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Aggiornamenti di stato pubblicati da odessa1920

  1. Non prendere mai alla leggera l'amore. La verità è che la maggior parte della gente non ha mai avuto la fortuna di amar qualcuno; che duri solo oggi e una parte di domani, o duri tutta una lunga vita è la cosa più importante che può capitare ad un essere umano. Ci saranno sempre persone che diranno che non esiste perché non possono averlo. Ma io ti dico che è vero, che tu lo possiedi e che sei fortunato anche se domani morrai.

     Ernest Hemingway, Per chi suona la campana

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    1. theoldandthesea

      theoldandthesea

      Bellissimo brano sull'amore di Maria e l'Ingles

  2. Grazie del commento, veramente gradito e grazie per avermi fatto conoscere l'affascinante Alexandra David-Néel.

  3. Buongiorno,
    Buon lunedì... l’inizio della settimana mi mette sempre un certo disagio. Disagio perché ho sempre in mente di fare, di pensare, di progettare, di fare lettera, testamento... insomma di inventarmi cose che non ho fatto prima. Prima di quel lunedì. Come se il lunedì fosse un giorno magico e non aspettasse altro che i miei “sani” propositi.
    Poi martedì è già un giorno più normale e mercoledì ho già dimenticato ciò che avevo in mente lunedì.
    Infine giovedì e venerdì li vivo ormai aspettando il fine settimana sperando che il fine settimana sia come me lo aspetto.
    Tutto ciò potrebbe intendersi come la metafora di molte storie d’amore.
    Intanto mi vivo il tuo pensiero, il nostro incontro come un eterno lunedì che batte forte dentro di me.
    Ed è bello.
    La mia vita è piena di lunedì che battono forte e mi fanno compagnia quando sono da sola.

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    1. theoldandthesea

      theoldandthesea

      buongiorno e buon inizio settimana :)

       

  4. Mi chiedo se tramare (e tremare) nell’ombra sia un accontentarsi oppure una condizione ineluttabile della (mia) realtà.

     

     

     

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  5. Quasi triste
    Quasi facendo cose che eravamo soliti fare
    c’è una ragazza qui e sembri te
    quasi tutte le cose che i tuoi occhi una volta promisero
    le vedo anche nei suoi
    ora i tuoi occhi sono rossi dal pianto.


    Elvis Colstello, Almost Blue

     

     

     

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  6. Questa mattina mi sono lasciata andare. Ho dormito fino alle dieci. Da un po’ non accadeva. Ieri notte credo di essermi addormentata intorno alle cinque. Volevo finire il libro che stavo leggendo. In verità non l’ho finito, il sonno ha avuto la meglio: mancavano poche pagine alla fine, quattro, cinque, ma gli occhi non reggevano ed ho perso i sensi.
    Quanto mi piace addormentarmi contro la mia volontà, in particolare mentre sto leggendo o guardando un film. La sensazione di essere posseduta da qualcosa di enorme, di grandissimo, da qualcosa di incontrollabile che mi vuole rapire per portarmi via, in un posto che non conosco, che non conoscerò mai. E nonostante tutto non ho paura perché so che in qualche modo ritornerò qui dentro di me. Ed io lotto, so che cederò, è inevitabile, ma lotto, riga dopo riga, scena dopo scena, torno indietro, riprendo il filo, il buio mi pervade, mi sommerge, cerco di galleggiare, annaspo sulla superficie affannosamente, riemergo, affondo, mi cadono le braccia, perdo il controllo e poi vengo risucchiata da un vortice impetuoso e nero, ruoto, ruoto, ruoto e sparisco.

    Io non sogno quasi mai, o almeno non ricordo ciò che sogno.
    In un racconto di Borges ho letto che nello stesso istante in cui ci addormentiamo qui, ci svegliamo da un’altra parte, quindi ogni uomo è due uomini. Per quanto mi riguarda ho il sospetto che sia profondamente vero. Altrimenti non mi spiego perché io non sogni quasi mai: un’altra me vive da un’altra parte, non so dove, ma ne sono convinta. Poi, non appena mi sveglio lei si addormenta. E così via. Forse quando morirò – o moriremo (?) – ci incontreremo.

    Adesso sono sveglia. Bevo acqua. Prendo la bottiglia in mano, mi riempio la bocca per quanto è possibile, trattengo l’acqua qualche secondo tra le guance gonfie cercando di percepirne il sapore e poi deglutisco. Rilasso i muscoli,
    spingo delicatamente con la lingua l’acqua contro il palato, la faringe fa il suo lavoro, la sento scivolare lentamente nell’esofago e poi giù giù nello stomaco

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    1. nancy19821

      nancy19821

      Hai proprio ragione !!!! Bellissima sensazione, che crea in noi una sensazione di solievo e di pace.... (almeno per me)

    2. nuncepenza6

      nuncepenza6

      Complimenti Odessa, davvero un bel pensiero :)

       

    3. hocuradite

      hocuradite

      Difficilmente intervengo se non vengo prima interpellato. Le poche volte che lo faccio di mia iniziativa è quando c'è qualcosa sul quale è doveroso rispondere, oppure, nel tuo caso, quando c'è qualcosa di sublime. Hai saputo descrivere un tuo stato interno con alta perizia introspettiva e di auto empatia e poi sei riuscita a trasmetterlo a noi lettori con una capacità narrativa trascinante e toccante di alto livello, meritevole di pubblicazione.

      PS: La viaggiatrice, studiosa di religioni orientali e fra le prime esploratrici del Tibet, Alexandra David Neel scriveva in un suo libro che lessi, se non mi sbaglio, dell'effettiva esistenza di un nostro doppio che sovente a nostra insaputa si separa fisicamente da noi. https://it.m.wikipedia.org/wiki/Alexandra_David-Néel

  7. Non ci capisco più nulla. Ogni sensazione, anche la più forte è subito inghiottita dal vortice della ripetitività e si perde nei ricordi.
    Dove sta la vita allora?
    Nella consapevole coltivazione reiterata del proprio giardino o nella ricerca sfrenata di sensazioni?

     

     

     

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    1. daliahnera

      daliahnera

      La vita non si spiega, si vive. Hai la possibilità di rendere questa giornata, la più bella della tua vita! :)  

    2. tacchialti94

      tacchialti94

      Non è tutto bianchi e neri, c'è anche il rosa :D

       

  8. Ho sempre la percezione che manchi qualcosa.
    Questa sensazione è una costante della mia vita, le mie perfezioni sono di una provvisorietà disarmante.

     

     

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  9. Non so se pensare a te, alla tua anima o alla tua pelle. O forse penso solo ai tuoi occhi grandi, alle tue gambe mentre cammini, a come ti muovi.
    Penso a ciò che vuoi dire o a ciò che vorresti dire.
    All’energia che manifesti, all’energia che vorresti ti investisse, che ti inebriasse, che ti riempisse.
    Penso al vuoto a cui vorresti fuggire.
    Alla nebbia che si confonde con la tua pelle.
    A mani che vorresti sentire.
    Al desiderio che qualcuno rompa e inchiodi quel tuo respiro così regolare che si ripete secondo dopo secondo.
    Al tuo desiderio di silenzio, di silenzio pieno, quel silenzio caldo che ti avvolge come un cappotto d’inverno.
     
    Ti penso.

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  10. Mi piacciono le unioni che superano tempeste e terremoti.

     

     

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    1. nuncepenza6

      nuncepenza6

      .. era volato più in alto della luna, più leggero di una piuma... grandissimo Francesco

       

  11. Michele Novaro incontra Mameli e insieme scrivono un pezzo tuttora in voga.

     

     

     

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  12. “Sì” è una bellissima parola.

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  13. In fondo noi possiamo pensare una sola cosa per volta, non di più.
    Per quanto brevi siano i pensieri solo uno, non due contemporaneamente, possiamo pensarne. Ovviamente non possiamo controllare quali pensieri pensare e quali non pensare, i pensieri emergono nella nostra testa senza alcun controllo, escono come gemme a primavera, spinti da non so che cosa. Nonostante tutto quando compaiono pensieri negativi in qualche modo li possiamo cacciare dalla nostra mente per sovrapposizione.
    Per esempio pensando a qualcos’altro: dato che possiamo pensare una sola cosa alla volta se volontariamente pensiamo a qualcos’altro il pensiero indesiderato deve andarsene.
    Certo, poi torna quando meno ce lo aspettiamo ma noi lo possiamo cacciare via di nuovo e poi di nuovo ancora. Una volta, dieci, cento, mille volte… poi magari si stancherà di tornare.
    Devo provarci.
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    1. nuncepenza6

      nuncepenza6

      Vedo doppio?? :D

  14.  

    1. scompaiomatorno

      scompaiomatorno

      non la conoscevo, grazie per l'ottimo spunto musicale, è sempre bello scoprire altri artisti :) 

  15. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un’ottima domanda. Uhm. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Okay. Per me… ehm, io direi… per Groucho Marx tanto per dirne una, mhmmmm, e Willie Mays e… il secondo movimento della sinfonia Jupiter… Louis Armstrong, l’incisione “Potatohead Blues”… i film svedesi naturalmente… “L’educazione sentimentale” di Flaubert, Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili… mele e pere di Cézanne, i granchi da Sam Wo, il viso di Tracy…

    Woody Allen Manhattan

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  16. A me piace assecondare gli eventi... 

    Sono un'amante delle correnti, amo farmi trasportare a valle, seguendo la gravità. 
    Non riesco a sottrarmi ad essa.

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    1. daliahnera

      daliahnera

      È sempre piacevole leggere i tuoi aggiornamenti interessanti e profondi :) 

  17. I veri mostri non assomigliano a dei mostri.

    Philip M. Margolin

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    1. verde-tiffany

      verde-tiffany

      ...che posto affascinante! potresti dirmi dove si trova? :)

    2. nuncepenza6

      nuncepenza6

      Stupendo! Parco di Bomarzo giusto?

    3. odessa1920

      odessa1920

      Parco dei mostri di Bomarzo VT. Bellissimo.

  18. Sono in viaggio.
    La mia vita non scorre mai fluida.
    Mi piace abbandonarmi alla risultante dello scontro tra intenzioni e eventi casuali: ciò che si genera mi incuriosisce.
    Le mie radici sono più interiori che esteriori. Ogni tanto incontro anime simili a me.
    Solo qui mi sento libera, libera di essere me stessa. Ma forse non è libertà, la libertà è un'altra cosa.
    Non voglio esperienza, voglio sensazioni. Una forma di abbandono, l'essenza della incompiutezza, una parte latente del mio desiderio di esperienza.
     

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    1. lullabyblue0

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      Hai racchiuso, in un breve ma intenso pensiero, alcune delle mie parole chiave preferite: Viaggio, Vita, Curiosità, Radici, Anime, Libertà, Esperienza, Sensazioni, Desiderio. :) 

  19. Mi viene in mente il Dialogo di un Venditore di almanacchi e di un Passeggere di Giacomo Leopardi.
    Il Passeggere chiede al Venditore a quale anno del passato vorrebbe che il nuovo anno somigliasse e il venditore non riesce a trovarne uno abbastanza felice da desiderare che l’anno nuovo gli somigli.
    Arrivano a concordare che ciò che si desidera è un anno di cui si sa niente, un anno a caso. Anche se – considera il Passeggere – il caso non ha trattato molto bene nessuno fino ad ora, e prosegue:
     
    Passeggere. …Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
    Venditore. Speriamo.
    Il grande Leopardi!
    Arrivo anch’io a preferire una “vita a caso” anche se ho una considerazione migliore del mio passato.
    Non vorrei io nemmeno ripetere alcuno degli anni passati. Non perché non siano stati felici, ma perché anch’io preferisco un anno di cui ancora so niente e che è tutto da inventare, giocando con il caso e affidandosi a una buona stella.
    Non è l’avventura che rende la vita interessante?

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  20. Il tempo vola via....

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    1. theoldandthesea

      theoldandthesea

      Sta a noi decidere in che modo farlo volare, io preferisco prendere in mano le redini del tempo per guidarlo e viverlo al meglio :)

      Buona giornata!

  21. Di nessun uomo mi ha mai interessato essere stata la prima
    come invece interessa agli stronzi del mondo antico,
    ma nemmeno mi ha mai interessato essere essere l'ultima
    come invece interessa agli stronzi del mondo moderno,
    neppure mi ha mai interessato essere l'unica
    come invece interessa agli stronzi d'ogni mondo:
    a me interessa essere qualcosa di bellissimo
    custodito con amore nel cuore per sempre:
     
    sono una stronza a modo mio ed è la cosa più difficile.
     

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  22. Secondo la mitologia giapponese sulla luna si intravede una lepre.
    Si racconta che tanti anni fa sulla terra vivessero felicemente e in amicizia una scimmia, una lepre e una volpe.
    Un potente dio venne a conoscenza di questa grande amicizia tra animali così diversi e decise di verificarla: avrebbe premiato tanta lealtà.
    Arrivato sulla terra si presentò ai tre amici spacciandosi per un povero vecchio affamato. La volpe e la scimmia, sperando in una ricompensa, si misero a raccogliere bacche e verdure per sfamarlo, ma la lepre continuò a giocare spensierata, perché quella era la sua natura.

    Allora la scimmia e la volpe le dissero di raccogliere dei rametti per loro e di ammucchiarli e accenderli. Lei li accontentò e i suoi amici la spinsero sul fuoco e la servirono all'affamato vecchio che, colto da orrore per quel tradimento pensò che l'unica davvero leale fra i tre fosse stata la lepre e, come premio, la fece salire fino al palazzo della luna dove le fu resa la vita che divenne eterna.

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    1. hocuradite

      hocuradite

      Potrebbe apparire come la solita storia ad effetto e comoda da esibire nei social web, ma io di Odessa mi fido, è sempre sincera e in quello che dice vi è sempre uno spunto ( purtroppo spesso amaro) di riflessione, al quale mi abbandono come fanno le conchiglie arenate in spiaggia ormai vuote raccogliendo assetate l'acqua di mare. La vicenda raccontata è dolcissima e amara, antica e dolorosa come il mondo. Ci racconta l'innocenza nelle sue tante declinazioni: la purezza, la spensieratezza, la vulnerabilità, l'abbandono, l'infanzia, l'ingenuità, l'invidia suscitata, il tradimento subito, l'attesa di riscatto. Il crimine compiuto è orrendo, soprattutto quando viene colpita la nostra vulnerabilità, spensieratezza e fiducia, ancor peggio quando viene tradita dalle persone a noi più vicine e alle quali ci eravamo affidati. È la perdita del gioco e della magia, il tradimento dell'amicizia quando si cresce, la delusione nei genitori che non sono più i nostri eroi, dei fratelli non più compagni di giochi e avventura ma attempati antagonisti di qualche eredità, degli amori che invecchiano e diventano interminabili e gelidi silenzi quotidiani, di figli irriconoscibili che ci abbandonano negli ospizi. Il delitto commesso è a tutti gli effetti un pasto cannibale compiuto dai nostri fratelli ingrati al quale si concede per l'ultima volta la vittima sacrificale. Il gioco è il modo infinito in cui scopriamo il mondo e il puro vivere per vivere senza riflettere sull'esistenza. La lepre che gioca non è superficiale ma spensierata e al di sopra degli interessi di un qualche guadagno. La lepre ci guarda dalla luna perché solo questa materna la sa accogliere, proteggere, premiare, lasciando che solo con gli sguardi lontani di pavidi terrestri si possa contemplarla un po' invidiosi, un po' affascinati senza raggiungerla. La volpe e la scimmia sono la furbizia, il calcolo, la malizia, la ragione, la menzogna, la manipolazione, l'opportunismo di chi cresce, dimenticando la propria innocenza perduta, di chi non sa cosa è la fiducia e il sentimento. Ma, rivolgendomi ai più critici e cinici, non pensiate che questa fanciullezza e spensieratezza sia asessuata, cioè priva di intensità, desiderio e di una qualche positiva malizia, solo espressione di zuccherosa e infantile elementarità, non degna di voi uomini e donne vissute e calate nella realtà da dominare e dalla quale difendersi. Semplicemente è priva di sovrastrutture mentali, manipolazioni e strategie , è gioco e scoperta e perciò pura, cristallina, inattaccabile. La lepre-coniglio emancipata, pura, erotica, spiritosa Bugs Bunny lo insegna beffeggiando il cacciatore.                    Ci eravamo tanto amati.

  23. Il primo principio della mia esistenza rappresenta una formulazione del principio di conservazione dell'insofferenza e afferma che l'insofferenza dentro di me non si crea né si distrugge, ma si trasforma, passando da una forma a un'altra.
     
     

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  24. Essere amati non basta.

    È più importante qualcuno da amare. 
    Qualcuno verso cui tendere, sentirsi la tensione dentro le viscere, quella tensione non risolta mai del tutto. 
    C’è chi quando sente diminuire quella tensione appena un po’ molla la presa e si volge con mente e corpo altrove.
    Inevitabilmente poi quando si ama e magari si è ricambiati e la relazione prende forma quella tensione svanisce in una nuvola di fumo.
    C'è chi cerca per una vita di spazzare via quel fumo e adagiarsi così e chi cerca di nascondersi dentro quel fumo. 
    La mia natura è decisamente la seconda.

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  25. Sentirsi diversi è bello.  
    È questa la molla che ci spinge verso nuove esperienze. 
    Sentirsi diversi. 
    Entrare in contatto con altri strati di noi stessi, finora sconosciuti. 
    Poi piano piano, la reiterazione delle emozioni e dei gesti, smussa le differenze e tutto se va.

     

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