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            1. buon pomeriggio

            2. I modi ed i mondi di amare e di amore racchiudono modalità ed eventualità a cui non pensiamo. Siamo limitati dai modi che conosciamo e non pensiamo che possano esisterne altri. La vita è troppo breve e noi siamo bravi a sprecarla o forse la libertà ci sconsola e ci fa paura.

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            3. Chuck Palahniuk

              21-01-1962, Pasco (Washington)

               

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            4. Quote

              “So it is said, for him who understands Heavenly joy, life is the working of Heaven; death is the transformation of things. In stillness, he and the yin share a single Virtue; in motion, he and the yang share a single flow.” 

              Ecco.

              Buon pomeriggio!

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            5. Mi piacerebbe essere felice per tutta la vita ma, come ogni cosa, la felicità esiste in quando esiste l'infelicità e viceversa. E spesso la seconda prevale sulla prima, come il disordine prevale naturalmente sull'ordine.
               
              Hai mai pensato a fare tutto ciò che ti rende felice? Ogni azione volta solo ed esclusivamente alla tua felicità. Pensa un po'.
               
              Il fatto è che ogni azione implica sempre delle conseguenze, muove le cose e le persone intorno a noi e il più delle volte non riusciamo a valutarle con obiettività. Le conseguenze poi lasciano sempre degli strascichi, spesso irreversibili o almeno reversibili nella loro materialità ma inevitabilmente inamovibili da dentro di noi che fanno da contrappeso negativo ad ogni potenziale felicità. 

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              1. theoldandthesea

                theoldandthesea

                non è proprio come la filosofia orientale del Tao, ma il tuo pensiero ha qualcosa in comune con la teoria dello Yin e dello Yang :)

            6. Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri.

              Alda Merini

               

               

              https://youtu.be/eAL6EXsmUtI

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              1. altomororicco

                altomororicco

                non conoscevo questo pezzo di De Gregori...bellissimo!

            7. Grazie per aver citato Ozon...

               

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            8. Scena finale di “Gocce d’acqua su pietre roventi” di F. Ozon: il cadavere di Franz giace per terra con addosso solo il cappotto di Vera. Vera ha bisogno d’aria, cerca in ogni modo di aprire la finestra. Insiste. Vanamente. Non ce la fa. Sembra bloccata da qualche oscuro incantesimo. È un limite invalicabile.
              "Io non ho bisogno di te. Tu hai bisogno di me"
              E allora rimane ansimante come un bestia in gabbia con i palmi delle mani appoggiati al vetro guardando fuori: occhi sciolti, vuoti e persi, nel buio. 
              Poi, impotente e rassegnata, abbassa lo sguardo. 
              La macchina da presa lentamente si allontana e lei diviene sempre più piccola ed insignificante, prigioniera di quell’elegante appartamento. 
               
              Una devastante sensazione di claustrofobia mi assale. 
              E quella finestra bloccata, quelle mura, quell’arredamento cosi ricercato non sono solo un luogo fisico ma un luogo mentale, una metafora di qualcos’altro. 
              Indubbiamente è più facile fuggire da un luogo fisico piuttosto che da un luogo mentale che ti segue e ti persegue sempre, comunque e dovunque.
               
              Il mio luogo mentale ha mura molto spesse, porte blindate, finestre sigillate, il citofono rotto e non ho ancora trovato un varco, un passaggio segreto per uscire completamente fuori, una botola magica. Certe volte sento delle voci disarticolate e sconnesse, dei labili rumori all’esterno, sento il fischio di treni che passano ma non conosco gli orari e non li voglio conoscere, certe volte vorrei stabilirmi qui, crearmi i miei spazi, le mie comodità, ed uscire solo per fare frugali spese come i pastori che scendono dalla montagna per andare al paese una volta ogni tanto, certe volte… si, certe volte progetto la fuga da qui, sarebbe una grande impresa, tipo fuga da Alcatraz, non so… ma come dice E. De Luca “nelle imprese la grandezza sta nell’avere in mente tutt’altro”. E poi in fondo non mi piace neppure la parola “fuga”: ero e sono sempre io, e sono qui ed ora pure grazie a ciò che ero. 
              E allora si, adesso me ne voglio stare così… “sotto le stelle sparse in cielo come un chilo di farina”.

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            9. Quando combatti qualcosa, non fai che renderla più forte. Non fare quello che vuoi. Fai quello che non vuoi. Fai quello che sei allenata a non volere. Il contrario della ricerca della felicità. Fai le cose che ti spaventano di più.

              Chuck Palahniuk, “Invisible Monsters”

               

               

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              1. chiaraoscura4

                chiaraoscura4

                Una delle mie citazioni preferite. Complimenti per la scelta! :) 

              2. theoldandthesea
            10. Amare qualcuno per i propri difetti. Amare ed innamorarsi dei difetti dell'oggetto del nostro amore. Oltre ogni cognizione razionale. Non capirci nulla eppure amare. Quando non ci capiamo nulla è sempre un buon segno. Invece noi capiamo tutto e non amiamo.

               

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            11. Ciao, ho visto che ti piace Bukowski, ti lascio la mia frase preferita...

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            12. Federica: ho dei rapporti con lui… sto con lui, io mangio, dormo, penso con lui…
               
              Confessore: rapporti?
               
              Federica: si… senza essere sicura, senza sapere…
               
              Confessore: sicura di che cosa?
               
              Federica: d’altra parte so… so che approfitto di lui, della sua… della sua intelligenza, del suo calore, del suo… di tutto lui…
               
              Confessore: della vita…
               
              Federica: sì…
               
              Confessore: beh… approfitta della vita…
               
              Federica: sì…
               
              Confessore: ma dov’è il male?
               
              Federica: sì, è vero… ma non… non riesco a respirare e… ho paura di invecchiare così… senza mai più respirare… quando invece mi sento ancora un po’ giovane…
               
              Flashback:
              Federica bambina: che i miei capelli siano molto lunghi, anche quando qualcuno me li taglia, che ricrescono subito, che questo zucchero filato non finisca mai, che io non abbia mai più paura di niente…
               
              Mamma: Federica lo sai che non ti devi allontanare… dammi la mano, dammi la mano
               
              Federica bambina: dove vanno i palloncini quando salgono in alto? E poi quando arrivano dove ci sono le nuvole? Scoppiano! E poi ricadono… ma in testa di chi? Hai già conosciuto qualcuno che ha ricevuto un giorno un palloncino sgonfiato in testa!?
               
              Da “È più facile per un cammello” di Valeria Bruni Tedeschi

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            13. I colori, se non supportati dall'immaginazione, lentamente svaniscono e non riusciamo più a vederli. Questo vale anche nei confronti di chi ci è estremamente vicino. 

               

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            14. Noi d'altra parte sappiamo benissimo che non possiamo tornare indietro. La nostra vita ci appare nel bene e nel male come una entità rivelata come un dogma a cui noi dobbiamo e sentiamo di dover obbedire. 
              Anche gli amori per certi aspetti sono cosi. All'inizio la scoperta di un mondo nuovo, una giungla piena di creature sconosciute. La nostra curiosità ci fa avanzare. Passo dopo passo lentamente ci affezioniamo alle cose, ai gesti, agli odori. Quando quelle cose quei gesti quegli odori diventano inaspettatamente abituali e risaputi è troppo tardi per tornare indietro indenni. Il prezzo dell'abbandono è il dolore.

               

               

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