Attività di reputazione

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da chris2690 per l'aggiornamento : Ecco una bell'avventura.  Enrica aveva deciso di collezionare una lunga lista di cose   
    Ecco una bell'avventura.  Enrica aveva deciso di collezionare una lunga lista di cose belle ed errava per le le città e le campagne a fotografare ciò che nutriva la sua gioia di esistere.
    "Voglio prendermi cura della vita che mi è stata regalata", diceva, "perché dovrei lasciarla inquinare dalle brutture? Il fatto che esistano non comporta che io me ne debba nutrire. Quando vado a funghi nel bosco, scelgo quelli buoni e lascio perdere quelli velenosi".
    Lei ragionava così.
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da nancy19821 per l'aggiornamento : Seduta al bar, cos’aveva ordinato? Scelse di fissare le nuvole senza pensare a niente   
    Seduta al bar, cos’aveva ordinato? Scelse di fissare le nuvole senza pensare a niente, lasciandosi assorbire dal gioco del tempo. Cos’aveva ordinato? Andrea ormai se n’era andato. E lei non voleva soffrirne. Non voleva per nessuna ragione al mondo soffrire nuovamente quelle stupide pene d’amore. Cos’aveva ordinato? A me piace scrivere, pensava, e immaginava di battere con destrezza e ritmo giusto sulla tastiera del suo Mac. Cos’aveva ordinato? Il dehors del locale era grazioso, attraversato da una luce naturale soffusa, filtrata da tendine bianche. S’intravedevano i tigli adulti e posati che sbucavano da grosse ferite circolari dell’asfalto, lungo il viale. Cos’aveva ordinato? Pensava di consolarsi con il piacere della scrittura. In fondo, l’unico amore costante di tutta la sua vita. Andrea, beh, come gli altri, poteva restare un passeggero del suo cuore. Che, come gli altri, l’aveva calpestato come uno zerbino. Cos’aveva ordinato?
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da nancy19821 per l'aggiornamento : Seduta al bar, cos’aveva ordinato? Scelse di fissare le nuvole senza pensare a niente   
    Seduta al bar, cos’aveva ordinato? Scelse di fissare le nuvole senza pensare a niente, lasciandosi assorbire dal gioco del tempo. Cos’aveva ordinato? Andrea ormai se n’era andato. E lei non voleva soffrirne. Non voleva per nessuna ragione al mondo soffrire nuovamente quelle stupide pene d’amore. Cos’aveva ordinato? A me piace scrivere, pensava, e immaginava di battere con destrezza e ritmo giusto sulla tastiera del suo Mac. Cos’aveva ordinato? Il dehors del locale era grazioso, attraversato da una luce naturale soffusa, filtrata da tendine bianche. S’intravedevano i tigli adulti e posati che sbucavano da grosse ferite circolari dell’asfalto, lungo il viale. Cos’aveva ordinato? Pensava di consolarsi con il piacere della scrittura. In fondo, l’unico amore costante di tutta la sua vita. Andrea, beh, come gli altri, poteva restare un passeggero del suo cuore. Che, come gli altri, l’aveva calpestato come uno zerbino. Cos’aveva ordinato?
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da nancy19821 per l'aggiornamento : Ricordo una notte d’estate nera nera. Io distesa sul letto con il mio pigiama. Io, il   
    Ricordo una notte d’estate nera nera. Io distesa sul letto con il mio pigiama. Io, il mio pigiama ed un ronzio più nero della notte. Fuori un silenzio quasi da camera anecoica. Un silenzio mai udito, ammesso che il silenzio si possa udire.Una zanzara era entrata nella mia camera, volava invisibile intorno a me, le sue ali come carta vetra sfregavano contro quel silenzio e lo affilavano e sentivo le lame taglienti di quella notte adagiarsi sulle mie vene.Dovevo togliere di mezzo quella zanzara, ma come? Ne avevo solo una percezione lontana, nonostante quasi mi sfiorasse non ero in grado di vederla. Improvvisamente il ronzio cessa, si era posata da qualche parte sul mio corpo ma non avevo la più pallida idea di dove fosse. Era troppo delicata, volatile ed impalpabile.Eppure proprio in quell’istante stava affilando il suo pungiglione pronto a trapassare la mia pelle e succhiare il mio sangue. In fondo faceva il suo sporco mestiere di zanzara ed io dovevo necessariamente schiacciarla.La mia mano si sposta lentamente verso l’interruttore, lei è ancora lì, la sento. Un lampo. Abbasso gli occhi sul mio corpo, quella notte indifeso come mai.Eccola, la vedo. Appena il tempo di sollevare il braccio e la zanzara riapre la sue ali, di nuovo quel ronzio. I miei movimenti erano troppo goffi e pesanti per contrastare tanta leggerezza.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carmal2 per l'aggiornamento : Immersa nel sogno   Forse è dai nostri sogni che scaturisce il mondo.   Le cose e gli   
    Immersa nel sogno   Forse è dai nostri sogni che scaturisce il mondo. 
    Le cose e gli eventi non sono che inviti a continuare a sognare. Il desiderio sostava tra i tuoi abbracci, nelle lusinghe del tramonto. 
    Un’onda anomala d’energia rinnova lo sguardo. 
    I piedi danzano impazienti.
    Spogliarmi di tutte le dottrine e ritrovare il linguaggio vergine, fanciullo. 
    Sostare nelle terre di confine. 
    Respiro con gli occhi il profumo delle tue forme e sono subito ebbra. 
    Sulla tua bocca, sapore d’albicocca nel momento in cui si schiude al sole.
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carromaggior per l'aggiornamento : Lei diceva: non accontentarti!  Sii felice di viaggiare, felice della tua avventura.   
    Lei diceva: non accontentarti! 
    Sii felice di viaggiare, felice della tua avventura. E sii ambizioso. Non rinunciare mai a ciò che tu sogni.
    Lo diceva al tramonto.

    Voleva che restasse dentro la carne.
     





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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da nancy19821 per l'aggiornamento : Ricordo una notte d’estate nera nera. Io distesa sul letto con il mio pigiama. Io, il   
    Ricordo una notte d’estate nera nera. Io distesa sul letto con il mio pigiama. Io, il mio pigiama ed un ronzio più nero della notte. Fuori un silenzio quasi da camera anecoica. Un silenzio mai udito, ammesso che il silenzio si possa udire.Una zanzara era entrata nella mia camera, volava invisibile intorno a me, le sue ali come carta vetra sfregavano contro quel silenzio e lo affilavano e sentivo le lame taglienti di quella notte adagiarsi sulle mie vene.Dovevo togliere di mezzo quella zanzara, ma come? Ne avevo solo una percezione lontana, nonostante quasi mi sfiorasse non ero in grado di vederla. Improvvisamente il ronzio cessa, si era posata da qualche parte sul mio corpo ma non avevo la più pallida idea di dove fosse. Era troppo delicata, volatile ed impalpabile.Eppure proprio in quell’istante stava affilando il suo pungiglione pronto a trapassare la mia pelle e succhiare il mio sangue. In fondo faceva il suo sporco mestiere di zanzara ed io dovevo necessariamente schiacciarla.La mia mano si sposta lentamente verso l’interruttore, lei è ancora lì, la sento. Un lampo. Abbasso gli occhi sul mio corpo, quella notte indifeso come mai.Eccola, la vedo. Appena il tempo di sollevare il braccio e la zanzara riapre la sue ali, di nuovo quel ronzio. I miei movimenti erano troppo goffi e pesanti per contrastare tanta leggerezza.

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    Immersa nel sogno   Forse è dai nostri sogni che scaturisce il mondo. 
    Le cose e gli eventi non sono che inviti a continuare a sognare. Il desiderio sostava tra i tuoi abbracci, nelle lusinghe del tramonto. 
    Un’onda anomala d’energia rinnova lo sguardo. 
    I piedi danzano impazienti.
    Spogliarmi di tutte le dottrine e ritrovare il linguaggio vergine, fanciullo. 
    Sostare nelle terre di confine. 
    Respiro con gli occhi il profumo delle tue forme e sono subito ebbra. 
    Sulla tua bocca, sapore d’albicocca nel momento in cui si schiude al sole.
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    Immersa nel sogno   Forse è dai nostri sogni che scaturisce il mondo. 
    Le cose e gli eventi non sono che inviti a continuare a sognare. Il desiderio sostava tra i tuoi abbracci, nelle lusinghe del tramonto. 
    Un’onda anomala d’energia rinnova lo sguardo. 
    I piedi danzano impazienti.
    Spogliarmi di tutte le dottrine e ritrovare il linguaggio vergine, fanciullo. 
    Sostare nelle terre di confine. 
    Respiro con gli occhi il profumo delle tue forme e sono subito ebbra. 
    Sulla tua bocca, sapore d’albicocca nel momento in cui si schiude al sole.
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    odessa1920 ha aggiunto una reazione a theoldandthesea per l'aggiornamento : Giaccio da solo nella casa silenziosa (Federico García Lorca) iaccio da solo nella ca   
    Giaccio da solo nella casa silenziosa
    (Federico García Lorca)

    iaccio da solo nella casa silenziosa, la lampada è spenta, e stendo pian piano le mie mani per afferrare le tue, e lentamente spingo la mia fervente bocca verso di te e bacio me fino a stancarmi e ferirmi – e all’improvviso son sveglio, ed intorno a me la fredda notte tace, luccica nella finestra una limpida stella – o tu, dove sono i tuoi capelli biondi, dov’è la tua dolce bocca? Ora bevo in ogni piacere la sofferenza e veleno in ogni vino; mai avrei immaginato che fosse tanto amaro essere solo essere solo e senza di te!

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da nancy19821 per l'aggiornamento : Ricordo una notte d’estate nera nera. Io distesa sul letto con il mio pigiama. Io, il   
    Ricordo una notte d’estate nera nera. Io distesa sul letto con il mio pigiama. Io, il mio pigiama ed un ronzio più nero della notte. Fuori un silenzio quasi da camera anecoica. Un silenzio mai udito, ammesso che il silenzio si possa udire.Una zanzara era entrata nella mia camera, volava invisibile intorno a me, le sue ali come carta vetra sfregavano contro quel silenzio e lo affilavano e sentivo le lame taglienti di quella notte adagiarsi sulle mie vene.Dovevo togliere di mezzo quella zanzara, ma come? Ne avevo solo una percezione lontana, nonostante quasi mi sfiorasse non ero in grado di vederla. Improvvisamente il ronzio cessa, si era posata da qualche parte sul mio corpo ma non avevo la più pallida idea di dove fosse. Era troppo delicata, volatile ed impalpabile.Eppure proprio in quell’istante stava affilando il suo pungiglione pronto a trapassare la mia pelle e succhiare il mio sangue. In fondo faceva il suo sporco mestiere di zanzara ed io dovevo necessariamente schiacciarla.La mia mano si sposta lentamente verso l’interruttore, lei è ancora lì, la sento. Un lampo. Abbasso gli occhi sul mio corpo, quella notte indifeso come mai.Eccola, la vedo. Appena il tempo di sollevare il braccio e la zanzara riapre la sue ali, di nuovo quel ronzio. I miei movimenti erano troppo goffi e pesanti per contrastare tanta leggerezza.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da nancy19821 per l'aggiornamento : Ricordo una notte d’estate nera nera. Io distesa sul letto con il mio pigiama. Io, il   
    Ricordo una notte d’estate nera nera. Io distesa sul letto con il mio pigiama. Io, il mio pigiama ed un ronzio più nero della notte. Fuori un silenzio quasi da camera anecoica. Un silenzio mai udito, ammesso che il silenzio si possa udire.Una zanzara era entrata nella mia camera, volava invisibile intorno a me, le sue ali come carta vetra sfregavano contro quel silenzio e lo affilavano e sentivo le lame taglienti di quella notte adagiarsi sulle mie vene.Dovevo togliere di mezzo quella zanzara, ma come? Ne avevo solo una percezione lontana, nonostante quasi mi sfiorasse non ero in grado di vederla. Improvvisamente il ronzio cessa, si era posata da qualche parte sul mio corpo ma non avevo la più pallida idea di dove fosse. Era troppo delicata, volatile ed impalpabile.Eppure proprio in quell’istante stava affilando il suo pungiglione pronto a trapassare la mia pelle e succhiare il mio sangue. In fondo faceva il suo sporco mestiere di zanzara ed io dovevo necessariamente schiacciarla.La mia mano si sposta lentamente verso l’interruttore, lei è ancora lì, la sento. Un lampo. Abbasso gli occhi sul mio corpo, quella notte indifeso come mai.Eccola, la vedo. Appena il tempo di sollevare il braccio e la zanzara riapre la sue ali, di nuovo quel ronzio. I miei movimenti erano troppo goffi e pesanti per contrastare tanta leggerezza.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da nancy19821 per l'aggiornamento : Ricordo una notte d’estate nera nera. Io distesa sul letto con il mio pigiama. Io, il   
    Ricordo una notte d’estate nera nera. Io distesa sul letto con il mio pigiama. Io, il mio pigiama ed un ronzio più nero della notte. Fuori un silenzio quasi da camera anecoica. Un silenzio mai udito, ammesso che il silenzio si possa udire.Una zanzara era entrata nella mia camera, volava invisibile intorno a me, le sue ali come carta vetra sfregavano contro quel silenzio e lo affilavano e sentivo le lame taglienti di quella notte adagiarsi sulle mie vene.Dovevo togliere di mezzo quella zanzara, ma come? Ne avevo solo una percezione lontana, nonostante quasi mi sfiorasse non ero in grado di vederla. Improvvisamente il ronzio cessa, si era posata da qualche parte sul mio corpo ma non avevo la più pallida idea di dove fosse. Era troppo delicata, volatile ed impalpabile.Eppure proprio in quell’istante stava affilando il suo pungiglione pronto a trapassare la mia pelle e succhiare il mio sangue. In fondo faceva il suo sporco mestiere di zanzara ed io dovevo necessariamente schiacciarla.La mia mano si sposta lentamente verso l’interruttore, lei è ancora lì, la sento. Un lampo. Abbasso gli occhi sul mio corpo, quella notte indifeso come mai.Eccola, la vedo. Appena il tempo di sollevare il braccio e la zanzara riapre la sue ali, di nuovo quel ronzio. I miei movimenti erano troppo goffi e pesanti per contrastare tanta leggerezza.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carromaggior per l'aggiornamento : Lei diceva: non accontentarti!  Sii felice di viaggiare, felice della tua avventura.   
    Lei diceva: non accontentarti! 
    Sii felice di viaggiare, felice della tua avventura. E sii ambizioso. Non rinunciare mai a ciò che tu sogni.
    Lo diceva al tramonto.

    Voleva che restasse dentro la carne.
     





  15. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da bruce-bat per l'aggiornamento : La buona morte   Zio Tonino, detto Tati, 
 vi dirò come morì. 
Un mattino in mezzo ai   
    La buona morte
     
    Zio Tonino, detto Tati, 

    vi dirò come morì.
    
Un mattino in mezzo ai prati 
    
molto presto lui partì. 

    Con il sole all'orizzonte 

    una musica ascoltò: 

    gli fluiva nella mente ... 

    e con essa se ne andò. 
    
Così quello che alla gente, 

    giustamente, fa temere 
    
per lui, allor, senza far niente, 
    
fu un momento di piacere.






  16. Mi piace
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da bruce-bat per l'aggiornamento : Il senso della vita   Jodorowsky dice che la vita non ha senso. La ricerca del senso   
    Il senso della vita   Jodorowsky dice che la vita non ha senso. La ricerca del senso della vita è una faccenda intellettuale. La vita è tutto fuor che intellettuale. La vita bisogna viverla.    Io penso che la domanda sul senso della vita abbia anch’essa il suo posto importante nel vivere la vita. Per questo motivo non ci si deve sbarazzare così frettolosamente di una domanda che ha le radici nel più profondo di noi.
    Si può cercare di capire il senso di questa domanda, che non si accontenta certo di una risposta concettuale.
    Quella domanda vuole sentire (il “senso”) la presenza di qualcosa che rende la vita veramente vivibile. Vuole sentire che la vita è buona, che l’ama, che la nutre, la sostiene ed è pronta a sconfiggere tutte le sue paure. Qualcosa che è in grado d’infondere fiducia e slancio creativo, invitando alla creazione quotidiana dell’essere.
    Poiché questa garanzia non è immediatamente presente, poiché si presenta di primo acchito come un’Assenza, ecco la domanda, che non è solo domanda di sapere, è domanda di avere, di ricevere, di sentire dentro. È Desiderio.
    E allora questa domanda, alla fine, è un invito a cercare (non solo con l’intelletto) il Santo Graal.
      Ed è questa ricerca stessa, la sfida che pone alla fiducia, il coraggio che richiede, lo slancio per certi versi folle cui si affida, che fa “sentire” il senso della vita.  




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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carromaggior per l'aggiornamento : Lei diceva: non accontentarti!  Sii felice di viaggiare, felice della tua avventura.   
    Lei diceva: non accontentarti! 
    Sii felice di viaggiare, felice della tua avventura. E sii ambizioso. Non rinunciare mai a ciò che tu sogni.
    Lo diceva al tramonto.

    Voleva che restasse dentro la carne.
     





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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carromaggior per l'aggiornamento : Lei diceva: non accontentarti!  Sii felice di viaggiare, felice della tua avventura.   
    Lei diceva: non accontentarti! 
    Sii felice di viaggiare, felice della tua avventura. E sii ambizioso. Non rinunciare mai a ciò che tu sogni.
    Lo diceva al tramonto.

    Voleva che restasse dentro la carne.
     





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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da carromaggior per l'aggiornamento : Lei diceva: non accontentarti!  Sii felice di viaggiare, felice della tua avventura.   
    Lei diceva: non accontentarti! 
    Sii felice di viaggiare, felice della tua avventura. E sii ambizioso. Non rinunciare mai a ciò che tu sogni.
    Lo diceva al tramonto.

    Voleva che restasse dentro la carne.
     





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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da bruce-bat per l'aggiornamento : Il senso della vita   Jodorowsky dice che la vita non ha senso. La ricerca del senso   
    Il senso della vita   Jodorowsky dice che la vita non ha senso. La ricerca del senso della vita è una faccenda intellettuale. La vita è tutto fuor che intellettuale. La vita bisogna viverla.    Io penso che la domanda sul senso della vita abbia anch’essa il suo posto importante nel vivere la vita. Per questo motivo non ci si deve sbarazzare così frettolosamente di una domanda che ha le radici nel più profondo di noi.
    Si può cercare di capire il senso di questa domanda, che non si accontenta certo di una risposta concettuale.
    Quella domanda vuole sentire (il “senso”) la presenza di qualcosa che rende la vita veramente vivibile. Vuole sentire che la vita è buona, che l’ama, che la nutre, la sostiene ed è pronta a sconfiggere tutte le sue paure. Qualcosa che è in grado d’infondere fiducia e slancio creativo, invitando alla creazione quotidiana dell’essere.
    Poiché questa garanzia non è immediatamente presente, poiché si presenta di primo acchito come un’Assenza, ecco la domanda, che non è solo domanda di sapere, è domanda di avere, di ricevere, di sentire dentro. È Desiderio.
    E allora questa domanda, alla fine, è un invito a cercare (non solo con l’intelletto) il Santo Graal.
      Ed è questa ricerca stessa, la sfida che pone alla fiducia, il coraggio che richiede, lo slancio per certi versi folle cui si affida, che fa “sentire” il senso della vita.  




  21. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da bruce-bat per l'aggiornamento : Passeggiare sulle Scotland Highlands guardando il mare. Ricordare che il mondo é più   
    Passeggiare sulle Scotland Highlands guardando il mare.
    Ricordare che il mondo é più grande da qui.
    Lasciare riecheggiare le grandi domande a cui non si ha risposta.
    Lasciarsi sedurre dall'incanto ...
    E rinforzare i polpacci.
     
     





  22. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da bruce-bat per l'aggiornamento : La buona morte   Zio Tonino, detto Tati, 
 vi dirò come morì. 
Un mattino in mezzo ai   
    La buona morte
     
    Zio Tonino, detto Tati, 

    vi dirò come morì.
    
Un mattino in mezzo ai prati 
    
molto presto lui partì. 

    Con il sole all'orizzonte 

    una musica ascoltò: 

    gli fluiva nella mente ... 

    e con essa se ne andò. 
    
Così quello che alla gente, 

    giustamente, fa temere 
    
per lui, allor, senza far niente, 
    
fu un momento di piacere.






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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da bruce-bat per l'aggiornamento : Il senso della vita   Jodorowsky dice che la vita non ha senso. La ricerca del senso   
    Il senso della vita   Jodorowsky dice che la vita non ha senso. La ricerca del senso della vita è una faccenda intellettuale. La vita è tutto fuor che intellettuale. La vita bisogna viverla.    Io penso che la domanda sul senso della vita abbia anch’essa il suo posto importante nel vivere la vita. Per questo motivo non ci si deve sbarazzare così frettolosamente di una domanda che ha le radici nel più profondo di noi.
    Si può cercare di capire il senso di questa domanda, che non si accontenta certo di una risposta concettuale.
    Quella domanda vuole sentire (il “senso”) la presenza di qualcosa che rende la vita veramente vivibile. Vuole sentire che la vita è buona, che l’ama, che la nutre, la sostiene ed è pronta a sconfiggere tutte le sue paure. Qualcosa che è in grado d’infondere fiducia e slancio creativo, invitando alla creazione quotidiana dell’essere.
    Poiché questa garanzia non è immediatamente presente, poiché si presenta di primo acchito come un’Assenza, ecco la domanda, che non è solo domanda di sapere, è domanda di avere, di ricevere, di sentire dentro. È Desiderio.
    E allora questa domanda, alla fine, è un invito a cercare (non solo con l’intelletto) il Santo Graal.
      Ed è questa ricerca stessa, la sfida che pone alla fiducia, il coraggio che richiede, lo slancio per certi versi folle cui si affida, che fa “sentire” il senso della vita.  




  24. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da bruce-bat per l'aggiornamento : E, prima di sera, il castello, dove riecheggiava il canto del vento e si levavano sog   
    E, prima di sera, il castello, dove riecheggiava il canto del vento e si levavano sogni d'avventura, a sorvolare il mondo.
     
     
     






  25. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da bruce-bat per l'aggiornamento : Bufali al pascolo Brucano ignari nella docile tranquillità del pascolo, affidati alle   
    Bufali al pascolo
    Brucano ignari nella docile tranquillità del pascolo, affidati alle risposte d’istinti antichi, semmai un rumore improvviso desti loro il sospetto.