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            1. QUASIMODO

               

              “ E la tua veste è bianca “

               

              Piegato hai il capo e mi guardi;

              e la tua veste è bianca,

              e un seno affiora dalla trina

              sciolta sull’omero sinistro.

               

              Mi  supera la luce, trema,

              e tocca le tue braccia ignude.

               

              Ti rivedo. Parole

              avevi chiuse e rapide,

              che mettevano cuore

              nel peso d’una vita

              che sapeva di circo.

               

               

               

              Profonda la strada

              su cui scendeva il vento

              certe notti di marzo,

              e ci svegliava ignoti,

              come la prima volta.

              1. chiaraoscura4

                chiaraoscura4

                Una delle mie preferita fa:

                in me si fa sera;
                l’acqua tramonta
                sulle mie mani erbose.

                Ali oscillano in fioco cielo,
                labili: il cuore trasmigra
                ed io son gerbido,

                 

                Ma mi dimentico sempre il nome!