Attività di reputazione

  1. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ortolanobello per l'aggiornamento : Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da   
    Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita.
     
    Jack Kerouac


  2. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da nuncepenza6 per l'aggiornamento : Non m’importava che cosa fosse il mondo. Volevo soltanto sapere come viverci. Forse,   
    Non m’importava che cosa fosse il mondo. Volevo soltanto sapere come viverci. Forse, se scoprivi come viverci, imparavi anche che cos’era.

    Ernest Hemingway
     

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da nuncepenza6 per l'aggiornamento : Lasciare fluire e respirare. Fluire e respirare, questo forse è lo stile, il modo che   
    Lasciare fluire e respirare. Fluire e respirare, questo forse è lo stile, il modo che dovrei sviluppare in me.

    Fluire è il contrario di bloccare, fluire implica assecondare il flusso degli eventi, senza usare troppa forza per condizionarli, fluire è muoversi indipendentemente dalla volontà, non esercitare la volontà per cambiare le cose perché le cose cambiate con la forza non cambiamo davvero, tendono a riappropriarsi di se stesse e a diventare ciò che dovevano diventare.

    Respirare è seguire un ritmo, sentire il flusso e seguirne il ritmo, respiro dopo respiro, fermarsi se necessario e lasciare che ciò che ci deve lasciare ci lasci senza opporre troppa resistenza, respirare è sopportare l’assenza, il vuoto, riempirsi i polmoni d’aria e andare avanti.

    Quindi sì… fluire e respirare. Basta solo questo.


  4. Fantastico!
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    Non m’importava che cosa fosse il mondo. Volevo soltanto sapere come viverci. Forse, se scoprivi come viverci, imparavi anche che cos’era.

    Ernest Hemingway
     

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da nuncepenza6 per l'aggiornamento : Lasciare fluire e respirare. Fluire e respirare, questo forse è lo stile, il modo che   
    Lasciare fluire e respirare. Fluire e respirare, questo forse è lo stile, il modo che dovrei sviluppare in me.

    Fluire è il contrario di bloccare, fluire implica assecondare il flusso degli eventi, senza usare troppa forza per condizionarli, fluire è muoversi indipendentemente dalla volontà, non esercitare la volontà per cambiare le cose perché le cose cambiate con la forza non cambiamo davvero, tendono a riappropriarsi di se stesse e a diventare ciò che dovevano diventare.

    Respirare è seguire un ritmo, sentire il flusso e seguirne il ritmo, respiro dopo respiro, fermarsi se necessario e lasciare che ciò che ci deve lasciare ci lasci senza opporre troppa resistenza, respirare è sopportare l’assenza, il vuoto, riempirsi i polmoni d’aria e andare avanti.

    Quindi sì… fluire e respirare. Basta solo questo.


  6. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ortolanobello per l'aggiornamento : Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da   
    Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita.
     
    Jack Kerouac


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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da klaus55bs per l'aggiornamento : Il mattino riporta il fiato alle mie narici e questo mi uccide perché sporca i miei d   
    Il mattino riporta il fiato alle mie narici e questo mi uccide perché sporca i miei desideri.
  8. Fantastico!
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ortolanobello per l'aggiornamento : Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da   
    Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita.
     
    Jack Kerouac


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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da klaus55bs per l'aggiornamento : Il mattino riporta il fiato alle mie narici e questo mi uccide perché sporca i miei d   
    Il mattino riporta il fiato alle mie narici e questo mi uccide perché sporca i miei desideri.
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    odessa1920 ha aggiunto una reazione a nuncepenza6 per l'aggiornamento : Penso che il 2019 sarà l'anno migliore di tutti, perchè mi riconosco finalmente.  Int   
    Penso che il 2019 sarà l'anno migliore di tutti, perchè mi riconosco finalmente. 
    Intanto inizio con darvi alcuni indizi: nuovo album con nuove destinazioni in arrivo! 
    DAJE TUTTA SEMPRE!
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    odessa1920 ha aggiunto una reazione a nuncepenza6 per l'aggiornamento : Che sonnoooo questa mattina      
    Che sonnoooo questa mattina 
     

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da klaus55bs per l'aggiornamento : Il mattino riporta il fiato alle mie narici e questo mi uccide perché sporca i miei d   
    Il mattino riporta il fiato alle mie narici e questo mi uccide perché sporca i miei desideri.
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da klaus55bs per l'aggiornamento : Il mattino riporta il fiato alle mie narici e questo mi uccide perché sporca i miei d   
    Il mattino riporta il fiato alle mie narici e questo mi uccide perché sporca i miei desideri.
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da klaus55bs per l'aggiornamento : Il mattino riporta il fiato alle mie narici e questo mi uccide perché sporca i miei d   
    Il mattino riporta il fiato alle mie narici e questo mi uccide perché sporca i miei desideri.
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da klaus55bs per l'aggiornamento : Sto rileggendo “L’insostenibile leggerezza dell’essere”. Rifletto sulle coincidenze,   
    Sto rileggendo “L’insostenibile leggerezza dell’essere”. Rifletto sulle coincidenze, quelle di cui Kundera scrive a proposito
    dell’incontro tra Tomas e Tereza. Un incontro è tanto più importante quanto più è mosso dalle coincidenze, ovvero da eventi che ci fanno convergere verso una persona in modo ineluttabile. Sono le coincidenze che dovrebbero muovere tutto, non la necessità.
    La necessità è banale, scontata, prevedibile, meccanica. Le coincidenze invece hanno a che fare con il destino, quando noi ce ne accorgiamo esse si manifestano. Sì, perché spesso non ce ne accorgiamo, non ci facciamo caso e non allora succede nulla.
    Tomas è andato in un piccolo paese della Boemia per lavoro, in verità doveva andarci il suo capo ma a causa della sciatica ha mandato lui. Poche ore prima di prendere il treno per tornare a Praga si ferma a bere un cognac in un locale dove lavora Tereza. Lei vede che ha un libro sul tavolo e questo fa scattare in lei una sorta di affinità elettiva nei confronti di Tomas (raramente in quel locale i clienti hanno un libro aperto sul tavolo). Mentre lei chiede cosa desidera a Tomas la radio suona un quartetto di Beethoven (anni fa Tereza ha ascoltato dal vivo quel brano e quella sera al concerto erano presenti lei, il farmacista del paesee la moglie. Tre spettatori per quattro musicisti. Quella musica per lei da quel momento ha rappresentato l’accesso ad un mondo superiore rispetto alla mediocrità ed alla grettezza della propria famiglia). Insomma tutte queste coincidenze fanno scattare qualcosa
    in lei. Quella cosa strana e indefinibile che si chiama amore, forse.
     

  16. Perplesso
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da fleurdelys00 per l'aggiornamento : Uccidere è come tagliarsi le unghie dei piedi: all’inizio solo il pensiero ti rende p   
    Uccidere è come tagliarsi le unghie dei piedi: all’inizio solo il pensiero ti rende pigro, ma quando cominci a tagliarle ti accorgi che fai molto più in fretta di quello che avevi pensato. Poi credi che passerà parecchio tempo prima di rifarlo, ma quando meno te lo aspetti sono ricresciute.


    Da Kika, Pedro Almodovar

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da klaus55bs per l'aggiornamento : Sto rileggendo “L’insostenibile leggerezza dell’essere”. Rifletto sulle coincidenze,   
    Sto rileggendo “L’insostenibile leggerezza dell’essere”. Rifletto sulle coincidenze, quelle di cui Kundera scrive a proposito
    dell’incontro tra Tomas e Tereza. Un incontro è tanto più importante quanto più è mosso dalle coincidenze, ovvero da eventi che ci fanno convergere verso una persona in modo ineluttabile. Sono le coincidenze che dovrebbero muovere tutto, non la necessità.
    La necessità è banale, scontata, prevedibile, meccanica. Le coincidenze invece hanno a che fare con il destino, quando noi ce ne accorgiamo esse si manifestano. Sì, perché spesso non ce ne accorgiamo, non ci facciamo caso e non allora succede nulla.
    Tomas è andato in un piccolo paese della Boemia per lavoro, in verità doveva andarci il suo capo ma a causa della sciatica ha mandato lui. Poche ore prima di prendere il treno per tornare a Praga si ferma a bere un cognac in un locale dove lavora Tereza. Lei vede che ha un libro sul tavolo e questo fa scattare in lei una sorta di affinità elettiva nei confronti di Tomas (raramente in quel locale i clienti hanno un libro aperto sul tavolo). Mentre lei chiede cosa desidera a Tomas la radio suona un quartetto di Beethoven (anni fa Tereza ha ascoltato dal vivo quel brano e quella sera al concerto erano presenti lei, il farmacista del paesee la moglie. Tre spettatori per quattro musicisti. Quella musica per lei da quel momento ha rappresentato l’accesso ad un mondo superiore rispetto alla mediocrità ed alla grettezza della propria famiglia). Insomma tutte queste coincidenze fanno scattare qualcosa
    in lei. Quella cosa strana e indefinibile che si chiama amore, forse.
     

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da klaus55bs per l'aggiornamento : Sto rileggendo “L’insostenibile leggerezza dell’essere”. Rifletto sulle coincidenze,   
    Sto rileggendo “L’insostenibile leggerezza dell’essere”. Rifletto sulle coincidenze, quelle di cui Kundera scrive a proposito
    dell’incontro tra Tomas e Tereza. Un incontro è tanto più importante quanto più è mosso dalle coincidenze, ovvero da eventi che ci fanno convergere verso una persona in modo ineluttabile. Sono le coincidenze che dovrebbero muovere tutto, non la necessità.
    La necessità è banale, scontata, prevedibile, meccanica. Le coincidenze invece hanno a che fare con il destino, quando noi ce ne accorgiamo esse si manifestano. Sì, perché spesso non ce ne accorgiamo, non ci facciamo caso e non allora succede nulla.
    Tomas è andato in un piccolo paese della Boemia per lavoro, in verità doveva andarci il suo capo ma a causa della sciatica ha mandato lui. Poche ore prima di prendere il treno per tornare a Praga si ferma a bere un cognac in un locale dove lavora Tereza. Lei vede che ha un libro sul tavolo e questo fa scattare in lei una sorta di affinità elettiva nei confronti di Tomas (raramente in quel locale i clienti hanno un libro aperto sul tavolo). Mentre lei chiede cosa desidera a Tomas la radio suona un quartetto di Beethoven (anni fa Tereza ha ascoltato dal vivo quel brano e quella sera al concerto erano presenti lei, il farmacista del paesee la moglie. Tre spettatori per quattro musicisti. Quella musica per lei da quel momento ha rappresentato l’accesso ad un mondo superiore rispetto alla mediocrità ed alla grettezza della propria famiglia). Insomma tutte queste coincidenze fanno scattare qualcosa
    in lei. Quella cosa strana e indefinibile che si chiama amore, forse.
     

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da klaus55bs per l'aggiornamento : Sto rileggendo “L’insostenibile leggerezza dell’essere”. Rifletto sulle coincidenze,   
    Sto rileggendo “L’insostenibile leggerezza dell’essere”. Rifletto sulle coincidenze, quelle di cui Kundera scrive a proposito
    dell’incontro tra Tomas e Tereza. Un incontro è tanto più importante quanto più è mosso dalle coincidenze, ovvero da eventi che ci fanno convergere verso una persona in modo ineluttabile. Sono le coincidenze che dovrebbero muovere tutto, non la necessità.
    La necessità è banale, scontata, prevedibile, meccanica. Le coincidenze invece hanno a che fare con il destino, quando noi ce ne accorgiamo esse si manifestano. Sì, perché spesso non ce ne accorgiamo, non ci facciamo caso e non allora succede nulla.
    Tomas è andato in un piccolo paese della Boemia per lavoro, in verità doveva andarci il suo capo ma a causa della sciatica ha mandato lui. Poche ore prima di prendere il treno per tornare a Praga si ferma a bere un cognac in un locale dove lavora Tereza. Lei vede che ha un libro sul tavolo e questo fa scattare in lei una sorta di affinità elettiva nei confronti di Tomas (raramente in quel locale i clienti hanno un libro aperto sul tavolo). Mentre lei chiede cosa desidera a Tomas la radio suona un quartetto di Beethoven (anni fa Tereza ha ascoltato dal vivo quel brano e quella sera al concerto erano presenti lei, il farmacista del paesee la moglie. Tre spettatori per quattro musicisti. Quella musica per lei da quel momento ha rappresentato l’accesso ad un mondo superiore rispetto alla mediocrità ed alla grettezza della propria famiglia). Insomma tutte queste coincidenze fanno scattare qualcosa
    in lei. Quella cosa strana e indefinibile che si chiama amore, forse.
     

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da vecchialenza6 per l'aggiornamento : Non ho smesso di pensarti, vorrei tanto dirtelo. Vorrei scriverti che mi piacerebbe t   
    Non ho smesso di pensarti,

    vorrei tanto dirtelo.

    Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,

    che mi manchi

    e che ti penso.

    Ma non ti cerco.

    Non ti scrivo neppure ciao.

    Non so come stai.

    E mi manca saperlo.

    Hai progetti?

    Hai sorriso oggi?

    Cos’hai sognato?

    Esci?

    Dove vai?

    Hai dei sogni?

    Hai mangiato?

    Mi piacerebbe riuscire a cercarti.

    Ma non ne ho la forza.

    E neanche tu ne hai.

    Ed allora restiamo ad aspettarci invano.

    E pensiamoci.

    E ricordami.

    E ricordati che ti penso,

    che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,

    che scrivo di te.

    E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.

    Ed io ti penso

    ma non ti cerco


    “Non ho smesso di pensarti”, Charles Bukowski

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da fromtheashes93 per l'aggiornamento : Ogni tanto mi viene voglia di scriverti poi non lo faccio mai. Giusto per sapere come   
    Ogni tanto mi viene voglia di scriverti poi non lo faccio mai. Giusto per sapere come stai, dove vai, cosa cucini, quando fai la pipì, come ti perdi… So che non si può più giocare con i giocattoli rotti, intristiscono pure i bambini, ma qualche mio neurone e due o tre rughe della mia faccia succede che ti ricordano ancora, allora sento un indefinito brusio come quello degli storni di notte tra i cipressi della chiesa che si sentono ma non si vedono, poi un finto stridio di un falco, e cala il silenzio, ma è un silenzio irreale, lo stridio era solo uno stupido dissuasore, che vuoi farci… bello settembre però.
  22. Mi piace
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da vecchialenza6 per l'aggiornamento : Ora che l'orizzonte è in fiamme noi rincasiamo serriamo in fretta le imposte mettiamo   
    Ora che l'orizzonte
    è in fiamme
    noi rincasiamo
    serriamo in fretta le imposte
    mettiamo in ordine i fogli
    le provviste
    i vestiti smessi dell'estate
    in attesa dei barbari

    Massimo Volume

  23. Mi piace
    odessa1920 ha ricevuto una reazione da weddingdresses8 per l'aggiornamento : Quell'angolo di lago dove ti baciai Capita che, viaggiando in auto certi luoghi in cu   
    Quell'angolo di lago dove ti baciai

    Capita che, viaggiando in auto certi luoghi in cui arrivi pensando ad altro ti richiamino alla mente persone ed eventi del passato.

    “Lì è successo qualcosa che ci riguarda, ricordi?”, potresti dire se quella persona fosse presente.

    Romanticismo?

    Un po’ di commozione.

    Poi la mente ridiventa fredda, il ragionamento si fa distaccato. È la coscienza “che sì, ma alla fine…”: è cosa passata.

    Nessuna nostalgia.

    È la consapevolezza che c’è uno spessore nelle cose che fai nel presente.

    Che non tutto si riduce a quello che vedi scorrendo rapidamente in corso d’opera.

    L’emozione è forse qui: nello scoprire che sei tu, la stessa, ma non più la stessa.

    “Un'altra” e “la stessa" convivono nel discorso che ti riguarda.

    E questo riporta lo sguardo verso il futuro. Forse è questo che apre un futuro.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da weddingdresses8 per l'aggiornamento : Quell'angolo di lago dove ti baciai Capita che, viaggiando in auto certi luoghi in cu   
    Quell'angolo di lago dove ti baciai

    Capita che, viaggiando in auto certi luoghi in cui arrivi pensando ad altro ti richiamino alla mente persone ed eventi del passato.

    “Lì è successo qualcosa che ci riguarda, ricordi?”, potresti dire se quella persona fosse presente.

    Romanticismo?

    Un po’ di commozione.

    Poi la mente ridiventa fredda, il ragionamento si fa distaccato. È la coscienza “che sì, ma alla fine…”: è cosa passata.

    Nessuna nostalgia.

    È la consapevolezza che c’è uno spessore nelle cose che fai nel presente.

    Che non tutto si riduce a quello che vedi scorrendo rapidamente in corso d’opera.

    L’emozione è forse qui: nello scoprire che sei tu, la stessa, ma non più la stessa.

    “Un'altra” e “la stessa" convivono nel discorso che ti riguarda.

    E questo riporta lo sguardo verso il futuro. Forse è questo che apre un futuro.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da fromtheashes93 per l'aggiornamento : Ogni tanto mi viene voglia di scriverti poi non lo faccio mai. Giusto per sapere come   
    Ogni tanto mi viene voglia di scriverti poi non lo faccio mai. Giusto per sapere come stai, dove vai, cosa cucini, quando fai la pipì, come ti perdi… So che non si può più giocare con i giocattoli rotti, intristiscono pure i bambini, ma qualche mio neurone e due o tre rughe della mia faccia succede che ti ricordano ancora, allora sento un indefinito brusio come quello degli storni di notte tra i cipressi della chiesa che si sentono ma non si vedono, poi un finto stridio di un falco, e cala il silenzio, ma è un silenzio irreale, lo stridio era solo uno stupido dissuasore, che vuoi farci… bello settembre però.