Attività di reputazione

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da tacchialti94 per l'aggiornamento : A otto anni io giocavo tutto il giorno. Qualsiasi cosa facessi era gioco. Immaginavo   
    A otto anni io giocavo tutto il giorno. Qualsiasi cosa facessi era gioco. Immaginavo tutto quello che veniva da immaginare e tutto diventava altro. Un altro meraviglioso.

    Meraviglioso soprattutto ora, che per giocare devo fare un certo sforzo. Meraviglioso perché ora vedo un albero e allora era una foresta sospesa tra paludi e cielo.

    Ora io vedo una casa e mi ci vuole un certo sforzo per vedervi una nave, che viaggia nell’Oceano dell’Essere, alla ricerca del tesoro, eccitata da questa avventura.

    Eppure, in un certo senso, sto ritornando a quello che facevo allora. Sto ritornando al gioco. Ho smesso di prendere così sul serio queste vicende umane. Abbandono volentieri i ragionamenti responsabili, consequenziali, che chiedono ad ogni passo una conferma oggettiva.
    Dove ci si perde? Dove ci si ritrova?
    Io mi ritrovo pienamente nel gioco, noncurante di tutti i richiami seri del mondo. E nasce un altro mondo. Migliore di quello che ci raccontano tutti i giorni.

     

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    odessa1920 ha aggiunto una reazione a lullabyblue0 per l'aggiornamento : Bellissimi gli ultimi scatti, sembrano l'art di un album folk!   
    Bellissimi gli ultimi scatti, sembrano l'art di un album folk!
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da lullabyblue0 per l'aggiornamento : Crebbero all'ombra delle nuvole nostalgici di sole.   
    Crebbero all'ombra delle nuvole nostalgici di sole.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da lullabyblue0 per l'aggiornamento : A volte è come avere per colonna sonora una sinfonia di Ennio Morricone: qualcosa che   
    A volte è come avere per colonna sonora una sinfonia di Ennio Morricone: qualcosa che sa di sogno ti trasporta come in trance in una dimensione che rende più leggeri i passi nella polvere della terra, su per le scale dei palazzi e i salti degli ostacoli.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da lullabyblue0 per l'aggiornamento : Herbert aveva una saggezza a modo suo. Io lo ascoltavo volentieri, era piacevole e fa   
    Herbert aveva una saggezza a modo suo. Io lo ascoltavo volentieri, era piacevole e faceva pensare. Un giorno, mentre continuava a piovere e il cielo non mostrava segni di pentimento, mi disse: “Il Dio fin dall’inizio aveva deciso di essere quello che gli umani avrebbero scelto. Era parte del gioco. Il Dio voleva divertirsi, in fondo. E ultimamente, voglio dire negli ultimi millenni, gli umani, per qualche loro motivo razionale o altro, avevano deciso che il Dio doveva essere non solo eterno ma immutabile, fisso, lassù nella sua infinita perfezione, a sentir risuonare in questa sua fissità l’infinita gloria della sua bellezza e maestà. Beh – disse Herbert, con un certo sorriso malizioso – Dopo un paio di millenni il Dio si era stancato. Una noia mortale a  stare sempre fisso nella gloria! Lui voleva una storia, un’avventura, non il dipanarsi noioso di qualcosa che era già tutto compreso fin dall’inizio”.
    Io lo ascoltavo con meraviglia e gli domandai: “Ma, Herbert, questo Dio che tu dipingi mi sembra piuttosto poco Dio, che voglio dire? Che un Dio come quello che tu dici, non è onnipotente, non ha la chiave in tasca per ogni problema, non controlla pienamente tutta la situazione, non sa in anticipo quello che avverrà, non tiene in mano i fili di tutti i burattini… Insomma è un Dio a rischio, un Dio che può fallire… E sei sicuro che noi abbiamo bisogno di un siffatto Dio?”
    Herbert – lo guardavo mentre tentavo di dire il mio pensiero – era tutto un sorriso. Aveva gli occhi lucidi e un po’ ebbri come chi ha bevuto mezzo bicchiere di brandy o simile, capisci? E mi disse: “Guarda a te! Dopo tre giorni che sei nella gioia e nel bel tempo, già sei annoiata e trovi il modo di aggrovigliare la matassa, così almeno, un po’ di pathos, capisci?”.
    Fece un silenzio lungo, durante il quale mi diede modo di cambiare. Poi disse: “Non è stare sempre nella perfezione la vera gioia, ma passare dal disagio alla felicità!” Poi aggiunse: “Non stare seduta nella meta, ma il viaggio che ti ci porta!”

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da lullabyblue0 per l'aggiornamento : “Io non cerco, trovo”, disse l’artista. 
È la via umida del percorso alchemico.   
    “Io non cerco, trovo”, disse l’artista.
    
È la via umida del percorso alchemico.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da lullabyblue0 per l'aggiornamento : Mi misi a pensare a questo meraviglioso potere, di mescolare l’immaginazione al mondo   
    Mi misi a pensare a questo meraviglioso potere, di mescolare l’immaginazione al mondo. E a come fossi libera di farlo, senza limitazioni. E mi parve di intuire che era questo il segreto della qualità della vita. E a come tutte le paure che impedivano di usare questo potere fossero un gioco di specchi, una specie di incantesimo. Un maleficio che si poteva facilmente esorcizzare.  Perché bastava attaccarsi al desiderio.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da lullabyblue0 per l'aggiornamento : So che l’anima è dentro il corpo, ma so anche che il corpo è la radice dell’anima. No   
    So che l’anima è dentro il corpo, ma so anche che il corpo è la radice dell’anima. Non c’è pensiero, non c’è idea, che non peschi la sua forza da come sei piantato sulla terra, da come sei aperto al vento, da come bevi l’acqua dei torrenti.
     

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da tacchialti94 per l'aggiornamento : Dunque, siamo in inverno.
 Il cielo stamani è intenso.
 È bene che mi metta subito a   
    Dunque, siamo in inverno.
 Il cielo stamani è intenso.

    È bene che mi metta subito a lavorare su di me.
 Aspiro a dipingere questa giornata, plasmarla in maniera che assomigli il più possibile al mondo che sogno. 
So che devo iniziare dal mio atteggiamento.
 Ho sempre, addosso, l’eco di stagioni tristi. Dietro la porta sonnecchia regolarmente il senso della pesantezza.

    Ho imparato ad averlo compagno e a neutralizzarne gli effetti.
 Non basta evitare di disperdere nell’ambiente le immondizie inquinanti.
 Bisogna coltivare il giardino, con cura.
 So orientare i miei pensieri su scenari possibili che rendono le mie azioni più creative. 
La mia storia è un’avventura.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da scompaiomatorno per l'aggiornamento : Resto tra le case, sulla collina. Voglio sentire il fruscio delle fronde, toccare la   
    Resto tra le case, sulla collina.
    Voglio sentire il fruscio delle fronde, toccare la pelle degli alberi, entrare negli spicchi di cielo, fuori dai recinti.
    Sul ciglio della strada, cammino a sinistra, per vedere in faccia l’auto che mi sfreccerà vicino. Non voglio sorprese alle spalle, che mi distraggano dal muschio sulla sponda, e dai sussurri delle felci, che raccontano storie antiche.
    Voglio vedere la pianura, là sotto, dove i problemi ridimensionano l’ansia, da quassù.
    Voglio sognare di essere nomade e pellegrino, per poco tempo, da queste parti.
    Sentire l’urlo della solitudine per sorriderle in faccia.
    E placare il mondo con l’indice e il pollice.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da tacchialti94 per l'aggiornamento : Le grandi domande che risuonano da sempre nella nostra mente, quelle domande alle qua   
    Le grandi domande che risuonano da sempre nella nostra mente, quelle domande alle quali la risposta attesa non arriva mai, rivelando la nostra ignoranza di fondo, aprono lo spazio vuoto per la nostra messa in atto, per l’invenzione del nostro rapporto con la vita.
    So di non sapere: posso inventare.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da tacchialti94 per l'aggiornamento : I ragazzini quando giocano provano piacere. Ma quando si accorgono che il gioco non d   
    I ragazzini quando giocano provano piacere. Ma quando si accorgono che il gioco non dà più piacere, mollano e passano ad altro. I ragazzini mantengono il senso del gioco più di noi adulti.
    Noi continuiamo a giocare: a fare gli avvocati, gli ingegneri, gli psicologi, i formatori. Entriamo in certi ruoli e continuiamo a giocarci per decenni, forse per tutta la vita, anche quando il gioco non morde più sul piacere di vivere davvero. Perché abbiamo perso il senso del gioco. Perché siamo diventati seriosi.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da tacchialti94 per l'aggiornamento : Dunque, siamo in inverno.
 Il cielo stamani è intenso.
 È bene che mi metta subito a   
    Dunque, siamo in inverno.
 Il cielo stamani è intenso.

    È bene che mi metta subito a lavorare su di me.
 Aspiro a dipingere questa giornata, plasmarla in maniera che assomigli il più possibile al mondo che sogno. 
So che devo iniziare dal mio atteggiamento.
 Ho sempre, addosso, l’eco di stagioni tristi. Dietro la porta sonnecchia regolarmente il senso della pesantezza.

    Ho imparato ad averlo compagno e a neutralizzarne gli effetti.
 Non basta evitare di disperdere nell’ambiente le immondizie inquinanti.
 Bisogna coltivare il giardino, con cura.
 So orientare i miei pensieri su scenari possibili che rendono le mie azioni più creative. 
La mia storia è un’avventura.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da tacchialti94 per l'aggiornamento : Le grandi domande che risuonano da sempre nella nostra mente, quelle domande alle qua   
    Le grandi domande che risuonano da sempre nella nostra mente, quelle domande alle quali la risposta attesa non arriva mai, rivelando la nostra ignoranza di fondo, aprono lo spazio vuoto per la nostra messa in atto, per l’invenzione del nostro rapporto con la vita.
    So di non sapere: posso inventare.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da tacchialti94 per l'aggiornamento : I ragazzini quando giocano provano piacere. Ma quando si accorgono che il gioco non d   
    I ragazzini quando giocano provano piacere. Ma quando si accorgono che il gioco non dà più piacere, mollano e passano ad altro. I ragazzini mantengono il senso del gioco più di noi adulti.
    Noi continuiamo a giocare: a fare gli avvocati, gli ingegneri, gli psicologi, i formatori. Entriamo in certi ruoli e continuiamo a giocarci per decenni, forse per tutta la vita, anche quando il gioco non morde più sul piacere di vivere davvero. Perché abbiamo perso il senso del gioco. Perché siamo diventati seriosi.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da tacchialti94 per l'aggiornamento : Dunque, siamo in inverno.
 Il cielo stamani è intenso.
 È bene che mi metta subito a   
    Dunque, siamo in inverno.
 Il cielo stamani è intenso.

    È bene che mi metta subito a lavorare su di me.
 Aspiro a dipingere questa giornata, plasmarla in maniera che assomigli il più possibile al mondo che sogno. 
So che devo iniziare dal mio atteggiamento.
 Ho sempre, addosso, l’eco di stagioni tristi. Dietro la porta sonnecchia regolarmente il senso della pesantezza.

    Ho imparato ad averlo compagno e a neutralizzarne gli effetti.
 Non basta evitare di disperdere nell’ambiente le immondizie inquinanti.
 Bisogna coltivare il giardino, con cura.
 So orientare i miei pensieri su scenari possibili che rendono le mie azioni più creative. 
La mia storia è un’avventura.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da gerbera0 per l'aggiornamento : Poi vennero quelli che non sapevano che non si poteva fare e lo fecero.   
    Poi vennero quelli che non sapevano che non si poteva fare e lo fecero.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da gerbera0 per l'aggiornamento : La senti, vero, la bellezza dell’Eros – lo chiamiamo in questo modo, fin dai tempi de   
    La senti, vero, la bellezza dell’Eros – lo chiamiamo in questo modo, fin dai tempi dei Greci. È una bellezza selvaggia, che non tiene conto di nulla ed è pronto a scompisciare ogni ordine, ogni sistemazione. È una forza selvaggia della natura. E uomini e donne fuggono quando lo sentono arrivare. Incute paura, perché può travolgere tutto. È come un tuono che erompe all’improvviso dalla terra.

    E della natura ha il vigore, la forza, l’energia.
 
    Ma noi siamo cultura. Noi coltiviamo le forze selvagge della natura. Cerchiamo di addomesticarle, di ammansirle, di usarne il potere per costruire il nostro mondo, la nostra storia. La cultura aspira a continuare il lavoro della natura. Un lavoro che produce vita e nuove armonie. Col rischio di mandare tutto all’aria.
    Abbiamo bisogno della forza della natura – se la uccidiamo, se ci chiudiamo ad essa, siamo noi a morire. Il pozzo si alimenta dalle acque di profondità, e aspira a raccoglierle limpide, decantate, per abbeverare e rinfrescare. Per nutrire.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da nemores per l'aggiornamento : Una strada, cipressi ai bordi. Il viaggio sembra lungo, ma è breve. Perfino troppo br   
    Una strada, cipressi ai bordi. Il viaggio sembra lungo, ma è breve. Perfino troppo breve. Vorrei fermare ogni momento, gustare ogni istante per un'eternità. Succulenta è la vita nei miei sogni. Fuggevole sabbia tra le dita delle mani. Tutto brucia veloce in questo fuoco e resta il calore. Di calore mi nutro ogni giorno.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da nemores per l'aggiornamento : Una strada, cipressi ai bordi. Il viaggio sembra lungo, ma è breve. Perfino troppo br   
    Una strada, cipressi ai bordi. Il viaggio sembra lungo, ma è breve. Perfino troppo breve. Vorrei fermare ogni momento, gustare ogni istante per un'eternità. Succulenta è la vita nei miei sogni. Fuggevole sabbia tra le dita delle mani. Tutto brucia veloce in questo fuoco e resta il calore. Di calore mi nutro ogni giorno.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da gerbera0 per l'aggiornamento : La senti, vero, la bellezza dell’Eros – lo chiamiamo in questo modo, fin dai tempi de   
    La senti, vero, la bellezza dell’Eros – lo chiamiamo in questo modo, fin dai tempi dei Greci. È una bellezza selvaggia, che non tiene conto di nulla ed è pronto a scompisciare ogni ordine, ogni sistemazione. È una forza selvaggia della natura. E uomini e donne fuggono quando lo sentono arrivare. Incute paura, perché può travolgere tutto. È come un tuono che erompe all’improvviso dalla terra.

    E della natura ha il vigore, la forza, l’energia.
 
    Ma noi siamo cultura. Noi coltiviamo le forze selvagge della natura. Cerchiamo di addomesticarle, di ammansirle, di usarne il potere per costruire il nostro mondo, la nostra storia. La cultura aspira a continuare il lavoro della natura. Un lavoro che produce vita e nuove armonie. Col rischio di mandare tutto all’aria.
    Abbiamo bisogno della forza della natura – se la uccidiamo, se ci chiudiamo ad essa, siamo noi a morire. Il pozzo si alimenta dalle acque di profondità, e aspira a raccoglierle limpide, decantate, per abbeverare e rinfrescare. Per nutrire.

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    odessa1920 ha aggiunto una reazione a gerbera0 per l'aggiornamento : che dire, buon weekend?   
    che dire, buon weekend?
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da gerbera0 per l'aggiornamento : Voglio lasciare alla vita il mistero. Per averne in cambio l’avventura. Che le mie ma   
    Voglio lasciare alla vita il mistero. Per averne in cambio l’avventura. Che le mie mappe dell’essere durino un giorno e non di più. Che sia importante far fiato di primo mattino e sentire la grazia di essere al mondo, con gli occhi aperti e le mani che funzionano come funzionano.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da gerbera0 per l'aggiornamento : Poi vennero quelli che non sapevano che non si poteva fare e lo fecero.   
    Poi vennero quelli che non sapevano che non si poteva fare e lo fecero.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da gerbera0 per l'aggiornamento : La senti, vero, la bellezza dell’Eros – lo chiamiamo in questo modo, fin dai tempi de   
    La senti, vero, la bellezza dell’Eros – lo chiamiamo in questo modo, fin dai tempi dei Greci. È una bellezza selvaggia, che non tiene conto di nulla ed è pronto a scompisciare ogni ordine, ogni sistemazione. È una forza selvaggia della natura. E uomini e donne fuggono quando lo sentono arrivare. Incute paura, perché può travolgere tutto. È come un tuono che erompe all’improvviso dalla terra.

    E della natura ha il vigore, la forza, l’energia.
 
    Ma noi siamo cultura. Noi coltiviamo le forze selvagge della natura. Cerchiamo di addomesticarle, di ammansirle, di usarne il potere per costruire il nostro mondo, la nostra storia. La cultura aspira a continuare il lavoro della natura. Un lavoro che produce vita e nuove armonie. Col rischio di mandare tutto all’aria.
    Abbiamo bisogno della forza della natura – se la uccidiamo, se ci chiudiamo ad essa, siamo noi a morire. Il pozzo si alimenta dalle acque di profondità, e aspira a raccoglierle limpide, decantate, per abbeverare e rinfrescare. Per nutrire.