Attività di reputazione

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da cricri998 per l'aggiornamento : Vita come musica. Comporre e cantare e danzare e volare. Mistero in ascolto al mattin   
    Vita come musica. Comporre e cantare e danzare e volare. Mistero in ascolto al mattino. Nel sole e nella nebbia il sorriso del fuoco che alita raggi di luce sulla pelle. Un ragazzo che grida allegria e salta i fossi di fianco al sentiero. Montagna che sbianca la cima nel cielo, richiamo di magica illusione. Miracoli che emergono dal suolo come fiori dopo lunga pioggia, danza di fanciulle guerriere, incanti di conchiglie ferite contro la roccia dallo sguardo feroce.
     






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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da cricri998 per l'aggiornamento : Vita come musica. Comporre e cantare e danzare e volare. Mistero in ascolto al mattin   
    Vita come musica. Comporre e cantare e danzare e volare. Mistero in ascolto al mattino. Nel sole e nella nebbia il sorriso del fuoco che alita raggi di luce sulla pelle. Un ragazzo che grida allegria e salta i fossi di fianco al sentiero. Montagna che sbianca la cima nel cielo, richiamo di magica illusione. Miracoli che emergono dal suolo come fiori dopo lunga pioggia, danza di fanciulle guerriere, incanti di conchiglie ferite contro la roccia dallo sguardo feroce.
     






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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da cricri998 per l'aggiornamento : Nasce il giorno qua davanti. Non è necessario che sia un giorno uguale a ieri. È poss   
    Nasce il giorno qua davanti.
    Non è necessario che sia un giorno uguale a ieri.
    È possibile che qualcosa di nuovo si sia insinuato nella logica delle cose.
    Lo avverto come una sorta di urgenza dentro di me.
    Dentro questo rettangolo consapevole che è la coscienza.
    Dentro il nucleo caldo di ciò che chiamo “Io”.
    E intendo rispondere, fermandomi un po’ e facendomi di nuovo le vecchie, care, domande: Dove voglio andare? Cosa sto facendo? Sono soddisfatta? Cosa posso fare?
    Voglio rimettere in fila le cose.
    Non per riallinearmi al passato, ma per aprire una strada verso il futuro.
    Ho bisogno di ridisegnare la mappa.
    L’orizzonte. La visione.
    E di farlo da ferma, non di corsa.





  4. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da scompaiomatorno per l'aggiornamento : Le città come i boschi. Perché no? Nessuna lontananza tra i grattacieli e la natura.   
    Le città come i boschi. Perché no? Nessuna lontananza tra i grattacieli e la natura. Non essere costretti a scegliere tra modernità e tradizione, per via dell'aria che si respira. La tecnologia non è distanza dalla natura. Noi andiamo a imparare dalla natura tecnologie sofisticate, messe a punto da millenni di evoluzione. Ora stiamo riflettendo sulla compatibilità, sul funzionamento dei sistemi ecologici. Siamo una specie capace di apprendere.
    E i nostri sogni non sono la notte oscura, lontana dalla creazione operosa. Sono la notte magica dove la vita ci parla delle sue grandi attese. Possiamo essere consapevoli dei nostri limiti e del fatto grandioso di essere portatori dei sogni stessi della vita. Questa è l'epoca degli eroi del quotidiano. E dei modi gentili di prendersi cura del mondo. L'economia diventerà sempre più blu. E i nostri pensieri creativi.
    L'universo attende le nostre ondate esplorative.  








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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : “ Me l’ha detto un uccellino! ”, così diceva mia nonna materna, quando intuiva qualco   
    “Me l’ha detto un uccellino!”, così diceva mia nonna materna, quando intuiva qualcosa che avevo fatto e che tenevo in segreto.
 All’inizio ho creduto che quell’uccellino esistesse davvero. Poi ho capito che è una facoltà intuitiva che abbiamo dentro e che può suggerire qualcosa d’importante per la gestione della nostra stessa vita. 
Oggi affido le decisioni che mi riguardano quasi totalmente a quella vocina interiore. E, quando mi parla, mi affretto ad annotare i suoi suggerimenti, per non perderli per strada.
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : Sempre con Hopper Quando non ci limitiamo a guardare a lungo dalla finestra, ma vedia   
    Sempre con Hopper
    Quando non ci limitiamo a guardare a lungo dalla finestra, ma vediamo l'immagine di noi stessi che guardiamo dalla finestra, c'è qualcosa che scatta dentro.

    Ha a che fare con la voglia di una vita piena e abbondante…
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da nuncepenza6 per l'aggiornamento : Verso Itaca   È l'avventura, la ricerca, il compito, l'impresa, la passione, la curio   
    Verso Itaca
     
    È l'avventura, la ricerca, il compito, l'impresa, la passione, la curiosità.  Le sfide, l'astuzia, il pericolo, il coraggio, il destino personale.
   Tutto ciò che Ulisse è dentro di noi.



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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da daniele-173 per l'aggiornamento : Stamani è un po’ così. Ma il viaggio comincia nella testa.  E ormai tutti sappiamo ch   
    Stamani è un po’ così. Ma il viaggio comincia nella testa.  E ormai tutti sappiamo che il viaggio vero trasforma dentro le persone man mano che procedono tra fatti ed eventi. Ed è questo che sogno davvero, guardando dalla riva le vele piene di vento che solcano il mare.




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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : E si correva. A muoverci era un richiamo che sembrava fuori, ma era dentro.  E sperav   
    E si correva. A muoverci era un richiamo che sembrava fuori, ma era dentro.  E speravamo ogni giorno non di trovare casa, ma un posto di sosta per ripartire ancora una volta riposati. La vita era quest'avventura il cui senso non si lasciava mai acchiappare, ma ci attirava senza posa.




  10. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da scompaiomatorno per l'aggiornamento : Le città come i boschi. Perché no? Nessuna lontananza tra i grattacieli e la natura.   
    Le città come i boschi. Perché no? Nessuna lontananza tra i grattacieli e la natura. Non essere costretti a scegliere tra modernità e tradizione, per via dell'aria che si respira. La tecnologia non è distanza dalla natura. Noi andiamo a imparare dalla natura tecnologie sofisticate, messe a punto da millenni di evoluzione. Ora stiamo riflettendo sulla compatibilità, sul funzionamento dei sistemi ecologici. Siamo una specie capace di apprendere.
    E i nostri sogni non sono la notte oscura, lontana dalla creazione operosa. Sono la notte magica dove la vita ci parla delle sue grandi attese. Possiamo essere consapevoli dei nostri limiti e del fatto grandioso di essere portatori dei sogni stessi della vita. Questa è l'epoca degli eroi del quotidiano. E dei modi gentili di prendersi cura del mondo. L'economia diventerà sempre più blu. E i nostri pensieri creativi.
    L'universo attende le nostre ondate esplorative.  








  11. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da scompaiomatorno per l'aggiornamento : Le città come i boschi. Perché no? Nessuna lontananza tra i grattacieli e la natura.   
    Le città come i boschi. Perché no? Nessuna lontananza tra i grattacieli e la natura. Non essere costretti a scegliere tra modernità e tradizione, per via dell'aria che si respira. La tecnologia non è distanza dalla natura. Noi andiamo a imparare dalla natura tecnologie sofisticate, messe a punto da millenni di evoluzione. Ora stiamo riflettendo sulla compatibilità, sul funzionamento dei sistemi ecologici. Siamo una specie capace di apprendere.
    E i nostri sogni non sono la notte oscura, lontana dalla creazione operosa. Sono la notte magica dove la vita ci parla delle sue grandi attese. Possiamo essere consapevoli dei nostri limiti e del fatto grandioso di essere portatori dei sogni stessi della vita. Questa è l'epoca degli eroi del quotidiano. E dei modi gentili di prendersi cura del mondo. L'economia diventerà sempre più blu. E i nostri pensieri creativi.
    L'universo attende le nostre ondate esplorative.  








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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : E si correva. A muoverci era un richiamo che sembrava fuori, ma era dentro.  E sperav   
    E si correva. A muoverci era un richiamo che sembrava fuori, ma era dentro.  E speravamo ogni giorno non di trovare casa, ma un posto di sosta per ripartire ancora una volta riposati. La vita era quest'avventura il cui senso non si lasciava mai acchiappare, ma ci attirava senza posa.




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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : E si correva. A muoverci era un richiamo che sembrava fuori, ma era dentro.  E sperav   
    E si correva. A muoverci era un richiamo che sembrava fuori, ma era dentro.  E speravamo ogni giorno non di trovare casa, ma un posto di sosta per ripartire ancora una volta riposati. La vita era quest'avventura il cui senso non si lasciava mai acchiappare, ma ci attirava senza posa.




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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da daniele-173 per l'aggiornamento : Stamani è un po’ così. Ma il viaggio comincia nella testa.  E ormai tutti sappiamo ch   
    Stamani è un po’ così. Ma il viaggio comincia nella testa.  E ormai tutti sappiamo che il viaggio vero trasforma dentro le persone man mano che procedono tra fatti ed eventi. Ed è questo che sogno davvero, guardando dalla riva le vele piene di vento che solcano il mare.




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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da daniele-173 per l'aggiornamento : Stamani è un po’ così. Ma il viaggio comincia nella testa.  E ormai tutti sappiamo ch   
    Stamani è un po’ così. Ma il viaggio comincia nella testa.  E ormai tutti sappiamo che il viaggio vero trasforma dentro le persone man mano che procedono tra fatti ed eventi. Ed è questo che sogno davvero, guardando dalla riva le vele piene di vento che solcano il mare.




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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : “ Me l’ha detto un uccellino! ”, così diceva mia nonna materna, quando intuiva qualco   
    “Me l’ha detto un uccellino!”, così diceva mia nonna materna, quando intuiva qualcosa che avevo fatto e che tenevo in segreto.
 All’inizio ho creduto che quell’uccellino esistesse davvero. Poi ho capito che è una facoltà intuitiva che abbiamo dentro e che può suggerire qualcosa d’importante per la gestione della nostra stessa vita. 
Oggi affido le decisioni che mi riguardano quasi totalmente a quella vocina interiore. E, quando mi parla, mi affretto ad annotare i suoi suggerimenti, per non perderli per strada.
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : Sempre con Hopper Quando non ci limitiamo a guardare a lungo dalla finestra, ma vedia   
    Sempre con Hopper
    Quando non ci limitiamo a guardare a lungo dalla finestra, ma vediamo l'immagine di noi stessi che guardiamo dalla finestra, c'è qualcosa che scatta dentro.

    Ha a che fare con la voglia di una vita piena e abbondante…
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da nuncepenza6 per l'aggiornamento : Verso Itaca   È l'avventura, la ricerca, il compito, l'impresa, la passione, la curio   
    Verso Itaca
     
    È l'avventura, la ricerca, il compito, l'impresa, la passione, la curiosità.  Le sfide, l'astuzia, il pericolo, il coraggio, il destino personale.
   Tutto ciò che Ulisse è dentro di noi.



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    odessa1920 ha aggiunto una reazione a beautifullmind0 per l'aggiornamento : "Sarebbe il caso che questa evidente verità venisse infine acquisita: l'ascesi non ar   
    "Sarebbe il caso che questa evidente verità venisse infine acquisita: l'ascesi non arricchisce la mente. Le privazioni non costituiscono una virtù."
    Dalla grande Amélie Nothomb che hai citato qualche giorno fa
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : Sempre con Hopper Quando non ci limitiamo a guardare a lungo dalla finestra, ma vedia   
    Sempre con Hopper
    Quando non ci limitiamo a guardare a lungo dalla finestra, ma vediamo l'immagine di noi stessi che guardiamo dalla finestra, c'è qualcosa che scatta dentro.

    Ha a che fare con la voglia di una vita piena e abbondante…
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : “ Me l’ha detto un uccellino! ”, così diceva mia nonna materna, quando intuiva qualco   
    “Me l’ha detto un uccellino!”, così diceva mia nonna materna, quando intuiva qualcosa che avevo fatto e che tenevo in segreto.
 All’inizio ho creduto che quell’uccellino esistesse davvero. Poi ho capito che è una facoltà intuitiva che abbiamo dentro e che può suggerire qualcosa d’importante per la gestione della nostra stessa vita. 
Oggi affido le decisioni che mi riguardano quasi totalmente a quella vocina interiore. E, quando mi parla, mi affretto ad annotare i suoi suggerimenti, per non perderli per strada.
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da beautifullmind0 per l'aggiornamento : Amélie Nothomb, in “Acido solforico” racconta una cosa deliziosa che fa al caso di ch   
    Amélie Nothomb, in “Acido solforico” racconta una cosa deliziosa che fa al caso di chi vive situazioni di disagio. 
Racconta di un prigioniero in un campo tedesco durante la seconda guerra mondiale. Le condizioni di sopravvivenza disumane e disumanizzanti. Lui e i compagni si stavano trasformando in poveri selvaggi, bestie sofferenti. Nelle loro menti, pensieri insopportabili. 
Un giorno quest’uomo ebbe un’idea geniale. Inventò il “gioco della dama”. Il gioco consisteva nell’immaginare che in mezzo a loro ci fosse una dama d’alto rango, di fronte alla quale ci si sarebbe dovuti comportare in maniera degna della sua nobiltà. Tutti accettarono di costruirsi questa fantasia. Un po’ per volta, a forza di vivere alla presenza della nobile dama, avevano ripristinato la civiltà e si resero conto di essere salvi. Questa vittoria della mente sostenne i prigionieri fino alla fine.
 Mi sembra davvero una bella storia. La comprende bene chi cerca  di tenere alto il morale in una situazione in cui il dolore e l’impotenza suggerisce quotidianamente una sorta di deriva. L’immaginazione è capace di fare questi miracoli.
 “Chiunque conosca un inferno durevole o passeggero, per affrontarlo può ricorrere alla tecnica mentale più gradevole che esista: raccontarsi una storia. L’infelice che riesca a riempirsi il petto di un soffio di grandezza rialza la testa e smette di compatirsi” (A. Nothomb)
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    “Me l’ha detto un uccellino!”, così diceva mia nonna materna, quando intuiva qualcosa che avevo fatto e che tenevo in segreto.
 All’inizio ho creduto che quell’uccellino esistesse davvero. Poi ho capito che è una facoltà intuitiva che abbiamo dentro e che può suggerire qualcosa d’importante per la gestione della nostra stessa vita. 
Oggi affido le decisioni che mi riguardano quasi totalmente a quella vocina interiore. E, quando mi parla, mi affretto ad annotare i suoi suggerimenti, per non perderli per strada.
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : Sempre con Hopper Quando non ci limitiamo a guardare a lungo dalla finestra, ma vedia   
    Sempre con Hopper
    Quando non ci limitiamo a guardare a lungo dalla finestra, ma vediamo l'immagine di noi stessi che guardiamo dalla finestra, c'è qualcosa che scatta dentro.

    Ha a che fare con la voglia di una vita piena e abbondante…
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da fashionista0 per l'aggiornamento : Lei pretendeva che lui le leggesse nei pensieri. Abbozzava ogni gesto, ogni discorso   
    Lei pretendeva che lui le leggesse nei pensieri. Abbozzava ogni gesto, ogni discorso in attesa che lui terminasse quanto già iniziato, pena il distacco, l’incomprensione e la freddezza. Non lo faceva per gioco o per distrazione ma era una esigenza profonda. Era il suo modo di intendere l’amore, l’intesa e la complicità. Nonostante manifestasse con orgoglio la propria indipendenza fisica e spirituale da lui, intimamente pendeva dalle sue labbra. Perché lui era il suo naturale completamento, sapeva leggere l’alfabeto delle sue emozioni.
      A lei piaceva ascoltare, abbandonarsi alle sue parole, le piaceva perdersi tra le sue carezze come un gozzo in mare aperto nel corso di una tempesta impetuosa: uno sguardo, un respiro o un sospiro erano la stella polare, i punti cardinali.
    Lui aveva i tutti i mezzi per capire la direzione da seguire, era stata lei a fornirglieli. Talvolta lo faceva con disinvoltura, con estrema naturalezza, quasi con facilità, altre volte non ci riusciva, non capiva dove era la meta, il fine da perseguire, e allora si apriva una voragine.
      Inutile gridare: la terra tra i due continuava ad aprirsi lentamente ed inesorabilmente, senza tregua. E quando succedeva tra i due si innalzava un muro silenzioso.
    Lei soffriva: una sofferenza senza spiragli, buia, chiusa e impenetrabile. Lui era incapace di attrarla nuovamente a sé: ogni parola, ogni gesto risultava banale, futile e inutile. Soffrivano entrambi.
    Si promettevano che non sarebbe mai più accaduto ma poi sapevano che si sarebbero reciprocamente smentiti.
    E nonostante tutto continuavano a cercarsi perché il territorio del non-detto li affascinava. Un territorio difficilmente accessibile, fuori dai luoghi comuni dei sentimenti. Ognuno aveva un proprio ruolo definito, nella loro inconsapevolezza sapevano dove volevano arrivare, “sbagliavano da professionisti”.