Attività di reputazione

  1. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da kan-dinsky per l'aggiornamento : Ma tu credi al ‘per sempre’?  Il ‘per sempre’ è come credere in Dio. Credo ad un cert   
    Ma tu credi al ‘per sempre’?  Il ‘per sempre’ è come credere in Dio. Credo ad un certo modo di stare insieme, ad uno stato mentale a tempo indeterminato, ad un ‘per sempre’ virtuale che poi magari nella realtà non si rivela tale ma in quel momento la tua testa ed il tuo cuore non si pongono limiti temporali. E questa sensazione è già tanto per me.    
  2. Fantastico!
    odessa1920 ha aggiunto una reazione a tacchialti94 per l'aggiornamento : Vedo che ti piace la grande Billie, questo è uno dei brani che preferisco....   
    Vedo che ti piace la grande Billie, questo è uno dei brani che preferisco....
  3. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da hocuradite per l'aggiornamento : Dove abiti? Sei di un altro mondo o ancora nel mio? Le parole che parliamo dicono che   
    Dove abiti? Sei di un altro mondo o ancora nel mio? Le parole che parliamo dicono che il linguaggio è comune. Ma come faccio a credere che siamo sulla stessa terra? Ma è davvero importante? Non basta sentire quello che dentro sentiamo? E non mi è difficile dare senso alle tue parole, ai tuoi urli, ai tuoi lamenti e alle tue uscite rabbiose. Tu non sei forse quello che sono stata io, e che sono ancora? Dove abiti? È forse soltanto per chiederti un appuntamento. Un luogo dove, di sfuggita, sfiorandoci, sappiamo l'essenziale l'uno dell'altro.      
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da nancy19821 per l'aggiornamento : Pensò: ora vado a salutarla di nuovo. Poi subito si corresse: no, gli addii non si ri   
    Pensò: ora vado a salutarla di nuovo. Poi subito si corresse: no, gli addii non si ripetono, la prima volta sono romantici, la seconda noiosi, la terza ridicoli o tragici.

    Stefano Benni, Di tutte le ricchezze 

  5. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da hocuradite per l'aggiornamento : Lei sapeva che la sua anima era stata una donna contro un muro per molto tempo, inten   
    Lei sapeva che la sua anima era stata una donna contro un muro per molto tempo, intenta a raccogliere le gocce d'acqua che scendevano da una fessura. Ricorda ancora quella sensazione - molto sensuale e fiera. E sa che da lì le vennero ristoro e forza nei tempi del cambiamento.   In quel periodo imparò che quello che aveva fatto, subito, patito, non contava più niente. Fu in quei giorni che il passato passò e lei poté rinascere completamente. Lavata da quell'acqua ritornò a pensare alla vita come al primo mattino, come l'erba bambina all'inizio di marzo.
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da nancy19821 per l'aggiornamento : Ho bisogno dei tuoi infinitesimi dettagli che nessuno vede, di schegge veloci e affil   
    Ho bisogno dei tuoi infinitesimi dettagli che nessuno vede, di schegge veloci e affilate che possono pure uccidere, dei tuoi piccoli frammenti, di brandelli di pelle, di tasselli notturni da inserire nelle crepe della mia vita. Ma c’è qualcos’altro che non riesco a decifrare. Per altro intendo tutto ciò che esula dal desiderio di averti che poi è desiderio clandestino di mettere la mia orma nel tuo mondo. Ogni attimo è buono per desiderare e desiderarti e magari per come siamo, come ci viviamo va bene così, senza che sia necessario “altro”. Chi ha detto che una storia debba necessariamente aver bisogno di “altro”, quell’”altro” che ogni giorno ci assilla col fiato sul collo e ci impedisce di vedere le cose semplici per come sono.      
  7. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da hocuradite per l'aggiornamento : Dove abiti? Sei di un altro mondo o ancora nel mio? Le parole che parliamo dicono che   
    Dove abiti? Sei di un altro mondo o ancora nel mio? Le parole che parliamo dicono che il linguaggio è comune. Ma come faccio a credere che siamo sulla stessa terra? Ma è davvero importante? Non basta sentire quello che dentro sentiamo? E non mi è difficile dare senso alle tue parole, ai tuoi urli, ai tuoi lamenti e alle tue uscite rabbiose. Tu non sei forse quello che sono stata io, e che sono ancora? Dove abiti? È forse soltanto per chiederti un appuntamento. Un luogo dove, di sfuggita, sfiorandoci, sappiamo l'essenziale l'uno dell'altro.      
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    Pensò: ora vado a salutarla di nuovo. Poi subito si corresse: no, gli addii non si ripetono, la prima volta sono romantici, la seconda noiosi, la terza ridicoli o tragici.

    Stefano Benni, Di tutte le ricchezze 

  9. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da hocuradite per l'aggiornamento : Lei sapeva che la sua anima era stata una donna contro un muro per molto tempo, inten   
    Lei sapeva che la sua anima era stata una donna contro un muro per molto tempo, intenta a raccogliere le gocce d'acqua che scendevano da una fessura. Ricorda ancora quella sensazione - molto sensuale e fiera. E sa che da lì le vennero ristoro e forza nei tempi del cambiamento.   In quel periodo imparò che quello che aveva fatto, subito, patito, non contava più niente. Fu in quei giorni che il passato passò e lei poté rinascere completamente. Lavata da quell'acqua ritornò a pensare alla vita come al primo mattino, come l'erba bambina all'inizio di marzo.
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da nancy19821 per l'aggiornamento : Ho bisogno dei tuoi infinitesimi dettagli che nessuno vede, di schegge veloci e affil   
    Ho bisogno dei tuoi infinitesimi dettagli che nessuno vede, di schegge veloci e affilate che possono pure uccidere, dei tuoi piccoli frammenti, di brandelli di pelle, di tasselli notturni da inserire nelle crepe della mia vita. Ma c’è qualcos’altro che non riesco a decifrare. Per altro intendo tutto ciò che esula dal desiderio di averti che poi è desiderio clandestino di mettere la mia orma nel tuo mondo. Ogni attimo è buono per desiderare e desiderarti e magari per come siamo, come ci viviamo va bene così, senza che sia necessario “altro”. Chi ha detto che una storia debba necessariamente aver bisogno di “altro”, quell’”altro” che ogni giorno ci assilla col fiato sul collo e ci impedisce di vedere le cose semplici per come sono.      
  11. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da hocuradite per l'aggiornamento : Lei sapeva che la sua anima era stata una donna contro un muro per molto tempo, inten   
    Lei sapeva che la sua anima era stata una donna contro un muro per molto tempo, intenta a raccogliere le gocce d'acqua che scendevano da una fessura. Ricorda ancora quella sensazione - molto sensuale e fiera. E sa che da lì le vennero ristoro e forza nei tempi del cambiamento.   In quel periodo imparò che quello che aveva fatto, subito, patito, non contava più niente. Fu in quei giorni che il passato passò e lei poté rinascere completamente. Lavata da quell'acqua ritornò a pensare alla vita come al primo mattino, come l'erba bambina all'inizio di marzo.
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da chiaraoscura4 per l'aggiornamento : Incontrai il vecchione un giorno che giravo per lavoro: tavolo d’un bar sulla statale   
    Incontrai il vecchione un giorno che giravo per lavoro: tavolo d’un bar sulla statale, tra industrie fumanti, centri commerciali fitti come in Umbria le chiese e rivenditori ufficiali di robe, ammiccante brand per ciascuno.
    Lui andava, non sapeva dove perché non c’era mai stato: così, lo presi in auto con me. Aveva sempre vissuto a Trieste, disse, e il romanzo - il romanzo?! - lo aveva certo aiutato ma in un modo cui il buon Italo non aveva pensato. Sorrise. E io lo ascoltavo.
    Fumare non fumava più, da decenni; malgrado l’età, libertineggiava con le bisnipoti di Carla, amante defunta; capeggiava cellule terroriste contro ogni forma di psichiatria; l’apocalisse e la malattia erano superate e, di fatto, lui non si sentiva più nessuna coscienza, alla facciaccia del mondo.
    Mi salutò baciandomi sulla bocca, perdio! Lasciò il biglietto da visita sul cruscotto.
    Si chiamava Zeno Cosini.
  13. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da hocuradite per l'aggiornamento : Dove abiti? Sei di un altro mondo o ancora nel mio? Le parole che parliamo dicono che   
    Dove abiti? Sei di un altro mondo o ancora nel mio? Le parole che parliamo dicono che il linguaggio è comune. Ma come faccio a credere che siamo sulla stessa terra? Ma è davvero importante? Non basta sentire quello che dentro sentiamo? E non mi è difficile dare senso alle tue parole, ai tuoi urli, ai tuoi lamenti e alle tue uscite rabbiose. Tu non sei forse quello che sono stata io, e che sono ancora? Dove abiti? È forse soltanto per chiederti un appuntamento. Un luogo dove, di sfuggita, sfiorandoci, sappiamo l'essenziale l'uno dell'altro.      
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da nancy19821 per l'aggiornamento : Pensò: ora vado a salutarla di nuovo. Poi subito si corresse: no, gli addii non si ri   
    Pensò: ora vado a salutarla di nuovo. Poi subito si corresse: no, gli addii non si ripetono, la prima volta sono romantici, la seconda noiosi, la terza ridicoli o tragici.

    Stefano Benni, Di tutte le ricchezze 

  15. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da hocuradite per l'aggiornamento : Dove abiti? Sei di un altro mondo o ancora nel mio? Le parole che parliamo dicono che   
    Dove abiti? Sei di un altro mondo o ancora nel mio? Le parole che parliamo dicono che il linguaggio è comune. Ma come faccio a credere che siamo sulla stessa terra? Ma è davvero importante? Non basta sentire quello che dentro sentiamo? E non mi è difficile dare senso alle tue parole, ai tuoi urli, ai tuoi lamenti e alle tue uscite rabbiose. Tu non sei forse quello che sono stata io, e che sono ancora? Dove abiti? È forse soltanto per chiederti un appuntamento. Un luogo dove, di sfuggita, sfiorandoci, sappiamo l'essenziale l'uno dell'altro.      
  16. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da hocuradite per l'aggiornamento : Dove abiti? Sei di un altro mondo o ancora nel mio? Le parole che parliamo dicono che   
    Dove abiti? Sei di un altro mondo o ancora nel mio? Le parole che parliamo dicono che il linguaggio è comune. Ma come faccio a credere che siamo sulla stessa terra? Ma è davvero importante? Non basta sentire quello che dentro sentiamo? E non mi è difficile dare senso alle tue parole, ai tuoi urli, ai tuoi lamenti e alle tue uscite rabbiose. Tu non sei forse quello che sono stata io, e che sono ancora? Dove abiti? È forse soltanto per chiederti un appuntamento. Un luogo dove, di sfuggita, sfiorandoci, sappiamo l'essenziale l'uno dell'altro.      
  17. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da hocuradite per l'aggiornamento : Dove abiti? Sei di un altro mondo o ancora nel mio? Le parole che parliamo dicono che   
    Dove abiti? Sei di un altro mondo o ancora nel mio? Le parole che parliamo dicono che il linguaggio è comune. Ma come faccio a credere che siamo sulla stessa terra? Ma è davvero importante? Non basta sentire quello che dentro sentiamo? E non mi è difficile dare senso alle tue parole, ai tuoi urli, ai tuoi lamenti e alle tue uscite rabbiose. Tu non sei forse quello che sono stata io, e che sono ancora? Dove abiti? È forse soltanto per chiederti un appuntamento. Un luogo dove, di sfuggita, sfiorandoci, sappiamo l'essenziale l'uno dell'altro.      
  18. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da hocuradite per l'aggiornamento : Dove abiti? Sei di un altro mondo o ancora nel mio? Le parole che parliamo dicono che   
    Dove abiti? Sei di un altro mondo o ancora nel mio? Le parole che parliamo dicono che il linguaggio è comune. Ma come faccio a credere che siamo sulla stessa terra? Ma è davvero importante? Non basta sentire quello che dentro sentiamo? E non mi è difficile dare senso alle tue parole, ai tuoi urli, ai tuoi lamenti e alle tue uscite rabbiose. Tu non sei forse quello che sono stata io, e che sono ancora? Dove abiti? È forse soltanto per chiederti un appuntamento. Un luogo dove, di sfuggita, sfiorandoci, sappiamo l'essenziale l'uno dell'altro.      
  19. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da daliahnera per l'aggiornamento : Dense macchie gialle in lontananza, luminose stelle in un cielo verde: le inarrestabi   
    Dense macchie gialle in lontananza, luminose stelle in un cielo verde: le inarrestabili mimose, ogni anno hanno fretta di fiorire. Sono le prime. Impazienti. Se ne sbattono di eventuali gelate tardive. Ardita incoscienza. E neppure si accontentano di un colore anonimo. Loro hanno scelto il giallo.
    Consapevoli esibizioniste. Prime ballerine sul palcoscenico della primavera a venire. Sipario, sembrano dire, siamo arrivate prima delle rondini. E non sanno che tra pochi giorni qualcuno, credendosi gentile e nobile cavaliere, strapperà le loro esili fronde.
    L’acero davanti a me invece non dà alcun segno di vita, è completamente scheletrico. Come non sentisse i primi raggi di sole. Fa il sostenuto, l’indifferente, quello che se la tira con la sua aria un po’ dandy e manifesta con una sottile ostentazione la sua eleganza raffinata, come per dire, hei… ci sono anche io, non solo quelle smorfiose giallognole e malaticce. Anzi, esibisce con un certo freddo orgoglio con la sua spoglia chioma slanciata sopra tutte le altre e senza foglie: rami lisci, di un pallido grigio cenere che contrastano con il blu cobalto del cielo sullo sfondo. Lui rimane lì in attesa. Saggio. Prima di emettere la prima fioritura vuole essere sicuro di non fallire, è previdente ma sa distinguersi.
    Una gazza nel punto più alto mi osserva. Leggera, altezzosa e vezzosa. Albero ed uccello si assomigliano.
    L’olivo invece è quasi sempre uguale in ogni stagione: escluso a settembre, quando fruttifica. Fa della costanza la sua forza. Ha un suo stile e vuole mantenerlo. È un signore. Non rientra nei suoi modi sorprendere. Fa dell’essenzialità la sua forza. Ben attaccato al suolo con il suo tronco rastremato, solido e nodoso. La chioma compatta di un verde argento è impenetrabile. Tantissime foglie piccole e fitte.
    Un timido merlo come un lampo nero vi trova rifugio e sparisce dalla mia vista. Chissà cos’altro nasconde dentro. E questo gli dà un’aria ancora più misteriosa ed interessante. Ma non mi avvicino, lo guardo da qui, da lontano, altrimenti mi sfuggono le parole di mano.  
    Ed io devo ancora capire quale albero sono.
  20. Fantastico!
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    Dove abiti? Sei di un altro mondo o ancora nel mio? Le parole che parliamo dicono che il linguaggio è comune. Ma come faccio a credere che siamo sulla stessa terra? Ma è davvero importante? Non basta sentire quello che dentro sentiamo? E non mi è difficile dare senso alle tue parole, ai tuoi urli, ai tuoi lamenti e alle tue uscite rabbiose. Tu non sei forse quello che sono stata io, e che sono ancora? Dove abiti? È forse soltanto per chiederti un appuntamento. Un luogo dove, di sfuggita, sfiorandoci, sappiamo l'essenziale l'uno dell'altro.      
  21. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da hocuradite per l'aggiornamento : Dove abiti? Sei di un altro mondo o ancora nel mio? Le parole che parliamo dicono che   
    Dove abiti? Sei di un altro mondo o ancora nel mio? Le parole che parliamo dicono che il linguaggio è comune. Ma come faccio a credere che siamo sulla stessa terra? Ma è davvero importante? Non basta sentire quello che dentro sentiamo? E non mi è difficile dare senso alle tue parole, ai tuoi urli, ai tuoi lamenti e alle tue uscite rabbiose. Tu non sei forse quello che sono stata io, e che sono ancora? Dove abiti? È forse soltanto per chiederti un appuntamento. Un luogo dove, di sfuggita, sfiorandoci, sappiamo l'essenziale l'uno dell'altro.      
  22. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da hocuradite per l'aggiornamento : Dove abiti? Sei di un altro mondo o ancora nel mio? Le parole che parliamo dicono che   
    Dove abiti? Sei di un altro mondo o ancora nel mio? Le parole che parliamo dicono che il linguaggio è comune. Ma come faccio a credere che siamo sulla stessa terra? Ma è davvero importante? Non basta sentire quello che dentro sentiamo? E non mi è difficile dare senso alle tue parole, ai tuoi urli, ai tuoi lamenti e alle tue uscite rabbiose. Tu non sei forse quello che sono stata io, e che sono ancora? Dove abiti? È forse soltanto per chiederti un appuntamento. Un luogo dove, di sfuggita, sfiorandoci, sappiamo l'essenziale l'uno dell'altro.      
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