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Aggiornamenti di stato pubblicati da marcusnolde962

  1. http://marcusnolde962.wixsite.com/…/…/06/CHE-SPLENDIDA-FESTA
    Tanto peggio di così non può andare! lo sputtanamento ha raggiunto negli ultimi tempi vette che nemmeno avrei osato immaginare; pertanto vi regalo questo delizioso raccontino che spicca nel panorama letterario italiano (forse anche in quello mondiale) come una merda di cane sulla neve. Buona lettura! Marcus

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    1. gerbera0

      gerbera0

      è molto denso come racconto breve 

  2. "Fare della propria vita un'opera d'arte", non lo dico io; lo diceva Gabriele d'Annunzio.

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    1. altomororicco

      altomororicco

      un po' estrema, alla fine qui è qualcuno che rende vite altrui arte :) 

    2. daliahnera

      daliahnera

      aahaha verità !!

    3. nuncepenza6

      nuncepenza6

      meglio guardarsi indietro alle volte

  3. … mille luci accese sebbene sia pieno giorno, schiamazzi, applausi, qui è tutto un grande parco divertimenti. ma quale divertimento?! salgono sulla ruota mica per ammirare il panorama, no! ci salgono per lanciare scaracchi di sotto, in testa alla gente; che burloni! ma oggi, nella prima corsa, anche se è bene precisare che la ruota non corre ma gira su se stessa, nella prima corsa, dicevo, quando a un certo punto la ruota si è fermata, un tizio mai visto prima si è alzato in piedi all'interno del suo carrello, ha allargato le braccia e si è messo ad abbaiare: uauhf, uauhf, faceva… chissà cosa voleva dire? io non comprendo il linguaggio canino… poi ha iniziato a sporgersi e: uauhf, uauhf, di nuovo ad abbaiare. infine ha spiccato un balzo, un bel balzo, roba da atleti! meglio chiarire che questa ruota non è molto alta, una trentina di metri o poco più, ma è come gettarsi dal decimo piano di un palazzo, roba mica da ridere! la discesa dell'aspirante suicida (nota: aspirante perché mentre cadeva non era ancora morto; ovvio. fine nota.) lo devo riconoscere è stata molto composta, le braccia lungo il corpo, è sceso a piombo, leggermente inclinato, il busto piegato solo di un poco all'indietro. è atterrato di piedi, insaccandosi. una volta schiantatosi a terra si poteva ammirare il suo sterno al posto delle ginocchia; ah, che spettacolo! se fosse riuscito a rimettersi in piedi sarebbe stato alto 50 centimetri. credo sia morto sul colpo, almeno spero per lui, io ero lontano, e non mi sono avvicinato subito, prima mi sono acceso una sigaretta, sullo sfondo la grande ruota mi faceva da aureola, un santo! e poi, dovevo ancora finire di truccarmi. oggi la giornata è iniziata così; che ci volete fare!

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    1. daliahnera

      daliahnera

      bellissimo scatto genuino e puro

    1. altomororicco

      altomororicco

      Congratulazioni! 

    2. daliahnera

      daliahnera

      wow!!

  4. .

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    1. daliahnera

      daliahnera

      Un cielo rotto, ma sempre brillante

    2. scompaiomatorno

      scompaiomatorno

      wow questo è l'emblema del dolore che diventa amore. Tutto il male si trasforma in bene

  5. James Joyce - Ulisse - 1922

    Risultati immagini per ulisse joyce mondadori

    1. daliahnera

      daliahnera

      un classico che personalmente non passa mai di moda!

    2. marcusnolde962

      marcusnolde962

      ... non è un libro da leggere, ma da immergersi nelle pagine.

    3. scompaiomatorno

      scompaiomatorno

      concordo marcus...Joice è pazzesco!

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    2. daliahnera

      daliahnera

      oddio quale sarebbe il senso? @marcusnolde962 mi farebbe piacere saperlo :(

    3. scompaiomatorno

      scompaiomatorno

      Dai Marcus!! siamo curiose / i!! diccci il sensooo

    4. marcusnolde962

      marcusnolde962

      ebbene, una piccola anticipazione: il primo incontro tra il ratto e don Felix

      [...] Felix si allontanò volgendo le spalle al centro abitato per puntare in direzione della periferia… Non più gravato dal senso di soffocamento che le alte facciate dei palazzi gli avevano fino a quel momento procurato, riacquistò un parziale buon umore. Lieto di avvertire in sé tale cambio di stato, si guardò intorno, non vide nessuno e, accantonata una leggera ombra di verecondia, ne approfittò per imbastire un canto, improvvisando le parole:
      ˗ Ramingo, ruminando i pensieri miei, meglio di così ragionar non potrei, ohiei, ehi, ehi; a chi mette il carro davanti ai buoi, ohioi, ohi, ohi…
      Felix terminò di stornellare, poiché la sua attenzione fu attratta da una lattina che giaceva coricata al centro del marciapiede. Non ebbe esitazione, coordinò i movimenti e la calciò fanciullescamente, per poi commentare tra sé la propria ardita impresa, considerando quanto fosse stato valente il colpo che aveva sferrato con la punta della scarpa, la fulminea zampata a quel cilindretto di sottile lamierino, la decrescente sequenza dei tre chiassosi rimbalzi! Tempo addietro avrebbe fatto meglio, ma si considerò tuttavia soddisfatto. Seguitò, spavaldo, fronte alta e occhio rivolto al plumbeo cielo autunnale. Il freddo cominciava a farsi sentire, ma per fortuna non pioveva! Tirò su un moccio con il naso. Dalla tasca del cappotto estrasse un fazzoletto di carta e vi soffiò dentro, rumorosamente. Nel frattempo si dedicò ad ammirare i variopinti rifiuti al margine della strada. Con lo sguardo spaziò oltre, verso il centro della carreggiata. Notò l'asfalto rabberciato, chiazzato di geometrici rammendi, un taccone dietro l'altro. All'improvviso vi fu una folata di vento, e un brandello di plastica lattescente prese a librare nell'aria; Felix lo seguì con la vista. Proseguendo a calcare il marciapiede si ritrovò davanti a un ammasso di rifiuti, una catasta imponente che gli sbarrava il passo. Guardò con curiosità la singolare collezione! Si bloccò. Vide un cartoccio crepitante che si muoveva a scatti e per meglio seguire lo spostamento gli puntò contro il dito indice. Lesse con attenzione la scritta che era stampigliata sopra, in larghi caratteri policromi, originale e roboante. Dal suo interno emersero un muso affilato, lunghi baffi cinerini, e occhietti vispi e scuri.
      ˗ Che hai da guardare, con quegli occhi sgranati da civetta rimbambita? ˗ gli chiese il ratto ˗ Non hai mai visto qualcuno fare colazione?
      ˗ Con le patatine? A quest'ora? ˗ obiettò Felix, confuso per la fantastica e improvvisa apparizione e non sapendo bene che rispondere.
      ˗ Perché, non si può? ˗ lo incalzò il ratto, con fare arrogante.
      ˗ De gustibus
      Felix inserì un motto latino con l'intenzione di fare bella figura e di porre fine alla sconnessa conversazione.
      ˗ De gustibus? ˗ ripeté il ratto, pensoso ˗ Sei venuto qui in autobus?
      ˗ No, a piedi.
      ˗ Ah, mi pareva: la linea è stata soppressa!
      ˗ Ma tu chi sei? ˗ gli chiese Felix.
      ˗ Una volta ero un principe, ma adesso non più! Tu ti starai chiedendo, lo vedo dalla tua espressione da scimmia pelosa che hai stampata sul viso, se si è trattato di un incantesimo, di un maleficio o roba del genere. Niente di tutto questo, la spiegazione è più semplice: cambia il vento, sbagli ad arruffianarti, punti sul cavallo sbagliato, ed è un attimo essere radiati, gettati in un angolo buio a marcire tra i rifiuti o, peggio ancora, tra polverose scartoffie! Tenere sempre il piede in due scarpe, te lo consiglio, meglio se in tre, si è più sicuri… Tripode! Tripode! Ah perché non sono nato tripode? Mai fare affermazioni avventate! Zitto! Bocca cucita! Se proprio devi, se qualcuno te lo chiede, tu rispondi che 'sto schifo di pianeta è piatto come uno stuoino, che gli asini volano e i topi parlano; evita di comportarti alla maniera di un triste e presuntuoso imbecille e segui il mio consiglio! Ora basta, a ogni buon conto! Ti dico che è venuto il momento di risalire la china, riconquistare le vette sfavillanti, le piramidi con la punta rivestita d'oro; e lo farò con il tuo aiuto, che tu lo voglia o no! Ora baciami e poniamo termine a questo periodo di autentica e pura sfiga!…
      ˗ Baciarti? Fossi matto! Te lo puoi scordare!
      ˗ … ma prima aspetta che finisca ciò che resta di questo sacchetto di patatine; ho un untuoso lavoro da portare a termine io, che ti credi, tze!
      Il ratto riprese a sgranocchiare con gusto. Terminato anche l'ultimo frammento, balzò di nuovo fuori dal sacchetto e cominciò a girare intorno a Felix. Gli salì su una scarpa, sollevò il corpo nella parte superiore, e con le zampe prese a lisciarsi i lunghi baffi bruni. Non intenzionato a rinunciare il ratto gli domandò:
      ˗ Che facciamo? O ti abbassi tu, o salgo io. Il tempo passa, non possiamo rimanere qui come due rimbambiti ad aspettare che si faccia notte! ˗ Felix era confuso, esitava; il ratto continuò, allettandolo: ˗ Una volta tornato il magnifico campione che ero un tempo, potremmo andarcene in giro a spassarcela, al cinema, al luna-park, al night-club! T'introdurrei negli ambienti eleganti, quelli che contano, ti farei entrare nel giro, conosceresti gran signori, autentici assassini, squali camuffati da pesciolini! Potrei anche scrivere un articolo su di te, sulle imprese più o meno memorabili che stai per compiere.
      ˗ Che ne sai tu delle mie imprese?
      ˗ Io so tutto, e se non so, invento! Posso ricoprirti di onore o di fango, per me è lo stesso; ma non posso mica venire così, con le poco nobili sembianze di topo di fogna! Non puoi lasciarmi in questo posto, in questa miniera di merda a cielo aperto, maledetto! Consideralo come un atto di umanità nei confronti di un povero essere che se la sta passando male. Su, dai! Vedo che ti ho quasi persuaso, che stai per cedere. Abbassa del tutto quella tua misera guardia di cartone e molla il colpo! ˗ Poco convinto, Felix appoggiò un ginocchio a terra, allungò il braccio e stese la mano con il palmo rivolto verso l'alto; il ratto, zampettando a gran velocità, vi salì sopra e disse:
      ˗ Era ora che ti decidessi! Baciami, minchione!
      Felix piegò il gomito e avvicinò il ratto, il braccio era tremolante; avvertì i baffi ispidi fargli il solletico. Chiuse gli occhi, si fece coraggio e lo baciò. Quando riaprì gli occhi, il ratto era sparito.

       

  6. Don Felix - Incipit

    GIORNO UNO

    Alfonso Felice Cassano, o don Felix com'erano soliti chiamarlo per semplicità i pochi che avevano a condividere le quotidiane vicende con lui, si muoveva nel suo ampio soggiorno in preda a una più che manifesta eccitazione. Da giorni una sempre più incalzante inquietudine si era impossessata del suo corpo e della sua coscienza, scavandone tra le più inaccessibili pieghe, e pareva non avesse volontà di allentare la presa. L'uomo, lungo, allampanato, non più giovane, in mano stringeva una copia fresca di stampa de Il Quotidiano Preferito, suo acquisto puntuale da tempi immemorabili; non una manifestazione di devoto e fedele attaccamento alla testata giornalistica, bensì un difetto di volontà, mascherato dalla consuetudine, una disposizione mentale pigra e ostile a qualunque innovazione. Rivolse un rapido sguardo d'insieme alla prima pagina. Storse il muso dai vaghi tratti equini ed emise un debole e prolungato sospiro. Aprì il giornale nel mezzo, a caso. Strizzò gli occhi, aggrottò la fronte, e solchi profondi comparvero sinuosi. Sollevò il labbro superiore rivelando gli incisivi, e il suo volto si espresse in una sofferente smorfia di disgusto. Saltando da un articolo all'altro lesse poche, desolanti righe. Ansimò, infastidito; il petto gli si gonfiò di sdegno. Lungo la sua gola si sollevò un principio di acido rigurgito; strinse i denti per trattenerlo. Avvertì un senso di nausea, ansia, un sentimento di avvilente impotenza. Deglutì con fatica. Richiuse il giornale e lo pose in cima a una colonna di altri quotidiani impilati con ordine sul piano in vetro di un basso tavolino. Decise di abbandonare quelle tristezze e di dedicarsi ad altro, avrebbe concentrato le proprie energie su un'attività più ripagante. Si voltò, e rapido, a fronte alta, si allontanò di un paio di passi; ma ebbe un ripensamento, si arrestò, grugnì, tornò indietro, e considerò la pila di carta e inchiostro. Ebbe un moto di stizza e dalla sua gola scaturì una soffocata espressione di sofferenza.
    ˗ Hugh, povera la mia patria! Povero il mio bel paese! Tra tutti, quello dove un tempo si stava meglio al mondo, e che ora è ridotto a poco più di un escremento di cane per colpa di quattro politicanti, di farabutti, di speculatori senza scrupoli, di avanzi di galera!… Mosse in modo repentino l'avambraccio, come a scacciare un insetto ripugnante e molesto, e con l'ossuto dorso della mano colpì la pila dei giornali; le copie, scrosciando, rovinarono a terra, sparpagliandosi. Il suo volto si contrasse in una maschera grottesca, e con ampie e decise falcate, abbandonò la stanza. 

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    2. daliahnera

      daliahnera

      ahh anch'io leggendo pensavo facessi una "lettura" (se possiamo chiamarla cosi) giornaliera, condividendo con noi qualche passo interessante del libro...ho capito male io?

    3. marcusnolde962

      marcusnolde962

      prometto di pubblicare altri estratti, e a seguire, forse, qualche mio commento.

    4. ciribi72

      ciribi72

      bellissima riflessione!!

  7. Ultimo nato in casa Nolde (fiocco azzurro)
    Don Felix - romanzo di Marcus L. Nolde
    Dalla quarta di copertina:
    Individui di dubbia moralità, avvenenti prostitute, figure confuse, bizzarri assistenti e molti altri ancora, incrociano don Felix in una grigia periferia urbana e lo accompagnano in una grottesca avventura che ha inizio quando il protagonista di questa storia si accorge di provare dentro di sé un fuoco di ribellione tale da indurlo a concepire, tra espressioni di follia e lucidi ragionamenti, uno stravagante e inutile piano che lo condurrà, vestendo i panni di un moderno don Chisciotte, a un tragicomico epilogo.
    Disponibile in cartaceo e in e-book dalla mia vetrina autore su Lulu.

    http://www.lulu.com/shop/marcus-l-nolde/don-felix/paperback/product-24290696.html

     

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    2. tacchialti94

      tacchialti94

      Questo progetto mi sembra stra interessante...mi sa che andrà a finire che lo comprero!!!

    3. daliahnera

      daliahnera

      tutto quello che faccio è fatto con attenzione!! sono un pò distratta ultimamente ma sempre sull'attenti!!

    4. ciribi72

      ciribi72

      Non posso fare altro che prendere appunti!! ottimo!! 

  8. Risultati immagini per llosa pantaleon

    1. daliahnera

      daliahnera

      Mia grande mancanza, devo assolutamente recuperare

    2. tacchialti94

      tacchialti94

      stai pubblicando un sacco di ottime idee regalo..natale si avvicina e mi stai aiutando un sacco ahaha!!!

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    2. beautifullmind0

      beautifullmind0

      un tocco di colore nella tormenta!

    3. daliahnera

      daliahnera

      wow...sembra una cartolina...l'hai scattata tu?

    4. marcusnolde962

      marcusnolde962

      @daliahnera Certo che no! Come fotografo sono un vero disastro!

  10. Condominium - James G Ballard - (1975)

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    2. marcusnolde962
    3. daliahnera

      daliahnera

      questo ad esempio mi manca...dovrei leggerlo secondo te? non so bene se possa essere il mio genere

    4. marcusnolde962

      marcusnolde962

      @daliahnera non saprei... inserisco libri che mi hanno detto qualcosa riguardo a trama, stile, emozioni. la lettura è attività individuale, diversa per ognuno di noi. lo stesso testo può essere recepito in maniera differente da più lettori, l'unico che sa veramente che cosa si cela tra le righe è chi lo ha scritto.

  11. Foglie d'autunno.

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    1. lullabyblue0

      lullabyblue0

      No vabbè Stupenda!!! 

    2. londoncalling6

      londoncalling6

      :x bellissima!

  12. Consigli di lettura:

    Vedrò Singapore? Piero Chiara - 1981.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Vedrò_Singapore%3F

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    1. theoldandthesea

      theoldandthesea

      Bellissima copertina..quante memorie

    2. marcusnolde962

      marcusnolde962

      Dei dieci romanzi di Chiare, senza dubbio il più grande!

  13. Immagine

    1. fleurdelys00

      fleurdelys00

      riassumerei quest'opera come "l'innocenza del ricordo", tu come lo chiameresti?

    2. marcusnolde962

      marcusnolde962

      "Confusione mentale".

    3. theoldandthesea

      theoldandthesea

      wow...è enigmatica questa immagine...ma da tanto

  14. in diretta da Facebook:

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    1. lullabyblue0

      lullabyblue0

      Ma fantastico! 

    2. fleurdelys00

      fleurdelys00

      oddio ma sei veramente tu? è fantastico!

    3. marcusnolde962

      marcusnolde962

      Sono proprio io! Non ci posso fare nulla. @fleurdelys00

  15. Per rispondere a @daliahnera giusto! Ma meglio ancora: senza pioggia, gradevole temperatura autunnale, vino, e i libri di Nolde.

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    1. fleurdelys00

      fleurdelys00

      wow quante belle letture! almeno ti distrai un pochino!!

    2. marcusnolde962

      marcusnolde962

      @fleurdelys00 Beh, in verità, una volta che li scrivo e raro che rilegga i miei libri.

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    1. beautifullmind0

      beautifullmind0

      Tuo lo scatto? 

    2. marcusnolde962

      marcusnolde962

      Magari! A me non viene una foto che sia una!

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    1. ciribi72

      ciribi72

      bellissima questa prospettiva! come si chiama?

    2. fashionista0

      fashionista0

      questa per me è arte contemporanea!

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    2. ciribi72

      ciribi72

      il momento in cui lo spettatore diventa opera

    3. fashionista0

      fashionista0

      ti ricordi il nome dell'artista? mi piacerebbe approfondire la cosa

    4. marcusnolde962

      marcusnolde962

      @fashionista0 Purtroppo no! Non saprei dirti chi sia.

  19. A seguito tua gentile richiesta... caspita che linguaggio formale! faccio seguire il racconto che è stato inserito nel primo numero della rivista "Carnaio", tanto non me l'hanno pagato e nemmeno hanno intenzione di farlo! Non è il testo originale, consideriamolo una seconda edizione... è delirante, grottesco, osceno, sconsigliato ai più... se in seguito mi toglierai il saluto, sarà per una buona ragione.

    L'ULTIMO PARTY

    stile libero - selezione da incubi & deliri

    di Marcus L. Nolde

    … il tizio che ho di fronte, un metro e mezzo d'uomo, mi scruta dal suo occhio sporgente… ˗ ti fa ribrezzo? domanda con voce roca… io fatico a respirare; la sala, enorme, smisurata, è piena del puzzo del fumo delle sigarette; mi si attanaglia la gola, e non gli do risposta … lui vuole, ritiene sia opportuno fornirmi spiegazioni e inizia a raccontare… una sera, era d'inverno, intenso il freddo! il gelo! eravamo con il culo poggiato su una banchina del porto, all'improvviso e senza che ve ne fosse motivo, una sprangata; v'era stata una discussione per un'inezia, non si trattava di nulla di importante, soldi, donne, il senso della vita, minchiate! le solite cose, insomma… non dico nulla, mi limito ad annuire, muovo la testa in su e in giù un paio di volte, come il peggiore dei coglioni … intorno a noi floride giovinette dalla pelle come la neve, danzano, ondeggiando, tutte marmocchie rispettabili e di buona famiglia, di quelle che si possono incontrare la domenica in chiesa, peccato che io in una chiesa non ci sia mai entrato! le vedo riflesse nel grande specchio a parete che ho di fronte, un ballo vorticoso, ritmato dal suono di tamburi, cimbali, pifferi, i palmi delle mani che battono sulle cosce lunghe e muscolose, amalgamano il suono, un'unica, universale vibrazione… più in là, verso il fondo della sala, in un cantone dove a fatica arriva la luce, è sprofondata su un'immensa e logora poltrona una donna adiposa, succulenta, sulla cinquantina, priva di qualsiasi indumento, eccezion fatta per un lezioso ampio cappello di raso nero poggiato sulle ventitré, a gambe divaricate mostra il suo immondo ciuffo di peli; non riesco a toglierle gli occhi di dosso; lei ride sguaiatamente, manda baci, allarga di continuo la bocca, mostrando una lingua vibrante e appassionata a tutti coloro che le passano a tiro, un rivolo di bava le cala tra le pieghe di un labbro vermiglio, per terminare la corsa sul suo ventre, tre o quattro volte pieghettato… ˗ qualcuno di voi, luridi sifilitici, mi allunghi una cancerosa! urla la baldracca picchiando con il pugno il bracciolo della poltrona; ma nessuno le dà ascolto… (c'è penuria di sigarette; e i tabaccai non riapriranno che domani mattina)… fluttuano le vergini, oscillano come i miei ricordi; non è il primo di tali convegni cui prendo parte, simposi sguaiati, lussuria nell'aria, notte d'estate, una leggera brezza, frizzantina, stuzzicante; quasi un brivido, mi si accappona la mia pelle… TUMB, TUMB, TUMB, ancora i tamburi, il fragore è incessante, coinvolgente; i sensi sono eccitati… ˗ sei già stato qui? mi domanda occhio di rospo, alzando la voce… ˗ è possibile, rispondo, ma non ricordo, mento… si ode un tonfo, un artefatto elegantone s'è accasciato al suolo, lungo disteso, gli esce un rantolo dalla bocca, forse è il suo ultimo fiato, la sua gamba sinistra si contrae in uno spasimo, poi più nulla; un altro uomo, che appare in preda ad atroci sofferenze, s'inginocchia al suo fianco e prende a dare largamente di stomaco, uno, due, tre volte, tartine al salmone, rosei gamberetti, maionese irrancidita, vino mediocre, tutto mescolato in un'unica pozza maleodorante e d'una screziata tonalità giallo scuro; un altro ancora mi passa accanto, mentre con fare svagato canticchia un motivetto allegro, indossa una giacca di gran prezzo, camicia di seta e cravatta ricercata, ed è completamente nudo dalla cintola in giù; attorno alla testa porta, quale ridicola corona, un paio di mutande di cotone… il rosposo solleva il braccio e con il dito indice m'invita a guardare il soffitto… senti che cosa accade al piano di sopra? (io non sento nulla) l'acqua putrida ha ormai ha invaso tutto il piano superiore, e tra poco il soffitto ci rovinerà sulla testa… la laida donna mi indica con un dito… tu, tu, filibustiere, vieni a gustare questo dolce nettare, mi dice, mentre si solleva in successione le mammelle in sincrono con l'eco dei tamburi; ampie corone violacee si allargano, esagerate protuberanze carnose svettano, solcate su tutta la superficie da mille pieghe più scure; attrazione e ripugnanza al tempo stesso… BANG, si ode uno sparo… ˗ che cos'è stato? sussulto… il mezzo uomo mi risponde, cortesia mista al desiderio di mostrare la propria dozzinale erudizione… ˗ nient'altro che il cervello di qualcuno che in questa notte di agosto se n'è andato a tappezzare la parete; non dartene pensiero, domani mattina vi provvederanno mosche e calabroni; ora una birra, ho il bisogno di far andar giù la polvere che ho nello stomaco… gli rispondo che anch'io berrei volentieri qualcosa, non perché abbia sete ma credo che mi sentirei meno stupido con un bicchiere in mano… ˗ probabile che non sia rimasto più nulla, è facile che questi luridi bastardi si siano scolati fino all'ultima goccia! suppone, sconsolato… guardo in basso, e mi accorgo che sto guazzando in una pozza melmosa… ˗ acqua, dico, melma! merda!… ˗ ha cominciato a filtrare dagli interstizi, lui m'informa, tra poco ci arriverà alla cintola, poi al collo e, infine, un'unica ondata, e per te sarà la fine… ˗ forse dovremmo uscire di qui, propongo… ˗ le porte sono chiuse, mio caro amico! sigillate dall'esterno; e poi, dimmi! per andare dove?… ˗ so solo che voglio andare lontano da tutto questo; mi sta facendo male… ˗ sotto due metri di cemento sarebbe stato lo stesso; se non ci credi che dico il vero, guarda nel fondo del mio occhio mostruoso!… mi avvicino al suo viso, mi ci vedo specchiato dentro il bulbo disgustoso, ma sono mille le sfaccettature, caleidoscopiche, multiformi, non riesco a fissarne nella mente una che sia una, scorrono troppo veloci, alcune nette solo per un breve istante, altre imprecise, distorte, tutte si amalgamano in una densa caligine poi, all'improvviso, un'esplosione, scintille che schizzano in tutte le direzioni; mi adopero in un colpo di reni per allontanarmi più fretta possibile da quell'occhio ma il mio scatto è rallentato, la melma mi arriva alle spalle.

    1. hocuradite

      hocuradite

      In linea con quanto ti dissi in un precedente intervento anche questo pezzo di racconto mi è piaciuto. Spero che sia gradito a molti ma non a troppi, altrimenti ti dovresti preoccupare se siano sinceri o seguono delle mode.

    2. marcusnolde962

      marcusnolde962

      Grazie @hocuradite del commento. Ho sempre scritto senza preoccuparmi di uniformarmi a correnti o stili, ed è mia intenzione non solo continuare a farlo ma andare oltre e seguire un mio personalissimo percorso; ai miei lettori chiedo non solo di essere sinceri, ma spietati nei giudizi, e fino ad ora posso ritenermi soddisfatto per quanto ho udito. Grazie ancora, e buona giornata. Marcus

    1. ciribi72

      ciribi72

      oddio, pubblica il tuo pezzo !! voglio leggerlo

       

    2. ciribi72

      ciribi72

      io sto ancora aspettando ;) ;)

    3. fashionista0

      fashionista0

      di che si tratta? mi sono persa qualcosa?

    1. lullabyblue0

      lullabyblue0

      fantastico! grazie per la condivisione

    2. ciribi72

      ciribi72

      wow, appena letto!

  20. PAROLE DI CERAMICA… ebbene sì, ho pubblicato un altro libro! Del resto non avrei potuto fare altrimenti: dopo il grandioso successo di "Le scimmie del tenente Nolde", che è immediatamente balzato in testa alla classifica dei libri meno venduti… un, worst-seller!, e ditemi voi se queste non sono soddisfazioni!, ho pensato di replicare con "Parole di ceramica", anche perché, come è successo in passato al geniale Ennio Flaiano, l'insuccesso mi ha dato alla testa, parole sue, non mie. Infatti, anche lui ha pubblicato un libro, un romanzo a essere più precisi, "Tempo di uccidere", di cui se ne sono vendute sì e no uno sputacchio di copie, e io sono uno dei pochi fortunati a possederne una, in formato economico, ovviamente! A proposito di tale testo potrei riportare un episodio accadutomi in una libreria in cui è sorta un'accesa discussione tra il sottoscritto e il libraio: io che sostenevo che di romanzi Flaiano ne ha scritto uno solo, tutti gli altri sono testi brevi e sceneggiature, mentre quell'altro insisteva che ne avesse scritti altri, senza però citarmi manco mezzo titolo. Gli animi si sono presto infiammati e c'è mancato poco che finissimo a schiaffoni; ma, forse di tale cronaca ne parlerò ampiamente in un prossimo racconto, se mai mi balzerà addosso la voglia di scriverlo. Ma rimaniamo sul pezzo, come dico sempre al mio amico Lucius, il quale ha la snervante predisposizione a divagare sempre, e parliamo di "Parole di ceramica". È un'antologia (florilegio direbbero le persone colte, ma io mi astengo non rientrando nella categoria) di racconti di un unico autore: Nolde, appunto!, che poi sarei io. Tali racconti si ispirano alle creazioni in ceramica dell'artista Monica Gheller, mia amica e collega in tempi remoti, quando lavoravamo per la medesima spettabile ditta in quel di Milano. La raccolta si apre con un prologo, in cui invento di capitare in una bizzarra situazione che mi porta a prendere la penna in mano e, ispirato da tali creazioni che mi ritrovo davanti al naso, a scrivere un racconto per ognuna di esse. I titoli delle opere e dei racconti (tutti inediti) coincidono, ho deciso di fare così per ridurre al minimo la confusione, e senza altro indugio procedo a elencarli:
    Prologo: Fantasia
    Ritratto 1: Colori in bilico
    Ritratto 2: Il gallo con gli stivali
    Ritratto 3: Leda e il cigno
    Ritratto 4: Giocando con l'universo
    Epilogo 1: La storia inventata
    Epilogo 2: La verità (dietro le quinte)
    Ritratto 5: Segui il tuo cuore... oltre ogni confine
    L'ultima immagine (racconto che non ha nulla a che vedere con le creazioni di Monica, ma inserito con l'intento di operare un processo inverso, cioè che da un mio racconto possa nascere una creazione di ceramica).

    Le immagini delle opere di Monica Gheller, quelle che sono citate nel testo, le allego di seguito in modo che possiate trovare una corrispondenza tra le parole e la ceramica.
    Chiedo scusa per il prezzo esorbitante del libro, ma essendo a colori e di grande formato (A4) non ho potuto fare altrimenti; per la cronaca: c'è anche il formato e-book (PDF) di grande convenienza e scaricabile immediatamente dalla mia vetrina autore su Lulu.com
    Un'ultima cortesia: non acquistatelo! Ci tengo a rimanere in testa alla classifica degli autori che non vendono, ma se proprio non ne potete fare a meno, pazienza!, mi resta che augurarvi buona lettura!
    Marcus L. Nolde
     

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    2. scompaiomatorno

      scompaiomatorno

      complimenti! 10+ per la simpatia anche!

    3. ciribi72

      ciribi72

      bellissimi questi oggetti! che cosa sono?

    4. marcusnolde962

      marcusnolde962

      @ciribi72 sculture in ceramiche realizzate da una mia amica artista con una antica tecnica giapponese.

  21. Sei troppo gentile!, ma se continui a farmi complimenti rischi di farmi arrossire.

    1. tacchialti94

      tacchialti94

      Ma il rossore dona alla pelle!