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Attività di reputazione

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    fel55 ha ricevuto una reazione da daliahnera per l'aggiornamento :   Nocciola e argento sarebbe la tua chioma, se non la tingessi   castana o corvina. M   
      Nocciola e argento sarebbe la tua chioma, se non la tingessi
     
    castana o corvina. Ma ugualmente mi tiene al laccio. Né importa
     
    se tu la sciolga al vento o la intrecci a coda di cavallo. Ugualmente
     
    m’incendia l’anima e procura una piaga al mio cuore.
     
    Serena e ancor bella è la tua fronte,ove appena compare qualche
     
    grazioso solco che, a mo’ di vezzo, accende soave il mio petto.
     
    Falci e saette son per me le tue ciglia. Languidi i tuoi occhi di Venere,
     
    pur sempre ardenti, rapaci e rubelli. Ancor rosata è la tua bocca,
     
    maliarda quando mi bacia e soave quando fa motto. candido    
     
    e lascivo il tuo seno bello, ancora mio tesoro e giardino ameno.
     
    Vantano ancora bellezza e morbidezza le tue mani affusolate e calde.
     
    Terra promessa, cielo limpido e mare di beltà tu sei ancora per me,
     
    poi che non invecchi mai per davvero!   
            
     
     
     
     
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    fel55 ha ricevuto una reazione da theoldandthesea per l'aggiornamento :   MONTALE Clizia dice   Sebbene mezzo secolo sia scorso potremo facilmente ritrovare   
     
    MONTALE
    Clizia dice
     
    Sebbene mezzo secolo sia scorso
    potremo facilmente ritrovare
    il bovindo nel quale si stette ore
    spulciando il monsignore delle pulci.
    Sul tetto un usignolo si sgolava
    Ma non ebbe successo. Quanto al gergo
    delle sagre del popolo o a quello
    delle commedie o farse vive solo
    in tradizioni orali, se con noi fosse
    come un giorno un maestro del sermone umile
    nonché del bronzeo della patrologia,
    tutto sarebbe facile.  Ma dove
    sarà quel giorno e dove noi?
     
     
    Se esiste un cielo e in esso molte lingue,
    la sua fama d’interprete salirebbe
    in altri cerchi ancora e il puzzle sarebbe
    peggiore che all’inferno di noi sordomuti.
     
    Clizia nel ‘34
     
    Sempre allungata
    sulla “ chaise songue “
    della veranda
    che dava sul giardino,
    un libro in mano forse già da allora
    vite di santi semisconosciuti
    e poeti barocchi di scarsa reputazione
    non era amore quello
    era come oggi e sempre
    venerazione.
     
  3. Fantastico!
    fel55 ha ricevuto una reazione da lullabyblue0 per l'aggiornamento :   Se tu osservi   il dorso delle mie mani,   scorgi lo spartiacque   cui giunsi al mi   
     Se tu osservi
     
    il dorso delle mie mani,
     
    scorgi lo spartiacque
     
    cui giunsi al mio ottantesimo :
     
    a mancino quasi nulla a variante,
     
    a destra le prime maculazioni
     
    prenunzie di cascume o, per lo meno,
     
    di declino.
     
    Dunque a mezzo tra speranza di vita
     
    e tuffo nel vuoto, certo prima di te.
     
    Fa’, o divina, che nulla sia sprecato,                                 
     
    però, di quel guizzo che rimane
     
    di vera vita,
     
    prima che sia troppo tardi.
     
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    fel55 ha ricevuto una reazione da theoldandthesea per l'aggiornamento :   MONTALE Clizia dice   Sebbene mezzo secolo sia scorso potremo facilmente ritrovare   
     
    MONTALE
    Clizia dice
     
    Sebbene mezzo secolo sia scorso
    potremo facilmente ritrovare
    il bovindo nel quale si stette ore
    spulciando il monsignore delle pulci.
    Sul tetto un usignolo si sgolava
    Ma non ebbe successo. Quanto al gergo
    delle sagre del popolo o a quello
    delle commedie o farse vive solo
    in tradizioni orali, se con noi fosse
    come un giorno un maestro del sermone umile
    nonché del bronzeo della patrologia,
    tutto sarebbe facile.  Ma dove
    sarà quel giorno e dove noi?
     
     
    Se esiste un cielo e in esso molte lingue,
    la sua fama d’interprete salirebbe
    in altri cerchi ancora e il puzzle sarebbe
    peggiore che all’inferno di noi sordomuti.
     
    Clizia nel ‘34
     
    Sempre allungata
    sulla “ chaise songue “
    della veranda
    che dava sul giardino,
    un libro in mano forse già da allora
    vite di santi semisconosciuti
    e poeti barocchi di scarsa reputazione
    non era amore quello
    era come oggi e sempre
    venerazione.
     
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    fel55 ha ricevuto una reazione da theoldandthesea per l'aggiornamento :   MONTALE Clizia dice   Sebbene mezzo secolo sia scorso potremo facilmente ritrovare   
     
    MONTALE
    Clizia dice
     
    Sebbene mezzo secolo sia scorso
    potremo facilmente ritrovare
    il bovindo nel quale si stette ore
    spulciando il monsignore delle pulci.
    Sul tetto un usignolo si sgolava
    Ma non ebbe successo. Quanto al gergo
    delle sagre del popolo o a quello
    delle commedie o farse vive solo
    in tradizioni orali, se con noi fosse
    come un giorno un maestro del sermone umile
    nonché del bronzeo della patrologia,
    tutto sarebbe facile.  Ma dove
    sarà quel giorno e dove noi?
     
     
    Se esiste un cielo e in esso molte lingue,
    la sua fama d’interprete salirebbe
    in altri cerchi ancora e il puzzle sarebbe
    peggiore che all’inferno di noi sordomuti.
     
    Clizia nel ‘34
     
    Sempre allungata
    sulla “ chaise songue “
    della veranda
    che dava sul giardino,
    un libro in mano forse già da allora
    vite di santi semisconosciuti
    e poeti barocchi di scarsa reputazione
    non era amore quello
    era come oggi e sempre
    venerazione.
     
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    fel55 ha ricevuto una reazione da theoldandthesea per l'aggiornamento :   MONTALE Clizia dice   Sebbene mezzo secolo sia scorso potremo facilmente ritrovare   
     
    MONTALE
    Clizia dice
     
    Sebbene mezzo secolo sia scorso
    potremo facilmente ritrovare
    il bovindo nel quale si stette ore
    spulciando il monsignore delle pulci.
    Sul tetto un usignolo si sgolava
    Ma non ebbe successo. Quanto al gergo
    delle sagre del popolo o a quello
    delle commedie o farse vive solo
    in tradizioni orali, se con noi fosse
    come un giorno un maestro del sermone umile
    nonché del bronzeo della patrologia,
    tutto sarebbe facile.  Ma dove
    sarà quel giorno e dove noi?
     
     
    Se esiste un cielo e in esso molte lingue,
    la sua fama d’interprete salirebbe
    in altri cerchi ancora e il puzzle sarebbe
    peggiore che all’inferno di noi sordomuti.
     
    Clizia nel ‘34
     
    Sempre allungata
    sulla “ chaise songue “
    della veranda
    che dava sul giardino,
    un libro in mano forse già da allora
    vite di santi semisconosciuti
    e poeti barocchi di scarsa reputazione
    non era amore quello
    era come oggi e sempre
    venerazione.
     
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    fel55 ha ricevuto una reazione da daliahnera per l'aggiornamento : Amore,   non voglio perderti,   e non per istinto maschilista   di possesso o per ins   
    Amore,
     
    non voglio perderti,
     
    e non per istinto maschilista
     
    di possesso o per insana gelosìa,
     
    come talora sembra
     
    tu voglia dirmi.
     
    Invero non potrei fare a meno
     
    di te,
     
    chè sei il respiro della mia anima,
     
    il senso della vita mia,
     
    la compagna da cui mai
     
    potrei separarmi,
     
    se non a rischio
     
    di profonda depressione
     
    e disprezzo della vita stessa.
     
    Amore,
     
    continua ad amarmi
     
    com’io ti amo,
     
    e sempre più.
     
    Che nemmeno l’aldilà
     
    ci separi!
     
     
     
     
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    fel55 ha ricevuto una reazione da tacchialti94 per l'aggiornamento : Bocca aulente più che rosa,   petto eburneo odoroso,   volto bello   luminoso più che   
    Bocca aulente più che rosa,
     
    petto eburneo odoroso,
     
    volto bello
     
    luminoso più che sole di maggio,
     
    persona tutta
     
    armoniosa.
     
    E’ questo il gran valore
     
    della mia sposa.
     
    Ma più ancora
     
    La saggezza della mente sua
     
    E i suoi infallibili consigli.
     
     
  9. Mi piace
    fel55 ha ricevuto una reazione da daliahnera per l'aggiornamento :   Ormai m’è agevole iI mio sogno ricorrente. E’ certo. Sia pure sotto mentite spoglie   
     
    Ormai m’è agevole
    iI mio sogno ricorrente.
    E’ certo.
    Sia pure sotto
    mentite spoglie,
    hai ridestato
    lo schianto dell’abbandono,                                                           
     il dolore e la disperazione
    sempre vivi
    nella mia fragile esistenza.
     
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    fel55 ha ricevuto una reazione da daliahnera per l'aggiornamento :   Ormai m’è agevole iI mio sogno ricorrente. E’ certo. Sia pure sotto mentite spoglie   
     
    Ormai m’è agevole
    iI mio sogno ricorrente.
    E’ certo.
    Sia pure sotto
    mentite spoglie,
    hai ridestato
    lo schianto dell’abbandono,                                                           
     il dolore e la disperazione
    sempre vivi
    nella mia fragile esistenza.
     
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    fel55 ha ricevuto una reazione da theoldandthesea per l'aggiornamento : DI GIACOMO Tutto si scorda   Tutto, tutto si scorda,     tutto o si cambia o muore; e   
    DI GIACOMO
    Tutto si scorda
     
    Tutto, tutto si scorda,
     
     
    tutto o si cambia o muore;
    e una chitarra è amore
    che non ha una sola corda.
     
    Oggi sei tu; domani,
    forse, un’altra sarà;
    e poi un’altra, chissà,
    se tempo ci rimane.
     
    Occhi celesti o neri,
    colore di giglio o di rosa,
    sempre, sempre una sola cosa,
    sempre gli stessi sospiri!
     
    Se, sospirando, io dico :
    “ Quanto mi sei costata! “,
    tale e quale a qualche altra
    tu sospiri con me…
     
    Tutto, tutto si scorda,
    tutto o si cambia o muore,
    e una chitarra è amore,
     
     
    che non ha una sola corda.
     
    Ma, tremando,questa mano
    certe volte si scorda :
    e torna la prima corda
    a tentare, piano piano.
     
    E un sogno che desta
    tante cose, o addormentate,
    o lontane, o finite,
    esce da sotto a queste dita…
     
  12. Mi piace
    fel55 ha ricevuto una reazione da ciribi72 per l'aggiornamento : CASTELSARACENO     Ecco un’altra meraviglia   Della Terra dei Lucani.   Castelsaracen   
    CASTELSARACENO
     
     
    Ecco un’altra meraviglia
     
    Della Terra dei Lucani.
     
    Castelsaraceno, pittoresco
     
    “ Paese dei due Parchi “:
     
    Ad occidente l’Alpi boscoso del Pollino,
     
    ad oriente il calvo monte Raparo
     
    ai margini del Parco della Val D’Agri – Lagonegrese.
     
    Habitat di lupi, aquile e gufi reali, falconi,
     
    lontre e picchi neri.
     
    E regno di faggeti, castagneti e pini loricati
     
    Che somigliano al nostro amore corazzato
     
    Contro il tempo vorace.
     
    Ah, se fossimo ancor in età giovanile!
     
    Saremmo ai piedi della compatta cascata
     
    Del Torrente Racanello
     
    E immersi nel laghetto sottostante
     
    Come timida ninfa tu
     
    E fauno famelico io.
     
    Ci basta aver risalito la china
     
    Che porta al bosco delle novelle castagne,
     
    da noi raccolte con rito quasi religioso.
     
    E aver assistito al taglio del tronco
     
    Che s’eleva come “antenna”,
     
    trofeo per l’ardito fortunato
     
    che ne farà legna per l’imminente inverno
     
    come da atavica consuetudine.
     
    E ci ha dato felicità di coppia,
     
    al rientro in pullman,
     
    tenere stretta la tua eburnea mano
     
    tra le mie amorevoli mani.
     
     
  13. Mi piace
    fel55 ha ricevuto una reazione da chiaraoscura4 per l'aggiornamento : Cara Matilde, anche tu per la prima volta ti accosti all’altare per partecipare alla   
    Cara Matilde,
    anche tu
    per la prima volta
    ti accosti all’altare
    per partecipare
    alla mensa del Signore.
    Giorno importante
    nella tua esistenza
    come quello in cui
    apristi gli occhi alla vita
    per la prima volta.
    L’abito bianco
    riflette il tuo candore
    e preannuncia
    in piena felicità
    il tuo luminoso futuro.
    Con l’augurio
    di una vita di fede
    sempre viva
    da parte di tutti i tuoi cari.
     
     
  14. Mi piace
    fel55 ha ricevuto una reazione da chiaraoscura4 per l'aggiornamento : SALVATORE   DI   GIACOMO Da “ Sonetti antichi “ (tradotti dal napoletano) I – Nannina   
    SALVATORE  DI  GIACOMO
    Da “ Sonetti antichi “ (tradotti dal napoletano)
    I – Nannina
     
     
    Occhi di sogno, neri, appassionati,
    che del miele la dolcezza avete,
    perché, con questo guardare che fate,
    voi un braciere in petto m’accendete?
     
    Vi manca la parola e mi parlate,
    -pare che senza lacrime piangiate,-
    di questa faccina bianca anima siete,
    -occhi belli, occhi dolci, occhi fatati!
     
     
    Voi, che insieme ai fiori vi aprite,
    -e insieme con i fiori vi chiudete,-
    fiori di passione mi apparite.-
    Voi, sentimento degli innamorati,
    -m’avete fatto male e lo sapete,-
    occhi di sogno, neri, appassionati!
     
    Da “ Canzoni “
    A Marechiaro
    Quando spunta la luna a Marechiaro,
    anche i pesci vi fanno all’amore,
    si agitano le onde del mare,
    per la gioia cambiano colore,
    quando spunta la luna a Marechiaro…
     
    A Marechiaro c’è una finestra,
    la mia passione vi bussa,
    un garofano odora su una testa,
    passa l’acqua di sotto e mormora…
    A Marechiaro c’è una finestra…
     
    Chi dice che le stelle sono lucenti,
     
     
    non conosce questi occhi che tu hai in fronte,
    questi due occhi li conosco io solamente,
    dentro il cuore ne ho le punte.
    Chi dice che le stelle sono lucenti?
     
    Svegliati, Carolina, chè l’aria è dolce,
    quando mai tanto tempo ho aspettato?
    Per accompagnare i suoni con la voce,
    stasera ho portato una chitarra…
    Svegliati, Carolina, chè l’aria è dolce!...
     
  15. Mi piace
    fel55 ha ricevuto una reazione da chiaraoscura4 per l'aggiornamento :       Quanti sospiri   Traevo dal petto,   Quante lacrime dai miei occhi.   Quell’ann   
     
     
     
    Quanti sospiri
     
    Traevo dal petto,
     
    Quante lacrime dai miei occhi.
     
    Quell’anno infausto in cui
     
    Per stupide incomprensioni
     
    E avverse circostanze familiari
     
    La vita ci tenne lontani,
     
    Tu a Boiano, io a Gravina!
     
    Gran torto subì
     
    Il nostro amore.
     
    Ancora dopo tanti anni
     
    Ti chiedo perdono
     
    Per la mia parte di colpa.
     
    Dolcissima, però, torna alla mente
     
    La memoria
     
    Della tanto attesa rappacificazione.
     
    Com’eri tenera a telefono,
     
    Mentre ti chiedevo perdono
     
    Per la prima volta
     
    E ti confermai
     
    Che il mio cuore batteva
     
    Ancora forte per te
     
    E mi eri mancata tanto!
     
    Quale non fu la consolazione
     
    A udire il tuo secondo “sì”.
     
    Sì, mi amavi ancora!
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    fel55 ha ricevuto una reazione da chiaraoscura4 per l'aggiornamento : PASCOLI   Dai “ Canti di Castelvecchio “ ( 1903 – 1911 )   La tessitrice   Mi son sed   
    PASCOLI
     
    Dai “ Canti di Castelvecchio “ ( 1903 – 1911 )
     
    La tessitrice
     
    Mi son seduto su la panchetta
    come una volta…quanti anni fa?
     
     
    Ella, come una volta, s’è stretta
    su la panchetta.
     
    E non il suono d’una parola ;
    solo un sorriso tutto pietà.
    La bianca mano lascia la spola.
     
    Piango, e le dico : “ Come ho potuto,
    dolce mio bene, partir da te? “.
    Piange e mi dice d’un cenno muto :
    “ Come hai potuto? “.
     
    Con un sospiro quindi la cassa
    tira del muto pettine a sé.
    Muta la spola passa e ripassa.
     
    Piango, e le chiedo : “ Perché non suona
    dunque l’arguto pettine più ? .
    Ella mi fissa timida e buona :
    “ Perché non suona ? “.
     
    E piange, piange : “ Mio dolce amore,
     
     
    non t’hanno detto ? non lo sai tu?
    Io non son viva che nel tuo cuore.
     
    Morta! Sì, morta! Se tesso, tesso
    per te soltanto; come, non so :
    in questa tela, sotto il cipresso,
    accanto  alfine ti dormirò “.
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    fel55 ha ricevuto una reazione da chiaraoscura4 per l'aggiornamento : SALVATORE   DI   GIACOMO Da “ Sonetti antichi “ (tradotti dal napoletano) I – Nannina   
    SALVATORE  DI  GIACOMO
    Da “ Sonetti antichi “ (tradotti dal napoletano)
    I – Nannina
     
     
    Occhi di sogno, neri, appassionati,
    che del miele la dolcezza avete,
    perché, con questo guardare che fate,
    voi un braciere in petto m’accendete?
     
    Vi manca la parola e mi parlate,
    -pare che senza lacrime piangiate,-
    di questa faccina bianca anima siete,
    -occhi belli, occhi dolci, occhi fatati!
     
     
    Voi, che insieme ai fiori vi aprite,
    -e insieme con i fiori vi chiudete,-
    fiori di passione mi apparite.-
    Voi, sentimento degli innamorati,
    -m’avete fatto male e lo sapete,-
    occhi di sogno, neri, appassionati!
     
    Da “ Canzoni “
    A Marechiaro
    Quando spunta la luna a Marechiaro,
    anche i pesci vi fanno all’amore,
    si agitano le onde del mare,
    per la gioia cambiano colore,
    quando spunta la luna a Marechiaro…
     
    A Marechiaro c’è una finestra,
    la mia passione vi bussa,
    un garofano odora su una testa,
    passa l’acqua di sotto e mormora…
    A Marechiaro c’è una finestra…
     
    Chi dice che le stelle sono lucenti,
     
     
    non conosce questi occhi che tu hai in fronte,
    questi due occhi li conosco io solamente,
    dentro il cuore ne ho le punte.
    Chi dice che le stelle sono lucenti?
     
    Svegliati, Carolina, chè l’aria è dolce,
    quando mai tanto tempo ho aspettato?
    Per accompagnare i suoni con la voce,
    stasera ho portato una chitarra…
    Svegliati, Carolina, chè l’aria è dolce!...
     
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    fel55 ha ricevuto una reazione da daliahnera per l'aggiornamento :   Ormai m’è agevole iI mio sogno ricorrente. E’ certo. Sia pure sotto mentite spoglie   
     
    Ormai m’è agevole
    iI mio sogno ricorrente.
    E’ certo.
    Sia pure sotto
    mentite spoglie,
    hai ridestato
    lo schianto dell’abbandono,                                                           
     il dolore e la disperazione
    sempre vivi
    nella mia fragile esistenza.
     
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    fel55 ha ricevuto una reazione da daliahnera per l'aggiornamento :   Ormai m’è agevole iI mio sogno ricorrente. E’ certo. Sia pure sotto mentite spoglie   
     
    Ormai m’è agevole
    iI mio sogno ricorrente.
    E’ certo.
    Sia pure sotto
    mentite spoglie,
    hai ridestato
    lo schianto dell’abbandono,                                                           
     il dolore e la disperazione
    sempre vivi
    nella mia fragile esistenza.
     
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    fel55 ha ricevuto una reazione da theoldandthesea per l'aggiornamento : DI GIACOMO Tutto si scorda   Tutto, tutto si scorda,     tutto o si cambia o muore; e   
    DI GIACOMO
    Tutto si scorda
     
    Tutto, tutto si scorda,
     
     
    tutto o si cambia o muore;
    e una chitarra è amore
    che non ha una sola corda.
     
    Oggi sei tu; domani,
    forse, un’altra sarà;
    e poi un’altra, chissà,
    se tempo ci rimane.
     
    Occhi celesti o neri,
    colore di giglio o di rosa,
    sempre, sempre una sola cosa,
    sempre gli stessi sospiri!
     
    Se, sospirando, io dico :
    “ Quanto mi sei costata! “,
    tale e quale a qualche altra
    tu sospiri con me…
     
    Tutto, tutto si scorda,
    tutto o si cambia o muore,
    e una chitarra è amore,
     
     
    che non ha una sola corda.
     
    Ma, tremando,questa mano
    certe volte si scorda :
    e torna la prima corda
    a tentare, piano piano.
     
    E un sogno che desta
    tante cose, o addormentate,
    o lontane, o finite,
    esce da sotto a queste dita…
     
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    fel55 ha ricevuto una reazione da londoncalling6 per l'aggiornamento : Il tempo vola   E la vita è breve sogno.   E pur vale la pena   Viverla intensamente.   
    Il tempo vola
     
    E la vita è breve sogno.
     
    E pur vale la pena
     
    Viverla intensamente.
     
    Con gioie e dolori, sì,
     
    Ma giova viverla comunque la vita,
     
    Specie se l’accompagna
     
    L’amore.
     
    Che è luce, calore, fiducia,
     
    Speranza, illusione.
     
    Anche dispiaceri e delusioni,
     
    Certo,
     
    Ma il tutto dà un senso
     
    Al cammino terreno.
     
    Specialmente se fiacca
     
    È la fede in Dio
     
    E viviamo nello smarrimento.
     
    Beati coloro che si amano
     
    In una tensione verso il Creatore
    Dell’amore.
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    fel55 ha ricevuto una reazione da theoldandthesea per l'aggiornamento : DI GIACOMO Tutto si scorda   Tutto, tutto si scorda,     tutto o si cambia o muore; e   
    DI GIACOMO
    Tutto si scorda
     
    Tutto, tutto si scorda,
     
     
    tutto o si cambia o muore;
    e una chitarra è amore
    che non ha una sola corda.
     
    Oggi sei tu; domani,
    forse, un’altra sarà;
    e poi un’altra, chissà,
    se tempo ci rimane.
     
    Occhi celesti o neri,
    colore di giglio o di rosa,
    sempre, sempre una sola cosa,
    sempre gli stessi sospiri!
     
    Se, sospirando, io dico :
    “ Quanto mi sei costata! “,
    tale e quale a qualche altra
    tu sospiri con me…
     
    Tutto, tutto si scorda,
    tutto o si cambia o muore,
    e una chitarra è amore,
     
     
    che non ha una sola corda.
     
    Ma, tremando,questa mano
    certe volte si scorda :
    e torna la prima corda
    a tentare, piano piano.
     
    E un sogno che desta
    tante cose, o addormentate,
    o lontane, o finite,
    esce da sotto a queste dita…
     
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    fel55 ha ricevuto una reazione da tacchialti94 per l'aggiornamento : S. DI GIACOMO   Da “ Ariette e sonetti “ Pianoforte di notte   Un pianoforte di notte   
    S. DI GIACOMO
     
    Da “ Ariette e sonetti “
    Pianoforte di notte
     
    Un pianoforte di notte
    suona di lontano
    e la musica si sente
    per l’aria sospirare.
     
    E’ l’una . Dorme il vico
     
     
    su questa ninna nanna
    di un motivo antico
    di tanto tempo fa.
     
    Dio, quante stelle in cielo!
    Che luna! E che aria dolce!
    Quanto una bella voce
    vorrei sentir cantare!
     
    Ma solitario e lento
    muore il motivo antico;
    si fa più cupo il vico,
    dentro all’oscurità.
     
    L’anima mia soltanto
    rimane a questa finestra.
    Aspetta ancora. E resta,
    incantandosi, a pensare.
     
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    fel55 ha ricevuto una reazione da theoldandthesea per l'aggiornamento : DI GIACOMO Tutto si scorda   Tutto, tutto si scorda,     tutto o si cambia o muore; e   
    DI GIACOMO
    Tutto si scorda
     
    Tutto, tutto si scorda,
     
     
    tutto o si cambia o muore;
    e una chitarra è amore
    che non ha una sola corda.
     
    Oggi sei tu; domani,
    forse, un’altra sarà;
    e poi un’altra, chissà,
    se tempo ci rimane.
     
    Occhi celesti o neri,
    colore di giglio o di rosa,
    sempre, sempre una sola cosa,
    sempre gli stessi sospiri!
     
    Se, sospirando, io dico :
    “ Quanto mi sei costata! “,
    tale e quale a qualche altra
    tu sospiri con me…
     
    Tutto, tutto si scorda,
    tutto o si cambia o muore,
    e una chitarra è amore,
     
     
    che non ha una sola corda.
     
    Ma, tremando,questa mano
    certe volte si scorda :
    e torna la prima corda
    a tentare, piano piano.
     
    E un sogno che desta
    tante cose, o addormentate,
    o lontane, o finite,
    esce da sotto a queste dita…
     
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    fel55 ha ricevuto una reazione da ciribi72 per l'aggiornamento : CASTELSARACENO     Ecco un’altra meraviglia   Della Terra dei Lucani.   Castelsaracen   
    CASTELSARACENO
     
     
    Ecco un’altra meraviglia
     
    Della Terra dei Lucani.
     
    Castelsaraceno, pittoresco
     
    “ Paese dei due Parchi “:
     
    Ad occidente l’Alpi boscoso del Pollino,
     
    ad oriente il calvo monte Raparo
     
    ai margini del Parco della Val D’Agri – Lagonegrese.
     
    Habitat di lupi, aquile e gufi reali, falconi,
     
    lontre e picchi neri.
     
    E regno di faggeti, castagneti e pini loricati
     
    Che somigliano al nostro amore corazzato
     
    Contro il tempo vorace.
     
    Ah, se fossimo ancor in età giovanile!
     
    Saremmo ai piedi della compatta cascata
     
    Del Torrente Racanello
     
    E immersi nel laghetto sottostante
     
    Come timida ninfa tu
     
    E fauno famelico io.
     
    Ci basta aver risalito la china
     
    Che porta al bosco delle novelle castagne,
     
    da noi raccolte con rito quasi religioso.
     
    E aver assistito al taglio del tronco
     
    Che s’eleva come “antenna”,
     
    trofeo per l’ardito fortunato
     
    che ne farà legna per l’imminente inverno
     
    come da atavica consuetudine.
     
    E ci ha dato felicità di coppia,
     
    al rientro in pullman,
     
    tenere stretta la tua eburnea mano
     
    tra le mie amorevoli mani.