Attività di reputazione

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    pierreroche ha ricevuto una reazione da ghostnick0 per l'aggiornamento : Strano come delle volte avvertiamo di piú l'importanza della presenza quando ne vivia   
    Strano come delle volte avvertiamo di piú l'importanza della presenza quando ne viviamo la sua assenza....
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    pierreroche ha ricevuto una reazione da ghostnick0 per l'aggiornamento : – Nel passato se uno aveva un segreto e non voleva assolutamente che qualcuno lo sape   
    – Nel passato se uno aveva un segreto e non voleva
    assolutamente che qualcuno lo sapesse, lo sai che faceva? –
    – Non ne ho la minima idea. –
     
    – Andava in montagna e cercava un albero,
    scavava un buco nel tronco,
    e vi bisbigliava il suo segreto e richiudeva il buco col fango,
    così il segreto non sarebbe stato scoperto mai da nessuno. –
     
    – Ma tu pensa quanta fatica,
    io invece cercherei una donna per raccontarlo e sfogarmi. –
     
    – Non siamo tutti uguali. –
     
    – Dici bene, non siamo tutti uguali,
    io non ho segreti al contrario di te,
    tu invece ti tieni tutto dentro,
    dai su coraggio raccontami qualcosa…
    si tratta di una donna vero? –
     
    – Neanche io ho segreti. –
     
    – Avanti smettila, siamo vecchi amici,
    giuro che non lo dirò a nessuno. –

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    pierreroche ha aggiunto una reazione a ghostnick0 per l'aggiornamento : Persa dietro a un filo di pensieri che inesorabilmente portano a te   
    Persa dietro a un filo di pensieri che inesorabilmente portano a te

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    pierreroche ha ricevuto una reazione da fabienne45 per l'aggiornamento : Questo uomo sul treno posa lo sguardo oltre il finestrino. E' qui davanti a me e fini   
    Questo uomo sul treno posa lo sguardo oltre il finestrino.
    E' qui davanti a me e finisco per studiarlo attraverso il suo riflesso.
    Ha un'aria nostalgica, forse malinconica.
    Fuori piove, a dirotto.
    Lo sguardo é perso nel grigio; me ne accorgo dal fatto che alberi, case, macchine sfrecciano davanti ai suoi occhi senza provocare distrazione alcuna.
    I suoi occhi sono quelli della mente.
    Varcano ogni possibile orizzonte, ogni cosa materiale.
    É lo sguardo dell'anima quello li.
    Quello sguardo che cerca nell'infinito l'inconsistenza di una realtá.
    Quest'uomo varca chilometri di etere per riuscire a raggiungere un pensiero profondo.
    Forse un pensiero caro, forse indispensabile alla sua vita, forse tanto inseguito e forse tanto illusorio.
    Che cosa sta cercando quest'uomo?
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    pierreroche ha ricevuto una reazione da ghostnick0 per l'aggiornamento : Il castigo   Non ti avevo mai vista alla guida . C'eri tu al posto del conducente in   
    Il castigo
     
    Non ti avevo mai vista alla guida.
    C'eri tu al posto del conducente in quel momento, le mani strette sul volante della tua macchina nuova.
    La strada aveva qualche disconnessione di carreggiata a tratti per colpa dello sterrato, altre volte causa dei dossi spuntati dalle radici. Dei grandissimi pini secolari ci accompagnavano sull’orlo del tragitto.
    La campagna si apriva verso un’area incontaminata naturale e si riempiva di colori in fiore. L’orizzonte si univa alla distesa di un prato verde. Il tuo maneggio abituale distava ancora pochi chilometri; eri solita trascorrere qualche pomeriggio con il tuo cavallo.
    L’abbigliamento che indossavi era tipico dell’occasione a differenza mia che ero solo un visitatore curioso delle tue passioni. La tua camicia era bianca e aderente; aveva un colletto orientale alto che tu lasciavi sbottonato fino alla quarta asola. Eri solita e abituata a fare così, dicevi che il tuo décolleté era una delle tue parti migliori e su questo fatto, più di una volta, il mio sguardo interessato e affascinato te ne aveva data piena certezza. Il cotone era di un candido ancora più bianco alla luce primaverile; aderiva ad ogni tua forma rafforzandola voluminosamente.
    Sopra portavi una giacca di velluto blu sbottonata per guidare più comoda. Il pantalone colore fango attaccava perfettamente ad ogni tua piega. Aveva il rinforzo interno demarcato da delle cuciture che tratteggiavano la particolarità dello stile. In parte il pantalone veniva coperto da dei stivali di pelle alti fino al ginocchio. Quel tuo abbigliamento ti faceva molto più risoluta del solito e metteva forse troppa evidenza di rigore verso ciò che disapprovavi:
    – Non dovresti scrivermi di notte soprattutto se sei stanco di giornata! –
    – Beh scusami, ma stanotte avevo un’ora in più da recuperare per via del cambio d’orario legale –
    – Rischi poi di addormentarti nel momento in cui dovresti essere più sveglio, a quel punto mi arrabbierei davvero – mentre mi pronunciavi queste parole imboccavi la stradina d’ingresso del ranch facendo sobbalzare l’auto da una cunetta.
    – e se poi ti arrabbi che fa? – te lo dicevo con intenzione di sfida pur non comprendendo se effettivamente in quel momento fossi alterata davvero o se stessi solo scherzando con indifferenza.
    Per un attimo rimanevi in silenzio. Il mio sguardo rivolgeva verso il tuo per nulla condizionato dal mio e attento nell’ultima manovra. La mia insolenza unita anche forse ad un maliziosa provocazione non trovava sosta: – quindi? Se ti arrabbi che fai? –
    Improvvisamente frenavi di colpo parcheggiando l’auto. Per il terreno sconnesso le ruote presero a slittare sull’ultimo metro. Un polverone di coda si alzava dietro i nostri retrovisori.
    Ora eri tu a cercare il mio sguardo allarmato dalla frenata; ti voltavi verso di me con una risposta secca e coraggiosa:
    – ti metterò in castigo, chiaro? –
    Lo riferivi tra il serioso e un leggero ghigno di sorriso che non lasciava intendere cosa stavi mai tramando nella mente. Lo stavi dicendo con ironia? E se fosse un rimprovero o un’intimazione? Deformazione professionale pensavo, da maestra, ma allo stesso tempo iniziai a valutare, in maniera del tutto sciocco e inappropriato, un intento malizioso della ipotetica penitenza.
    – beh allora dipende tutto dal castigo – provavo a risponderle con chiara istigazione.
    Dopo essere scesa la tua portiera si chiudeva bruscamente; che ti fossi innervosita sul serio? Ragionavo dentro di me rispetto a quanto poco ti conoscevo.
    Io uscivo più prudentemente e cautamente mi avvicinavo a te seguendoti, mentre ti ridirigevi verso la scuderia. Il tuo passo era sostenuto, gli stivali battevano a terra con vigore.
    Non cercavo di raggiungerti, ti tenevo a due metri. Un po’ perché non avevo ancora intuito lo stato d’animo della tua conversazione, un po’ perché quel pantalone da fantino ti stava magnificamente indosso e non volevo di certo perdermi il movimento dei fianchi che ondulavano poco sotto la giacca.
    – mi stai guardando il culo? –
    – Cosa? – rispondevo quasi incredulo perché forse era la prima volta che ti rivolgevi così a me.
    – mi sembra che tu abbia bisogno di una lezione –
    Poco dopo eravamo nella scuderia.
    Il profumo del fieno era inebriante; il suono del respiro vivo dei cavalli interrompeva a tratti il silenzio. La fila dei box ai lati rimanevano taluni aperti e altri chiusi. Lo zoccolo dei tuoi stivali risuonava lungo il corridoio andando a sfumare rispetto al mio passo. Ti avevo per un attimo perduta nel momento che arretravo per scorgere meglio i cavalli. Alcuni erano bianchi, bruni… altri neri. Non mi ero mai interessato a questo mondo e non conoscevo affatto nulla di tutto ciò.
    E’ avvenuto verso la metà del corridoio, in un istante nel quale ero affacciato ad uno scomparto vuoto, che improvvisamente avvertivo una energica frustata sui glutei. Nel momento che mi sono girato ti ho vista con il tuo frustino in mano stretto dai guanti neri.
    – ma che fai? Ma sei pazza? Mi hai fatto male! –
    Nel vederti così non pensavo altro che indietreggiare mentre tu all’opposto venivi avanti, sempre più, pressandomi volontariamente verso l’interno del box e chiudendoti così alle spalle l’unico varco di uscita.
    – ma che fai? Ma sei impazzita? –
    – te l’ho detto, mi sembra che tu abbia bisogno proprio di essere ben educato –
    Nei pochi passi che mi rimanevano per addossarmi ad un angolo, agitavi la frusta davanti a me, lanciandomi qualche colpetto sulle gambe e sulle braccia, ma erano più leggere rispetto alla prima per la quale ero ancora indolenzito. In quel momento mi accorgevo che avevi anche un sottile sogghigno sulle labbra, un dettaglio che mi rassicurava su una volontà meno dolente rispetto a quanto sembravi asserire inizialmente.
    Allo stesso tempo, oltre ad agitare il frustino, mi accorgevo che con una mano facevi saltare ulteriormente qualche altro bottone della tua camicetta scoprendo ancora di più la fenditura di pelle tra i due seni che si spalancava senza nulla indosso. I capezzoli rimaneva invece coperti sotto il cotone e nella penombra si poteva scorgere visibilmente la punta del loro fermento.
    Arrivato in fondo alla stanza, l’ombra si faceva più fitta e lasciava alludere a quel lato d’oscurità che oltre ad essere caratteristica di quel frangente, lo era anche in corrispondenza alle nostre personalità e ai nostri intenti.
    Con le spalle ormai al muro facevi l’ultimo passo verso me con il tuo corpo quasi pungendomi con i tuoi capezzoli a punta. Alzavi la frusta con l’estremità del cuoio portando la linguetta sotto il mio mento. Con quel fare ancora sinistro e risoluto avvicinavi il viso a pochi centimetri da me. Gli occhi erano affamati.
    In quel momento capivo che c’era una sola volontà e in pochissimo tempo il silenzio fu rotto dal tuo ultimo invito: – sei pronto per la penitenza? –
     

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    pierreroche ha ricevuto una reazione da ghostnick0 per l'aggiornamento : L'amore che parla di sé in un bello sguardo la percezione in cui mi perdo è l'oltre m   
    L'amore che parla di sé in un bello sguardo
    la percezione in cui mi perdo
    è l'oltre mare di un assurdo 'sì'
     
    L'amore che arriva con movenze lente
    qui sotto gli occhi della gente
    mi parla con voce tremante...
     
    Sì... Illudendo, lusingando
    Incantando e come danzando
    afferra le mani
     
    Sì... affrettando, ansimando, provocando
    e tutto abbreviando, come adorando
     
    Ti amo tanto e ti sento arrossendo e impallidendo,
    quasi morendo, sì...
     
    L'amore che trafigge me 
    lascia che dica:
    "Non so cos'è, non lo so mica, ma credo in te, dolce nemica... Sì...."
     
    (Paolo Conte)

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    pierreroche ha ricevuto una reazione da kan-dinsky per l'aggiornamento : Sono forse medesime le sensazioni, le mie e le tue. Una luce bluette illumina il trio   
    Sono forse medesime le sensazioni, le mie e le tue.
    Una luce bluette illumina il trionfo.
    Un leggero vento, di un temporale eluso, soffia sui tuoi capelli quieti.
    La folla accresce ogni possibile disillusione.
    Su una nota provo ad inseguire con lo sguardo le tue sfumature.
    Ricerco una logica a questo desiderio sconfinato, ma senza riuscire a comprenderla.
    Sento la presenza della tua anima ancora più forte ora che sei a pochi passi da me.
    Le nostre anime quasi si sfiorano… le nostre anime si circoscrivono nella piazza...
    forse loro hanno avuto la possibilità di accarezzarsi…
    di sentirsi, di stringersi…. di perdersi…
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    pierreroche ha ricevuto una reazione da kan-dinsky per l'aggiornamento : Sono forse medesime le sensazioni, le mie e le tue. Una luce bluette illumina il trio   
    Sono forse medesime le sensazioni, le mie e le tue.
    Una luce bluette illumina il trionfo.
    Un leggero vento, di un temporale eluso, soffia sui tuoi capelli quieti.
    La folla accresce ogni possibile disillusione.
    Su una nota provo ad inseguire con lo sguardo le tue sfumature.
    Ricerco una logica a questo desiderio sconfinato, ma senza riuscire a comprenderla.
    Sento la presenza della tua anima ancora più forte ora che sei a pochi passi da me.
    Le nostre anime quasi si sfiorano… le nostre anime si circoscrivono nella piazza...
    forse loro hanno avuto la possibilità di accarezzarsi…
    di sentirsi, di stringersi…. di perdersi…
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    pierreroche ha ricevuto una reazione da kan-dinsky per l'aggiornamento : Sono forse medesime le sensazioni, le mie e le tue. Una luce bluette illumina il trio   
    Sono forse medesime le sensazioni, le mie e le tue.
    Una luce bluette illumina il trionfo.
    Un leggero vento, di un temporale eluso, soffia sui tuoi capelli quieti.
    La folla accresce ogni possibile disillusione.
    Su una nota provo ad inseguire con lo sguardo le tue sfumature.
    Ricerco una logica a questo desiderio sconfinato, ma senza riuscire a comprenderla.
    Sento la presenza della tua anima ancora più forte ora che sei a pochi passi da me.
    Le nostre anime quasi si sfiorano… le nostre anime si circoscrivono nella piazza...
    forse loro hanno avuto la possibilità di accarezzarsi…
    di sentirsi, di stringersi…. di perdersi…
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    pierreroche ha ricevuto una reazione da kan-dinsky per l'aggiornamento : Sono forse medesime le sensazioni, le mie e le tue. Una luce bluette illumina il trio   
    Sono forse medesime le sensazioni, le mie e le tue.
    Una luce bluette illumina il trionfo.
    Un leggero vento, di un temporale eluso, soffia sui tuoi capelli quieti.
    La folla accresce ogni possibile disillusione.
    Su una nota provo ad inseguire con lo sguardo le tue sfumature.
    Ricerco una logica a questo desiderio sconfinato, ma senza riuscire a comprenderla.
    Sento la presenza della tua anima ancora più forte ora che sei a pochi passi da me.
    Le nostre anime quasi si sfiorano… le nostre anime si circoscrivono nella piazza...
    forse loro hanno avuto la possibilità di accarezzarsi…
    di sentirsi, di stringersi…. di perdersi…
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    pierreroche ha ricevuto una reazione da ghostnick0 per l'aggiornamento : Incapace di percepire la forma di Te, ti trovo tutto intorno a me. La tua presenza mi   

    Incapace di percepire la forma di Te,
    ti trovo tutto intorno a me.
    La tua presenza mi riempie gli occhi del tuo bene,
    umilia il mio cuore, perché tu sei ovunque.

  12. Mi piace
    pierreroche ha ricevuto una reazione da ghostnick0 per l'aggiornamento : “…peccato che non mi ricordo dei sogni perché credo che in tutte queste notti tu stai   
    “…peccato che non mi ricordo dei sogni perché credo che in tutte queste notti tu stai accompagnando i miei...”
  13. Mi piace
    pierreroche ha ricevuto una reazione da ghostnick0 per l'aggiornamento : “ Io un confine non lo so vedere Sai che non mi piace dare un limite, un nome alle co   
    “ Io un confine non lo so vedere
    Sai che non mi piace dare un limite, un nome alle cose
    Lo trovi pericoloso e non sai come prendermi, mi dici
    Ma non so se ti credo
    Senza tutta questa fretta mi ameresti davvero? “
     
  14. Fantastico!
    pierreroche ha ricevuto una reazione da ghostnick0 per l'aggiornamento : Non serve a niente di particolare Solo tornare a pensare che tutto è bello e speciale   
    Non serve a niente di particolare
    Solo tornare a pensare che tutto è bello e speciale
    Non si dice mai, ma voglio impegnarmi
    Salvare un pezzo di cuore
    Io non vivo senza sogni e tu sai che è così
    E perdonami se sono forte, sì
    E se poi sono anche fragile
     

  15. Mi piace
    pierreroche ha aggiunto una reazione a ghostnick0 per l'aggiornamento : le regole del gioco sono fatte per essere infrante      
    le regole del gioco sono fatte per essere infrante 
     

  16. Mi piace
    pierreroche ha ricevuto una reazione da ghostnick0 per l'aggiornamento :   Gli acrobati   Ora è tempo per quella peripezia quando ti gridai: “ti prendo” e tu,   
     
    Gli acrobati
     
    Ora è tempo per quella peripezia
    quando ti gridai: “ti prendo”
    e tu, in un'improvvisa staccata
    senza rete e senza pubblico
    ti lasciasti andare
    in quel volo ribelle
    afferrandoti stretta a me
    in un volteggio così deciso.
     
    Il nostro spettacolo ora è aperto
    ha scelto di unirci
    in questo fremito acrobatico
    dove, su altalene legate al cielo
    dondoliamo e volteggiamo
    nel perfetto contrappeso
    di desiderio e d’amplesso.
     
    Legati a queste vite parallele
    dove avvertiamo in continuazione
    un’oscillazione emotiva
    sappiamo un'altra volta ancora
    che potremmo tentare
    un nuovo salto mortale
    con la certezza di non precipitare mai
    già indubbi a liberarci
    nelle nostre peripezie passionali.
     

  17. Fantastico!
    pierreroche ha aggiunto una reazione a ghostnick0 per l'aggiornamento :   

  18. Fantastico!
    pierreroche ha ricevuto una reazione da ghostnick0 per l'aggiornamento : ...forse non dovrei lasciarmi prendere così... ...forse non potrei promettere di più.   
    ...forse non dovrei lasciarmi prendere così...
    ...forse non potrei promettere di più...
    Sembrava non mancasse nulla nella mia vita, eppure continuo in ogni istante a ricercarti....
    In alcuni momenti credo di essere inopportuno, in altri forse che sto un po' esagerando...
    Provo a cercare un 'perché', ma poi finisco sempre per trascurarlo....
    Sento di volere di più, ma ho paura che potremmo farlo...
    Sento di volertelo dire, ma ho paura di perdere qualcosa...
    Ho voglia di chiudere gli occhi e perdermi ancora nel tuo bacio...
    Ho voglia di te senza dovermi spiegare del perché...
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    pierreroche ha ricevuto una reazione da ghostnick0 per l'aggiornamento : La nostra azienda può giocare un ruolo di supporto per la Girelli & Company, prom   
    La nostra azienda può giocare un ruolo di supporto per la Girelli & Company, promuovendo un modello organizzativo all’interno del dipartimento trasporti e operando per una ricostruzione del team di lavoro più efficiente e sinergico.
    L’obiettivo è infatti potenziare a livello organizzativo le funzioni interne alla logistica e inglobare all’interno del CETRI attività che prima erano esclusive di altre strutture (es. SOFT), ricostruendo al contempo anche un legame forte con il gruppo di lavoro del commerciale.
    Progetti condivisi, progettazione integrata…e....
    ….e….
    …e… dove ero rimasto nella mia relazione da scrivere….?
    …e… ho voglia di scrivere questa relazione?
    …e… penso a te…
    …e …mi si annebbia la vista…
    …e…. improvvisamente cambio la mia scena, e mi viene da prendere a scrivere… mi proietto....
    ... improvvisamente mi sveglio…
    …non è una di quelle scene nel sonno che di soprassalto uno si sveglia da un sogno, no... è esattamente il contrario; io mi sveglio - mi sveglio dal quotidiano all'interno di un sogno.
    Il contesto così non è quello del mio ufficio, della mia scrivania…
    Sono in una casa che non riconosco, ma è come se l’orientamento l’avessi nella memoria e in breve lasso di tempo recupero qulla sensazione di cognizione e appartenenza propria del sogno.
    Tutto l’ambiente diventa così familiare e nostro.
    Nostro nel senso di mio e suo, perché so già che lei è qui, nelle stanze, nel mio sogno.
    Mi sveglio dicevo e sono in un letto, somiglia al risveglio di una qualsiasi mattina di domenica.
    La luce passa tra le finestre di questa stanza shabby, bianca, con le tende che fanno un leggero movimento mosse da un’aria impalpabile.
    C’è un tiepido clima che sembra voler preannunciare la conclusione di una stagione fredda e l’apertura della prossima primaverile. E’ tutto in penombra, si sente il rumore di una lavatrice nel mio dormiveglia e l’acuta interpretazione di una musica di James Last.

    Mi alzo e mi avvio verso il bagno. Il corridoio è illuminato dalle finestre laterali. Alle pareti quadri riprendono dettagli di lei – fotografie in bianco e nero dei suoi capelli, dei suoi occhi… dei suoi fianchi… delle sue gambe – che li abbia scattati io?
    Ho i piedi scalzi, il pavimento è freddo. La camicia del pigiama ha i bottoni aperti… l’aria mattutina che soffia nel corridoio mi risveglia come beccandomi il petto.
    Arrivo allo specchio e mi guardo la barba incolta – so che a lei non piace.
    Prendo il rasoio e cerco il barattolo di sapone Panama.

    Sul mobile non c’è.

    Controllo nella pochette che utilizzo per i viaggi, che l’avessi lasciata a Mestre?

    Non c’è.

    Poi mi accorgo che anche il pennello da barba non è al suo posto e ricordo benissimo di averlo visto la sera precedente. Mi riavvio verso il corridoio per andare nel bagno di Rebecca.

    Oltre la porta a vetro piombato si nota il muoversi delle sue ombre corporee; busso delicatamente e le parlo dall'uscio sottile:

    – hai visto per caso il mio sapone e pennello da barba? –
    – Li ho presi io… vieni, entra pure… –

    Si lascia così sorprendere in accappatoio con le creme aperte sullo sgabello il legno, un piede si sorregge sulla vasca mente le mani massaggiano la parte superiore della gamba, come se tutto fosse naturale come sempre.
    – Guarda è li, te li ho presi in prestito stamattina, non potevo svegliarti… dormivi così bene: Buongiorno! – lo dice con un sorriso ed un timbro di rimprovero per il mio solito difetto: irruzione senza prima aver la gentile educazione di salutare.

    Il pennello è bagnato e il barattolo ha un residuo di schiuma bianca sulla scritta.
    – ma da quando in qua ti fai la barba? – Le dico con un ironico timbro su un risolino accennato, ma non riuscendo bene a comprendere perché non avesse utilizzato la sua ceretta abituale.

    – da stamattina… erano folti e li ho tagliati tutti… – mi risponde.
    – ma non usi la ceretta? –
    Mi guarda e poi scoppia a ridere – sai che dolore...! –

    Ride, ma io non capisco.
    Dopo le risa, chiude il coperchio della crema aprendo invece qualche altra lozione oleosa. Abbassa la gamba destra trattenuta fino in quel momento variando sulla sinistra che si alza a raggiungere l’orlo della vasca da bagno.

    In quel preciso istante l’accappatoio si apre leggermente sull’inguine scoprendo il triangolo nudo e latteo di contrasto con l’abbronzatura. Improvvisamente riesco a ricollegare tutto; l’inguine non ha può alcun pelo, è nitido, pallido, mostra distintamente la fenditura rosa, carnosa. 

    Poi improvvisamente Rebecca si alza dando una stretta alla cinta di spugna. Distolgo lo sguardo imbarazzato per il tempo in cui sono rimasto intontito.

    Si avvicina… abbracciandomi da prima sul collo e poi toccando il dito la mia barba.

    – Ora vai a toglierti questa barba così trascurata e comunque grazie! Non ti dispiace se lo prenderò in prestito ancora vero? E’ un’ottima schiuma e poi il pennello massaggia divinamente bene…  –

    Esce verso la casa… mentre io rimango imbambocciato e con il solito senso di assoluto disagio, con il pennello ed un barattolo in mano.

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    pierreroche ha ricevuto una reazione da ghostnick0 per l'aggiornamento : L'imprinting Sonocresciuto all’interno di un negozio di parrucchiere per signora, via   
    L'imprinting
    Sonocresciuto all’interno di un negozio di parrucchiere per signora, viale delle Formaci, Roma. Ricordo le donne in camice rosa, gli odori delle lacche, il rumore del fono e i colori dei bigodini con cui giocavo.
    Ricordo quando tiravo loro il grembiule, le voci che chiamavano per il mio nome, al diminutivo… e le clienti che mi sollevavano di peso per sorridermi con quei visi incipriati e manicure appena fatte – stili di inizi anni settanta.
    Il mondo femminile mi ha sempre affascinato, trattiene in se tutti i particolari che visivamente mi compiace accogliere.
    E’ un mondo accattivante e ne vale sempre il desiderio di esplorarlo – che male c’è?
    Lo faccio comunque con distacco, con una separazione emotiva che non sempre viene compresa ed accettata; le pulsioni attrattive di questo universo sull’uomo si fanno pungenti, colgono e mettono in tensione sempre il nervo più libidinoso, diversamente il pieno controllo di un distacco, mi permette di anatomizzare questo universo, cogliendone sfumature, suoni e anche piaceri.
    Da adolescente, mia madre trasferì il suo negozio da parrucchiera sotto la nostra abitazione; le sue clienti attraversavano un cortile per recarsi dall’ingresso, pochi passi dal giardino al negozio.
    Le conoscevo quasi tutte, erano più di quattrocento, ma nella quantità a me piacevano in particolare quattro.
    Entravo di nascosto in negozio verso l’ora di mezzodì, tutti erano in pausa. Consultavo l’agenda degli appuntamenti settimanali per annotare alla mente in quale giorno e a quale ora fossero passate. La signora Saveria, Rita Vespa, Anna e quella che chiamavano ‘la Professoressa, era anche il sopranome riportato settimanalmente in agenda.
    In cantina, lungo l’intercapedine umida, una piccola finestra dava sul terreno del cortile e da quel nascondiglio, per il breve tratto di strada, potevo osservare le gambe di queste clienti transitare verso l’ingresso del negozio. Era un percorso breve, cinque forse sei passi prima che una di loro salisse i tre gradini.
    Proprio in quell’ultimo istante la posizione poteva essere ancora più ottimale, ma la frazione di secondo era minima. Solo alcune volte sono riuscito a scorgere l’accenno di un ricamo sull’orlo della Professoressa.
    Non ricordo quando ho smesso questo rito, forse quando ho iniziato ad avere maggiori possibilità di osservazioni dirette sulle donne.
    Ma il ricordo di quel diversivo mi riempie di simpatia, leggerezza e di nostalgia.
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    pierreroche ha ricevuto una reazione da ghostnick0 per l'aggiornamento : Spiagge umide, serrande chiuse e bar vuoti, piove da due giorni a Lugano. Pioveva dav   
    Spiagge umide,
    serrande chiuse e bar vuoti,
    piove da due giorni a Lugano.
    Pioveva davvero anche quella sera a Lugano, io ero alla guida, tu scavalcavi i sedili anteriori facendo attenzione all’abito da sera.
    Ti spingevi fino all’abitacolo posteriore per fermare una bottiglia di Cordon Rouge che sbatteva nel retro del bagagliaio.
    – ci sono danni? –
    – no mio capitano… –
    Poi ti eri fermata li come fossi viaggiatrice su un auto nobile ed io il tuo chauffeur. Mi mancava solo il berretto e prendevi di già a scherzare chiamandomi Ambrogio.
    Non avevi mai viaggiato da quella prospettiva, neppure sopra la scema immaginazione di un cliché.
    Io poi ho preso a chiamarti Marchesa ed abbassavo il retrovisore verso le tue gambe imprigionate da una rete scura; incominciavi così a intrattenere con il tuo desiderio, accavallandole, cercando in ogni minuto successivo di controllare il più possibile la tua impazienza…
    In seguito, la macchina parcheggiava ad un angolo, i fari accessi e la pioggia torrenziale che suonava sul telaio.
    Perché non andammo più al teatro quella sera Rebecca?
    Pioveva forte quella sera a Lugano.
  22. Fantastico!
    pierreroche ha ricevuto una reazione da ghostnick0 per l'aggiornamento :   La prima conversazione   - Davvero difficile rimanere in silenzio e non parlarle pe   
     
    La prima conversazione
     
    - Davvero difficile rimanere in silenzio e non parlarle per farle un complimento… -
    - Mi dica, sperando che la sua sia un’affermazione positiva - 
    - Intendevo che sono stato piacevolmente colpito -
    - Ho specificato perché molto spesso c’è qualcosa di me che lascia spazio al fraintendimento -
    - perché fraintendere?
    ...non bisognerebbe mai soffermarsi solo sulle apparenze, provando ad andare oltre -
        
    - lo sa, tutti hanno la tua intelligenza e sensibilità.
    Le confido una cosa: poco fa un ragazzo passando ha lanciato un'allusione ad alta voce sulle mie gambe -
    - Il problema non è il pensiero, ma il modo.
    Le persone si perdono nella mancanza di stile... nel modo per poterle dire le cose, senza mai creare imbarazzi, non trova?
    Le sue gambe ammetto sono piaciute molto anche a me; forse penso che aspettavano gli occhi giusti per lasciarsi osservare... -
     

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    pierreroche ha ricevuto una reazione da ghostnick0 per l'aggiornamento : È bello avere un pensiero felice, una persona che senti di poter portare con te nel t   
    È bello avere un pensiero felice, una persona che senti di poter portare con te nel taschino della camicia, con la quale sentire di potersi confidare liberamente...
    Penso che le anime abbiano una dimensione tutta loro e che a volte si cercano e altre volte si trovano e si riconoscano.
    Le anime viaggiano su una dimensione e una frequenza sulla quale riescono a sintonizzarsi esclusivamente. Una sintonia fatta di concetti, di attimi, di dettagli... di affinitá....
    Per la maggior parte della vita si vaga senza sentirla questa sintonia; si vive a distanza con uno scetticismo emotivo... ma quando avviene senti che é un bene prezioso che non vuoi sprecare... e ci si puó ricredere che siamo meno soli.. che qualcuno come noi c'è...