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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da leccep per l'aggiornamento : C'era una volta, lontano lontano La favola realizza un distacco temporaneo dalla real   
    C'era una volta, lontano lontano
    La favola realizza un distacco temporaneo dalla realtà contingente, usuale.
 Nella favola possono avvenire cose meravigliose e magiche che nella realtà sembrano escluse.
 Nella favola il desiderio di realizzazioni meravigliose difficili o impossibili rafforza la sua fede.
 Tornando alla realtà dalla favola, la fiducia che i nostri sogni si realizzino davvero è più forte.
 Ai bambini (e non solo) piacciono le favole perché il mondo che sognano è un mondo dove i sogni si realizzano.
 Nella favola i sogni si realizzano senza il “duro” lavoro che viene predicato nella vita di tutti i giorni.
 La favola è una versione della meditazione trascendentale, dove si raggiunge lo stato del puro possibile.
 La favola è una critica della realtà: dice che l’esistente non è sufficiente.
 La favola è un addestramento alla creazione.  
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da londoncalling6 per l'aggiornamento : Scrivo di me, narro e sento che sono viva, che sono presente. Godo anche di una certa   
    Scrivo di me, narro e sento che sono viva, che sono presente. Godo anche di una certa euforia che la scrittura regala. Ma se dicessi che ho capito chi sono davvero, ingannerei me stessa. Intravedo che questa narrazione potrebbe durare all’infinito e mai mi mostrerebbe pienamente chi sono. Ho la netta sensazione, anzi, che io non sono completamente. E se cerco una realtà finita e definita non la troverò. Ne concludo che il proprio sé bisogna inventarselo. E qui entra in gioco l’arte.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : Ci sono ideee che schizzano fuori
  colorate e calde, 
idee che brillano nella notte
   
    Ci sono ideee che schizzano fuori
 
    colorate e calde,
    
idee che brillano nella notte
 
    e nel silenzio,

    e il Nulla da cui ogni cosa esce 

    si rivela il Tutto
    
dove pescano i nostri sogni.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da leccep per l'aggiornamento : Amore da bere   Ogni volta che prendo un caffè non posso fare a meno di pensarti… qua   
    Amore da bere
     
    Ogni volta che prendo un caffè non posso fare a meno di pensarti… qualcosa si rimescola e si scioglie dentro di me, proprio come lo zucchero che metto adesso: mezzo cucchiaio, lo so, non ti piacevano le cose sdolcinate, amavi i retrogusti amari di ogni situazione e soprattutto le cose vere, non edulcorate. Mettere lo zucchero nel tuo caffè era una cosa delicata, quasi da alchimista: spesso ero un po’ troppo distratta o soprappensiero e mettevo più zucchero del dovuto e tu allora mi guardavi con aria di rimprovero, come per dirmi…sei sempre la solita egoista, pensi solo a te, alle tue dosi ed alle tue esigenze, non cambierai mai.
     
    Ti penso bevendo orzo... l’orzo pare un succedaneo del caffè, riservato a chi non può bere per varie ragioni la caraibica e scura bevanda. Nulla di più sbagliato! Sono due cose diverse: l’orzo è riservato ad ore particolari, è una bevanda serale, silenziosa, notturna, intimista e invernale, da bere prendendo la tazza con due mani – proprio come tante volte ho preso il tuo mento - ed accostarla alla bocca lentamente, senza fretta, con lo sguardo perso fuori dalla finestra dai vetri appannati mentre scende una pioggia leggera e fredda. Tu non hai mai bevuto orzo in vita tua e mi prendevi in giro per questo mio gusto un po’ retrò, ma spesso sono proprio i contrasti a generare ricordi.
     
    Nelle nostre cene il vino non è mai mancato. Rigorosamente rosso. Il bianco ti dava disturbi allo stomaco, almeno così dicevi. Così insieme a te mi sono abituata pure io. E anche adesso continuo a bere vino rosso, pesce o carne che sia. Solo rosso, nonostante io tolleri anche il bianco, a tal punto che adesso non mi piace più o forse credo che non mi piaccia. Chissà. Di solito una bottiglia da 0,75 si svuotava in fretta. E le nostre cene approssimative acquistavano un’altra luce, sembravano preparate da grandi chef. No, non potrei mai stare con un astemio.

    Io non ho mai amato particolarmente la Coca Cola, per questioni sia ideologiche che organolettiche. Ricordo i nostri pomeriggi girovaghi navigando a vista, senza programmi o mete precise – cosa che tu detestavi. E puntualmente incrociando un bar qualsiasi la tua frase tipo era… voglio una Coca Cola, io cercavo di dissuaderti dalle tue intenzioni con ogni mezzo possibile ma sapevo che era vano. Così cedevo. Spesso aggiungevamo un pezzo di pizza al taglio per distogliere i nostri stomaci dal pranzo saltato, nonostante la tarda ed abbondante colazione. Una lattina, due cannucce. Poi pian piano ci prendevo gusto e tu reclamavi la tua parte. Io sorridevo guardandoti mangiare e aspirare fino all’ultima bollicina il fondo della lattina. E ancora adesso quel – glurr, glurr - rumore, per molti molesto e contrario ad ogni bon ton, mi riporta a te.
     
    Bevo l’acqua… l’acqua non riesco ad associarla direttamente a te, non che tu non sia stato trasparente. Certo il caffè, l’orzo, il vino e la Coca Cola sono bevande superflue, l’acqua invece è fondamentale per vivere, siamo praticamente fatti di acqua e io e te avremmo dovuto considerarci necessari proprio come l’acqua. Forse lo siamo stati e non ce ne siamo resi conto, proprio come l’acqua, di cui sentiamo l’esigenza solo durante periodi di siccità, quando la terra si schianta ed il sole punta dritto sulle nostre fronti accaldate. Ed ogni storia compie un ciclo, proprio come l’acqua, piove dall’alto, inaspettatamente, magari quando il cielo è scuro, poi tende verso il basso nelle profonde viscere della terra, si sposta seguendo le leggi della gravità, infine cambia di stato e torna su. Chissà dove.
     
    E adesso ho solo bisogno di pioggia.  
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da leccep per l'aggiornamento : Amore da bere   Ogni volta che prendo un caffè non posso fare a meno di pensarti… qua   
    Amore da bere
     
    Ogni volta che prendo un caffè non posso fare a meno di pensarti… qualcosa si rimescola e si scioglie dentro di me, proprio come lo zucchero che metto adesso: mezzo cucchiaio, lo so, non ti piacevano le cose sdolcinate, amavi i retrogusti amari di ogni situazione e soprattutto le cose vere, non edulcorate. Mettere lo zucchero nel tuo caffè era una cosa delicata, quasi da alchimista: spesso ero un po’ troppo distratta o soprappensiero e mettevo più zucchero del dovuto e tu allora mi guardavi con aria di rimprovero, come per dirmi…sei sempre la solita egoista, pensi solo a te, alle tue dosi ed alle tue esigenze, non cambierai mai.
     
    Ti penso bevendo orzo... l’orzo pare un succedaneo del caffè, riservato a chi non può bere per varie ragioni la caraibica e scura bevanda. Nulla di più sbagliato! Sono due cose diverse: l’orzo è riservato ad ore particolari, è una bevanda serale, silenziosa, notturna, intimista e invernale, da bere prendendo la tazza con due mani – proprio come tante volte ho preso il tuo mento - ed accostarla alla bocca lentamente, senza fretta, con lo sguardo perso fuori dalla finestra dai vetri appannati mentre scende una pioggia leggera e fredda. Tu non hai mai bevuto orzo in vita tua e mi prendevi in giro per questo mio gusto un po’ retrò, ma spesso sono proprio i contrasti a generare ricordi.
     
    Nelle nostre cene il vino non è mai mancato. Rigorosamente rosso. Il bianco ti dava disturbi allo stomaco, almeno così dicevi. Così insieme a te mi sono abituata pure io. E anche adesso continuo a bere vino rosso, pesce o carne che sia. Solo rosso, nonostante io tolleri anche il bianco, a tal punto che adesso non mi piace più o forse credo che non mi piaccia. Chissà. Di solito una bottiglia da 0,75 si svuotava in fretta. E le nostre cene approssimative acquistavano un’altra luce, sembravano preparate da grandi chef. No, non potrei mai stare con un astemio.

    Io non ho mai amato particolarmente la Coca Cola, per questioni sia ideologiche che organolettiche. Ricordo i nostri pomeriggi girovaghi navigando a vista, senza programmi o mete precise – cosa che tu detestavi. E puntualmente incrociando un bar qualsiasi la tua frase tipo era… voglio una Coca Cola, io cercavo di dissuaderti dalle tue intenzioni con ogni mezzo possibile ma sapevo che era vano. Così cedevo. Spesso aggiungevamo un pezzo di pizza al taglio per distogliere i nostri stomaci dal pranzo saltato, nonostante la tarda ed abbondante colazione. Una lattina, due cannucce. Poi pian piano ci prendevo gusto e tu reclamavi la tua parte. Io sorridevo guardandoti mangiare e aspirare fino all’ultima bollicina il fondo della lattina. E ancora adesso quel – glurr, glurr - rumore, per molti molesto e contrario ad ogni bon ton, mi riporta a te.
     
    Bevo l’acqua… l’acqua non riesco ad associarla direttamente a te, non che tu non sia stato trasparente. Certo il caffè, l’orzo, il vino e la Coca Cola sono bevande superflue, l’acqua invece è fondamentale per vivere, siamo praticamente fatti di acqua e io e te avremmo dovuto considerarci necessari proprio come l’acqua. Forse lo siamo stati e non ce ne siamo resi conto, proprio come l’acqua, di cui sentiamo l’esigenza solo durante periodi di siccità, quando la terra si schianta ed il sole punta dritto sulle nostre fronti accaldate. Ed ogni storia compie un ciclo, proprio come l’acqua, piove dall’alto, inaspettatamente, magari quando il cielo è scuro, poi tende verso il basso nelle profonde viscere della terra, si sposta seguendo le leggi della gravità, infine cambia di stato e torna su. Chissà dove.
     
    E adesso ho solo bisogno di pioggia.  
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    odessa1920 ha aggiunto una reazione a fleurdelys00 per l'aggiornamento : Oggi ho voglia di rilassarmi! conoscevi questa cover?     
    Oggi ho voglia di rilassarmi! conoscevi questa cover?
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da scompaiomatorno per l'aggiornamento : Sul terrazzo prego pensieri. 
 Pensieri che aprano il mondo, 
 pensieri come finestre   
    Sul terrazzo prego pensieri. 

    Pensieri che aprano il mondo, 

    pensieri come finestre, 

    per uscire dall'impasto delle cose, 

    svincolarmi dalla gravità. 
    
Pensieri mongolfiera 

    per volare oltre il recinto. 

    Pensieri lievito che sollevino la pasta del corpo, 

    facendo anima dentro la carne. 
    
Pensieri di largo respiro 

    per il desiderio di essere.

  8. Mi piace
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da londoncalling6 per l'aggiornamento : Scrivo di me, narro e sento che sono viva, che sono presente. Godo anche di una certa   
    Scrivo di me, narro e sento che sono viva, che sono presente. Godo anche di una certa euforia che la scrittura regala. Ma se dicessi che ho capito chi sono davvero, ingannerei me stessa. Intravedo che questa narrazione potrebbe durare all’infinito e mai mi mostrerebbe pienamente chi sono. Ho la netta sensazione, anzi, che io non sono completamente. E se cerco una realtà finita e definita non la troverò. Ne concludo che il proprio sé bisogna inventarselo. E qui entra in gioco l’arte.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : Ci sono ideee che schizzano fuori
  colorate e calde, 
idee che brillano nella notte
   
    Ci sono ideee che schizzano fuori
 
    colorate e calde,
    
idee che brillano nella notte
 
    e nel silenzio,

    e il Nulla da cui ogni cosa esce 

    si rivela il Tutto
    
dove pescano i nostri sogni.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : Ci sono ideee che schizzano fuori
  colorate e calde, 
idee che brillano nella notte
   
    Ci sono ideee che schizzano fuori
 
    colorate e calde,
    
idee che brillano nella notte
 
    e nel silenzio,

    e il Nulla da cui ogni cosa esce 

    si rivela il Tutto
    
dove pescano i nostri sogni.

  11. Mi piace
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da leccep per l'aggiornamento : La cura di sé è una sorta di viavai interiore che smonta e rimonta l’anima.   
    La cura di sé è una sorta di viavai interiore che smonta e rimonta l’anima.

  12. Mi piace
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da scompaiomatorno per l'aggiornamento : Sul terrazzo prego pensieri. 
 Pensieri che aprano il mondo, 
 pensieri come finestre   
    Sul terrazzo prego pensieri. 

    Pensieri che aprano il mondo, 

    pensieri come finestre, 

    per uscire dall'impasto delle cose, 

    svincolarmi dalla gravità. 
    
Pensieri mongolfiera 

    per volare oltre il recinto. 

    Pensieri lievito che sollevino la pasta del corpo, 

    facendo anima dentro la carne. 
    
Pensieri di largo respiro 

    per il desiderio di essere.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da londoncalling6 per l'aggiornamento : Scrivo di me, narro e sento che sono viva, che sono presente. Godo anche di una certa   
    Scrivo di me, narro e sento che sono viva, che sono presente. Godo anche di una certa euforia che la scrittura regala. Ma se dicessi che ho capito chi sono davvero, ingannerei me stessa. Intravedo che questa narrazione potrebbe durare all’infinito e mai mi mostrerebbe pienamente chi sono. Ho la netta sensazione, anzi, che io non sono completamente. E se cerco una realtà finita e definita non la troverò. Ne concludo che il proprio sé bisogna inventarselo. E qui entra in gioco l’arte.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da scompaiomatorno per l'aggiornamento : Sul terrazzo prego pensieri. 
 Pensieri che aprano il mondo, 
 pensieri come finestre   
    Sul terrazzo prego pensieri. 

    Pensieri che aprano il mondo, 

    pensieri come finestre, 

    per uscire dall'impasto delle cose, 

    svincolarmi dalla gravità. 
    
Pensieri mongolfiera 

    per volare oltre il recinto. 

    Pensieri lievito che sollevino la pasta del corpo, 

    facendo anima dentro la carne. 
    
Pensieri di largo respiro 

    per il desiderio di essere.

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    odessa1920 ha aggiunto una reazione a scompaiomatorno per l'aggiornamento : Ciao Odessa! guarda.. hanno il loro fascino anche le foto sul terrazzo! Brava!    
    Ciao Odessa! guarda.. hanno il loro fascino anche le foto sul terrazzo! Brava! 
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ciribi72 per l'aggiornamento : Sono modi di pensare con le dita...  Meglio: in una sorta di va e vieni tra mani, sen   
    Sono modi di pensare con le dita...  Meglio: in una sorta di va e vieni tra mani, sensazioni, testa e via dicendo.
 I mei pensieri non nascono prima di esprimerli. È solo esprimendoli che so cosa ho pensato.
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da daliahnera per l'aggiornamento : Il cielo da queste parti stamane Il mondo delle nuvole ha un fascino misterioso.
 All   
    Il cielo da queste parti stamane
    Il mondo delle nuvole ha un fascino misterioso.

    Alle nuvole sono affezionato. Sono la base delle mie fantasie. 
    Non m'importa se a volte rendono l'atmosfera invernale: la primavera la porto dentro.

    La nuvola ha un posto importante anche nel mondo della connessione globale.

    Le nuvole mi ispirano curiosità.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da leccep per l'aggiornamento : La cura di sé è una sorta di viavai interiore che smonta e rimonta l’anima.   
    La cura di sé è una sorta di viavai interiore che smonta e rimonta l’anima.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da scompaiomatorno per l'aggiornamento : Sul terrazzo prego pensieri. 
 Pensieri che aprano il mondo, 
 pensieri come finestre   
    Sul terrazzo prego pensieri. 

    Pensieri che aprano il mondo, 

    pensieri come finestre, 

    per uscire dall'impasto delle cose, 

    svincolarmi dalla gravità. 
    
Pensieri mongolfiera 

    per volare oltre il recinto. 

    Pensieri lievito che sollevino la pasta del corpo, 

    facendo anima dentro la carne. 
    
Pensieri di largo respiro 

    per il desiderio di essere.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da daliahnera per l'aggiornamento : Una scrittura che sia io   L'idea è quella di una prosa ritmata, una scrittura come m   
    Una scrittura che sia io
     
    L'idea è quella di una prosa ritmata, una scrittura come musica, come spartito. Un pensiero che si esprime in una scrittura-orchestra-che-suona, e anche corpo-che-danza. Un balletto… Una scrittura che annota un’oralità musicale coniugata armonicamente a movimenti del corpo ritmati, come in un balletto. Dove scrivere è dunque operazione di tutto il corpo connesso con l’anima, per così dire.

    Essere me stessa, cercare me stessa... che intendo?

    All’inizio c’era una sensazione strana che a parole può essere tradotta in questo modo: così come stai vivendo, così come sei, quello che fai, il mondo in cui abiti, il tuo stile, il modo con cui affronti le cose, la gente che frequenti, la comunicazione che intrattieni,…tutto questo è lontano da come vorresti sentirti. Così non sei tu.

    Un disagio che viene interpretato come un essersi persi, distratti, fuorviati, lontani da sé, smarriti: questa non sono io. Mi guardo allo specchio e non mi riconosco.

    C'è un richiamo fortissimo a mettersi in cerca della propria verità, di una sincerità profonda, di autenticità. Un modo di essere, di fare, di sentire, di pensare, di relazionarsi, nel quale io possa sentirmi identico a me stessa, che sono proprio io. L’esperienza di questo richiamo può essere molto eccitante e mobilitante. Spinge a fare, a cercare, a provare, tentare, capire..

    Un po’ a tentoni.

    Infatti, non trovo dentro di me un libro in cui è già scritto quello che sono davvero e che quindi devo essere. Questa metafora è troppo vaga e ambigua. Suppone che quello che io sono sia già definito da qualche parte.

    Al contrario la confezione del messaggio che mi rivela a me stessa è un'operazione che faccio io. Ciò che troverò, in un certo senso, lo avrò inventato. Non un’invenzione che si eleva su un terreno del tutto arbitrario, un vuoto assoluto, dove sarebbe possibile inventare qualsiasi cosa e avrebbe senso. No, capisco che si tratta di un inventare fedele a un richiamo di autenticità. E monitorizzare questa fedeltà sarà un compito dell'inventare stesso. Un po' come quando si inventa una melodia e con l'orecchio si controlla se questa melodia è in risonanza con l’armonia che la sottende.  
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da daliahnera per l'aggiornamento : Il cielo da queste parti stamane Il mondo delle nuvole ha un fascino misterioso.
 All   
    Il cielo da queste parti stamane
    Il mondo delle nuvole ha un fascino misterioso.

    Alle nuvole sono affezionato. Sono la base delle mie fantasie. 
    Non m'importa se a volte rendono l'atmosfera invernale: la primavera la porto dentro.

    La nuvola ha un posto importante anche nel mondo della connessione globale.

    Le nuvole mi ispirano curiosità.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da leccep per l'aggiornamento : La cura di sé è una sorta di viavai interiore che smonta e rimonta l’anima.   
    La cura di sé è una sorta di viavai interiore che smonta e rimonta l’anima.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da leccep per l'aggiornamento : La cura di sé è una sorta di viavai interiore che smonta e rimonta l’anima.   
    La cura di sé è una sorta di viavai interiore che smonta e rimonta l’anima.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ciribi72 per l'aggiornamento : In breve Mi piace pensare in maniera ispirata. Adoro le idee che rinnovano costanteme   
    In breve
    Mi piace pensare in maniera ispirata. Adoro le idee che rinnovano costantemente gli orizzonti.

     

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ciribi72 per l'aggiornamento : Sono modi di pensare con le dita...  Meglio: in una sorta di va e vieni tra mani, sen   
    Sono modi di pensare con le dita...  Meglio: in una sorta di va e vieni tra mani, sensazioni, testa e via dicendo.
 I mei pensieri non nascono prima di esprimerli. È solo esprimendoli che so cosa ho pensato.