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Aggiornamenti di stato pubblicati da odessa1920

  1. Vi racconto questo. 

    Col procedere dell’età mi si rivela sempre più chiaramente un limite che di fatto ho sempre avuto e che a lungo ho fatto volentieri finta di non avere. Lo chiamerei un limite di assimilazione dell’esperienza. In qualche modo è collegato alla fretta di vivere le cose.


    È un po’ come  nel mangiare. Voglio dire che la mia capacità di assimilare l’esperienza, e quindi di viverla, ha dei limiti ben precisi. Ignorare questa circostanza ha coinciso con il tentativo di vivere non la mia vita ma quella di qualche altro modello ideale, più capace di me. E di scivolare inevitabilmente sulla superficie delle cose. Di fatto non sono capace di gestire situazioni troppo complesse. Posso essere indaffarata, ma le cose non entrano dentro. Non nutrono.
    Ho scoperto col tempo che rallentare e aderire alla situazione più vicina e accessibile mi consentiva di digerire le cose molto meglio e di assimilare meglio e di vivere con maggiore intensità.
    Il mondo in cui affondano le nostre radici viene definito “liquido” da Zigmunt Bauman. Ciò è vero anche nel senso che i potenziali nutrienti vengono veicolati più facilmente e in maniera più fluida fino alle nostre porte sensoriali. Con il rischio di indurre un riflesso da sovra alimentazione frettolosa. Una sorta di bulimia nel buttare dentro il più possibile per soddisfare una fame infinita. Ma tutta questa roba ingurgitata in fretta… ingorga, costipa, inquina e viene rigurgitata …
     

    C’è tanta di quell’abbondanza di stimoli oggi che si resta stralunati a guardare e sentire. E imparare ad alimentarsi in maniera sana è diventato estremamente importante.

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  2. Vivere sulla terra è un dormiveglia. La mente è nell’empireo, tra le idee platoniche. Ma è qui che tutto avviene. È qui che traffichi e lavori e ti dai da fare. Ma tutte queste cose non sono una fogna perché hai un cielo in cui i desideri dell’anima guardano. Cerca prima il regno dei cieli e tutto il resto ti sarà dato! Una bella sfida, non è vero. Ma non è qui il fascino dell’incanto? Fai alcune mosse con le mani e dal cilindro esce il coniglio.

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  3. Lo ricordi? A sette anni avevi un amico immaginario. Milo, si chiamava. Che era un amico immaginario te lo disse Franca, l’amica di tua madre, che studiava psicologia all’università. Lei intendeva, per “immaginario”, che non esisteva davvero. Ma Milo ti ha tenuto compagnia per anni e ancora chiede di te, dopo che vi siete separati. Lui ti svelava molte cose e sapeva quasi tutto quello che tu gli chiedevi. E quando non lo sapeva, sapeva di non saperlo. E te lo diceva.

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    1. tacchialti94

      tacchialti94

      bellissima questa giacca!!

  4.  Il mondo delle piante mi regala metafore intense che diventano le parole con cui si esprimono i miei sogni.
     

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    1. tacchialti94

      tacchialti94

      provi a toccare il cielo?

  5. Ma dove cavolo credi di andare se sei sempre così negativo?
 Ma guardati. Hai due mani e due piedi, hai due occhi che possono ammirare la vita, e scommetto che hai quelle due o tre doti particolari che ti consentono di fare meglio d’altri alcune cose. E stai lì ad inchiodarti perché lui ti ha lasciato, o perché si devono fare i curricula in formato europeo? O perché il mercato del lavoro non ti offre più posti fissi e garantiti?

    Dai, mettiti con i piedi all’aria, di schiena, tu hai un tuo sogno, tiralo fuori.
    È la tua bussola. Poi smettila di compatirti, usa le tue risorse e provaci. Di fame è difficile che tu muoia – ma se anche fosse? Hai la tua bella avventura da vivere. Troverai sempre un modo per avere energie nel corpo e nell’anima. A volte basta poco, camminare, dormire, mangiare in modo adeguato… Insomma quelle cose che vengono da sole se ti prendi cura di te. E butta dalla finestra quest’abitudine a fare bilanci negativi.

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    1. londoncalling6

      londoncalling6

      le energie positive portano positività!

    2. altomororicco

      altomororicco

      alla fine sei sempre in bilico!

    3. tacchialti94

      tacchialti94

      quante nuvole!!

  6. La navicella rossa

    
un giorno benedetto 


    si diede una mossa

    
e uscì da sotto il tetto.  

    
Lieve era la brezza 

    
e dispiegò la vela, 

    
come una carezza 


    sulla sua rossa tela. 


    S’avventurò nel mare 


    con gran trepidazione 


    sperando di trovare 

    
la sua soddisfazione. 

    Giallo nel cielo il sole, 


    vinaccia intensa il mare,


    la navicella ondeggia 


    e sogna di volare. 


    Col vento e con i remi 

    
procede nel futuro 


    e allora perché tremi? 


    Non c’è davanti un muro

     
che possa ostacolare 


    l’istinto esploratore. 


    Ti basti di ascoltare 

    
il canto dell’amore.

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    1. ciribi72

      ciribi72

      il rosso è ufficialmente il tuo colore1

    2. londoncalling6

      londoncalling6

      rosso sincero!!

    3. altomororicco

      altomororicco

      tiop la frase!

  7. E quello che resta nascosto?


    Ciò di cui non si parla, ma che si muove da solo nei nostri discorsi?


    Non credi che meriti di venire alla luce?

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    2. londoncalling6

      londoncalling6

      cancello del paradiso!

    3. ciribi72

      ciribi72

      bel cancello!

    4. altomororicco

      altomororicco

      entri o rimani fuori?

  8.  

    1. fashionista0

      fashionista0

      bellissima!

    2. londoncalling6
    3. ciribi72

      ciribi72

      che canzoneee

  9. Oggi le conversioni – a mio parere – sono molto attuali.
La gente sente che deve cambiare. Molti sentono l’urgenza di un cambiamento. C’è un’inquietudine serpeggiante nel nostro mondo di benessere e opulenza. Come se il male più diffuso fosse una sorta di vita senza senso. In cui si è portati dalle cose, dalle mode, dalla pubblicità, dalle opinioni più diffuse. Si mangia tanto, si possiedono molte cose, si va in vacanze che solo i re di un tempo si potevano permettere, ma…
    Come se l’io si fosse smarrito. O avesse smarrito quella consistenza che consente di riconoscersi senza esitazione. E la conversione consisterebbe, in prima istanza, nel diventare un io per davvero. Nel diventare, come dicono alcuni guru, padroni del proprio destino.

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    1. nuncepenza6

      nuncepenza6

      cavolo quanto è vero! 

    2. fashionista0

      fashionista0

      che classe però!

    3. londoncalling6
  10. Di nuovo sulla strada. Cammino adagio ma le mie gambe vogliono ancora andare. Il mondo è grande e invitante. Vedere, sentire, gustare e conoscere. Man mano che il mondo entra dentro di me il mio nucleo si allarga, il respiro si allarga, lo sguardo si allarga. L'ignoranza non mi fa paura, la capacità di ammirare si sviluppa. Sono invasa e stordita dalla bellezza. Affamata di senso. Inquieta per amore. Felice e terribilmente inappagata. Mancanza e pienezza dentro di me sono strette in una danza vorticosa. 

    Il piacere è spesso doloroso.

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    2. nuncepenza6

      nuncepenza6

      questa foto è bellissima :) 

    3. odessa1920

      odessa1920

      Nata per caso... mi era caduto il cavalletto 😂

    4. londoncalling6

      londoncalling6

      questa è arte!

  11. Forse quest’universo immenso, dove la luce delle stelle ci mette milioni di anni luce a trovare i nostri occhi, è semplicemente lo spazio che un giorno visiteremo, spostandoci da una galassia all’altra. Forse è là il nostro destino. 

Pensavo questo mentre mi spostavo verso il lago, per riflettere un po’ all’aperto. 

    

Ognuno di noi da piccolo viveva in un mondo molto stretto, e pensava con categorie il cui presupposto era che quel piccolo mondo fosse tutto il mondo. 

Questa è la storia della civiltà umana e della cultura. Della scienza, del sapere e della consapevolezza. Per un certo lasso di tempo si pensa che quello che abbiamo visto sia tutto il mondo e ci si concentra sulla cura dell’esistente. Ma poi succede qualcosa, un incontro, un viaggio, un evento, che ci apre l’orizzonte e ci fa scoprire che il mondo umano è più vasto e il pensiero cerca di adeguarsi alla nuova dimensione. 

Succede anche che quando il mondo si allarga davanti ai nostri occhi i vecchi problemi perdono la loro drammaticità, vengono ridimensionati e le energie si focalizzano più su dove andare che sui litigi di come stare qui. 

Spesso un modo di evitare che i nostri scontri diventino cronici è di guardare più avanti, là dove si allargheranno i confini di casa nel futuro. 

    La Terra è bellissima e merita tutta l’ammirazione e l’amore. Ma forse non è la casa in cui dobbiamo rimanere per sempre…

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    2. odessa1920

      odessa1920

      Garda 😀

    3. tacchialti94

      tacchialti94

      bello il garda

    4. nuncepenza6

      nuncepenza6

      che bellooooo vorrei essere li! 

  12. E mi domando: E se il cosiddetto “realismo” ci avesse sottratto dal nostro vero mondo? Se il cosiddetto “realismo” fosse una sorta di incantesimo che ci chiude gli occhi e imprigiona l’immenso potere della nostra fantasia?

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    1. altomororicco

      altomororicco

      che agile

    2. tacchialti94
  13. Amo gli arbusti di ginestra. Trovo in essi una vitalità selvaggia, capace di resistere ad ogni assalto del meteo, degli animali, degli umani.
    Capace di rinascere dopo ogni insulto e di affermarsi sul territorio con la ruvida, splendente, creatività delle loro forme.
    Amo il loro carattere anarchico, insofferente dei giardini e delle serre. Barbari amanti della vita nomade, che si attrezzano per adattarsi dovunque.
    C’è in essi un’innocenza primitiva che commuove e nutre la speranza che la vita proceda comunque, togliendo alla morte la pretesa di essere la parola finale.

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    1. fashionista0

      fashionista0

      iconica

    2. altomororicco

      altomororicco

      sembra presa da un giornale!

  14. A otto anni io giocavo tutto il giorno. Qualsiasi cosa facessi era gioco. Immaginavo tutto quello che veniva da immaginare e tutto diventava altro. Un altro meraviglioso.

    Meraviglioso soprattutto ora, che per giocare devo fare un certo sforzo. Meraviglioso perché ora vedo un albero e allora era una foresta sospesa tra paludi e cielo.

    Ora io vedo una casa e mi ci vuole un certo sforzo per vedervi una nave, che viaggia nell’Oceano dell’Essere, alla ricerca del tesoro, eccitata da questa avventura.

    Eppure, in un certo senso, sto ritornando a quello che facevo allora. Sto ritornando al gioco. Ho smesso di prendere così sul serio queste vicende umane. Abbandono volentieri i ragionamenti responsabili, consequenziali, che chiedono ad ogni passo una conferma oggettiva.
    Dove ci si perde? Dove ci si ritrova?
    Io mi ritrovo pienamente nel gioco, noncurante di tutti i richiami seri del mondo. E nasce un altro mondo. Migliore di quello che ci raccontano tutti i giorni.


     

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    1. tacchialti94

      tacchialti94

      ti stavi allenando?

    2. fashionista0

      fashionista0

      che castello è?

    3. odessa1920

      odessa1920

      Valeggio sul Mincio

  15. Crebbero all'ombra delle nuvole nostalgici di sole.

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    1. tacchialti94

      tacchialti94

      intrigante!

    2. fashionista0

      fashionista0

      wow wow wow

  16. A volte è come avere per colonna sonora una sinfonia di Ennio Morricone: qualcosa che sa di sogno ti trasporta come in trance in una dimensione che rende più leggeri i passi nella polvere della terra, su per le scale dei palazzi e i salti degli ostacoli.

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    1. tacchialti94

      tacchialti94

      quante foglie!! dov'eri?

    2. odessa1920

      odessa1920

      Tra verona e mantova

  17. Herbert aveva una saggezza a modo suo. Io lo ascoltavo volentieri, era piacevole e faceva pensare. Un giorno, mentre continuava a piovere e il cielo non mostrava segni di pentimento, mi disse: “Il Dio fin dall’inizio aveva deciso di essere quello che gli umani avrebbero scelto. Era parte del gioco. Il Dio voleva divertirsi, in fondo. E ultimamente, voglio dire negli ultimi millenni, gli umani, per qualche loro motivo razionale o altro, avevano deciso che il Dio doveva essere non solo eterno ma immutabile, fisso, lassù nella sua infinita perfezione, a sentir risuonare in questa sua fissità l’infinita gloria della sua bellezza e maestà. Beh – disse Herbert, con un certo sorriso malizioso – Dopo un paio di millenni il Dio si era stancato. Una noia mortale a  stare sempre fisso nella gloria! Lui voleva una storia, un’avventura, non il dipanarsi noioso di qualcosa che era già tutto compreso fin dall’inizio”.
    Io lo ascoltavo con meraviglia e gli domandai: “Ma, Herbert, questo Dio che tu dipingi mi sembra piuttosto poco Dio, che voglio dire? Che un Dio come quello che tu dici, non è onnipotente, non ha la chiave in tasca per ogni problema, non controlla pienamente tutta la situazione, non sa in anticipo quello che avverrà, non tiene in mano i fili di tutti i burattini… Insomma è un Dio a rischio, un Dio che può fallire… E sei sicuro che noi abbiamo bisogno di un siffatto Dio?”
    Herbert – lo guardavo mentre tentavo di dire il mio pensiero – era tutto un sorriso. Aveva gli occhi lucidi e un po’ ebbri come chi ha bevuto mezzo bicchiere di brandy o simile, capisci? E mi disse: “Guarda a te! Dopo tre giorni che sei nella gioia e nel bel tempo, già sei annoiata e trovi il modo di aggrovigliare la matassa, così almeno, un po’ di pathos, capisci?”.
    Fece un silenzio lungo, durante il quale mi diede modo di cambiare. Poi disse: “Non è stare sempre nella perfezione la vera gioia, ma passare dal disagio alla felicità!” Poi aggiunse: “Non stare seduta nella meta, ma il viaggio che ti ci porta!”

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  18. “Io non cerco, trovo”, disse l’artista.

    
È la via umida del percorso alchemico.

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    1. daniele-173

      daniele-173

      L'artista Picasso.

  19. Mi misi a pensare a questo meraviglioso potere, di mescolare l’immaginazione al mondo. E a come fossi libera di farlo, senza limitazioni. E mi parve di intuire che era questo il segreto della qualità della vita. E a come tutte le paure che impedivano di usare questo potere fossero un gioco di specchi, una specie di incantesimo. Un maleficio che si poteva facilmente esorcizzare.  Perché bastava attaccarsi al desiderio.

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  20. So che l’anima è dentro il corpo, ma so anche che il corpo è la radice dell’anima. Non c’è pensiero, non c’è idea, che non peschi la sua forza da come sei piantato sulla terra, da come sei aperto al vento, da come bevi l’acqua dei torrenti.

     

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  21. Resto tra le case, sulla collina.
    Voglio sentire il fruscio delle fronde, toccare la pelle degli alberi, entrare negli spicchi di cielo, fuori dai recinti.
    Sul ciglio della strada, cammino a sinistra, per vedere in faccia l’auto che mi sfreccerà vicino. Non voglio sorprese alle spalle, che mi distraggano dal muschio sulla sponda, e dai sussurri delle felci, che raccontano storie antiche.
    Voglio vedere la pianura, là sotto, dove i problemi ridimensionano l’ansia, da quassù.
    Voglio sognare di essere nomade e pellegrino, per poco tempo, da queste parti.
    Sentire l’urlo della solitudine per sorriderle in faccia.
    E placare il mondo con l’indice e il pollice.

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    1. scompaiomatorno

      scompaiomatorno

      Io AMO le tue foto! e poi scrivi benissimo! 

  22. Dunque, siamo in inverno.
 Il cielo stamani è intenso.


    È bene che mi metta subito a lavorare su di me.
 Aspiro a dipingere questa giornata, plasmarla in maniera che assomigli il più possibile al mondo che sogno. 
So che devo iniziare dal mio atteggiamento.
 Ho sempre, addosso, l’eco di stagioni tristi. Dietro la porta sonnecchia regolarmente il senso della pesantezza.


    Ho imparato ad averlo compagno e a neutralizzarne gli effetti.
 Non basta evitare di disperdere nell’ambiente le immondizie inquinanti.
 Bisogna coltivare il giardino, con cura.
 So orientare i miei pensieri su scenari possibili che rendono le mie azioni più creative. 
La mia storia è un’avventura.

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    1. tacchialti94

      tacchialti94

      il contrasto è meraviglioso!

    2. nuncepenza6

      nuncepenza6

      Proprio di questo parlavo! Bellissima! 

    3. scompaiomatorno

      scompaiomatorno

      vorrei essere capace anche io di fare queste foto!! haha

  23. I ragazzini quando giocano provano piacere. Ma quando si accorgono che il gioco non dà più piacere, mollano e passano ad altro. I ragazzini mantengono il senso del gioco più di noi adulti.
    Noi continuiamo a giocare: a fare gli avvocati, gli ingegneri, gli psicologi, i formatori. Entriamo in certi ruoli e continuiamo a giocarci per decenni, forse per tutta la vita, anche quando il gioco non morde più sul piacere di vivere davvero. Perché abbiamo perso il senso del gioco. Perché siamo diventati seriosi.

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    2. nuncepenza6

      nuncepenza6

      Anche io sarei caduto hahah ma secondo me anche negli adulti rimane quel senso del gioco uguale a quello dei ragazzini. Io ce l'ho ancora :D 

    3. odessa1920

      odessa1920

      Una bella cosa

    4. scompaiomatorno

      scompaiomatorno

      Bravo Nunce! Anche io sono come te :) 

  24. Le grandi domande che risuonano da sempre nella nostra mente, quelle domande alle quali la risposta attesa non arriva mai, rivelando la nostra ignoranza di fondo, aprono lo spazio vuoto per la nostra messa in atto, per l’invenzione del nostro rapporto con la vita.
    So di non sapere: posso inventare.

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    1. tacchialti94

      tacchialti94

      bellissimo vestitino!

    2. nuncepenza6

      nuncepenza6

      hai un bellissimo gusto anche nel vestire :) 

  25. Una strada, cipressi ai bordi. Il viaggio sembra lungo, ma è breve. Perfino troppo breve. Vorrei fermare ogni momento, gustare ogni istante per un'eternità. Succulenta è la vita nei miei sogni. Fuggevole sabbia tra le dita delle mani. Tutto brucia veloce in questo fuoco e resta il calore. Di calore mi nutro ogni giorno.

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    1. londoncalling6

      londoncalling6

      dovresti proprio fare la modella!