Attività di reputazione

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : Sempre con Hopper Quando non ci limitiamo a guardare a lungo dalla finestra, ma vedia   
    Sempre con Hopper
    Quando non ci limitiamo a guardare a lungo dalla finestra, ma vediamo l'immagine di noi stessi che guardiamo dalla finestra, c'è qualcosa che scatta dentro.

    Ha a che fare con la voglia di una vita piena e abbondante…
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : “ Me l’ha detto un uccellino! ”, così diceva mia nonna materna, quando intuiva qualco   
    “Me l’ha detto un uccellino!”, così diceva mia nonna materna, quando intuiva qualcosa che avevo fatto e che tenevo in segreto.
 All’inizio ho creduto che quell’uccellino esistesse davvero. Poi ho capito che è una facoltà intuitiva che abbiamo dentro e che può suggerire qualcosa d’importante per la gestione della nostra stessa vita. 
Oggi affido le decisioni che mi riguardano quasi totalmente a quella vocina interiore. E, quando mi parla, mi affretto ad annotare i suoi suggerimenti, per non perderli per strada.
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da daliahnera per l'aggiornamento : Amélie Nothomb, in “Acido solforico” racconta una cosa deliziosa che fa al caso di ch   
    Amélie Nothomb, in “Acido solforico” racconta una cosa deliziosa che fa al caso di chi vive situazioni di disagio. 
Racconta di un prigioniero in un campo tedesco durante la seconda guerra mondiale. Le condizioni di sopravvivenza disumane e disumanizzanti. Lui e i compagni si stavano trasformando in poveri selvaggi, bestie sofferenti. Nelle loro menti, pensieri insopportabili. 
Un giorno quest’uomo ebbe un’idea geniale. Inventò il “gioco della dama”. Il gioco consisteva nell’immaginare che in mezzo a loro ci fosse una dama d’alto rango, di fronte alla quale ci si sarebbe dovuti comportare in maniera degna della sua nobiltà. Tutti accettarono di costruirsi questa fantasia. Un po’ per volta, a forza di vivere alla presenza della nobile dama, avevano ripristinato la civiltà e si resero conto di essere salvi. Questa vittoria della mente sostenne i prigionieri fino alla fine.
 Mi sembra davvero una bella storia. La comprende bene chi cerca  di tenere alto il morale in una situazione in cui il dolore e l’impotenza suggerisce quotidianamente una sorta di deriva. L’immaginazione è capace di fare questi miracoli.
 “Chiunque conosca un inferno durevole o passeggero, per affrontarlo può ricorrere alla tecnica mentale più gradevole che esista: raccontarsi una storia. L’infelice che riesca a riempirsi il petto di un soffio di grandezza rialza la testa e smette di compatirsi” (A. Nothomb)
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : “ Me l’ha detto un uccellino! ”, così diceva mia nonna materna, quando intuiva qualco   
    “Me l’ha detto un uccellino!”, così diceva mia nonna materna, quando intuiva qualcosa che avevo fatto e che tenevo in segreto.
 All’inizio ho creduto che quell’uccellino esistesse davvero. Poi ho capito che è una facoltà intuitiva che abbiamo dentro e che può suggerire qualcosa d’importante per la gestione della nostra stessa vita. 
Oggi affido le decisioni che mi riguardano quasi totalmente a quella vocina interiore. E, quando mi parla, mi affretto ad annotare i suoi suggerimenti, per non perderli per strada.
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : Sempre con Hopper Quando non ci limitiamo a guardare a lungo dalla finestra, ma vedia   
    Sempre con Hopper
    Quando non ci limitiamo a guardare a lungo dalla finestra, ma vediamo l'immagine di noi stessi che guardiamo dalla finestra, c'è qualcosa che scatta dentro.

    Ha a che fare con la voglia di una vita piena e abbondante…
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da fashionista0 per l'aggiornamento : Lei pretendeva che lui le leggesse nei pensieri. Abbozzava ogni gesto, ogni discorso   
    Lei pretendeva che lui le leggesse nei pensieri. Abbozzava ogni gesto, ogni discorso in attesa che lui terminasse quanto già iniziato, pena il distacco, l’incomprensione e la freddezza. Non lo faceva per gioco o per distrazione ma era una esigenza profonda. Era il suo modo di intendere l’amore, l’intesa e la complicità. Nonostante manifestasse con orgoglio la propria indipendenza fisica e spirituale da lui, intimamente pendeva dalle sue labbra. Perché lui era il suo naturale completamento, sapeva leggere l’alfabeto delle sue emozioni.
      A lei piaceva ascoltare, abbandonarsi alle sue parole, le piaceva perdersi tra le sue carezze come un gozzo in mare aperto nel corso di una tempesta impetuosa: uno sguardo, un respiro o un sospiro erano la stella polare, i punti cardinali.
    Lui aveva i tutti i mezzi per capire la direzione da seguire, era stata lei a fornirglieli. Talvolta lo faceva con disinvoltura, con estrema naturalezza, quasi con facilità, altre volte non ci riusciva, non capiva dove era la meta, il fine da perseguire, e allora si apriva una voragine.
      Inutile gridare: la terra tra i due continuava ad aprirsi lentamente ed inesorabilmente, senza tregua. E quando succedeva tra i due si innalzava un muro silenzioso.
    Lei soffriva: una sofferenza senza spiragli, buia, chiusa e impenetrabile. Lui era incapace di attrarla nuovamente a sé: ogni parola, ogni gesto risultava banale, futile e inutile. Soffrivano entrambi.
    Si promettevano che non sarebbe mai più accaduto ma poi sapevano che si sarebbero reciprocamente smentiti.
    E nonostante tutto continuavano a cercarsi perché il territorio del non-detto li affascinava. Un territorio difficilmente accessibile, fuori dai luoghi comuni dei sentimenti. Ognuno aveva un proprio ruolo definito, nella loro inconsapevolezza sapevano dove volevano arrivare, “sbagliavano da professionisti”.
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da daliahnera per l'aggiornamento : Amélie Nothomb, in “Acido solforico” racconta una cosa deliziosa che fa al caso di ch   
    Amélie Nothomb, in “Acido solforico” racconta una cosa deliziosa che fa al caso di chi vive situazioni di disagio. 
Racconta di un prigioniero in un campo tedesco durante la seconda guerra mondiale. Le condizioni di sopravvivenza disumane e disumanizzanti. Lui e i compagni si stavano trasformando in poveri selvaggi, bestie sofferenti. Nelle loro menti, pensieri insopportabili. 
Un giorno quest’uomo ebbe un’idea geniale. Inventò il “gioco della dama”. Il gioco consisteva nell’immaginare che in mezzo a loro ci fosse una dama d’alto rango, di fronte alla quale ci si sarebbe dovuti comportare in maniera degna della sua nobiltà. Tutti accettarono di costruirsi questa fantasia. Un po’ per volta, a forza di vivere alla presenza della nobile dama, avevano ripristinato la civiltà e si resero conto di essere salvi. Questa vittoria della mente sostenne i prigionieri fino alla fine.
 Mi sembra davvero una bella storia. La comprende bene chi cerca  di tenere alto il morale in una situazione in cui il dolore e l’impotenza suggerisce quotidianamente una sorta di deriva. L’immaginazione è capace di fare questi miracoli.
 “Chiunque conosca un inferno durevole o passeggero, per affrontarlo può ricorrere alla tecnica mentale più gradevole che esista: raccontarsi una storia. L’infelice che riesca a riempirsi il petto di un soffio di grandezza rialza la testa e smette di compatirsi” (A. Nothomb)
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : All’ombra di un acero di monte, 
 seduta in quiete in questo loco eterno,   
respiro   
    All’ombra di un acero di monte, 
 seduta in quiete in questo loco eterno,   
respiro un sole audace, con la fronte 
 verso colline in nostalgia di inverno.
    Un pino strano tra betulle e faggi 
 porta con sé la nostalgia del mare. 
 Io allargo del pensiero i vasti raggi,  
in preda a un’aria che mi fa sognare. 
    Vorrei restare per sempre in questa posa,  
fissata in un presente senza fine, 
 ove l’istante tutto il tempo sposa 
 e le cose lontane sono vicine.
    Ma poi mi scuoto e mi rimetto in piedi, 
 mi dico: sveglia, non ti addormentare!  
Riprendi il tuo cammino e se non vedi 
proprio per questo tu vorrai cercare.  

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : All’ombra di un acero di monte, 
 seduta in quiete in questo loco eterno,   
respiro   
    All’ombra di un acero di monte, 
 seduta in quiete in questo loco eterno,   
respiro un sole audace, con la fronte 
 verso colline in nostalgia di inverno.
    Un pino strano tra betulle e faggi 
 porta con sé la nostalgia del mare. 
 Io allargo del pensiero i vasti raggi,  
in preda a un’aria che mi fa sognare. 
    Vorrei restare per sempre in questa posa,  
fissata in un presente senza fine, 
 ove l’istante tutto il tempo sposa 
 e le cose lontane sono vicine.
    Ma poi mi scuoto e mi rimetto in piedi, 
 mi dico: sveglia, non ti addormentare!  
Riprendi il tuo cammino e se non vedi 
proprio per questo tu vorrai cercare.  

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : All’ombra di un acero di monte, 
 seduta in quiete in questo loco eterno,   
respiro   
    All’ombra di un acero di monte, 
 seduta in quiete in questo loco eterno,   
respiro un sole audace, con la fronte 
 verso colline in nostalgia di inverno.
    Un pino strano tra betulle e faggi 
 porta con sé la nostalgia del mare. 
 Io allargo del pensiero i vasti raggi,  
in preda a un’aria che mi fa sognare. 
    Vorrei restare per sempre in questa posa,  
fissata in un presente senza fine, 
 ove l’istante tutto il tempo sposa 
 e le cose lontane sono vicine.
    Ma poi mi scuoto e mi rimetto in piedi, 
 mi dico: sveglia, non ti addormentare!  
Riprendi il tuo cammino e se non vedi 
proprio per questo tu vorrai cercare.  

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da daliahnera per l'aggiornamento : Amélie Nothomb, in “Acido solforico” racconta una cosa deliziosa che fa al caso di ch   
    Amélie Nothomb, in “Acido solforico” racconta una cosa deliziosa che fa al caso di chi vive situazioni di disagio. 
Racconta di un prigioniero in un campo tedesco durante la seconda guerra mondiale. Le condizioni di sopravvivenza disumane e disumanizzanti. Lui e i compagni si stavano trasformando in poveri selvaggi, bestie sofferenti. Nelle loro menti, pensieri insopportabili. 
Un giorno quest’uomo ebbe un’idea geniale. Inventò il “gioco della dama”. Il gioco consisteva nell’immaginare che in mezzo a loro ci fosse una dama d’alto rango, di fronte alla quale ci si sarebbe dovuti comportare in maniera degna della sua nobiltà. Tutti accettarono di costruirsi questa fantasia. Un po’ per volta, a forza di vivere alla presenza della nobile dama, avevano ripristinato la civiltà e si resero conto di essere salvi. Questa vittoria della mente sostenne i prigionieri fino alla fine.
 Mi sembra davvero una bella storia. La comprende bene chi cerca  di tenere alto il morale in una situazione in cui il dolore e l’impotenza suggerisce quotidianamente una sorta di deriva. L’immaginazione è capace di fare questi miracoli.
 “Chiunque conosca un inferno durevole o passeggero, per affrontarlo può ricorrere alla tecnica mentale più gradevole che esista: raccontarsi una storia. L’infelice che riesca a riempirsi il petto di un soffio di grandezza rialza la testa e smette di compatirsi” (A. Nothomb)
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    odessa1920 ha aggiunto una reazione a tacchialti94 per l'aggiornamento : Non dimentichiamocene mai!!! Alice è tutti noi   
    Non dimentichiamocene mai!!! Alice è tutti noi
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da lullabyblue0 per l'aggiornamento : Quando l'amore è rosso  quando il cielo si spezza in frammenti affascinanti  quando i   
    Quando l'amore è rosso 
    quando il cielo si spezza in frammenti affascinanti 
    quando il cuore è una cometa che passa attraverso galassie colorate 
    quando tutto si espande come una goccia di profumo 
    allora vedo che sono 
    allora so di esistere 
    e tutto questo sembra straordinario.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : Dov’è Alice? Meravigliosi segreti che appena si affacciano allo sguardo attento. Per   
    Dov’è Alice?
    Meravigliosi segreti che appena si affacciano allo sguardo attento. Per ritirarsi immediatamente nell'umido mistero del bosco, dove gli umani vanno a cercare le leggende antiche. 
    La natura è immaginazione.

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    odessa1920 ha aggiunto una reazione a lullabyblue0 per l'aggiornamento : essendo anche tu un amante delle cromie, ti lascio questo video dove potrai notare un   
    essendo anche tu un amante delle cromie, ti lascio questo video dove potrai notare un ottimo utilizzo delle diverse cromie! che dici?
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    odessa1920 ha aggiunto una reazione a altomororicco per l'aggiornamento : Odessa come Alice     
    Odessa come Alice
     

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : E andare incontro ai pensieri che tra gli alberi  regala il vento. Teso l’orecchio, f   
    E andare incontro ai pensieri che tra gli alberi regala il vento.
    Teso l’orecchio, fui portata a dire:
    non parlatemi di Dei nell’ora del bosco, né di cristalli magici,
    né di campi di forze orchestrate da potenze occulte.
    Lasciatemi il piacere dell’ombra muta delle fronde
    carezzata dalla brezza ignuda quando è calura.
    E che sia il sole in persona, senza manto regale,
    a risvegliare il sogno nelle cosce
    così che io mi avventuri sul sentiero della mia finitezza
    con il sorriso innocente del bambino.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da lullabyblue0 per l'aggiornamento : Quando l'amore è rosso  quando il cielo si spezza in frammenti affascinanti  quando i   
    Quando l'amore è rosso 
    quando il cielo si spezza in frammenti affascinanti 
    quando il cuore è una cometa che passa attraverso galassie colorate 
    quando tutto si espande come una goccia di profumo 
    allora vedo che sono 
    allora so di esistere 
    e tutto questo sembra straordinario.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : Dov’è Alice? Meravigliosi segreti che appena si affacciano allo sguardo attento. Per   
    Dov’è Alice?
    Meravigliosi segreti che appena si affacciano allo sguardo attento. Per ritirarsi immediatamente nell'umido mistero del bosco, dove gli umani vanno a cercare le leggende antiche. 
    La natura è immaginazione.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : E andare incontro ai pensieri che tra gli alberi  regala il vento. Teso l’orecchio, f   
    E andare incontro ai pensieri che tra gli alberi regala il vento.
    Teso l’orecchio, fui portata a dire:
    non parlatemi di Dei nell’ora del bosco, né di cristalli magici,
    né di campi di forze orchestrate da potenze occulte.
    Lasciatemi il piacere dell’ombra muta delle fronde
    carezzata dalla brezza ignuda quando è calura.
    E che sia il sole in persona, senza manto regale,
    a risvegliare il sogno nelle cosce
    così che io mi avventuri sul sentiero della mia finitezza
    con il sorriso innocente del bambino.

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    Quando l'amore è rosso 
    quando il cielo si spezza in frammenti affascinanti 
    quando il cuore è una cometa che passa attraverso galassie colorate 
    quando tutto si espande come una goccia di profumo 
    allora vedo che sono 
    allora so di esistere 
    e tutto questo sembra straordinario.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : Dov’è Alice? Meravigliosi segreti che appena si affacciano allo sguardo attento. Per   
    Dov’è Alice?
    Meravigliosi segreti che appena si affacciano allo sguardo attento. Per ritirarsi immediatamente nell'umido mistero del bosco, dove gli umani vanno a cercare le leggende antiche. 
    La natura è immaginazione.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : Dov’è Alice? Meravigliosi segreti che appena si affacciano allo sguardo attento. Per   
    Dov’è Alice?
    Meravigliosi segreti che appena si affacciano allo sguardo attento. Per ritirarsi immediatamente nell'umido mistero del bosco, dove gli umani vanno a cercare le leggende antiche. 
    La natura è immaginazione.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : E andare incontro ai pensieri che tra gli alberi  regala il vento. Teso l’orecchio, f   
    E andare incontro ai pensieri che tra gli alberi regala il vento.
    Teso l’orecchio, fui portata a dire:
    non parlatemi di Dei nell’ora del bosco, né di cristalli magici,
    né di campi di forze orchestrate da potenze occulte.
    Lasciatemi il piacere dell’ombra muta delle fronde
    carezzata dalla brezza ignuda quando è calura.
    E che sia il sole in persona, senza manto regale,
    a risvegliare il sogno nelle cosce
    così che io mi avventuri sul sentiero della mia finitezza
    con il sorriso innocente del bambino.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : E andare incontro ai pensieri che tra gli alberi  regala il vento. Teso l’orecchio, f   
    E andare incontro ai pensieri che tra gli alberi regala il vento.
    Teso l’orecchio, fui portata a dire:
    non parlatemi di Dei nell’ora del bosco, né di cristalli magici,
    né di campi di forze orchestrate da potenze occulte.
    Lasciatemi il piacere dell’ombra muta delle fronde
    carezzata dalla brezza ignuda quando è calura.
    E che sia il sole in persona, senza manto regale,
    a risvegliare il sogno nelle cosce
    così che io mi avventuri sul sentiero della mia finitezza
    con il sorriso innocente del bambino.