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Aggiornamenti di stato pubblicati da beautifullmind0

  1. https://www.ilgiardinodegliilluminati.it/significato-proprieta-dei-colori/azzurro/

    Lo sapevi? io sono un grande nerd, quindi cerco swmpre mille significati per parola ahah

    1. azzurromare11x

      azzurromare11x

      Sinceramente non conoscevo l'origine della parola:  solitari senza essere misantropi. Amano conoscere le persone, senza limitarsi all'apparenza. La definizione, secondo me. Spero di non sbagliare.

    2. nuncepenza6

      nuncepenza6

      Perle di cultura, me la segno e rivendo ;) 

  2. pazzesco!! impariamo!

    1. daliahnera

      daliahnera

      ehhhh fossi una signora da galeteo..... Aspetta ma io sono una signora da galateo! B|

  3. where is Ofelia?

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  4. stavo quasi pensando di farli così anche io, sarebbero in tema con la stagione B|

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    1. vincent29264

      vincent29264

      Chissà se farebbe sentire più freschi 9_9  se dovessi provare, fammi sapere xD

    2. beautifullmind0

      beautifullmind0

      ahahaha non ne ho avuto il coraggio.... per ora!

  5. un nuovo giorno, un nuovo sorriso, ci abbiamo giocato tutti

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  6. benvenuto anche da parte mia

  7. :)

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  8. B|

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    1. vincent29264

      vincent29264

      No, decisamente, infatti siano a mercoledì 😎 e vai, presto sarà sabato e inizia il weekend 😂😂😂

  9. B|

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  10. Johnny Depp sarà il fotografo W. Eugene Smith nella nuova pellicola di Andrew Levitas

    Johnny Depp ha annunciato il suo ritorno davanti la macchina da presa.
    L’attore vestirà i panni del fotografo di guerra W. Eugene Smith nella nuova pellicola Minamata, thriller tratto da una storia vera con  la regia di Andrew Levitas.
    Le riprese sono già iniziate e la prima fotografia dell’attore alle prese con la macchina fotografica è stata diffusa dall’Hollywood Reporter.
    Il film si basa sul libro di Aileen Mioko Smith  e di Eugene Smith e segue il lavoro del fotoreporter dopo la Seconda Guerra Mondiale in Giappone; qui il fotografo documenterà lo scandalo della malattia di Minamata, causata dal mercurio ad opera della Chisso Corporation

     

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  11. già sparito il ragazzo?

    1. husky_76

      husky_76

      No! Ci sono!..Sempre presente..!

    2. beautifullmind0
  12. :ph34r:

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    1. luisao72

      luisao72

      Buongiorno, di lunedì mattina è un caso spinoso!!!!!!! 

    2. ciribi72

      ciribi72

      ce la puoi fare hehehehehe

  13. :D

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  14. Poco importa come si definirebbe il suo mestiere in modo politically correct. Vivian Mayer è stata una tata. Ma questo, fino a qualche anno fa, non lo sapeva nessuno. E nessuno sapeva neppure che dietro l’apparente modestia di quel lavoro si nascondeva la maestria di una delle più prestigiose fotografe delle ultime generazioni. A raccontarne la storia, riesumandola da bauli impolverati, comprati per un pugno di dollari a un’asta disinteressata, è stato John Maloof che si è lasciato sedurre e incuriosire da quella montagna di scatti, nascosti tra le pieghe di anonime valige, lontani avi dei moderni trolley, mal conservate e appesantite dall’anzianità. Maloof le aveva comprate per passione. Stava scrivendo un libro sul suo quartiere di Chicago e pensava che nel nulla potesse trovarsi un nulla adatto a illustrare qualcosa.

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    Tuffatosi in decine di migliaia di immagini uscite da una Rolleiflex anni Cinquanta, Maloof ne è rimasto estasiato e ha iniziato una ricerca a ritroso. Ma né la Rete del web né altrove si potevano ottenere informazioni su una Vivian Mayer, da tempo defunta. Il bandolo della matassa emerge da un anonimo biglietto su cui era annotato un numero di telefono senza prefisso. Maloof lo ha accoppiato a tutte le combinazioni possibili riuscendo a rintracciare chi gli ha dato le prime conferme. “Era la mia tata”. Da allora ritrovare informazioni più segrete sulla fotografa è stato lungo, ma più semplice, perché ogni testimonianza apriva ad altri apporti. E così su Vivian Mayer è stata fatta completa luce. E oggi perfino un documentario realmente imperdibile per il fascino che esce dalla storia poco nota e da immagini straordinariamente belle, parla di lei dopo che le sue fotografie sono approdate anche al Moma di New York, oltre ad altri prestigiosi musei.

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    Tata, per mantenersi, senza lasciare di sé un ricordo edulcorato, ma spesso facendosi ricordare come donna ombrosa, spigolosa, caratterialmente forte e anche dura, Vivian Mayer ha coltivato una passione, portata avanti con meticolosa costanza e raffinata perizia. La fotografia. Montagne che traslocavano con lei. Di famiglia in famiglia. Di lavoro in lavoro. Ma sempre lo stesso. La bambinaia. Immagini di persone qualunque. Bicromatismo affascinante della quotidianità. Un bianco e nero che si sposa con inquadrature perfette. Vivian Mayer conosce la fama quando ormai è nel numero dei più. Ma la curiosità è che anche per i morti, che nulla hanno più da chiedere ai vivi, è prevista una gavetta e una trafila. Perché Maloof ha chiesto aiuto per la catalogazione a vari archivi e musei, ricevendo regolarmente educati due di picche. Fino al giorno della celebrità. Quando cioè quegli scatti sono diventati l’oggetto del desiderio espositivo.

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    Americana di origini francesi per parte di madre, oggi Vivian Mayer è una tata famosa. Sulla sua vita è stato squarciato il velo del mistero e quella donna che nella sua vita aveva tenuto nascosto migliaia di rullini con milioni di fotografie adesso è una donna pubblica, stimata e applaudita, quanto ignorata in vita. Perfino nel giorno in cui morì. Sola. Su una panchina al parco. Vittima di un accidente. Soccorsa da sconosciuti. Morta da sconosciuta, ma avviata a un futuro da celebrità. Un grande avvenire dietro le spalle, come avrebbe commentato Flaiano. E il film che lo stesso Maloof ha realizzato per raccontare Vivian Mayer è un misto appassionante di poesia ed eleganza. Ha raccontato la propria storia, il regista. Ma allo stesso tempo ha raccontato anche quella di Vivian Mayer, di mestiere tata. Vissuta. Morta. E resuscitata dalle sue stesse fotografie, nascoste in un vecchio baule battuto all’asta come materiale di risulta. Non è la prima volta che da una valigia nasce un film. Forse è la prima volta che da una valigia emerge il genio e il talento di un’eccellente fotografa dei sentimenti e delle sensazioni.

  15. donne... anche voi però... :P

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  16. .

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    1. vincent29264

      vincent29264

      perché tanto astio verso quel povero pennuto?😅

  17. Buongiorno, benvenuto

    1. calops

      calops

      Grazie, buongiorno a tutti

  18. e sono sicuro che tu saprai come riempirle vero_?

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    1. prontintavola

      prontintavola

      Una crema diplomatica al limone. la mia preferita!!! :D

  19. B|

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    1. klaus55bs

      klaus55bs

      Ahahah proprio bella.... 

  20. aspettiamo tutti con ansia la canzone della settimana

    1. carmal2

      carmal2

      lo già in mente la canzone della settimana, tra poco uscirà, è una canzone 

      molto bella 

  21. Un grosso abbraccio caro Camilleri, compagno di tante notti insonni...