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Aggiornamenti di stato pubblicati da hocuradite

  1. DOPO PERÒ TI GUARDI IL FILM IN VERSIONE INTEGRALE

     

     

  2. SE SAI DANZARE SAI AMARE

     

    1. nuncepenza6

      nuncepenza6

      ma hai mai sentito il figlio Andrew? ha la stessa voce ma meno carisma

    2. hocuradite

      hocuradite

      Sono andato a verificare ma non ti so rispondere, perchè se ho capito lui non si occupa di musica per fare confronti. Comunque in genere i figli di un genio non hanno mai la stessa caratura del genitore.

    3. scompaiomatorno

      scompaiomatorno

      anch'io l'ho sentito, ha fatto recentemente una collaborazione con un'artista americana, dopo te la linko!

  3. TUTTI DORMONO SULLA COLLINA

     

  4. COS'È L'AMORE

     

     

  5. IL CASO DI GISELLA ORRÙ E LA RIABILITAZIONE DI LICURGO FLORIS

    Desidero porre alla vostra attenzione il caso di Gisella Orrù, una ragazza di 16 anni trucidata nel 1989 a Carbonia in Sardegna e di come le indagini che ne sono seguite mantengono ancora ora molti interrogativi e lati oscuri. È forte infatti il sospetto che ci siano stati sulla vicenda depistaggi e pressioni, errori giudiziari, colpevoli ancora sconosciuti con frequentazioni o ruoli nelle istituzioni e nella criminalità organizzata. Da tempo anche la famiglia Floris lotta perché venga fatta giustizia e trovata la verità. Si battono infatti per la completa riabilitazione del loro famigliare Licurgo Floris in quanto estraneo ai fatti a lui imputati sulla vicenda di Gisella Orrù. Licurgo Floris, che si è sempre proclamato innocente, è stato imputato e condannato dai Tribunali per la vicenda; dopo diversi anni di reclusione è nel frattempo morto suicida in carcere. Vi lascio con diversi link per chi volesse approfondire la vicenda e anche sostenere la causa di riabilitazione di Licurgo Floris:

    Selezione di video sulla vicenda di Gisella Orrù: http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-b18b65ad-e13a-43a5-9454-8416447ac5c5.html

    http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-04e9c11d-f4a5-4278-824e-0640d5cb11ca.html

    https://www.unionesarda.it/video/video/cronaca-sardegna/2019/07/08/veglia-in-ricordo-di-gisella-orru-omicidio-rimasto-impunito-52-902261.html

    Gruppo facebook : Verità nascoste  < il giallo nel pozzo >

     

     

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    1. chris2690

      chris2690

      grazie di cuore per aver scritto queste 2 parole, molto gentile.

    2. lullabyblue0

      lullabyblue0

      interessantissimo! grazie

    3. theoldandthesea

      theoldandthesea

      grazie per aver condiviso con noi questa notizia

  6. CHE CALDO CHE FA

     

     

  7. Ciao Rebecca

    ho letto il tuo blog mi sono soffermato soprattutto su "specchio" e  "la ragazza del parcheggio". Il primo brano è quasi ipnotico, non so se è parte di un racconto, ma da solo regge come se fosse una poesia. Nel secondo c'è ironia e l'effetto finale a sorpresa. Descrive molto bene quello che succede fra uomo e donna; dove noi uomini semplificati e diretti ci crucciamo sempre sul fatto se la donna ci sta o ci prende in giro, lasciandoci, lei serafica, nella perplessità e nel dubbio, come ad esempio succede con la ragazza del racconto e la sua battuta. Lascio aperta una questione (io stesso non ho una risposta), se per l'equilibrio del racconto fosse meglio usare un termine colto, come masturbarsi, oppure di uso comune come toccarsi, oppure ha più senso un termine gergale come segarsi che tu hai usato. Ovviamente sei diversa dalla tua collega: se lei è una bella mangiata di tortellini sugosi che schizzano da tutte le parti, tu sei un lungo antipasto, talmente lungo che diventa la cena stessa. Se lei è la dimensione del fare, tu sei la dimensione del pensare. Non è detto poi che nel momento dell'eccitazione e del gioco erotico tu (e le donne in generale) si trasformino in belve assatanate. Veramente per noi uomini, le donne sono molto misteriose ed enigmatiche. Se ti possono interessare pensieri sugli aspetti psicologici e sociali del rapporto uomo e donna ho scritto diversi e lunghi interventi sulla mia bacheca. La foto di Biancaneve la trovo veramente conturbante, almeno per la mia testa con derive psico collaborazioniste femminili femministe: l'enigmatica, ironica e simulatrice brava ragazza, così pulita così sporca, così innocente così maliziosa, che si lecca la mela vale di più di un milione di foto erotiche esplicite.

    Sono contento per te che sei già nel circuito commerciale. Ho visto anche che te la fai con Nolde, di lui ho scritto questo intervento  ( vedi commenti precedenti nasconti dal cursore a tendina):  https://people.virgilio.it/profilo/marcusnolde962/169420/?status=37057&type=status

    1. ghostnick0

      ghostnick0

      @hocuradite grazie per la tua disamina, nella quale mi ritrovo molto come descrizione; l’importante è che il lungo antipasto non faccia arrivare a cena già sazi :)

      ed effettivamente mi ritrovo di più nella dimensione del pensare rispetto a quella del fare.

      Riguardo ai due racconti che ti hanno colpito posso dirti che Specchio è uno scritto a se stante, nato di getto guardando una foto, quasi una riflessione personale. 

      La ragazza del parcheggio mi era invece stato richiesto, la persona desiderava un racconto breve e molto “gergale” .  É stato laborioso perché lontano dal mio linguaggio abituale, ma il risultato è piaciuto molto.

       Non mancherò di leggere i tuoi interventi, gli aspetti psicologici nei rapporti sociali sono argomento di mio interesse.

      A presto 

       

  8. SENZA PAROLE

     

    1. nuncepenza6

      nuncepenza6

      sta canzone tutte le volte mi spezza il cuore..... tanti anni fa ci si avvelenava con certe cose, ora per fortuna non succede più, ma molti sono soli e non riescono a chiedere aiuto. 
      Per questo per me vale più un "come stai?" "ci prendiamo un caffè?" di qualsiasi palazzo in centro 

    2. hocuradite

      hocuradite

      Ora ci ci sballa e "se more" per altre cose. Ma una volta il caffè te lo davano e c'era chi come Pasolini, Marazzo senior, Rostagno e altri che raccontavano le periferie. Adesso come dici tu ci sono solo i palazzi del centro. Tutti solo a pensare ai soldi, poveri compresi che invece di vivere le piazze (diventati salotti blindati) vanno nei centri commerciali. All'occidente è andata bene, perchè se in Siria non ci fosse stato l'Isis, inguardabile a tutti, ma qualche comandante Che di passaggio non so cone sarebbe cambiata la storia. Scusa se l'ho buttata in politica.

  9. Considerando quello che scrivi, forse questo mio piccolo articolo ti può interessare. Ciao.

    https://people.virgilio.it/profilo/hocuradite/169846/?status=37561&type=status

    1. ghostnick0

      ghostnick0

      Ti ringrazio per avermelo segnalato, l’ho letto con interesse e corrisponde pienamente alla descrizione di Flavia e del suo stile di scrittura. Ho conosciuto Flavia qui su Virgilio, leggo i suoi post sempre piacevoli e cerco di imparare anche se nella vita quotidiana non scrivo per professione. Un mio racconto è stato postato da lei anche sul suo blog, e la cosa mi ha fatto grande piacere. Questo mio blog invece è fermo da tempo, non i racconti, che finalmente sono quasi pronti per il circuito commerciale.

      Chissà, magari un giorno avrò un tuo articolo tutto mio. 😃

      Buona giornata!

      Reb

  10. DEDICATO A MIA MADRE 

     

     

    1. hocuradite

      hocuradite

       Se molti di noi sono gentiluomi con le donne ( non tutti)  lo dobbiamo alla prima donna che abbiamo conosciuto che ci ha insegnato ad esserlo.

  11. TORTELLINI IN BORDELLO

    Flavia Marchetti, già dal nome un programma. Ragazza esuberante, bolognese verace. Anche scaltra e preparata, sa il fatto suo e dove vuole arrivare. Ragazza libera ed emancipata, già da tempo vuol fare della sua vita un romanzo. Anzi un doppio romanzo. Sia perché la sua vita reale è infarcita di episodi curiosi, divertenti e avventurosi. Sia perché questi vengono trasferiti sulle pagine, nelle quali si diletta a scrivere, in chiave di diario e racconto autobiografico. Sicuramente in quello che scrive c'è anche dell'invenzione letteraria, ma questo espediente non fa altro che rendere più fruibile e divertente la lettura. Se non si è ancora capito si sta parlando di sessualità, o per meglio dire di erotismo, dal momento che questo argomento è diventato materia creativa del suo scrivere. La tematica centrale sono le relazioni e gli incontri amorosi, dove si sofferma, ben volentieri e riccamente, nella descrizione dell'amplesso. Infatti un tratto caratteristico della nostra scrittrice è il compiacimento del momento erotico. Il momento del congiungimento carnale e del gioco erotico è ampiamente descritto, volutamente, ma elegantemente, pornografico; non lascia spazio all'immaginazione, ai sottintesi, al doppio senso, tutto è descritto con chiarezza di particolari. Anche il linguaggio segue coerentemente questa linea: è dichiarato, esplicito, con termini coloriti, gergali, espressivi, di uso comune nel linguaggio popolare. Di questo ultimo aspetto ne è fiera e lo difende, perché afferma che sono i termini che usiamo tutti i giorni per parlare e fare queste cose. A mio avviso non c'è mai trivialità e pesantezza nel suo linguaggio, in quanto è sempre contro bilanciato da eleganza e grande ironia; è il tocco femminile che probabilmente fa la differenza; è semplicemente quel modo di scrivere fatto da qualsiasi donna istruita, emancipata e socialmente affermata ma con un retroterra culturale di tipo popolare. A mio parere un tratto tipico della nostra italica cultura e stile di vita: un pronunciato ma pacifico classismo sociale immerso in uno sfondo culturale interclassista. Ovviamente questo suo stile provoca le critiche proprio di coloro che sono favorevoli alla letteratura erotica, ma che per questo motivo vorrebbero che fosse trattata lasciando più spazio all'immaginazione e utilizzando un linguaggio più contenuto e colto. Lascio a voi il dibattito sulla questione, che comunque andrebbe affrontata in quanto interessante e da approfondire.

    Per addentrarci ancora di più nei meandri letterari della nostra scrittrice e dei suoi racconti possiamo prendere ad esempio il suo racconto " Flavia: una bella moretta fra i cristalli di Boemia". Viene confermato in esso il suo stile e contenuti erotici ma giocosi, pornografici ma leggeri ed eleganti. Fra i suoi pregi vi è quello di aver saputo evitare il rischio presente nella letteratura dedicata a specifici argomenti, ad esempio erotici, di orrore o di fantascienza. Cioè il rischio di cadere in una letteratura di genere; essa dà riferimenti e sicurezza, ma non ha quell'ampiezza e universalità del romanzo generalista. Il rischio appunto nella letteratura di genere, per quanto abbia una sua dignità, è di diventare un ghetto, troppo confinata, compressa e schematizzata nei confini che ne definiscono l'appartenenza e la riconoscibilità; un ghetto in cui ci si sofferma ristagnando compiaciuti e intrappolando e limitando lo scrittore e il lettore nella fantasia e nello stupore. Ecco l'espediente letterario: intrappolare e circoscrivere un episodio erotico fra un inizio e un finale di racconto dove si narra del suo quotidiano autobiografico e che ha il respiro del romanzo. Quasi l'episodio erotico passa in secondo piano, per quanto si ha voglia di seguire l'autrice nelle vicende raccontate della sua vita, che comunque rimangono sempre molto piccanti.                                                          Il passaggio più significativo a mio avviso del racconto che segnalo vi stupirà, perché non parla di erotismo ma della descrizione di uno stato emozionale e rivolto all'interiorità. In esso il personaggio appare disarmato, autentico, non recita più una parte, non è più un personaggio ma diventa la donna e la scrittrice, e lo è parlando di momenti intimi in cui noi tutti, super eroi falliti e bambini cresciuti, ci identifichiamo. Non è più la mangiatrice buongustaia di uomini, donne e di altre cosa strane, ma una ragazza come tante con i suoi teneri ricordi di infanzia. Questo contrasto, questo passaggio dalla bufera erotica e da personaggio a quella stanca e rilassata di donna autentica e scrittrice ci fa allontanare da ghetti e da ruoli imposti per stupire e darsi un tono. La Marchetti marpiona ha marchiato ormai il suo territorio letterario ed esistenziale di fluidi corporali e mentali e guai a chi sconfina. Questo breve passo del racconto ve lo lascio come finale di questo articolo, perché nell'autenticità riposa la bellezza e la purezza universale nella quale ci sentiamo finalmente a casa:                                   

    " Quello che mi torna in mente ogni volta che faccio un volo sono le sensazioni che provavo quando bambina facevo la stessa cosa: allora il viaggio aereo era un continuo dondolio che mi cullava. Adesso l’ Airbus è quanto di più stabile possa pretendersi. Eppure io continuo a provare quel dolce dondolio che fanciulla mi faceva addormentare fra le braccia di papà."

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  12. Ciao, non ho dimenticato, solamente è da un pò che mi è assalita una cecagna, come mi sembra si dica a Roma. Hai un curriculum di tutto rispetto e buoni agganci, per cui non ti devo consigliare in niente, anzi sei tu che puoi insegnare a me. Perciò scusami se ti sono apparso presuntuoso e professorino. "Mu....ve .... svicolo a tutta manzina e ci si sente".

    Bene ora siamo un po' generosi e vere p........ (uomini compresi) e diamo un pò di pane agli affamati.

     

    1. fleviabus

      fleviabus

      Non ti preoccupare mi hai detto cose che ci stavano e non posso che ringraziarti.  Se posso inviarti ancora le mie cose fra un po' arrivo con una novità. Grazie 

    2. hocuradite

      hocuradite

      Manda pure che mi fa piacere leggerle, inoltre riceverle direttamente dall'autrice è ancora più piacevole. Poi quella cosa in sospeso non ti preoccupare che finisco di scriverla. Ci si sente.

      ps: poi quella cosa sopra aspetto un pò e poi la cancello purtroppo: la caccia alle streghe e agli stregoni è sempre aperta. Ne avrei una anche di elogio per una certa cosa che al nostro Tinto piacerebbe.

  13. A cosa sto pensando? 

    A chi mi pensa.

    E chi ti pensa?

    Escluso il fisco, le zanzare tigre e la dissenteria, penso nessuno.

    E cosa potresti fare per farti pensare?

    Magari se toccassi il sedere alla Regina del Regno Unito...

    La toccata e fuga forse varrebbe pure la galera.

    Cosa si fa per un pò  di tenerezza!

     

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    1. hocuradite

      hocuradite

      A essere sincero non ho capito bene la domanda comunque cerco di risponderti.

      L'immagine semplicemente accompagna il post. Comunque, scegliendola, istintivamente penso di aver voluto rappresentare chi comunque sa stare solo con se stesso come un lupo solitario e selvaggio, ma che del lupo solitario ha quel velo di malinconia e quel bisogno nostalgico di un branco al quale fare riferimento.

       

    2. giftdgl0

      giftdgl0

      grazie per aver accettato la mia richiesta
      Mi chiamo Gift okoiji, per favore caro contattami sulla mia e-mail privata e
      Ho qualcosa di molto importante da discutere con Te, is is my Email ok (giftokoiji@gmail.com

    3. hocuradite

      hocuradite

      Ei inquilina del piano di sopra hai dimenticato di buttare la spazzatura. Perciò apri la finestra, sporgiti e  ..... 

    4. Visualizza i commenti successivi  altro %s
  14. AVRÒ CURA DI TE (VERSIONE NOIR)

     

  15. Che ti succede dolce Odessina ( se hai qualche annetto hai capito l'irriverente battuta). Fai reazioni con le faccine che ridono, hai aggiunto dati anagrafici ( non ne sono sicuro), mi fai pure i giochi di parole "tersi fini". Cosa succede, hai elaborato il lutto, hai finito il cognac. Spero ti averti strappato un sorriso; e pensare che quando vidi le prime volte il tuo profilo mi facevi cosi soggezione, ancora adesso ti dico la verità.

    Il tuo intervento è interessante su ciò che le donne intendono e vogliono e condivo il fatto che nella maggior parte dei casi la donna ha un rapporto di contemplazione della bellezza, che i maschi fraintendono. Come però ti dissi secondo me non è un problema di ingrifamento maschile, ma più il fatto che questo è un essere semplificato: due più due vuol dire quattro, si muove in linea retta e di ogni cosa vuole arrivare ad un dunque, non si muove per modelli intuitivi o emozionali ma in modo strumentale, per causa ed effetto, per logica deduttiva. Risponde ad uno stimolo salivando come l'esperimento dei cani di Pavlov nella psicologia comportamentista. Il tuo Odessa pensiero mi suscita anche un altra riflessione è una domanda che vorrei farti; facendola sono più interessato a come le donne agiscono piuttosto che cosa faresti tu, ma se non ti faccio una domanda diretta e personale ho il dubbio che non interverrai mai spontaneamente nel dialogo con una tua opinione. Arriviamo alla questione . Mi capita spesso ( ora meno perché esco poco e sfuggente come un topo) di fare questo tipo di incontri , per me molto enigmatici e suggestivi: incontri di sguardi fra sconosciuti di una certa intensità, in situazioni dove non ci può essere la scusa di una conoscenza conviviale, come incrociandosi per strada. Questi li vivo come fai tu, per quello che valgono (essendo comunque sfuggenti) delle volte solo contemplativi altre volte anche con risvolti immaginativi, ma sempre senza tattiche da mandrillo. Sono sicuro però, anche se in percentuale minima, che una parte di essi contiene un desiderio reale di conoscenza , il motivo non ha importanza, innamoramento, erotismo, incontri occasionali, forte curiosità, ecc. In questi casi trovo che per entrambi sia triste che non ci possa essere un proseguo, senza per questo che si debba arrivare ad un dunque prestabilito. Li trovo sempre così cinematografici, estremamente suggestivi. Perciò Odessa se ci incontriamo per strada come due sconosciuti, ma il nostro sguardo dura quel attimo in più del dovuto scattando in noi un desiderio, come ti comporti? Lanci un segnale ma aspetti che sia lui a farsi avanti, ti giri e ti metti a seguirlo , oppure fai che sia lui a seguirti, lo guardi, giri in un angolo appartato e attendi che arrivi? Una scusa: mi fai accendere, scusa che ora sono, ecc? E se non fosse desiderio, ma solo contemplazione o un ipnosi indotta dallo sguardo diretto, come faccio a capirlo? La tua risposta mi aiuterebbe a risolvere questi giochi di sguardi, che se capitano ogni tanto va bene, ma se troppi sono piacevoli ma disorientano, lasciandoti bloccato su come agire e capire. Nel mio caso possono arrivare anche a punte paradossali durando nel tempo e incrociando le stesse persone in luoghi differenti, facendo diventare la cosa alquanto surreale, patetica e grottesca..   Esiste il dizionario donnese-uomese?

    Ovviamente altre donne sono invitate a intervenire. 

     

    Su questi argomenti sul confronto uomo donna mi sono già misurato in passato con diversi e lunghi interventi. Ora non li faccio più perché vedo che creano un dibattito solo temporaneo. L'idea di trasportare sul web un collettivo permanente sull'argomento è ormai tramontata. Probabilmente è dovuto al fatto che questo è un social generalista, c'è ne vorrebbe uno dedicato. Per di più probabilmente il web non è lo strumento più adatto, la piazza, per fare stare insieme e dibattere persone con ideali che poi vanno a prendersi una bella birra di notte dopo una bella rissa politico ideologica. Sono cambiati anche i tempi, di collettivo ora c'è solo l'abbonamento famiglia dell'autobus. Questo ultimo mio intervento è un'eccezione suscitato dagli stimoli ( non salivare) che mi dà Odessa. Comunque a chi interessa questi sono i link dei miei interventi più significativi e demenziali sull'argomento è sui quali avete partecipato anche voi.

    https://people.virgilio.it/profilo/hocuradite/169846/?status=14445&type=status

    https://people.virgilio.it/profilo/hocuradite/169846/?status=15351&type=status

    https://people.virgilio.it/profilo/hocuradite/169846/?status=16413&type=status

    https://people.virgilio.it/profilo/hocuradite/169846/?status=17040&type=status

    https://people.virgilio.it/profilo/hocuradite/169846/?status=15558&type=status

    https://people.virgilio.it/profilo/hocuradite/169846/?status=28291&type=status

    https://people.virgilio.it/profilo/hocuradite/169846/?status=17385&type=status

     

    Il seguente intervento di risposta è pubblicato anche separatamente sulla mia bacheca.

    1. odessa1920

      odessa1920

      Bene… andiamo con ordine. Non ho colto l’irriverente battuta. 

      Ammetto di avere usato faccine sorridente ma non ho aggiunto dati anagrafici (poi controllo)
      Non ho elaborato lutti (quel che è stato è stato) e non bevo.
      Il sorriso però c’è stato.
      Semplicemente vivo dei momenti malinconici e momenti più giocosi e questo poi si riflette in ciò che scrivo.
      In questo periodo sono piuttosto entusiasta ed elettrizzata. Sono alla vigilia di una prima teatrale in un posto importante e suggestivo dove amoreggerò con un bel ragazzo (per questioni sceniche ma perché non coglierne il lato positivo)
       
      Dunque… tu mi chiedi quale sarebbe la mia reazione in un ipotetico scambio audace di sguardi con uno sconosciuto, giusto?
      Bene.. Difficile risposta! Non mi è mai capitato. Mi sono capitati sguardi audaci ma non con passanti.
      Se capitasse probabilmente non farei nulla. Se proprio mi dovesse piacere da impazzire forse insisterei con lo sguardo ma decisamente aspetterei una sua mossa. Ammetto di non essere particolarmente ardimentosa. Sarò un po’ all’antica ma preferisco che sia l’uomo che si esponga. Al massimo io posso far capire in modo discreto la mia disponibilità. 
      In caso di ragazzi poco intrepidi (vedi il post della confessione amorosa) purtroppo si resta in una specie di limbo che non porta da nessuna parte. Non ci posso far nulla però. Io sono fatta così. E comunque non ho grossi rimpianti nella mia vita. Si vede che chi vuol capire capisce.
    2. hocuradite

      hocuradite

      Ti ringrazio della tua risposta. È importante per me perché conferma il fatto che, anche se una donna fosse intraprendente, all'uomo è sempre richiesto che faccia l'ultima mossa, anche a rischio di muoversi al buio. Al buio vuol dire rischiare di non interpretare in modo corretto il segnale lanciato dalla donna, risultando inopportuno e fastidioso. Irriverenti e stupidìni come sempre i miei giochi di parole, si riferisce a come veniva chiamato, "dolce Euchessina", un conosciuto "prodotto" di diversi anni fa. Naturalmente non volevo giudicarti o definirti ma solo giocare con una persona interessante e farti ridere. Comunque avevo sentito nell'aria qualcosa di diverso e positivo che mi permetteva di farlo anche se ho rischiato. Ovviamente la cosa è reciproca, quando vuoi prendermi in giro (o anche criticarmi) la cosa è sempre molto gradita. Quello che di solito mi ferisce è l'indifferenza o essere usato a mia insaputa ( se lo so e lo fai capire è diverso e posso stare anche al gioco). Per finire vorrei ragionare sulle tue ultime parole chiedendoti, anche se sembrano essere ragionamenti teorici, di considerarli come aspetti di vita reale su cui riflettere. Per prima cosa hai ragione a dire che bisogna accettarsi per come si è, sforzarsi ad essere diversi potrebbe risultare addirittura patetico. Però accettarsi vuol dire non desiderare essere altro; se invece questo desiderio c'è, allora, se qualcuno ti prende per mano per farti esplorare ignoti mondi e modi diversi di essere, non devi fare resistenza e abbandonarti perciò all'ignoto con curiosità, fiducia e un poco di follia. C'è anche il mio solito pensiero disincantato da aggiungere: tutto ha un prezzo, ogni cosa si muove in base alla motivazione. Anche il più pauroso diventa intrepido per proteggere ad esempio i propri figli. Non fai una certa cosa per paura, ma se quella cosa da ottenere vale di più della paura, allora per conclusione aritmetica la fai: ad esempio se la paura di baciarti vale 100 e non ti bacio è perché forse l'amore che ho per te vale 90 non 110. Forse il vostro amore non valeva di più della paura di ottenerlo (anche la tua, non solo la sua): forse la paura vi ha salvato da un amore reale ma infelice, dal momento che " prima o poi i conti tornano".

      Ti consiglio quando hai tempo la lettura dei miei link perché li reputo interessanti e divertenti, anche se forse distanti dal tuo stile e modo di sentire. Ti scrivo ancora.

    3. theoldandthesea

      theoldandthesea

      condivido assolutamente

  16. SPENSIERATEZZA ESTIVA 

     

     

  17. Se nel mio nuovo post andrai, uno specchio troverai.

  18. COSA PENSO DI TE 
    COSA PENSANO DI TE 

    Aspettavo solo queste tue parole, perciò qui sotto ripubblico il mio intervento ( guarda che ti sto scrivendo pubblicamente e non privatamente). 
    Mi motivi perché sensibile alle richieste e quando si dimostra interesse in ciò che penso. Già che ci sono ti aggiungo ora delle altre considerazioni.
    Per prima cosa non impressionarti per la mole dell'analisi; ti assicuro che la gente in generale è più sbrigativa, emozionalmente coinvolta ma distratta, per cui non rileva, almeno coscientemente, tutte queste tue caratteristiche. Sono io che, con l'aiuto del mio spirito guida ( non nel senso del trapassato, ma dello stravecchio) e non avendo più una pippa da fare, mi faccio le pippe degli altri. 

    Ironia e francesismi a parte ti assicuro che gli altri che ti seguono ti trovano simpatica e provano affetto per te; sanno che non fai tanto ciucci ciucci da social per agganciarti, ma in te trovano sempre un pensiero delicato e interessante da leggere, fatto da una ragazza simpatica che si confida, non fa drammi, nè se la tira. Probabilmente agli uomini (quelli non mandrilli) susciti un desiderio di protezione, mentre alle donne provochi un senso di condivisione emozionale e di solidarietà.
    Io ti seguo non solo per la qualità dei tuoi interventi ( cosa rara nei social), soprattutto per le tue tematiche esistenziali ed emozionali, ma anche perché nel farli sei vera, sincera e ti coinvolgi; infatti anche in chi si confida e dice cose profonde, c'è sempre quel distacco, quel non crederci che fa la differenza rispetto a te.
    Di te apprezzo e risalta la tua capacità di introspezione e di analisi della realtà: sai guardarti dentro, accettando inoltre quello che sei senza lamentarti, anzi compiacendoti oppure con una velata autoironia e riesci a compiere articolate letture sull'esistenza ( l'amore, la vita, la coppia, ecc.). 
    Hai una buona capacità di scrittura e si percepisce in te una certa levatura culturale e sociale, penso dovuta al tuo originario ambiente famigliare.
    Queste tue doti non le fai pesare, non ostenti. Anzi in te (e si vede anche nella scelta dell'abbigliamento, nè da signora nè da bambolona sexi ma da ragazza, delle volte semplice, delle volte buffa) si sente una certa leggerezza, sdrammatizzazione, disimpegno. 
    Una cosa curiosa che ho notato è che nelle foto hai spesso un piede leggermente alzato dal terreno. Forse simboleggia un tuo nascosto desiderio di spiccare il volo che però trattieni. Oppure per dire che non vuoi prenderti troppo sul serio, come chi mette il cappello un po inclinato.
    Sapendo che a una donna fa sempre piacere sentirlo, ti posso rassicurare che dalle tue foto risulti  avere un volto e un fisico piacevole. 
    Di te mi piace molto la tua foto al pianoforte perché lontana da tutte le altre e veritiera. Non ti stai rappresentando in un immagine. Sei stata colta con semplicità, nel tuo essere presente in quel momento. Perciò quell'immagine parla molto di te anche se probabilmente è datata. Appari arrendevole, concentrata, anche se forse non del tutto contenta di essere ripresa, sembra anche di avvertire una leggerissima tensione in quel tuo volto  sereno. 
    Il pianoforte lo vedo come un tuo grande amico che ti dà molto conforto. Magari da piccola lo odiavi perché eri costretta a imparare a suonarlo. Curioso il dipinto di un vaso di fiori  sul cavalletto in secondo piano, che rimanda al motivo floreale della tua camicetta. Chissà se vuole indicarci qualcosa. 
    Tutto ciò mi fa anche pensare che fra tutte le tue riflessioni che ho letto non hai mai menzionato episodi e pensieri riguardo ai tuoi genitori e alla tua crescita. Elementi fondamentali se vogliamo capirci e parlare di noi.

    Veniamo agli aspetti più sepolti, oscuri, dolorosi, inquieti, riservati, ecc. 
    Sono quelli che mi interessano di più in una persona, perché rilevano il suo io imbrigliato, le tensioni, i segreti, gli aspetti che sorprendono, incuriosiscono o sconcertano.
    Per prima cosa ho notato i segni di una grossa sofferenza che probabilmente stai elaborando anche se non ne sei ancora uscita del tutto. Di più è meglio non dire pubblicamente. Ma se per te, per fare un esempio, una porta chiusa, un angolo non visibile, un quadro storto "significano qualcosa" allora mi hai capito al volo. Se mi sbaglio ne sono contento e dimentichiamo l'argomento.
    C'è anche qualcosa di forse doloroso legato alla maternità, ma anche in questo caso così penoso e personale per te che  è meglio il silenzio.
    Noto, per alleggerire un pò, che vi è (latente?) la presenza di un certo esibizionismo che in qualche modo (forse apparentemente) si scontra con la tua personalità riservata e dai modi posati. Da una parte non ti fai problemi nel mostrarti pubblicamente in foto, di parlare di tue cose personali e di sapere cosa pensano gli altri di te. Dall'altra parli della tua introversione, della tua sensibilità alle critiche ricevute, delle tue difficoltà relazionali ed esistenziali. Sembrerebbe un gesto terapeutico, di liberazione: " sono stata sempre così vestita e infagottata nella vita che ora mi denudo, mi apro al mondo". Oppure di rassicurazione : " mi sento così inadatta che cerco conferma se valgo qualcosa o no. Oppure di sublimazione, una sorta di estetica del dolore: " provo piacere, significato, familiarità  e consolazione nel dolore perciò lo rendo un registro di comunicazione, una forma estetica, simbolica e di comunicazione. 
    Già solo questo lato ti rende una persona enigmatica e complessa che si cela in un esistenza acqua e sapone pur nei suoi tormenti.
    Elementi enigmatici e inquieti che ho percepito anche nelle tue sporadiche incursioni nei temi sessuali ed erotici. Probabilmente presenti in tutti noi. 
    Altro elemento che ho percepito e risalta molto è legato alla struttura delle relazioni che stabilisci e che io chiamo la tua blindatura; anche in questo caso questa contraddice la tua premessa di aprirti al mondo ed essere presente in questo contenitore pubblico. 
    È come se vivessi sospesa nel tuo mondo, disinteressata dell'esterno, che però fai entrare quando ti mostri a noi lettori. Già forse siamo solo lettori di un libro che scrivi e dobbiamo perciò tenere giustamente le dovute distanze. Non ti interessa conoscere altre persone o dialogare. Intervieni solo per rispondere ad un commento ricevuto e anche in quel caso limiti molto le parole evitando qualsiasi divagazione e approfondimento che possa dare il pretesto per  aprire un dialogo. Delle volte, come noi tutti, rispondi più per dovuta educazione piuttosto perché ci credi.
    Anche lì forse c'è qualcosa di terapeutico: forse è come se stessi scrivendo un diario che possa aiutare la tua auto analisi; se qualcuno lo legge non è rilevante, semmai ti servono le sue reazioni per verificare certe cose.
    La tua presenza qui non ti serve per conoscere dal vero o online nuove persone, non ti serve per passare il tempo, non ti serve per dialoghi su argomenti che ti interessano, non ti interessa per farti pubblicità per una professione che svolgi, non ti interessa per avere consigli o conferme. 
    Eppure mostri il tuo volto, i pensieri e particolari della tua vita. 
    La blindatura è lecita ma dovrebbe essere tenuta nascosta anche la vita che custodisce. 
    Sento che vivi in un tuo mondo separato, sospeso, senza tempo, nè storia, dove centrale è la tua interiorità. Il fatto che non parli di temi sociali, politici, artistici o di cronaca sottolineano questo tuo aspetto.
    Il tuo negarti o meglio il tuo misurato concederti riconosco essere anche un abile modalità per mantenere sempre l'attenzione su di te. Un fatto probabilmente inconscio e comunque saggio. Infatti solo chi non si concede e non si vende troppo, non si dà per scontato, rimane misterioso e riservato riesce a tenere l'attenzione su di sè ed evitare di essere mangiato, digerito e poi sputato da ingordi di passaggio.

    Personalmente rispetto la tua blindatura e accetto di essere  solo un lettore guardone. Ma sai è pericoloso il web, pensi di gestirlo, ma   prima poi seduci o verrai sedotta da qualcuno o da qualcosa, per cui il gioco del nascondino finisce e la tana viene smantellata.
    Già con la tua curiosità di sapere hai avuto un cedimento (e ne ho piacere) da tanto la gatta va al lardo che ci lascia lo zampino, dal momento che se prima ti ho sentita vera, oggi per la prima volta ti ho sentita anche coinvolta, stabilente una connessione personale seppur contenuta.
    Ovviamente non sentirti presa in causa, non mi devi e non ti devo niente, prosegui per il tuo cammino senza dover sentirti che devi cambiare modalità di comportamento o di dialogo. 
    Se quello che ho scritto ti può aiutare fanne buon uso. Se ti ho ferita non c'era intenzione.

     

    INTERVENTO  RIPUBBLICATO 

    Può darsi che sia di parte ma l'introversione non solo facilita il processo di conoscenza introspettiva ma anche quello di lettura della realtà esterna, in quanto l'osservatore, non partecipando nella relazione con l'oggetto osservato, non ne viene cannibalizzato. L'aspetto amaro è che tale ricchezza non serve a niente, si rimane soli e ignorati nella propria torre d'avorio, perdendo ogni occasione che ti potrebbe offrire la vita. Meglio stupidi ma felici o intelligenti ma soli e con rimpianti?
    Per capire e amare un introverso basta capire e amare i gatti e il gioco è fatto. 
    Come te sto sperimentando una possibile estroversione utilizzando il web come strumento; molto comodo perché ti offre vie di fuga quando il gioco si fa duro. Anche molto pericoloso perché ti porta ad un estenuante circolo di auto referenzialità; potresti anche non esistere ed essere un sofisticato programma con il quale la mia solitudine dialoga. 
    Però non capisco il tuo scopo; infatti ti percepisco come blindata, parli di te ma sento che non vuoi cercare di farti coinvolgere. Ti denudi ma è come se fossi sempre vestita. 
    Può darsi che sia timidezza, indifferenza, sana diffidenza e cautela, pigrizia, abitudine, oppure che basti a te stessa, oppure che temi il confronto, il coinvolgimento, il perdere il controllo, magari ti piace cadere sempre in piedi, oppure non essere criticata o non essere al centro dell'attenzione, ecc. 
    Non ha importanza il perché ma il risultato: la tua intelligenza, la tua interiorità, i tuoi sensi ancora ricettivi e desiderosi, quello che hai da raccontare, tutto quello che hai non vale di più di un libro che tieni celato in casa, perché nessuno potrà sfogliarlo con te. Esisti e non esisti come in uno stato quantico. 
    Tutto ciò avrebbe un senso se questa solitudine fosse la preparazione e la  condizione necessaria per un cammino spirituale di consapevolezza e miglioramento che ci attende in vite future o mondi soprannaturali.
    Sono sicuro che nel tuo affacciarti agli altri hai ottenuto conferma di quello che vali: molti ti avranno elogiato, qualcuno ti avrà proposto amicizia o un incontro amoroso, magari chissà trovi un interessante ingaggio nel mondo dell'editoria o del web. Ma di questa ricchezza che ne fai? Ti è utile? Ti aiuta? Ti migliora? Ti fa compagnia?
    Ovviamente non sentirti troppo sotto accusa perché chi ti scrive si sta guardando allo specchio. 

    1. odessa1920

      odessa1920

      Mai mi è capitato di ricevere un'analisi così accurata e dettagliata. Leggerla è stato senza dubbio piacevole e interessante.

      Molte cose le hai sapute cogliere con estrema precisione, come per esempio, che non sono qui per fare nuove conoscenze. Essendo un'attrice di persone nuove ne conosco già troppe nella vita "reale". Certo se qualcuno è piacevole e si distingue sono ben lieta di poter dialogare anche in questo mondo virtuale.

      Altre cose non sono esatte però è interessante scoprire che posso averle trasmesse.

      Ti ringrazio, veramente. Il tuo scritto mi è stato molto utile e non mi sono sentita minimamente offesa.

    2. hocuradite

      hocuradite

      Se ti ho regalato dello stupore mi fa piacere. Sono qui per cercare di ricevere e regalare emozioni. Solo due raccomandazioni da farti.
      La prima è che comunque stai attenta se per caso dovessi sentire dei segnali di un angoscia che ti può stringere come una morsa, cerca di elaborarli e superarli.
      La seconda è che le cose sulle quali ti riconosci ti servono fino ad un certo punto: se piacevoli ti puoi solo gongolare, se spiacevoli ti puoi solo rattristare.
      Sono invece le cose insolite, che non ti aspetti, su cui non ti riconosci che potrebbero servirti, che fanno scoprire qualcosa di te e che non conoscevi . Cerca simboli, coincidenze, dissonanze e quant'altro di insolito e indesiderato; queste possono esserti di aiuto. Le cose non avvengono mai per caso, se hai ricevuto queste mie parole e non altre  prima o poi ti serviranno.
      La tua professione che scopro solo ora spiega la contraddizione che sentivo, ora in qualche modo risolta. Il tuo mestiere rende normale  ( e ti costringe) essere visibile, mostrata, ma sei anche un essere umano e questo può essere introverso e riservato. Contraddizione risolta ma non di certo un'indesiderato potenziale smarrimento.
      Ora scappo che  c'è una certa soldatessa del Don in preda agli amori pensati da consolare.

  19. SE FOSSE LUSSURIA SAREBBE UNA DANSE APACHE.

     

     

  20. SE FOSSE AMORE SAREBBE UN TANGO.

     

     

  21. POTRÀ L'INFINITO ACCOGLIERE UN GIORNO IL NOSTRO NAUFRAGIO TERRESTRE.

     

     

    1. scompaiomatorno

      scompaiomatorno

      me la ricordo ancora a memoria....

  22. GENIO INCOMPRESO, UN'IRRESISTIBILE FONTANA DI RISATE.

     

     

  23. Ascoltandola ho pensato che ti rappresenti. 

     

     

    1. silviaross87

      silviaross87

      9_9

      Grazie per la canzone 9_9

       

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  24. SIAMO TUTTI COMUNISTI

     

     

  25. INTERVALLO