femminile perché parla della sua natura selvaggia e istintiva. Lei è un essere umano perché parla della nostra condizione e del libero pensiero.

              2. daliahnera

                daliahnera

                grazie davvero per queste tue parole...

                credo che tu abbia di nuovo centrato il punto. Con Frida l'espressione del femminismo è sul piano delle idee, non su quello strettamente pratico-monetario...e da questo punto di vista, concordo che sia stata pioniera dell'emancipazione della donna come figura libera di esprimersi creativamente, fisicamente ed emotivamente.

                 

            13. Un uomo perbene.

               

               

              1. theoldandthesea

                theoldandthesea

                Grande Mino! pura poesia :)

                 

              2. hocuradite

                hocuradite

                Finalmente c'è chi lo ricorda insieme a me. Posso capire che può non piacere a molti per il suo stile melodico tradizionale, ma aveva una carica umana che in pochi hanno. Se n'è andato in punta di piedi con quella umiltà che lo caratterizzava e che probabilmente molti scambiavano per debolezza. Genuino come pochi, aveva un entusiasmo travolgente e capacità di trascinare la gente e di stare in mezzo ad essa. Probabilmente a molti è sfuggita la rara dote della sua autoironia, che si traduceva in un prendersi mai troppo sul serio e nel mettersi sempre in gioco.

                Ciao Mino.

            14. Ti propongo un altro spunto di riflessione...

              Ossia una categoria di donne che hanno agito concretamente per la conquista di alcuni diritti civili imprescindibili...

               

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              1. hocuradite

                hocuradite

                La conquista dei diritti civili, fra cui il diritto al voto attivo e passivo (così come l'indipendenza economica), è alla base dell'emancipazione di ogni essere in una società, compresi anziani, adolescenti e animali, che di fatto sono segregati nei loro rispettivi Lager. Acquisite queste conquiste, tnella società avanzate la lotta per la libertà si sposta su fattori strettamente culturali e della prassi quotidiana. È qui che il gioco si fa duro, subdolo e pieno di tranelli. È per questo che invoco il tuo lato oscuro, la tua parte primordiale che tanto ammira Frida. Il movimento del 68 può essere definio, fra le varie ipotesi, un moto rivoluzionario borghese, perché esprimeva delle necessità di miglioramento funzionale del sistema capitalista vigente. Non ci credi? La libertà sessuale è diventata industria del porno, la ribellione giovanile si è trasformata nei giovani come soggetto autonomo di consumatori, il rock iconoclasta è stato inglobato nell'industria dell'intrattenimento. Le streghe sono andate e le Pierine rivedute e corrette sono tornate. Comode scarpe basse che non fanno male e capelli corti che non si impigliano nell'attraversare corridoi di aziende e super mercati, l'emancipazione delle donne e delle minoranze, il comportamento asessuato sono funzionali ed efficaci ad un sisfema che non vuole che ci distraiamo e che pone come centrale l'efficienza lavorativa e il depistaggio e l'istradamento delle energie libertarie, selvaggie, erotiche, verso i consumi. Le uniche disparità e discriminazioni consentite e anche approvate dal sistema sono quelle detinite marginali, che non minacciano consumi, produttività, potere e consenso sociale, ad esempio attualmente la discriminazione in base all'età, quella sugli animali, quelle sulle teorie negazioniste, quelle sui comportamenti sessuali non commercializzabili, quelle sulla libertà di cura, quelle sulle visioni passionali o romantiche della realtà. È questo il pericolo delle ere post rivoluzionarie e post politiche: la normalizzazione, l'omologazione, il controllo sul comportamento, il fascismo democratico buonista tecnocratico creano quell'effetto ipnotico e di disciplina così utile al neoliberista sistema attuale, che pone come centrale l'organizzazione e la prevedibilità dei consumi, del comportamento, del lavoro, del comando.

                https://youtu.be/e6ki-p1eW2o

              2. chiaraoscura4

                chiaraoscura4

                fai un'analisi molto complessa, e forse per te il fulcro della questione è la controparte negativa risultante da determinate "battaglie sociali", che hanno portato anche effetti non del tutto nobili, quali ad esempio consumismo ed omologazione.

                Ci sta, e sicuramente c'è stato anche l'interesse a che la società dei diritti, avesse anche delle svolte di questo genere...

                Se ne è valsa ugualmente la pena?

                A mio parere sì.

                Libero arbitrio e autodeterminazione restano comunque valori imprescindibili...poi è chiaro che ovunque e comunque la massificazione resterà sempre una realtà con la quale fare i conti.

            15. Ecco un altro splendido esempio di donna libera, nel vero senso della parola, che proprio in questi giorni ha dato l'ennesima prova della sua immortalità...

               

              1. hocuradite

                hocuradite

                   Cara Daliahnera  ti rispondo stavolta non storpiando il tuo suggestivo nick come faccio di solito con tutti per gioco. Questo nome, anche se è leggermente diverso, rimanda ad un oscuro e crudele fatto di cronaca nera  sul quale non mi sento di scherzare (curioso come questo nome ritorni varie volte indirettamente con collegamenti alla mia presentazione).

                Mi accorgo che il tuo modello femminile emancipatorio proposto e al quale aderisco ha in comune con altri da me presentati  una decisa connotazione erotica e trasgressiva. 
                Uno specifico modello, al quale probabilmente molto donne non si identificano e che ha come rifermento ancestrale ed ideale la figura di Lilith. 
                Probabilmente è solo una mia proiezione maschile e la maggior parte delle donne vogliono essere semplicemente  come la mia già citata Pierina, anche se probabilmente non  così adeguata e umile come lei si presenta. Vogliono essere una Pierina in chiave moderna e per loro il senso di libertà è poter essere rispettate, capite e realizzate, sentirsi pratiche e comode nelle cose di tutti i giorni, non dover recitare modelli provocatori e ammiccanti ad uso e consumo dei desideri maschili. 
                Io stesso mi riferisco a lei quando penso ( solo in questo caso) alla relazione madre figlio (vedi l'altra mia citazione "La casa bianca"). 
                Questa figura probabilmente si presta efficacemente alla saggia amministrazione del potere e dello stato, all'assunzione di ruoli direttivi  e alla partecipazione negli apparati  di sicurezza, rispetto alla disastrosa e conflittuale gestione maschile della cosa pubblica. Per quanto riguarda specificatamente  gli apparati operativi di sicurezza, quando sono in fase di  scontro aperto, non sono a mio parere del tutto adatti ad essere assunti compiutamente dal modello, perché si dovrebbe altrimenti fare riferimento ad una diversa tipologia di figura femminile ancestrale, cioè quella della Amazzone. 
                Penso infatti che l'Amazzone e Lilith non si possono far coincidere,  in quanto nella figura dell'amazzone la donna  rinuncia ad una sua parte di femminilità per sostituirla con una mascolina, più efficace per l'esercizio del combattimento. Meno che mai la Pierina moderna si può far coincidere con L'Amazzone in combattimento.
                La già citata Frida e Leni non so dove metterle. Sono un modello di libertà e  di anticonformismo  sul piano creativo, sociale  e sessuale, ma non ha quelle tinte wagneriane  nè cinematograficamente noir di Lilith. Un modello più appropriato potrebbe fare riferimento ad esempio a Ipazia o Saffo.
                Per quanto mi riguarda, amando la libertà, la passione e fuggendo la convenzionalità  e la normalizzazione, preferisco misurarmi e anche scontrarmi ( con un cero timore, non lo nego) con Lilith e tenermi l'amazzone per i miei momenti di debolezza e di riconoscimento (forse anche di sottomissione) della forza del potere femminile.  
                Dal momento che con Lilith e le amazzoni bisogna dormire come fanno i gatti con un occhio aperto e di certo con queste ultime di cui parlerò sicuramente non ci si annoia, sarei ampiamente appagato  con una come Frida o Coco.
                Alla fine come tutti/e nella vita di tutti i giorni, sinceramente vera ma purtroppo anche poco cinematografica,  desideriamo  la mia già citata Marisa: solo una persona carina, divertente, di cuore, che ci voglia bene e ci capisca.
                E tu chi sei ? Sei Pierina e basta. Pierina rivisita e corretta in chiave moderna. Lilith, Amazzone, Ipazia?
                E che modello maschile reale o immaginario vorresti: il padre di famiglia, il bel tenebroso, la simpatica canaglia, l'intellettuale tutto interiorità, l'uomo semplice che dà sicurezza, il bastardo che ti fa soffrire ma ti fa sentire donna  fino al midollo, il ragazzo simpatico della porta accanto, il fine dicitore elegante, brillante e gentiluomo, l'uomo magari non bello ma di successo, di potere e ricco, l'uomo giocattolo bello e giovane da usare, il rude palestrato cacciatore che ti prende e tu lo lasci fare, l'uomo intenso ma perduto alla Kerouac, che risveglia la tua sindrome da crocerossina, oppure il tuo bisogno di emozioni forti da borghese viziata e annoiata, oppure che è semplicemente nel baratro quanto lo sei tu?
                 
                 
                Approfondimenti:
                 
                  
                 
                 
                 
                 
                 
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              2. chiaraoscura4

                chiaraoscura4

                @hocuradite le tue disgressioni sull'universo femminile sono sempre avvincenti, articolare, curatissime nei dettagli e assolutamente intelligenti, pungenti e puntuali!

                Grazie!

              3. daliahnera

                daliahnera

                wow! hai fatto davvero un'analisi superba!

                Forse porsi e porre dei "modelli", può essere un modo per affrontare il tema, ma la realtà, la vita di tutti i giorni, la "normalità" non ha bisogno di stereotipi nè di classificazioni.

                Spero di aver colto l'essenza della tua riflessione B|