Attività di reputazione

  1. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da nancy19821 per l'aggiornamento : Tu potresti essere l'archetipo dello sguardo che vorrei su di me. Il modello pensato   
    Tu potresti essere l'archetipo dello sguardo che vorrei su di me.
    Il modello pensato ed ideale.
    Lo sguardo elettrico che attiva impulsi e risorse impensabili.
    La pupilla assoluta.
    Ogni sguardo terreno ha dei limiti e delle limitazioni, dei confini.
    Il tuo no.
    Spazia oltre, è inarrivabile.
    Mi scava dentro e arriva dall'altra parte.
    Una parte che non conosco e che forse non conoscerò mai.
     
     
     

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da nancy19821 per l'aggiornamento : I modi ed i mondi di amare e di amore racchiudono modalità ed eventualità a cui non p   
    I modi ed i mondi di amare e di amore racchiudono modalità ed eventualità a cui non pensiamo. Siamo limitati dai modi che conosciamo e non pensiamo che possano esisterne altri. La vita è troppo breve e noi siamo bravi a sprecarla o forse la libertà ci sconsola e ci fa paura.

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    odessa1920 ha aggiunto una reazione a altomororicco per l'aggiornamento : Chuck Palahniuk 21-01-1962, Pasco (Washington)     
    Chuck Palahniuk
    21-01-1962, Pasco (Washington)
     

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da theoldandthesea per l'aggiornamento : Mi piacerebbe essere felice per tutta la vita ma, come ogni cosa, la felicità esiste   
    Mi piacerebbe essere felice per tutta la vita ma, come ogni cosa, la felicità esiste in quando esiste l'infelicità e viceversa. E spesso la seconda prevale sulla prima, come il disordine prevale naturalmente sull'ordine.   Hai mai pensato a fare tutto ciò che ti rende felice? Ogni azione volta solo ed esclusivamente alla tua felicità. Pensa un po'.   Il fatto è che ogni azione implica sempre delle conseguenze, muove le cose e le persone intorno a noi e il più delle volte non riusciamo a valutarle con obiettività. Le conseguenze poi lasciano sempre degli strascichi, spesso irreversibili o almeno reversibili nella loro materialità ma inevitabilmente inamovibili da dentro di noi che fanno da contrappeso negativo ad ogni potenziale felicità. 
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    odessa1920 ha aggiunto una reazione a theoldandthesea per l'aggiornamento : Quote “So it is said, for him who understands Heavenly joy, life is the working of He   
    Ecco.
    Buon pomeriggio!

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da theoldandthesea per l'aggiornamento : Mi piacerebbe essere felice per tutta la vita ma, come ogni cosa, la felicità esiste   
    Mi piacerebbe essere felice per tutta la vita ma, come ogni cosa, la felicità esiste in quando esiste l'infelicità e viceversa. E spesso la seconda prevale sulla prima, come il disordine prevale naturalmente sull'ordine.   Hai mai pensato a fare tutto ciò che ti rende felice? Ogni azione volta solo ed esclusivamente alla tua felicità. Pensa un po'.   Il fatto è che ogni azione implica sempre delle conseguenze, muove le cose e le persone intorno a noi e il più delle volte non riusciamo a valutarle con obiettività. Le conseguenze poi lasciano sempre degli strascichi, spesso irreversibili o almeno reversibili nella loro materialità ma inevitabilmente inamovibili da dentro di noi che fanno da contrappeso negativo ad ogni potenziale felicità. 
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da theoldandthesea per l'aggiornamento : Mi piacerebbe essere felice per tutta la vita ma, come ogni cosa, la felicità esiste   
    Mi piacerebbe essere felice per tutta la vita ma, come ogni cosa, la felicità esiste in quando esiste l'infelicità e viceversa. E spesso la seconda prevale sulla prima, come il disordine prevale naturalmente sull'ordine.   Hai mai pensato a fare tutto ciò che ti rende felice? Ogni azione volta solo ed esclusivamente alla tua felicità. Pensa un po'.   Il fatto è che ogni azione implica sempre delle conseguenze, muove le cose e le persone intorno a noi e il più delle volte non riusciamo a valutarle con obiettività. Le conseguenze poi lasciano sempre degli strascichi, spesso irreversibili o almeno reversibili nella loro materialità ma inevitabilmente inamovibili da dentro di noi che fanno da contrappeso negativo ad ogni potenziale felicità. 
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da theoldandthesea per l'aggiornamento : Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri. Alda Merini     https:/   
    Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri.

    Alda Merini
     
     
    https://youtu.be/eAL6EXsmUtI

  9. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da marcusnolde962 per l'aggiornamento : Scena finale di “Gocce d’acqua su pietre roventi” di F. Ozon: il cadavere di Franz gi   
    Scena finale di “Gocce d’acqua su pietre roventi” di F. Ozon: il cadavere di Franz giace per terra con addosso solo il cappotto di Vera. Vera ha bisogno d’aria, cerca in ogni modo di aprire la finestra. Insiste. Vanamente. Non ce la fa. Sembra bloccata da qualche oscuro incantesimo. È un limite invalicabile. "Io non ho bisogno di te. Tu hai bisogno di me" E allora rimane ansimante come un bestia in gabbia con i palmi delle mani appoggiati al vetro guardando fuori: occhi sciolti, vuoti e persi, nel buio.  Poi, impotente e rassegnata, abbassa lo sguardo.  La macchina da presa lentamente si allontana e lei diviene sempre più piccola ed insignificante, prigioniera di quell’elegante appartamento.    Una devastante sensazione di claustrofobia mi assale.  E quella finestra bloccata, quelle mura, quell’arredamento cosi ricercato non sono solo un luogo fisico ma un luogo mentale, una metafora di qualcos’altro.  Indubbiamente è più facile fuggire da un luogo fisico piuttosto che da un luogo mentale che ti segue e ti persegue sempre, comunque e dovunque.   Il mio luogo mentale ha mura molto spesse, porte blindate, finestre sigillate, il citofono rotto e non ho ancora trovato un varco, un passaggio segreto per uscire completamente fuori, una botola magica. Certe volte sento delle voci disarticolate e sconnesse, dei labili rumori all’esterno, sento il fischio di treni che passano ma non conosco gli orari e non li voglio conoscere, certe volte vorrei stabilirmi qui, crearmi i miei spazi, le mie comodità, ed uscire solo per fare frugali spese come i pastori che scendono dalla montagna per andare al paese una volta ogni tanto, certe volte… si, certe volte progetto la fuga da qui, sarebbe una grande impresa, tipo fuga da Alcatraz, non so… ma come dice E. De Luca “nelle imprese la grandezza sta nell’avere in mente tutt’altro”. E poi in fondo non mi piace neppure la parola “fuga”: ero e sono sempre io, e sono qui ed ora pure grazie a ciò che ero.  E allora si, adesso me ne voglio stare così… “sotto le stelle sparse in cielo come un chilo di farina”.
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    odessa1920 ha aggiunto una reazione a theoldandthesea per l'aggiornamento : habitat naturale...   
    habitat naturale...

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    odessa1920 ha aggiunto una reazione a theoldandthesea per l'aggiornamento : “I pescatori sanno che il mare è pericoloso e la tempestaterribile, ma non hanno mai   
    “I pescatori sanno che il mare è pericoloso e la tempestaterribile, ma non hanno mai trovato questi pericoli, una ragione sufficiente per restare a riva.”
    Vincent Van Gogh.

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    odessa1920 ha aggiunto una reazione a theoldandthesea per l'aggiornamento : Grazie per aver citato Ozon...     
    Grazie per aver citato Ozon...
     

  13. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da marcusnolde962 per l'aggiornamento : Scena finale di “Gocce d’acqua su pietre roventi” di F. Ozon: il cadavere di Franz gi   
    Scena finale di “Gocce d’acqua su pietre roventi” di F. Ozon: il cadavere di Franz giace per terra con addosso solo il cappotto di Vera. Vera ha bisogno d’aria, cerca in ogni modo di aprire la finestra. Insiste. Vanamente. Non ce la fa. Sembra bloccata da qualche oscuro incantesimo. È un limite invalicabile. "Io non ho bisogno di te. Tu hai bisogno di me" E allora rimane ansimante come un bestia in gabbia con i palmi delle mani appoggiati al vetro guardando fuori: occhi sciolti, vuoti e persi, nel buio.  Poi, impotente e rassegnata, abbassa lo sguardo.  La macchina da presa lentamente si allontana e lei diviene sempre più piccola ed insignificante, prigioniera di quell’elegante appartamento.    Una devastante sensazione di claustrofobia mi assale.  E quella finestra bloccata, quelle mura, quell’arredamento cosi ricercato non sono solo un luogo fisico ma un luogo mentale, una metafora di qualcos’altro.  Indubbiamente è più facile fuggire da un luogo fisico piuttosto che da un luogo mentale che ti segue e ti persegue sempre, comunque e dovunque.   Il mio luogo mentale ha mura molto spesse, porte blindate, finestre sigillate, il citofono rotto e non ho ancora trovato un varco, un passaggio segreto per uscire completamente fuori, una botola magica. Certe volte sento delle voci disarticolate e sconnesse, dei labili rumori all’esterno, sento il fischio di treni che passano ma non conosco gli orari e non li voglio conoscere, certe volte vorrei stabilirmi qui, crearmi i miei spazi, le mie comodità, ed uscire solo per fare frugali spese come i pastori che scendono dalla montagna per andare al paese una volta ogni tanto, certe volte… si, certe volte progetto la fuga da qui, sarebbe una grande impresa, tipo fuga da Alcatraz, non so… ma come dice E. De Luca “nelle imprese la grandezza sta nell’avere in mente tutt’altro”. E poi in fondo non mi piace neppure la parola “fuga”: ero e sono sempre io, e sono qui ed ora pure grazie a ciò che ero.  E allora si, adesso me ne voglio stare così… “sotto le stelle sparse in cielo come un chilo di farina”.
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da marcusnolde962 per l'aggiornamento : Quando combatti qualcosa, non fai che renderla più forte. Non fare quello che vuoi. F   
    Quando combatti qualcosa, non fai che renderla più forte. Non fare quello che vuoi. Fai quello che non vuoi. Fai quello che sei allenata a non volere. Il contrario della ricerca della felicità. Fai le cose che ti spaventano di più.

    Chuck Palahniuk, “Invisible Monsters”
     
     

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da dyinglightsite per l'aggiornamento : Amare qualcuno per i propri difetti. Amare ed innamorarsi dei difetti dell'oggetto de   
    Amare qualcuno per i propri difetti. Amare ed innamorarsi dei difetti dell'oggetto del nostro amore. Oltre ogni cognizione razionale. Non capirci nulla eppure amare. Quando non ci capiamo nulla è sempre un buon segno. Invece noi capiamo tutto e non amiamo.
     

  16. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da marcusnolde962 per l'aggiornamento : Scena finale di “Gocce d’acqua su pietre roventi” di F. Ozon: il cadavere di Franz gi   
    Scena finale di “Gocce d’acqua su pietre roventi” di F. Ozon: il cadavere di Franz giace per terra con addosso solo il cappotto di Vera. Vera ha bisogno d’aria, cerca in ogni modo di aprire la finestra. Insiste. Vanamente. Non ce la fa. Sembra bloccata da qualche oscuro incantesimo. È un limite invalicabile. "Io non ho bisogno di te. Tu hai bisogno di me" E allora rimane ansimante come un bestia in gabbia con i palmi delle mani appoggiati al vetro guardando fuori: occhi sciolti, vuoti e persi, nel buio.  Poi, impotente e rassegnata, abbassa lo sguardo.  La macchina da presa lentamente si allontana e lei diviene sempre più piccola ed insignificante, prigioniera di quell’elegante appartamento.    Una devastante sensazione di claustrofobia mi assale.  E quella finestra bloccata, quelle mura, quell’arredamento cosi ricercato non sono solo un luogo fisico ma un luogo mentale, una metafora di qualcos’altro.  Indubbiamente è più facile fuggire da un luogo fisico piuttosto che da un luogo mentale che ti segue e ti persegue sempre, comunque e dovunque.   Il mio luogo mentale ha mura molto spesse, porte blindate, finestre sigillate, il citofono rotto e non ho ancora trovato un varco, un passaggio segreto per uscire completamente fuori, una botola magica. Certe volte sento delle voci disarticolate e sconnesse, dei labili rumori all’esterno, sento il fischio di treni che passano ma non conosco gli orari e non li voglio conoscere, certe volte vorrei stabilirmi qui, crearmi i miei spazi, le mie comodità, ed uscire solo per fare frugali spese come i pastori che scendono dalla montagna per andare al paese una volta ogni tanto, certe volte… si, certe volte progetto la fuga da qui, sarebbe una grande impresa, tipo fuga da Alcatraz, non so… ma come dice E. De Luca “nelle imprese la grandezza sta nell’avere in mente tutt’altro”. E poi in fondo non mi piace neppure la parola “fuga”: ero e sono sempre io, e sono qui ed ora pure grazie a ciò che ero.  E allora si, adesso me ne voglio stare così… “sotto le stelle sparse in cielo come un chilo di farina”.
  17. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da marcusnolde962 per l'aggiornamento : Scena finale di “Gocce d’acqua su pietre roventi” di F. Ozon: il cadavere di Franz gi   
    Scena finale di “Gocce d’acqua su pietre roventi” di F. Ozon: il cadavere di Franz giace per terra con addosso solo il cappotto di Vera. Vera ha bisogno d’aria, cerca in ogni modo di aprire la finestra. Insiste. Vanamente. Non ce la fa. Sembra bloccata da qualche oscuro incantesimo. È un limite invalicabile. "Io non ho bisogno di te. Tu hai bisogno di me" E allora rimane ansimante come un bestia in gabbia con i palmi delle mani appoggiati al vetro guardando fuori: occhi sciolti, vuoti e persi, nel buio.  Poi, impotente e rassegnata, abbassa lo sguardo.  La macchina da presa lentamente si allontana e lei diviene sempre più piccola ed insignificante, prigioniera di quell’elegante appartamento.    Una devastante sensazione di claustrofobia mi assale.  E quella finestra bloccata, quelle mura, quell’arredamento cosi ricercato non sono solo un luogo fisico ma un luogo mentale, una metafora di qualcos’altro.  Indubbiamente è più facile fuggire da un luogo fisico piuttosto che da un luogo mentale che ti segue e ti persegue sempre, comunque e dovunque.   Il mio luogo mentale ha mura molto spesse, porte blindate, finestre sigillate, il citofono rotto e non ho ancora trovato un varco, un passaggio segreto per uscire completamente fuori, una botola magica. Certe volte sento delle voci disarticolate e sconnesse, dei labili rumori all’esterno, sento il fischio di treni che passano ma non conosco gli orari e non li voglio conoscere, certe volte vorrei stabilirmi qui, crearmi i miei spazi, le mie comodità, ed uscire solo per fare frugali spese come i pastori che scendono dalla montagna per andare al paese una volta ogni tanto, certe volte… si, certe volte progetto la fuga da qui, sarebbe una grande impresa, tipo fuga da Alcatraz, non so… ma come dice E. De Luca “nelle imprese la grandezza sta nell’avere in mente tutt’altro”. E poi in fondo non mi piace neppure la parola “fuga”: ero e sono sempre io, e sono qui ed ora pure grazie a ciò che ero.  E allora si, adesso me ne voglio stare così… “sotto le stelle sparse in cielo come un chilo di farina”.
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da marcusnolde962 per l'aggiornamento : Quando combatti qualcosa, non fai che renderla più forte. Non fare quello che vuoi. F   
    Quando combatti qualcosa, non fai che renderla più forte. Non fare quello che vuoi. Fai quello che non vuoi. Fai quello che sei allenata a non volere. Il contrario della ricerca della felicità. Fai le cose che ti spaventano di più.

    Chuck Palahniuk, “Invisible Monsters”
     
     

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da marcusnolde962 per l'aggiornamento : Quando combatti qualcosa, non fai che renderla più forte. Non fare quello che vuoi. F   
    Quando combatti qualcosa, non fai che renderla più forte. Non fare quello che vuoi. Fai quello che non vuoi. Fai quello che sei allenata a non volere. Il contrario della ricerca della felicità. Fai le cose che ti spaventano di più.

    Chuck Palahniuk, “Invisible Monsters”
     
     

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    odessa1920 ha aggiunto una reazione a daliahnera per l'aggiornamento : Buongiorno  Questo testo riguardo a Frida e al femminismo, è molto interessante. http   
    Buongiorno 
    Questo testo riguardo a Frida e al femminismo, è molto interessante.
    https://alaspavolarsite.wordpress.com/2017/08/18/la-santa-frida-icona-femminista-non-femminista/
    (aspetto il tuo parere!)
     

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da marcusnolde962 per l'aggiornamento : Quando combatti qualcosa, non fai che renderla più forte. Non fare quello che vuoi. F   
    Quando combatti qualcosa, non fai che renderla più forte. Non fare quello che vuoi. Fai quello che non vuoi. Fai quello che sei allenata a non volere. Il contrario della ricerca della felicità. Fai le cose che ti spaventano di più.

    Chuck Palahniuk, “Invisible Monsters”
     
     

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da dyinglightsite per l'aggiornamento : Amare qualcuno per i propri difetti. Amare ed innamorarsi dei difetti dell'oggetto de   
    Amare qualcuno per i propri difetti. Amare ed innamorarsi dei difetti dell'oggetto del nostro amore. Oltre ogni cognizione razionale. Non capirci nulla eppure amare. Quando non ci capiamo nulla è sempre un buon segno. Invece noi capiamo tutto e non amiamo.
     

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    odessa1920 ha aggiunto una reazione a tacchialti94 per l'aggiornamento : Ciao, ho visto che ti piace Bukowski, ti lascio la mia frase preferita...   
    Ciao, ho visto che ti piace Bukowski, ti lascio la mia frase preferita...

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da tacchialti94 per l'aggiornamento : Le conseguenze inarrestabili dello svelarsi. È un (triste e angosciante) paradosso ma   
    Le conseguenze inarrestabili dello svelarsi.
    È un (triste e angosciante) paradosso ma quando ci togliamo i veli poi non ci vediamo più.
    Magritte con i suoi amanti ha colto nel segno.
    Per certe anime è difficile sopportarne le conseguenze.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da tacchialti94 per l'aggiornamento : Federica: ho dei rapporti con lui… sto con lui, io mangio, dormo, penso con lui…   Co   
    Federica: ho dei rapporti con lui… sto con lui, io mangio, dormo, penso con lui…   Confessore: rapporti?   Federica: si… senza essere sicura, senza sapere…   Confessore: sicura di che cosa?   Federica: d’altra parte so… so che approfitto di lui, della sua… della sua intelligenza, del suo calore, del suo… di tutto lui…   Confessore: della vita…   Federica: sì…   Confessore: beh… approfitta della vita…   Federica: sì…   Confessore: ma dov’è il male?   Federica: sì, è vero… ma non… non riesco a respirare e… ho paura di invecchiare così… senza mai più respirare… quando invece mi sento ancora un po’ giovane…   Flashback: Federica bambina: che i miei capelli siano molto lunghi, anche quando qualcuno me li taglia, che ricrescono subito, che questo zucchero filato non finisca mai, che io non abbia mai più paura di niente…   Mamma: Federica lo sai che non ti devi allontanare… dammi la mano, dammi la mano   Federica bambina: dove vanno i palloncini quando salgono in alto? E poi quando arrivano dove ci sono le nuvole? Scoppiano! E poi ricadono… ma in testa di chi? Hai già conosciuto qualcuno che ha ricevuto un giorno un palloncino sgonfiato in testa!?   Da “È più facile per un cammello” di Valeria Bruni Tedeschi