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Aggiornamenti di stato pubblicati da odessa1920

  1.  Le bianche note si accavallano 

    
in sfrenata sinfonia 


    sul rigo irrequieto 


    delle tue braccia.

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  2. Sul rosso dei papaveri
    ha piovuto tutta la notte.
    Sarà un giorno d'amore bagnato.

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    1. davidek1982

      davidek1982

      che belli i papaveri

  3. Mi ha detto che il richiamo della Natura per lei è soprattutto desiderio di naturalezza. Coltiva un sentire limpido che prende le distanze con grazia dalle complicazioni sentimentali e dalle turbolenze emotive. Ha un’anima che scorre con modestia e tanta dignità tra le vicende dei giorni. Afferma di camminare nella direzione dei sogni, pensando che è la vita stessa che chiama da quella parte. Ha fiducia ma con gli occhi spalancanti e attenti. Sembra fragile, ma a parlarle con lei anche solo un po’ ho sentito una forza interiore tanto incrollabile quanto tranquilla. Quando mi guardava negli occhi mi sentivo scrutata nell’intimo.

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    1. vitto071

      vitto071

      La Natura è rivelazione di Dio; l’Arte, rivelazione dell’uomo.

    2. elvis06081994

      elvis06081994

      Non dobbiamo trasformare questa benedizione in maledizione.

  4. Questa mattina sono andata a camminare nel parco, prima di lavarmi, prima di fare ogni cosa. Il parco è qui vicino, in altri termini, ti alzi, ti togli il pigiama, infili i vestiti e sei fuori, subito lì. Subito lì.
 

    Lo faccio quasi sempre – a meno che non ci siano inghippi. Subito lì.
 

    Adesso vi domanderete che cosa significa lì. E anche io.

    Io vado subito lì.


    Fuori.


    C’è l’aria dell’aperto – molto diversa dell’aria del chiuso.


    Lì, è dove sono all’aperto.


    E che vuol dire essere all’aperto?


    Ora ve lo dico.

    Essere all’aperto è essere dove la natura continua a scorrere – sto dicendo, fuori delle strutture e dei comportamenti della cultura e della civiltà. Che, per carità sono importanti e pieni di merito, ma… – sì, sarebbe come – scusate se esagero – come ritornare alla fonte. Lì, dove zampilla la vita. Quella lì è la natura. Ed è bello poterla ritrovare ovunque. Mica ho tempo, la mattina, di volare fino al Machu Pichu!


    La cosa bella è che la natura non la puoi cancellare completamente – nemmeno in città.. Davvero! – malgrado le discariche, la burocrazia, e il codice stradale… Esci, vai nel parco, e la ritrovi. Non ti preoccupare se il parco è pieno di gente che si alza la mattina presto per portare il cane a passeggio, con il sacchetto di plastica e la palettina…

    Lì c’è la natura. È l’aperto.


    Quello lì è l’aperto.

    
Mi sono spiegata?

    Io vado lì, che sono ancora assonnata. Perché, non credere che quando ti alzi, togli il pigiama e infili i vestit, chiudi la porta di casa e incominci a muovere la gambe e le braccia – dico – a respirare… ? Beh, non crediate che quando esci in queste condizioni, sei subito sveglia, e ragioni come un filosofo dell’età di Pericle.

    È tutto diverso. Ce l’hanno raccontata  sbagliata.


    Tu sei ancora tutta attorcigliata nel sonno. Quello che sta succedendo, con i tempi che ci vogliono, è che tu, gradualmente, – nota come l’ho detto – gradualmente, tu ti affacci alla vita da sveglio. Quella che – lo sai – ci si sente lucidi e sei in grado di rispondere alla domanda: cosa hai deciso di fare oggi? Qual è il tuo programma? Per favore! Non fatemi questa domanda subito. Appena sveglia.


    Lasciatemi il tempo di andare lì, all’aperto, dove c’è la natura.

     

    Che bello!


    Ero lì, nel parco, all’aperto. La natura. E dicevo: che bello!


    Sono viva, ho gli occhi aperti. Ma scherzi? Vedo!


    Questa cosa qui mi sembrava un miracolo, da sola.

    
Io vedevo. Insomma c’era tutta questa roba meravigliosa che chiamo natura – voglio dire l’aria, il cielo, gli alberi, l’erba e anche la terra abbastanza morbida sotto i piedi. E c’era questo risvegliarsi del corpo, dico, le gambe, dico, le braccia, dico, il respiro. E poco a poco, anche la mente, quella roba lì, come si dice. Io insomma mi accorgevo che ero sveglia e che vedevo. E dicevo: che bello!

    E poi arrivano i pensieri. Arrivano da soli. Sono ospiti visitatori. Ognuno ha qualcosa da dire. Sembra che abbiano una gran fretta di venirti a visitare. E tu, okei, dici, va bene, mi piacerebbe restare ancora un poco qui, a sentire la natura che scorre, la fonte che irrora, ma va bene, ora posso accogliervi. E arrivano questi pensieri. Credo che arrivino da ieri. Io penso che siano quelli di ieri, questi pensieri.  Perché oggi non ho ancora pensato niente…

    Hanno tante di quelle cose da dirti. Una volta erano i tuoi pensieri. Ora sono tuoi solo perché vengono da te. E tu cerchi fare ospitalità – come si dice? Li ascolti.


    Sono come tanti tasselli che dovrebbero far parte di un disegno unico. Un po’ come le tessere di un puzzle. Ognuno ha la sua premura. Ognuno chiede di essere preso in considerazione. E sembra giusto. E perfino bello. Tanti tasselli che si cercano e che cercano di entrare in armonia.

    E io guardo di qui e di lì. Voglio dire, alla natura e a tutti questi pensieri. Loro si stagliano su questo fondale sorgivo. Sembrano musiche diverse. Ma si cercano. Come farli incontrare?

     

    Perché all’inizio sembra che vogliano litigare, insomma, fare polverone. Ma ho imparato a resistere a questo primo impatto. In fondo, vado nel parco proprio per questo: per non farmi sequestrare dalla litigiosità dei pensieri e delle cose. Qui, nel parco, all’aperto, ribadisco la filosofia dell’Alleanza.


    Mi dico, Alleanza. Voglio dire che intendo andare d’accordo con le cose che capitano e pensare che collaboriamo tutti quanti perché ci sia armonia, perché la banda trovi l’atmosfera e lo stile del concerto. Qualcosa del genere.

    
So che è una questione di diapason.


    Insomma, immettere in quel polverone la nota giusta. Che faccia entrare in risonanza gli altri diapason… qualcosa così.

     

    Insomma, sembra come in azienda, la mattina, quando arrivi e subito ti raggiungono le note, le ingiunzioni, gli ordini di servizio, le richieste, i memo, le mail, e i post in, lasciati da qualcuno… Troppo!


    No, dico. La mia vita non dev’essere come in azienda!


    Qui sono io il capo. Pardon!
     

    Poi mi viene l’idea. Il punto di Archimede. Dico, il punto di Archimede.


    Infatti, l’alternativa sarebbe di esaminare tutti questi pensieri, analiticamente, uno per uno, e poi cercare di fare dei calcoli. Ma sento che questo è un lavoro hard, voglio dire duro, proprio, e farraginoso.


    Ma mi è venuta in mente questa cosa del punto di Archimede.
     

    Voglio dire, un punto leva. Dove agendo si muove tutto. Senza troppo sforzo.

     

    Lascio le prospettive analitiche e cerco.


    Ve lo giuro. Dopo pochi minuti, lì, all’aperto, le cose si chiariscono. Le vedi nell’insieme, nell’insieme della tua vita, senza difficoltà. Le vedi come dall’alto. 
E l’ho visto. Il punto di Archimede. Era lì chiaro, davanti ai miei occhi.


    Ed era fatta.

    Ritorno a casa, mi faccio il bagno.

    
Lo so, dopo il bagno sono di nuovo qui, pronta per tutte le altre cose.

    
Ma, è lì, nel parco, che trovo la fonte. E anche l’intelligenza. Che dire?
     

    Io vorrei che rimanesse sempre aperto questo canale che mi consente di ritrovare la fonte, ogni mattina. Il mio parco…

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  5. La strada è una metafora potente: attiva in me il desiderio di andare alla scoperta del mondo, e delle dimensioni di vita che ancora non conosco ma mi appartengono nel profondo.

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    1. diegodelavega0

      diegodelavega0

      Certe strade sanno dirlo meglio. Come certe persone.

    2. elvis06081994

      elvis06081994

      Nella vita bisogna essere come gli alchimisti, fare nuove scoperte con un pizzico di fiducia nella natura.

  6. Noi ci parlavamo, ancora, la sera, affacciati alla finestra, sui giardini del quartiere, mentre la città trapassava dal tempo del lavoro e quello della casa. E tu dicevi spesso che non c’era tempo, nella giornata, per pensare a se stessi, alla propria vita, ai sogni, ai desideri… eri sempre preso da una qualche forma di compito che ti derivava dalla situazione.
    E mi dicevi: ma tu, ma tu, dove?
    E rimanevi così, a guardare dietro le mie spalle. E scuotevi il capo, e ripetevi: dove?

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    1. elvis06081994

      elvis06081994

      A volte siamo talmente presi dalle responsabilità dei nostri doveri quotidiani che ci dimentichiamo il nostro dovere di vivere.

  7. Terrò il corpo snello e camminerò con gioia lungo la strada. 

    Guarderò oltre il canale, oltre la linea degli alberi e delle case. È da quella parte che mi spinge il richiamo. 


    Verrò a patti con quello che ho fatto, con quello che sono stata. 

    Siamo in molte qui dentro. 

    E diverse sono adultere e trasgressive. Ma tutte me.

    
Ogni giorno mi distribuisco in molte cose e poi mi ritrovo: un appuntamento segreto con me stessa.


    Ci sono ancora tante cose che attendono.


    Grata di vita, ho voglia d’avventura.


    Di buonora mi metto in viaggio, guardando oltre il canale.

     

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  8. Ed è così pieno ed eccitato il momento in cui il sogno che avevi in cima alla lista mostra il suo volto, salutandoti con la mano alzata tra gli eventi che arrivano imprevisti, non programmati.
    Il cuore di scatto raggiunge quella frequenza di battito che è la vita piena. La mente è piacevolmente confusa perché le cose nel quadro non collimano ancora, come le tessere di un puzzle appena rovesciate sul tavolo da una scatola nuova di zecca, ma tu sai che c’è un disegno che le destina ad incastrarsi armoniosamente tra loro. D’ora in poi è quel disegno che traccerà il sentiero verso il tuo orizzonte.
     

    Tutta la strada che hai percorso, ora acquista il suo senso. Ti accorgi che i lunghi periodi di cammino solitario, e l’inquietudine che hai sopportato con pazienza, che hai avuto compagna negli interminabili silenzi fiduciosi, e il dolore che hai accettato come un travaglio necessario, hanno aperto nella tua anima una grande dimora nuova di zecca, che ora accoglierà l’arrivo di vivaci carovane da oriente.
    Dicono che il cow boy, sempre in viaggio nelle sterminate praterie del West, lasci che sia il suo cavallo a decidere la strada al bivio appena incontrato. Io lascio che siano le forti emozioni a chiamarmi, come dice il poeta: “Quando l’amore chiama, seguilo”.

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    1. maurigoli

      maurigoli

      ottimo pensiero........... praticamente è da quando sono nato che vivo queste situazioni|

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    2. sweetlovelylips

      sweetlovelylips

      Ho cercato di non barcollare; ho fatto passi falsi lungo il cammino. Ma ho imparato che solo dopo aver scalato una grande collina, uno scopre che ci sono molte altre colline da scalare. Mi sono preso un momento per ammirare il panorama glorioso che mi circondava, per dare un’occhiata da dove ero venuto. Ma posso riposarmi solo un momento, perché con la libertà arrivano le responsabilità e non voglio indugiare, il mio lungo cammino non è finito.... Nelson Mandela:x

  9. Qualcuno non si accontenta dei suoi confini: vuol essere poesia.

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    1. diegodelavega0

      diegodelavega0

      Mai accontentarsi dei propri confini :) Buona serata Odessa 

    2. maurigoli

      maurigoli

      di solito chi si accontenta dei propri confini ha una mentalità ristretta!!!

    3. elvis06081994

      elvis06081994

      Se questo mondo è infinito, perché noi dovremmo avere dei limiti?

  10. Una persona è un mistero. Anche quando ti gira per casa, anche quando la frequenti da tempo. Non puoi rinchiuderla in una definizione. Non puoi incorniciarla. Perché la perdi.

    – Una finestra! – disse.

    – Una finestra? – chiesi.

    – La chiamo la buccia del mondo…

    – La buccia del mondo…?

    – Quello che vedi è la buccia. Una persona la incontri se incontri la sua anima. Si dice così in quasi tutte le lingue…

    – Incontrare l’anima di un altro…

    – Questo è possibile se la buccia del mondo diventa una finestra. Può succedere.

    Mi rendevo conto del significato della metafora che Pietro stava mettendo in campo.


    Sapevo che la buccia del mondo poteva nascondere e impedire l’incontro. Oppure poteva diventare una finestra per accedere e accogliere l’anima di un altro.

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    1. maurigoli

      maurigoli

      buon inizio settimana cara Odessa

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    2. odessa1920

      odessa1920

      grazie

    3. maurigoli

      maurigoli

      dovere cara, col cuore!!!

  11. Voglio occhi nuovi. Occhi capaci di vedere il nuovo che ancora non esiste. Occhi nutriti di cultura capaci di immaginare nuova cultura. Voglio occhi creativi capaci di produrre nuove visioni.

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    1. gigirock0

      gigirock0

      Ciao Odessa, hai proprio un bellissimo taglio d'occhi, complimenti :) Buon weekend

    2. maurigoli

      maurigoli

      Ciao Odessa, buona domenica, i tuoi occhi sono belli così come sono, non importa che tu voglia cambiarli, importa come vuoi elaborare le immagini che catturano!!!

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  12. Io voglio allargare la visione. So che siamo un segmento molto piccolo di una storia cominciata 4 miliardi di anni fa. Ormai è impossibile non pensare che siamo stati ameba, pesce, rana, scimmia e super-scimmia. Ed è impossibile non pensare che tra 4 miliardi di anni il sole si spegnerà. E allora?


    Ognuno di noi sta lavorando all’interno di una evoluzione creatrice che va verso l’alto, anche se nel piccolo periodo si sale e si scende drammaticamente.


    Mi piace pensare che il contributo che ognuno di noi può dare sta nella creatività, nel produrre doni e tentativi di soluzione. Nel migliorare le condizioni di vita. Nel dare strumenti e piccole macchine per credere e operare.


    Trovo una gran gioia nel cercare itinerari di pensiero creativo, nel partorire ogni giorno qualcosa che nutre la mia vitalità e quella della mia tribù.

    
Il nostro contributo è piccolo, ma si somma a quello di tantissime altre persone in ogni angolo del mondo. E ora abbiamo anche i mezzi per condividere.

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    1. olti31

      olti31

      Pensiero molto profondo...soprattutto perchè sicuramente ognuno di noi dona sicuramente qualcosa al nostro mondo :) Buona serata Odessa 

  13. La Terra è bella, ma vista da lontano – dallo spazio o dalla distanza dell’immaginazione. Da vicino è sporca, una discarica a diffusione illimitata. Una terra che chiede urlando di essere ripulita. È la voce stessa dalla nostra natura, del nostro corpo, a veicolare questo appello.
    Una terra inquinata che è semplicemente lo specchio del nostro modo di vivere. Perfino della nostra mente. Certo dei nostri stati emotivi.

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    1. fabulousme

      fabulousme

      La Terra è in fin di vita e la sua malattia è l'uomo :(

  14.  Le cose che ci appassionano sono le cose che ci svegliano.

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    1. elvis06081994

      elvis06081994

      Io mi sveglio alle 6:30 con tanto di urla per andare a lavoro. Non hai idea di quanto sia appassionante :D:D

    2. vitto071

      vitto071

      ciao... bellissima foto:)  ti auguro buona serata 

  15. Ci sono esperienze che solo chi le vive le può sentire e provare.
    In fondo non siamo troppo diversi dagli insetti che sono attratti dalle luci notturne.
    Questi sbattono ossessivamente contro lampadine o sono bruciati da una candela senza una ragione apparente.
    In origine le farfalle notturne orientavano il proprio volo attraverso la luce lunare: per andare dritte volavano mantenendo un angolo costante con la luce emessa dalla luna. Poi con la comparsa delle luci artificiali evidentemente scambiano ogni luce con la luna e muoiono bruciate.
    Forse in origine anche per noi esisteva una sola luce da seguire.
    Chissà.

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    1. gigirock0

      gigirock0

      Buon fine settimana Odessa, come sempre bellissima foto :) 

    2. davidek1982

      davidek1982

      Gran bella foto, complimenti.

  16. Piove là fuori, ma dentro si sta al caldo e viene da giocare. Ricordo con piacere che da bambina i giochi cominciavano spesso con: "Io ero... noi eravamo...". Ancora oggi "io ero..." è per me una tecnica creativa di straordinaria efficacia per inventare itinerari e affrontare le sfide…

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    1. diegodelavega0

      diegodelavega0

      Ci vogliono sia il sole sia la pioggia per fare un arcobaleno :) Buona serata Odessa 

  17. Delle volte lo chiamo effetto microscopio. Lasci con lo sguardo il grande scenario e ti concentri su un piccolo frammento, una goccia! e ti si apre di nuovo un'universo immenso, inesuairbile. 

    Da ragazzina mi ci perdevo in questa cosa, e anche adesso…

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    1. binario57

      binario57

      la capacità di osservare non è una capacità che molte persone hanno. a volte, un particolare, un piccolo frammento singolare, attira la nostra attenzione e ci fa scoprire cose inaspettate!

    2. diegodelavega0

      diegodelavega0

      Se sai dare ai dettagli la giusta luce, puoi trovare verità insospettate... buona serata Odessa :) 

    3. fabulousme

      fabulousme

      Che bel pensiero...e che bella foto :) 

  18. Mi chiamo Ester. Ho trent’anni. Voglio volare in alto, molto in alto. Ho energia in corpo e sono libera d’inventare la mia vita. Ora vedo chiaro.


    Sono uscita da una grande matassa appiccicosa che mi ha avvolta per molti anni in un chimismo inconcludente e infingardo. Una matassa che ha frenato i miei movimenti verso la vita come le mille ragnatele che imprigionavano Gulliver. Ve ne voglio parlare, benché non sia facile.


    Sapete quello che voglio dire. Quando corri e corri giorno dopo giorno e ti accorgi che sei sempre nello stesso posto. Quando ti rendi conto che non sapendo dove andare ti troverai sempre da qualche altra parte, ma non lì. E non ti spieghi come mai non impari niente che sia qualcosa e ti rigiri sempre negli stessi pensieri.


    Bene, alla fine ho realizzato com’è cominciato tutto. E come si è andato costruendo il grande polverone dove ho smarrito la bussola. Questa grande matassa appiccicosa, come la tela di un ragno, ha il suo punto d’origine, e io lo vedo chiaro, ora.


    Provo a dirvelo, benché sappia che non è facile spiegarlo.
Questo punto origine risale a molti anni addietro. Non riesco a capire come si sia potuto costituire, a sua volta. Ma a un certo punto ha preso una fisionomia chiaramente riconoscibile: era il desiderio ossessivo di essere un oggetto di desiderio.


    È probabilmente così che ho cominciato a costruire la mia identità.
Oggi so che sono bella e so che sono desiderata. Ma è una faccenda diversa. Sto parlando di altro. E vorrei essere chiara, evitare fraintendimenti. Sto parlando di me, della mia storia. Nessun trattato generale. Nessun manifesto.


    Essere desiderabile è una bella espressione. Bella quanto ambigua.


    Da giovanissima ero piuttosto grassa. Mi vergognavo un casino. Chi avrebbe desiderato una ragazzina con il mio corpo? Quale ragazzo avrebbe fatto certi pensieri su di me? E su questa preoccupazione, che mi è entrata in corpo senza premeditazione, piuttosto per passività, ho costruito una storia intera. Un romanzo di lotta contro me stessa, di aggressioni al mio corpo, di forzature della mia anima. Una storia che ha assorbito quasi tutte le mie energie per un tempo lunghissimo. E, per molto tempo, con magri risultati.

    Ma la presa di coscienza è avvenuta dopo che i risultati, finalmente, incominciarono a farsi vedere. Sono dimagrita, ho eliminato i brufoli, ho curato la dermatite incalzante, ho ottenuto acconciature adeguate, e ho fatto le mie conquiste…


    Sì, proprio quando potevo scrivere una lunga lista di obiettivi raggiunti, proprio allora mi sono resa conto che tutto questo non mi faceva sentire veramente bene, che guardandomi allo specchio, non riuscivo a vedermi bella con sincerità, che quando mi facevano dei complimenti, sorridevo, ringraziavo, ma, nel profondo del mio cuore, non ci credevo affatto.


    Cos’era che andava storto?


    Gli uomini non capiscono il dramma di noi donne. Stressate da una miriade di richieste, di aspettative. Ma neanche noi donne abbiamo le idee chiare. Ci siamo lasciate prendere troppo dal dover rispondere a certe aspettative. E, così facendo, ci siamo avvolte – siamo in molte – in una matassa di pensieri, preoccupazioni, cure, che ci hanno portato fuori da noi stesse, lontano dalle domande vere.


    Quali sono le cose veramente importanti per me?

    Che cosa ho da fare di utile a questo mondo?


    Dove risiede davvero il mio valore?


    Quando ho cominciato a sospettare che qualcosa, in questo ambito, era andato storto, ho intrapreso una lotta a ritroso. Nient’affatto tenera. Ma qui il travaglio dava i suoi risultati. Ho incominciato a ripensare tutta la mia vita in relazione a queste domande e, alla fine, ho capito. Ho visto la matassa. Ho visto la sua ambiguità. E ne sono uscita. 


    Tutti quei mulinelli aggrovigliati che mi ero costruita attorno al desiderio di essere desiderabile!


    Ho perforato la barriera da parte a parte. Ho raschiato la patina opaca che ottundeva il mio sguardo. E ora, finalmente, respiro l’aria fresca dei miei movimenti. Ora ho un sentiero all’aperto davanti a me, che mi porta alla mia meta.


    Vedo chiaro, so cosa fare.

     

     

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    1. fabulousme

      fabulousme

      Un pensiero bellissimo... tutti dovremmo aver chiaro di cosa fare nella propria vita... basta arrivarci , anche se a  piccoli passi... 

    2. elvis06081994

      elvis06081994

      Il modo di esprimersi dimostra più riguardo alle persone che le parole espresse. 

  19. E viene il momento in cui ci ricordiamo dei nostri sogni dell’infanzia, e dell’adolescenza. E che quello è il momento in cui possiamo decidere di ricominciare a sognare. E che questo prelude al riscatto della nostra storia. Questo apre la via alla libertà. Libertà dai legami e dalle paure, libertà dalle storie non nostre, e libertà che libera le nostre energie creative e il coraggio di tracciare la nostra rotta.

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    1. diegodelavega0

      diegodelavega0

      La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare :) 

    2. vitto071

      vitto071

      La natura ci circonda, è la nostra casa per eccellenza. Immergerci nella natura ci fa sentire meglio, e scarica le tensioni che si accumulano durante giornate impegnative ricche di impegni lavorativi, scolastici o familiari. 

      che bella foto :) 

  20. Ho sempre saputo, fin dai primi passi della mia vita che dovevo attraversare un lungo ponte per arrivare dove desideravo. 
Trovarlo, questo ponte, o addirittura costruirlo, gettarlo tra una riva – questa - e l’altra. Quale?


    È sempre stato un ponte verso un’altra riva che non era visibile. Come non è visibile il futuro. Come non è visibile la meta di un’avventura.
Sono ancora alla ricerca di un ponte e ancora cerco di intravedere dall’altra parte.


    Non è come progettare un’opera edilizia dove devi avere il disegno già pronto e completo. È piuttosto come un viaggio d’avventura, dove tracci ogni giorno la rotta.


    Il bello deriva proprio dal fatto che non conosci il futuro, ma gli vai incontro cercando di costruire il tuo destino trafficando con gli eventi.


    Per me il nocciolo della vita  sta nell’avventura dell’esistenza. 
Come le pagine di un diario. Tracce del movimento. Annotazioni a latere, talvolta. Lo slancio originario di un mattino, spesso. Il residuo emozionale alla sera, altre volte. Il contatto col sogno, sempre.

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    1. davidek1982

      davidek1982

      Wow, bellissima considerazione... molto profonda :)...

  21. Pensare in grande

    Pasqua è quando apri un uovo alla coque e salta fuori il pulcino.

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    1. martymartina1

      martymartina1

      Pensa, credi, sogna e  osa... ;)

  22. Primavera dal caldo estivo.


    Mari tropicali nella mente.

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  23. Quella che chiamo “ispirazione” ha a che fare con il soffio del vento, con il fruscio fugace del pensiero. Non è alla creatività delle invenzioni tecnologiche che penso in questo momento, ma al profumo del caffè, al sorriso nello sguardo, al dono di vedere lo spazio e il tempo che ci è dato da vivere come un regalo e un’occasione. Alla bellezza di sentire il risveglio del corpo dal torpore notturno e di ritrovare nelle pupille lo scoppiettio ragazzino dei propri sogni.

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    1. andreas-012

      andreas-012

      Il soffione rappresenta la metafora della vita: per fiorire bisogna intraprendere un lungo viaggio.

       

       

  24. È come se nella pianta ci fosse, in incognito, il desiderio del fiore, e nel fiore ci fosse – in incognito – il desiderio del frutto.
    Nel momento in cui questo incognito diventa un po’ consapevole, s’innesca il processo. L’avventura. E incominci a diventare altro. 

    E l’altrove incomincia a diventare qui.

     

     

     

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  25. C’è musica sulla strada.


    Un richiamo insistente, irresistibile.

    
Questa è l’avventura, la mia.


    Ho fatto dell’inquietudine il mio motore.


    Mi struggo ogni giorno.


    Non posso star seduta.


    Sono un arco teso.

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