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  1. Osso di seppia

     

    A letto ormai

    Mi volgi le terga,

    e prolungati silenzi

    si frappongono tra noi.

    Che ne è

    Della gattina che

    Nottetempo e non solo

    Si annullava tra le mie braccia

    O mi intratteneva

    In un fiume di parole?

    Mi hai inaridito al punto

    Ch’altro non sono ormai

    Che un osso di seppia.

     

  2. Tu non ci credevi,

    amico mio di gioventù,

    quando ti confessavo

    che ero refrattario

    e non provavo niente

    per altra donna.

    Era, invero, quel segnale

    misterioso che fa riconoscere

    l’amore vero e unico,

    l’amore della vita.

    Ed era colei cui

    pensavo continuamente

    e di cui ti parlavo

    tanto spesso!

     

     

    1. lullabyblue0

      lullabyblue0

      veramente bella

  3. Torna l'antico sogno: in una splendida

    giornata d'aprile, eravamo in gita scolastica.

    Sedevamo sotto un salice a consumare

    la colazione al sacco. Sazi, fu per noi

    tutto un ridere, carezzarci, baciarci.

    Giurammo e rigiurammo eterno amore,

    e per suggello, a che mai lo dimenticassi,

    mi mordesti l'orecchio e le labbra,

    crudele d'una fanciulla!

     

     

     

  4. Dormo…e sogno te.

    Mi sveglio…e penso a te.

    Di giorno mi fa capolino

    Il tuo sorriso luminoso

    E mi irradia la felicità

    Di amarti, mia unica

    Musa ispiratrice.

     

     

  5. Divino è tenere tra le braccia, bramoso,

    la mia donna, allor che posso ascoltare

    il palpito del suo cuore e sapere per certo

    che mi ama: oh, dolce battito della vita!

     

     

     

  6. È il crepuscolo mattutino

    e tu, cara, saluti di buon'ora Lucifero,

    il messo del giorno, che rinnova

    il dono della vita a noi concesso.

    Con impazienza attendi lo sguardo di Febo,

    il principe del cielo.

    Ma cari a me siete voi, occhi di cielo della mia amata,

    quando, messi del nuovo giorno,

    mi portate il sole del risveglio.

     

     

     

    1. scompaiomatorno

      scompaiomatorno

      un bel buongiorno!

    2. ciribi72

      ciribi72

      buon inizio di settimana cosi !

  7. Così mi tieni in bilico,

    come barca sull'onda.

    Per tutta la notte mi rigiro e sobbalzo nel letto,

    ora preda dello sconforto, ora in volo di speranza

    con la mente e col cuore.

    All'alba, col moto della ragione passo in rassegna

    i più proficui modi di abbattere ad una ad una

    le cagioni delle tue titubanze,

    quale paziente maestro contro muro diroccato.

     

     

    1. ciribi72

      ciribi72

      sei innamorato fel? ti sento più innamorato negli ultimi post

    2. scompaiomatorno

      scompaiomatorno

      è bello stare in bilico ma anche bello perdere il controllo a volte, no?

  8. Ad altro rivolgere non potrei

    Il mio quotidiano pensare,

    ché ardo di ferventissimo amore

    e tanto vorrei riscaldare

    il tuo freddissimo petto.

    Mi rode fieramente il cuore

    una sorta di amoroso verme.

    Ma quanto più dura e ritrosa

    ti mostri, tanto più

    m'accendo e brucio.

     Invano m'affatico

    di renderti pieghevole

    al mio bisogno d'amore.

    Lusinghevoli parole a nulla giovano,

    fermo rimane il tuo proposito,

    ed io sono il più disperato fra gli uomini.

    Né so immaginarmi di rinunziare a te

    se solo lo penso, mi sento morire!

    Ma tu sei ancora più dura e più rigida

    di uno scoglio marino

    e mostri di sì poco gradire

    il mio fervido e caparbio amore.

     

     

    1. tacchialti94

      tacchialti94

      hey poeta, quando smetterai di farci emozionare?

    2. ciribi72

      ciribi72

      sei sempre un'emozione unica, ha ragione tacchi alti

    3. scompaiomatorno

      scompaiomatorno

      quando mi dedicherai qualche poesia?

  9. OVIDIO

                                                                                                                                               Dall’” Ars amatoria “ : 1, 135- 166

     

    Né le corse dei nobili cavalli

    trascurar tu dovrai: con le sue dense

    folle molti vantaggi offre anche il Circo.

     

    Ivi non delle dita hai tu bisogno

    per dir l’animo tuo, non già per mezzo

    di cenni devi attendere risposte;

     

    ma ben vicino ( nulla ti trattenga )

    siedi alla bella; stringiti col fianco

    più presso che tu puoi contro il suo fianco.

     

    E ben potrai; chè, s’anche ella non voglia,

    tutto lo spazio ivi costringe; il luogo

    stesso là vuol che tu la donna tocchi.

     

    Cerca un motivo allor per avviare

     

     

     

     

    Il discorso con lei, e siano pure

    detti comuni le parole prime.

     

    Chiedile di chi siano i cavalli

    che si avanzano, e pronto il tuo favore

    a quello da’ ch’è favorito suo.

     

    E quando poi verrà la lunga pompa

    dei Numi eburni, a Venere tu plaudi,

    patrona tua, con fervorosa mano.

     

    Se, come avviene, alla fanciulla in seno

    è per caso un pulviscolo caduto,

    pronto col dito scuoterlo dovrai,

     

                                                                e se nessun pulviscolo vi cada,

    pur tu scuoti quel nulla; ogni pretesto

    buono ti sia per renderlo servigio.

     

    Se troppo le si strascica la veste,

     

     

     

     

    per terra, e tu sollevala, con pronta

    man che dal suolo immondo la preservi,

     

    e tosto allora, premio del tuo zelo,

    potranno gli occhi tuoi alla fanciulla

    consenziente rimirar le gambe.

     

    E bada poi, chiunque sia seduto

    dietro di lei, che il delicato dorso

    ei non le prema con le sue ginocchia.

     

    Piccoli offici adescano codeste

    anime lievi;  utile fu per molti

    disporre con sagace arte un cuscino;

     

                                                             anche agitar  giovò una tabelletta

    per un po’ di frescura, e sottoporre

    a due piedini un concavo sgabello.

     

    Codesti approcci spesso in tali arene il figlio

     

     

     

     

    di Venere, e colui che l’altrui piaghe

    stava a guardar piagato fu egli stesso.

    …………………………………………………………..

    ( Trad. di G. vitali )

     

    1. ciribi72

      ciribi72

      che lacrime <3

    2. tacchialti94

      tacchialti94

      ci tocchi sempre! bravo

  10. Qui, sur un letto di verde erba,

    sotto queste svettanti querce centenarie,

    lauri e cipressi ombrosi,

    io t'offrirò bevanda d'ambrosia

    e uva dai dolci grappoli,

    nettare d'amore.

    Sarai per me il frutto più polposo,

    bruciore nell'anima,

    fresca fonte contro l'inestinguibile arsura.

    In breve, bruceranno i nostri corpi,

    stretto l'uno all'altro,

    mormoranti dolci suoni e alate parole.

     

     

    1. ciribi72

      ciribi72

      wow, poeta

    2. tacchialti94

      tacchialti94

      ciribi mi hai tolto le parole di bocca, non saprei che altro dire. 

  11.  

    MONTALE

    Credo

     

     

    Forse per qualche sgarro nella legge

    del contrapasso

    era possibile che uno sternuto Via verdi 6 Firenze

    potesse giungere fino a Bard College N.J.

    Era l’amore? Non quello che ha popolato

    con uno orrendo choc il cielo di stelle e pianeti.

    Non tale la forza del dio con barba e capelli,

    che fu detronizzato dai soci del Rotary Club

    ma degno di sopravvivere alle loro cabale.

    Credo vero il miracolo che tra la vita e la morte

    esista un terzo status che ci trovò tra i suoi.

    Che un dio ( ma con la barba ) ti protegga

    mia divina. Ed il resto, le fandonie

    di cui siamo imbottiti sono meno

    che nulla.

    Ah!

     

    Amavi le screziature le ibridazioni

    gli incroci gli animali

    di cui potesse dirsi mirabil mostro.

     

     

    Non so se nel collège di Annecy

     

    qualcuno abbia esclamato vedendoti e parlandoti

    con meraviglia Ah!  E fu da allora

    che persi le tue tracce.  Dopo anni seppi

    il peggio. Dissi Ah! e tentai di pensare ad altro.

    Rari i tuoi libri, la Bibbia

    e il Cantico dei Cantici,

    un bosco per la tua età

    con tanto di cartello “ cave canem “,

    qualche romanzo del Far West e nulla

    che fosse scritto per l’infanzia e i suoi

    confini così incerti. Tuttavia,

    se tu fossi scomparsa allora, anche a te

    non sarebbe mancato un tenerissimo

    Ah!

    Ma più tardi nessuno

    o soltanto il buon Dio quale che fosse

    accompagnò la tua vacanza con un Ah!

    che dicesse stupore o smarrimento.

    Forse qualcuno si fermò sull’A

    che dura meno e risparmia il fiato.

    Poi fu silenzio. Ora l’infante là

     

     

     

    dove si sopravvive se quella è vita

    legge i miei versi zoppicanti, tenta

    di ricostruire i nostri volti e incerta dice

    Mah?

    1. ciribi72

      ciribi72

      sei speciale tu ;)

  12. Canto mollemente

    le chiomate Càriti,

    allor che torna primavera,

    e cerco i dolci doni di Afrodite

    nell'intatto giardino delle vergini,

    ove i germogli della vite

    sbocciano sotto i tralci ombrosi.

    Allora Eros per me non si placa,

    ma irrompe con brucianti follie,

    e con oscure dolcezze

    mi spinge nelle reti di Cipride,

    inestricabili.

     

     

     

    1. chiaraoscura4

      chiaraoscura4

      parole pure come la neve

    2. ciribi72

      ciribi72

      dovresti proprio pubblicare un libro, non smetterò mai di dirlo

  13. UNGARETTI

    Giugno

     

    Quando

    mi morirà

    questa notte

    e come un altro

    potrò guardarla

    e mi addormenterò

    al fruscio

    delle onde

    che finiscono

    di avvoltolarsi

    alla cinta di gaggie

    della mia casa

    sul mare

     

    Quando mi risveglierò

    nel tuo corpo

    che si modula

    come la voce dell’usignolo

    che si estenua

    come il colore

    del grano maturo

    nella lucentezza

     

    E nella trasparenza

    dell’acqua

    la tua pelle d’europea

    gentile come le ali delle farfalle

    si brinerà

    di macchioline more

    e mi soffocherai

    come una pantera

    librata

    dalle lastre

    squillanti

    dell’aria

     

    E socchiuderai

    le palpebre

    e vedremo

    il nostro amore

    reclinarsi

    dolce

    come la sera

    mentre sopraggiunge

    e le mie pupille

    si tufferanno

    nell’orizzonte di bitume

    delle tue iridi

     

    E ora il sereno

    è chiuso

    come a quest’ora

    i gelsumini

    nel mio paese

    d’Africa

    lontano

    Tutto

    diluisce

    e scompare

    in questa oscurità

     

    E ho perduto

    Il sonno

    e oscillo

    come una lucciola

    al canto

    di una strada

     

    Quando

    mi morirà

    questa notte

    ( ……) il5 luglio1917

     

     

    1. nuncepenza6

      nuncepenza6

      non la conoscevo, bella, si

    2. chiaraoscura4

      chiaraoscura4

      che brividi, bravissimo

    3. ciribi72

      ciribi72

      che parole giuste che trovi sempre

  14. Felice io sono,

    che posso trascorrere l'oggi

    senza pianto, e cantare,

    ispirato dalla Musa

    che assiste questo poeta dell'amore,

    sia che lodi la luce

    ch'effondono gli occhi dell'amata,

    sia che enumeri i sospiri e le pene

    per la sua lontananza.

     

     

     

    1. tacchialti94

      tacchialti94

      stupenda! MA è tua?

    2. chiaraoscura4

      chiaraoscura4

      stupendo pensiero!

    3. fel55

      fel55

      Sì, è mia.Grazie per l'apprezzamento.

  15. SABA

    Dopo la tristezza

     

    Questo pane ha il sapore d’un ricordo,

    mangiato in questa povera osteria,

    dov’è più abbandonato e ingombro il porto.

     

    E della birra mi godo l’amaro,

    seduto del ritorno a mezza via,

    in faccia ai monti annuvolati e al faro.

     

    L’anima mia che una sua pena ha vinta,

    con occhi nuovi nell’antica sera

    guarda un pilota con la moglie incinta;

     

    E un bastimento, di che il vecchio legno

    luccica al sole, e con la ciminiera

    lunga quanto i due alberi, è un disegno

     

    fanciullesco, che ho fatto or son vent’anni:

    E chi mi avrebbe detto la mia vita

    così bella, con tanti dolci affanni,

     

    e tanta beatitudine romita!

     

  16. Oggi che il tempo è noioso,

    per pioggia e per freddo,

    negli attimi in cui la tacita notte

    viene allungando le sue ore,

    dormiamo insieme avviluppati

    al calduccio delle piumate coltri,

    non prima che avremo ultimato

    i giochi che Amore

    ci avrà ispirato.

     

     

  17. Scorgo nei tuoi atti

    il carattere del mare.

    Esso sovente sta calmo, d'estate,

    rallegra i marinai e non fa loro danno;

    all'improvviso, però,

    si agita e divien furioso,

    generando uno spaventoso fragore di cavalloni,

    e minaccia la vita che prima allietava.

    Tale è il tuo umore cangiante:

    un giorno ridi, tutta allegra,

    sì che a vederti il cuore si allarga;

    un altro giorno non sopporti nulla

    e fai la pazza se m'avvicino,

    in tutto simile alla cagna coi cuccioli,

    che tutti scoraggia,

    familiari ed estranei.

     

     

     

    1. ciribi72

      ciribi72

      bella, ma un po' triste o almeno io la vedo triste... 

    2. daliahnera

      daliahnera

      che pensieri hai Fel? tutto ok? vuoi parlare?

  18. Mi largiscano i Numi

    consorte simile all'ape,

    sì che la mortal vita

    sia prospera e serena.

    Ch'io possa dolcemente

    Invecchiare con lei

    e godere del suo non consueto garbo,

    in carità reciproca.

     

     

     

    1. londoncalling6
    2. daliahnera

      daliahnera

      complimenti, belle parole

  19. L’amore per te mi tiene

     

    come in mare procelloso,

     

    poiché mi dimeno tra

     

    speranza e disperazione.

     

    A volte m’incendio

     

    sognando che Cupìdo

     

    ha veramente trafitto il

     

    tuo cuore, altre volte mi

     

    opprime l’amara

     

    sensazione ch’io m’illuda

     

    soltanto,e perciò tu sia

     

    lontana un miglio da me.

     

     Sogno o realtà? Il dubbio

     

    è gravoso e mi preclude

     

     

     

    la felicità. Svelami tu il

     

    segreto della tua anima,

     

    per lenire la mia pena e

     

    porre fine ai miei sospiri.

     

     

     

     

  20. Da “ L’allegria

    Di G, UNGARETTI

     

     

    Mattina

     

    Lasciamoci

    disfatti e squillanti

     

    voglio avere

    il rimorso

    di quest’amore

    stanotte

    come un latrato

    nella volta immensa

    del deserto

     

    Oggi

     

    Oggi tutto mi pare valicato

     

     

    Il mio cuore

    oggi

    non è altro

    che un battito di nostalgia

     

  21. Mi fuggi,

    presto m'inseguirai.

    Tu che ora rifiuti il mio amore,

    presto lo cercherai.

    Anche contro tua voglia,

    presto mi amerai.

    Tal grazia Afrodite,

    che ama il sorriso

    e tesse gli inganni a uomini e dèi,

    mi concederà,

    sol ch'io la preghi

    umile e insistente.

     

     

     

    1. chiaraoscura4

      chiaraoscura4

      sei un poeta, hai mai pensato di pubblicare un tuo libro?

    2. chiaraoscura4

      chiaraoscura4

      questa canzone mi ricorda molto le belle parole che scrivi...I feel love

  22. SABA

     

    Carmen

     

    Torna la mia disperazione a te.

    Dopo aver tanto errato, oggi il mio amore

    torna al tuo fiero mutevole ardore,

    più nulla chiede che la tua onestà.

     

    In queste lunghe giornate d’affanno,

    che senza lotta e senza pace vanno,

    e senza la tua gaia crudeltà;

    con la mia solitaria anima invisa,

    ho sognato pur io d’averti uccisa,

    per l’ebbrezza di piangere su te.

     

    Incolpabile amica, austera figlia

    d’amore, se la vita oggi t’esiglia,

    con la musica ancora vieni a me.

    Geloso sono non di don josè,

    non d’Escamillo; di chi prima un canto

    sciolse alla tua purezza ed al tuo santo

    coraggio incontro alla tua verità.

     

     

    Né tu forse da me vivi lontana,

    da me che all’amor tuo faccio ritorno,

    e non cerco a Siviglia il tuo soggiorno.

    Solo vagavo il mattino di un giorno

    di festa, e tra la folla oscura e vana

    tu m’apparivi in una popolana

    di Firenze; la tua mano era stesa

    a sollevare le tende di una chiesa,

                                                 le gialle e rosse tende sull’entrata.

    Parevi stanca, parevi ammalata,

    ma t’ho riconosciuta io che t’ho amata.

     

    Io che a fatica ho rattenuto un grido,

    mi sono meritato un tuo sorriso,

    sabato

     

    1. chiaraoscura4

      chiaraoscura4

      mozzafiato, sei un talento

  23. Stringi i denti,

    ricacciando indietro le lacrime.

    Ma se io ti attiro a me,

    allora ti abbandoni alle lacrime

    e prorompi in singhiozzi smorzati.

    Cosa ti sconquassa il cuore?

    Quale vento s'abbatte sulla tua vita?

    Non temere, cara. Sfogati.

    Come sempre, sarò per te

    refrigerio, ché nel barbaglio

    del tuo chiaro viso già scorgo

    i primi segni del nascente tuo desiderio

    e fuoco affiora nelle mie stanche membra.

     

     

     

    1. chiaraoscura4

      chiaraoscura4

      la sento molto mia, questa, la salvo, ok?

  24. Quartetto

     

    In una istantanea  ingiallita

    di quarant’anni fa

    ripescata dal fondo di in cassetto

    il tuo volto severo nella sua dolcezza

    e il tuo servo d’accanto; e dietro Sbarbaro

    briologo e poeta – ed Elena Vivante

    signora di noi tutti : qui giunti per vedere

    quattro ronzini frustati a sangue

    in una “ piazza-conchiglia “

    davanti a una folla inferocita.

    E il tempo? Quarant’anni ho detto e forse zero.

     

     

    Non credo al tempo, al big bang, a nulla

    che misuri gli eventi in un prima e in un dopo.

    Suppongo che a qualcuno, a qualcosa convenga

    l’attributo di essente. In quel giorno eri tu.

                                    Ma per quanto, ma come? Ed ecco che rispunta

    la nozione esecrabile del tempo.

     

    Poiché la vita fugge…

     

    Poiché la vita fugge

    e chi tenta di ricacciarla indietro

    rientra nel gomitolo primigenio,

    dove potremo occultare, se tentiamo,

    con rudimenti o peggio, di sopravvivere,

    gli oggetti che ci parvero

    non peritura parte di noi stessi?

    C’era una volta un piccolo scaffale

    che viaggiava con Clizia, un ricettacolo

    di Santi Padri e di poeti equivoci che forse

    avesse la virtù di galleggiare

    sulla cresta delle onde

    quando il diluvio avrà sommerso tutto.

     

     

    Se non di me almeno qualche briciola

    di te dovrebbe vincere l’oblio.

                                              E di me? La speranza è che sia disperso

    il visibile e il tempo che gli ha dato

    la dubbia prova che questa voce E’

    ( una E maiuscola, la sola lettera

    dell’alfabeto che rende possibile

    o almeno ipotizzabile l’esistenza ).

    Poi ( sovente hai portato

    occhiali affumicati e li hai dismessi

    del tutto con le pulci di Jhon Donne )

    preparati al gran tuffo.

    Fummo felici un giorno, un’ora un attimo

    e questo potrà essere distrutto?

    C’è chi dice che tutto ricomincia

    eguale come copia ma non lo credo

    neppure come augurio. L’hai creduto

    anche tu? Non esiste a Cuma una sibilla

    che lo sappia. E se fosse, nessuno

    sarebbe così sciocco da darle ascolto.

     

     

  25. Ti lavino le Grazie

    nel recinto sacro di Pafo,

    novella Afrodite,

    e ti ungano dell'olio divino,

    riservato alle membra degli dèi dall'eterna vita,

    olio amabile, profumo odoroso.

    Come lei, tu ami il sorriso

    e tale ne esci dai lavacri ver me

    che attonito miro.

    Come se le tue guance fossero state dipinte

    con l'essenza delle rose; le tue labbra

    col fuoco di fiori vermigli; la tua fronte

    con il raggio della luna in una notte di plenilunio,

    quando dallo stormire delle foglie

    nasce profonda quiete.

    Sei una vergine dea

    uscita dai lavacri della fonte Catusa,

    stillante rugiadose gocce di acqua balsamica.

    Sei la cosa più bella, sopra la terra bruna:

    è Cipride che mi travolge nella brama,

    ed io sono come uno degli dei,

    felice di annullarmi fra le tue braccia.