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            Singolo aggiornamento

            Visualizza tutti gli aggiornamenti di hocuradite

            1. FINE DELLE TRASMISSIONI 
               
              Con il tempo dovrò limitare drasticamente  i miei interventi, magari spostare tutto nella presentazione, oppure optare per silenzio; questo per due ragioni. 
              La prima legata a fattori informatici che mi impediscono di accedere a nuovi aggiornamenti per il mio tablet pre bellico funzionante a gasolio non purificato ( vedi foto).
              La seconda legata a considerazioni circa i rapporti umani, i contenuti che esprimono e le forme di comunicazione che utilizzano  (vedi il mio pistolotto qui sotto). 
               
               
              Quando ho deciso di aprire una mia bacheca pubblica l'ho fatto per mettermi in gioco; ma lo faccio con grande fatica e sospetto in quanto lo stile di comunicazione odierno imposto dai nuovi media ( cioè in sostanza il web), basato su una modalità di comunicazione sintetica e frettolosa, una emozionalità   di superficie a volte feroce, a volte amichevole, oppure distratta, quasi sempre disimpegnata, non mi appartiene ( ci metto anche annoiata, giudicante tanto per esserlo, una curiosità morbosa o spicciola). 
              Se fosse solo un fattore di sintesi non avrei nulla da obiettare, ma in quel caso bisogna essere efficaci e suggestivi nella comunicazione, come lo sono i titoli dei quotidiani o le frasi pubblicitarie, oppure essere solo autenticamente semplici, come lo sono le persone vere. 
              Il problema è che spesso questo tipo di comunicazione nasconde un vuoto, un dialogo fine a stesso e un bisogno consumistico, che la democrazia odierna ora ci concede di esprimere, facendoci diventare tutti editori da condominio e bottegai della chiacchiera.
              Esorto comunque i vostri interventi, sopratutto quelli critici, anche feroci, perché come si dice tanti nemici, tanto onore (e aggiungerei anche tanto divertimento), tanti amici, tanti  purtroppo potenziali traditori e molti opportunisti e qualche ubriaco  di passaggio ( quelli almeno sono divertenti ).  Quelli intelligenti o divertenti ovviamente sono sempre graditi, soprattutto se c'è molta ironia o un sano romanticismo tedesco o un struggente esistenzialismo, un dolore senza fine, o una spiritualità magica. 
              Se qualcuno pensa che sia uno spocchioso snob, oltre a divertimi nell'averlo scandalizzato, dico di non confondere la semplicità con la banalità, il popolo con la massa, la moderazione con la vigliaccheria;  se altri pensano che sono falso rispondo: semplicemente mi esprimo; delle cose sono reali di me , altre sono semplicemente dei desideri e tensioni, proiezioni di quello che vorrei essere, altre ancora sono dei giochi. Negli altri casi, (ovviamente oltre a non saperlo  se non giudicato da altri) potrei essere un mentitore, ma in tal caso potrei essere solo un falso vero piuttosto che un vero falso; un uomo che che è caduto e sa di aver fallito e mentito, che chiede perdono, oppure con sincerità non chiede comprensione dai  benpensanti, ma solo il diritto di sopravvivere, rubando la refurtiva dei vostri furti legalizzati,
              Siamo qui per scrivere di noi e con qualità;  è ovvio che per farlo ci mostriamo, diamo il meglio di noi e siamo verbosi, ci facciamo più belli di quello che siamo  e ciò può creare il sospetto che ciò diciamo sia solo da venditori di fumo; in fondo lo siamo, se non vogliamo rischiare di esserlo dovremmo semplicemente stare nel silenzio, non partecipare, ma non nella falsa semplicità  di dire qualcosa  ma non troppo, che piace a tutti, che sia simpatico e opportuno alla gente per farsi accettare  o che sia politicamente corretto.
              Chiedo invece a coloro che dovessero scrivere nella mia messaggistica privata almeno di non usare lo stessa tipologia di quella pubblica che ho appena descritto. Se volete giustamente non farvi coinvolgere troppo nel personale, usate appunto le conversazioni pubbliche. Mentre in quelle private scrivetemi, come si faceva un tempo prima dell'era informatica di massa, con quella modalità epistolare, fatta di riflessioni, lunghe e articolate  frasi, voglia di esprimere. 
              Come vedete è tutto un fatto di comunicazione, cioè di reale desiderio di confronto, di mettersi a nudo e di conoscere l'altro, anche odiandolo perché nell'odio c'è la comunicazione, cioè la voglia  di relazione, di capire;  è nell'indifferenza o nel  dileggio il vero funerale di ogni possibilità di relazione e speranza umana.
              Preferisco lavare i panni sporchi in piazza e tenermi e proteggere da sguardi indiscreti in casa quelli puri. I telegrammi lasciateli per annunciare funerali e matrimoni.
               
              È MORTA LA NONNA. STOP.  LEGGEVA TROPPO. STOP. PARTI E TORNA SUBITO A CASA. STOP. GIÀ CHE CI SEI  COMPRA QUALCHE  RIVISTA ANCHE PER IL NONNO. STOP.
               
               
               
              NOI SIAMO LA GENTE

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              1. tacchialti94

                tacchialti94

                penso che la comunicazione e la condivisione, come le critiche o i consigli richiedano conoscenza della persona e anche un carattere piuttosto espansivo.

                Il resto è puro divertimento o semplice stemperare la quotidianità di momenti leggeri.

                Nessuna delle due ipotesi vieta l'altra e credo possano convivere senza problemi :)

              2. hocuradite

                hocuradite

                Carissima "Sta'tenta che cadi" condivido la tua posizione. 
                La mia critica è rivolta a chi strumentalizza la nobile arte della leggerezza, dell'ozio e del disimpegno per celare il proprio vuoto esistenziale, incapacità di comunicare, disinteresse umano  e mancanza di sentimento. Io non critico, lascio che ognuno si faccia  il proprio esame di coscienza, così come io faccio il mio.
                Prima ancora che avessi tua età ero più rigido, ad esempio non riuscivo a vedere film che non fossero rigorosamente in bianco e nero, drammatici e precedenti agli anni 50. Poi il mio lato fantozziano si è ribellato, prendendo il comando e distruggendo la corazzata Potëmkin. 
                Questa leggerezza la esercito nel quotidiano della vita reale, infatti da animale pre digitale vivo internet non come una forma di interazione  ma come una relazione di tipo letterario (saggistico e narrativo) legata alla scrittura. Non si direbbe che già  nel 1987 mi approcciavo ai primi personal computer della Apple e della IBM. Pensavo nelle mie visioni, scoprendo l'esistenza delle prime reti di connessione fra istituti,  di costruire una società che fornisse servizi informativi alle aziende, una sorta di banca dati. Se mi fosse piaciuta l'informatica (nonostante mi relazionassi sempre ad essa) e non avessi fatto altre scelte di cuore, ora sicuramente mi potrei accendere le sigarette con le banconote. Ma si sa così è la vita.
                Per me la ricerca di qualità e di comunicazione (anche quella sgradevole) e stabilire  veri rapporti umani è tutto. Di tutte le persone con cui ho comunicato su internet, anche con poche parole e dopo molti anni, ne mantengo ancora un ricordo, non dimentico mai; mi basta che mi abbiano suscitato un'emozione o regalato un pensiero intelligente. E mi fa terrore pensare a loro come qualcosa che ritorna anonimo e di non sapere più quale sarà la loro vita e cosa gli accadrà.
                Grazie per aver letto uno dei miei lunghi scritti, dal momento che so che sono in pochi a farlo.


                HO AVUTA LA FORTUNA DI VIVERE IN UN PERIODO DOVE MAMMA RAI RIUSCIVA A REGALARCI TRASMISSIONI DI EVASIONE COME FANTOZZI ( ORA GIUSTAMENTE DIVENTATO DA ANTOLOGIA)  CON ALTRE PIÙ INTELLETTUALI, ADEMPIENDO COSÌ AL SUO RUOLO SOCIALE E  PEDAGOGICO.  PER NON PERDERE IL PIACERE DELLA SCOPERTA DELLA PRIMA VOLTA, SI RACCOMANDA LA VISIONE DEL. SEGUENTE SPEZZONE DI FILM SOLO A CHI HA VISTO IL FILM  PER INTERO E LA RELATIVA FONTE CINEMATOGRAFICA ( La corazzata Potëmkin - Бронено́сец «Потёмкин» - , di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn , 1925 ). 

                 

                 

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