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    12 marzo
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    Fidanzato/a
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    Castano scuro
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    1 figlio
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    Pesci

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            1. Il giorno che visitai la Certosa c'era il sole, i religiosi passeggiavano silenziosi, raccolti in meditazione. C'erano secoli di tentativi umani sospesi nell'aria. 

              Tentativi di entrare in contatto con la dimensione misteriosa dell'esistenza.

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              1. sweetlovelylips

                sweetlovelylips

                fantastica 🤩 

            2. Frasi sulla primavera

              1. olti31

                olti31

                finalmente primavera...

            3. E ritrovarsi bambini i primi di maggio.


              E navigare tra nuvole e sogni.

              
E il cuor che respira quell’aria di festa.

              Vedere da questa distanza


              l’immane fatica del vivere qui,


              con regole e spazi occupati da termini

              ,
e sponde e barriere ad ogni tuo moto.


              Vedere e sorridere, quasi il possesso


              di un grande segreto…

              Qualcuno l’ha detto…


              Lo vedo. Lo sento.


              Immaginare è la tua libertà.


              Da presso, ogni cosa è un grande tormento.


              Da quella distanza, è felicità.

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            4.  Le bianche note si accavallano 

              
in sfrenata sinfonia 


              sul rigo irrequieto 


              delle tue braccia.

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              1. diegodelavega0

                diegodelavega0

                Impressionate! il tuo modo di fare. Complimenti.

            5. wow....che bella! scrivi in un modo bellissimo!

              1. Visualizza i commenti precedenti  altro %s
              2. odessa1920

                odessa1920

                Posso sapere che tipo di racconti?

              3. dimitra3

                dimitra3

                di vita quotidiana e biografie

                se ti piace posso inviarti qualche racconto, mi piace essere letta...

              4. odessa1920

                odessa1920

                Ti leggo volentieri, grazie

            6. Sul rosso dei papaveri
              ha piovuto tutta la notte.
              Sarà un giorno d'amore bagnato.

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              1. davidek1982

                davidek1982

                che belli i papaveri

            7. Mi ha detto che il richiamo della Natura per lei è soprattutto desiderio di naturalezza. Coltiva un sentire limpido che prende le distanze con grazia dalle complicazioni sentimentali e dalle turbolenze emotive. Ha un’anima che scorre con modestia e tanta dignità tra le vicende dei giorni. Afferma di camminare nella direzione dei sogni, pensando che è la vita stessa che chiama da quella parte. Ha fiducia ma con gli occhi spalancanti e attenti. Sembra fragile, ma a parlarle con lei anche solo un po’ ho sentito una forza interiore tanto incrollabile quanto tranquilla. Quando mi guardava negli occhi mi sentivo scrutata nell’intimo.

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              1. vitto071

                vitto071

                La Natura è rivelazione di Dio; l’Arte, rivelazione dell’uomo.

              2. elvis06081994

                elvis06081994

                Non dobbiamo trasformare questa benedizione in maledizione.

            8. Questa mattina sono andata a camminare nel parco, prima di lavarmi, prima di fare ogni cosa. Il parco è qui vicino, in altri termini, ti alzi, ti togli il pigiama, infili i vestiti e sei fuori, subito lì. Subito lì.
 

              Lo faccio quasi sempre – a meno che non ci siano inghippi. Subito lì.
 

              Adesso vi domanderete che cosa significa lì. E anche io.

              Io vado subito lì.


              Fuori.


              C’è l’aria dell’aperto – molto diversa dell’aria del chiuso.


              Lì, è dove sono all’aperto.


              E che vuol dire essere all’aperto?


              Ora ve lo dico.

              Essere all’aperto è essere dove la natura continua a scorrere – sto dicendo, fuori delle strutture e dei comportamenti della cultura e della civiltà. Che, per carità sono importanti e pieni di merito, ma… – sì, sarebbe come – scusate se esagero – come ritornare alla fonte. Lì, dove zampilla la vita. Quella lì è la natura. Ed è bello poterla ritrovare ovunque. Mica ho tempo, la mattina, di volare fino al Machu Pichu!


              La cosa bella è che la natura non la puoi cancellare completamente – nemmeno in città.. Davvero! – malgrado le discariche, la burocrazia, e il codice stradale… Esci, vai nel parco, e la ritrovi. Non ti preoccupare se il parco è pieno di gente che si alza la mattina presto per portare il cane a passeggio, con il sacchetto di plastica e la palettina…

              Lì c’è la natura. È l’aperto.


              Quello lì è l’aperto.

              
Mi sono spiegata?

              Io vado lì, che sono ancora assonnata. Perché, non credere che quando ti alzi, togli il pigiama e infili i vestit, chiudi la porta di casa e incominci a muovere la gambe e le braccia – dico – a respirare… ? Beh, non crediate che quando esci in queste condizioni, sei subito sveglia, e ragioni come un filosofo dell’età di Pericle.

              È tutto diverso. Ce l’hanno raccontata  sbagliata.


              Tu sei ancora tutta attorcigliata nel sonno. Quello che sta succedendo, con i tempi che ci vogliono, è che tu, gradualmente, – nota come l’ho detto – gradualmente, tu ti affacci alla vita da sveglio. Quella che – lo sai – ci si sente lucidi e sei in grado di rispondere alla domanda: cosa hai deciso di fare oggi? Qual è il tuo programma? Per favore! Non fatemi questa domanda subito. Appena sveglia.


              Lasciatemi il tempo di andare lì, all’aperto, dove c’è la natura.

               

              Che bello!


              Ero lì, nel parco, all’aperto. La natura. E dicevo: che bello!


              Sono viva, ho gli occhi aperti. Ma scherzi? Vedo!


              Questa cosa qui mi sembrava un miracolo, da sola.

              
Io vedevo. Insomma c’era tutta questa roba meravigliosa che chiamo natura – voglio dire l’aria, il cielo, gli alberi, l’erba e anche la terra abbastanza morbida sotto i piedi. E c’era questo risvegliarsi del corpo, dico, le gambe, dico, le braccia, dico, il respiro. E poco a poco, anche la mente, quella roba lì, come si dice. Io insomma mi accorgevo che ero sveglia e che vedevo. E dicevo: che bello!

              E poi arrivano i pensieri. Arrivano da soli. Sono ospiti visitatori. Ognuno ha qualcosa da dire. Sembra che abbiano una gran fretta di venirti a visitare. E tu, okei, dici, va bene, mi piacerebbe restare ancora un poco qui, a sentire la natura che scorre, la fonte che irrora, ma va bene, ora posso accogliervi. E arrivano questi pensieri. Credo che arrivino da ieri. Io penso che siano quelli di ieri, questi pensieri.  Perché oggi non ho ancora pensato niente…

              Hanno tante di quelle cose da dirti. Una volta erano i tuoi pensieri. Ora sono tuoi solo perché vengono da te. E tu cerchi fare ospitalità – come si dice? Li ascolti.


              Sono come tanti tasselli che dovrebbero far parte di un disegno unico. Un po’ come le tessere di un puzzle. Ognuno ha la sua premura. Ognuno chiede di essere preso in considerazione. E sembra giusto. E perfino bello. Tanti tasselli che si cercano e che cercano di entrare in armonia.

              E io guardo di qui e di lì. Voglio dire, alla natura e a tutti questi pensieri. Loro si stagliano su questo fondale sorgivo. Sembrano musiche diverse. Ma si cercano. Come farli incontrare?

               

              Perché all’inizio sembra che vogliano litigare, insomma, fare polverone. Ma ho imparato a resistere a questo primo impatto. In fondo, vado nel parco proprio per questo: per non farmi sequestrare dalla litigiosità dei pensieri e delle cose. Qui, nel parco, all’aperto, ribadisco la filosofia dell’Alleanza.


              Mi dico, Alleanza. Voglio dire che intendo andare d’accordo con le cose che capitano e pensare che collaboriamo tutti quanti perché ci sia armonia, perché la banda trovi l’atmosfera e lo stile del concerto. Qualcosa del genere.

              
So che è una questione di diapason.


              Insomma, immettere in quel polverone la nota giusta. Che faccia entrare in risonanza gli altri diapason… qualcosa così.

               

              Insomma, sembra come in azienda, la mattina, quando arrivi e subito ti raggiungono le note, le ingiunzioni, gli ordini di servizio, le richieste, i memo, le mail, e i post in, lasciati da qualcuno… Troppo!


              No, dico. La mia vita non dev’essere come in azienda!


              Qui sono io il capo. Pardon!
               

              Poi mi viene l’idea. Il punto di Archimede. Dico, il punto di Archimede.


              Infatti, l’alternativa sarebbe di esaminare tutti questi pensieri, analiticamente, uno per uno, e poi cercare di fare dei calcoli. Ma sento che questo è un lavoro hard, voglio dire duro, proprio, e farraginoso.


              Ma mi è venuta in mente questa cosa del punto di Archimede.
               

              Voglio dire, un punto leva. Dove agendo si muove tutto. Senza troppo sforzo.

               

              Lascio le prospettive analitiche e cerco.


              Ve lo giuro. Dopo pochi minuti, lì, all’aperto, le cose si chiariscono. Le vedi nell’insieme, nell’insieme della tua vita, senza difficoltà. Le vedi come dall’alto. 
E l’ho visto. Il punto di Archimede. Era lì chiaro, davanti ai miei occhi.


              Ed era fatta.

              Ritorno a casa, mi faccio il bagno.

              
Lo so, dopo il bagno sono di nuovo qui, pronta per tutte le altre cose.

              
Ma, è lì, nel parco, che trovo la fonte. E anche l’intelligenza. Che dire?
               

              Io vorrei che rimanesse sempre aperto questo canale che mi consente di ritrovare la fonte, ogni mattina. Il mio parco…

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            9. La strada è una metafora potente: attiva in me il desiderio di andare alla scoperta del mondo, e delle dimensioni di vita che ancora non conosco ma mi appartengono nel profondo.

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              1. diegodelavega0

                diegodelavega0

                Certe strade sanno dirlo meglio. Come certe persone.

              2. elvis06081994

                elvis06081994

                Nella vita bisogna essere come gli alchimisti, fare nuove scoperte con un pizzico di fiducia nella natura.

            10. Noi ci parlavamo, ancora, la sera, affacciati alla finestra, sui giardini del quartiere, mentre la città trapassava dal tempo del lavoro e quello della casa. E tu dicevi spesso che non c’era tempo, nella giornata, per pensare a se stessi, alla propria vita, ai sogni, ai desideri… eri sempre preso da una qualche forma di compito che ti derivava dalla situazione.
              E mi dicevi: ma tu, ma tu, dove?
              E rimanevi così, a guardare dietro le mie spalle. E scuotevi il capo, e ripetevi: dove?

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              1. elvis06081994

                elvis06081994

                A volte siamo talmente presi dalle responsabilità dei nostri doveri quotidiani che ci dimentichiamo il nostro dovere di vivere.

            11. Terrò il corpo snello e camminerò con gioia lungo la strada. 

              Guarderò oltre il canale, oltre la linea degli alberi e delle case. È da quella parte che mi spinge il richiamo. 


              Verrò a patti con quello che ho fatto, con quello che sono stata. 

              Siamo in molte qui dentro. 

              E diverse sono adultere e trasgressive. Ma tutte me.

              
Ogni giorno mi distribuisco in molte cose e poi mi ritrovo: un appuntamento segreto con me stessa.


              Ci sono ancora tante cose che attendono.


              Grata di vita, ho voglia d’avventura.


              Di buonora mi metto in viaggio, guardando oltre il canale.

               

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            12. Ed è così pieno ed eccitato il momento in cui il sogno che avevi in cima alla lista mostra il suo volto, salutandoti con la mano alzata tra gli eventi che arrivano imprevisti, non programmati.
              Il cuore di scatto raggiunge quella frequenza di battito che è la vita piena. La mente è piacevolmente confusa perché le cose nel quadro non collimano ancora, come le tessere di un puzzle appena rovesciate sul tavolo da una scatola nuova di zecca, ma tu sai che c’è un disegno che le destina ad incastrarsi armoniosamente tra loro. D’ora in poi è quel disegno che traccerà il sentiero verso il tuo orizzonte.
               

              Tutta la strada che hai percorso, ora acquista il suo senso. Ti accorgi che i lunghi periodi di cammino solitario, e l’inquietudine che hai sopportato con pazienza, che hai avuto compagna negli interminabili silenzi fiduciosi, e il dolore che hai accettato come un travaglio necessario, hanno aperto nella tua anima una grande dimora nuova di zecca, che ora accoglierà l’arrivo di vivaci carovane da oriente.
              Dicono che il cow boy, sempre in viaggio nelle sterminate praterie del West, lasci che sia il suo cavallo a decidere la strada al bivio appena incontrato. Io lascio che siano le forti emozioni a chiamarmi, come dice il poeta: “Quando l’amore chiama, seguilo”.

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              1. maurigoli

                maurigoli

                ottimo pensiero........... praticamente è da quando sono nato che vivo queste situazioni|

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              2. sweetlovelylips

                sweetlovelylips

                Ho cercato di non barcollare; ho fatto passi falsi lungo il cammino. Ma ho imparato che solo dopo aver scalato una grande collina, uno scopre che ci sono molte altre colline da scalare. Mi sono preso un momento per ammirare il panorama glorioso che mi circondava, per dare un’occhiata da dove ero venuto. Ma posso riposarmi solo un momento, perché con la libertà arrivano le responsabilità e non voglio indugiare, il mio lungo cammino non è finito.... Nelson Mandela:x

            13. Qualcuno non si accontenta dei suoi confini: vuol essere poesia.

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              1. diegodelavega0

                diegodelavega0

                Mai accontentarsi dei propri confini :) Buona serata Odessa 

              2. maurigoli

                maurigoli

                di solito chi si accontenta dei propri confini ha una mentalità ristretta!!!

              3. elvis06081994

                elvis06081994

                Se questo mondo è infinito, perché noi dovremmo avere dei limiti?

            14. Una persona è un mistero. Anche quando ti gira per casa, anche quando la frequenti da tempo. Non puoi rinchiuderla in una definizione. Non puoi incorniciarla. Perché la perdi.

              – Una finestra! – disse.

              – Una finestra? – chiesi.

              – La chiamo la buccia del mondo…

              – La buccia del mondo…?

              – Quello che vedi è la buccia. Una persona la incontri se incontri la sua anima. Si dice così in quasi tutte le lingue…

              – Incontrare l’anima di un altro…

              – Questo è possibile se la buccia del mondo diventa una finestra. Può succedere.

              Mi rendevo conto del significato della metafora che Pietro stava mettendo in campo.


              Sapevo che la buccia del mondo poteva nascondere e impedire l’incontro. Oppure poteva diventare una finestra per accedere e accogliere l’anima di un altro.

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              1. maurigoli

                maurigoli

                buon inizio settimana cara Odessa

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              2. odessa1920

                odessa1920

                grazie

              3. maurigoli

                maurigoli

                dovere cara, col cuore!!!

            15. Voglio occhi nuovi. Occhi capaci di vedere il nuovo che ancora non esiste. Occhi nutriti di cultura capaci di immaginare nuova cultura. Voglio occhi creativi capaci di produrre nuove visioni.

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              1. gigirock0

                gigirock0

                Ciao Odessa, hai proprio un bellissimo taglio d'occhi, complimenti :) Buon weekend

              2. maurigoli

                maurigoli

                Ciao Odessa, buona domenica, i tuoi occhi sono belli così come sono, non importa che tu voglia cambiarli, importa come vuoi elaborare le immagini che catturano!!!

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