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            Visualizza tutti gli aggiornamenti di scompaiomatorno

            1. Nei “ Sassi di Matera “al calar del sole

              Fino agli anni Cinquanta

               

              Or che nella corte del vicinato

              Sirio lentamente s’asconde

              Dietro i crinali dell’Appennino,

              Si smorza il chiasso dei fanciulli.

              Ad una ad una escono dalle case-grotte

              Le madri e le figlie da marito

              Ch’hanno di già approntato

              Il modesto desinare ai mariti o ai padri.

              Han tempo fino all’imbrunire e oltre,

              Per spettegolare o lamentarsi,

              Quando stanchi e affamati

              Gli uomini tornano dai campi seminati

              O dai piccoli orti o dalle vigne proprie,

              talora dalle altrui proprietà.

              L’asino o il mulo a lor dinanzi

              Avanzano zoccolando sul selciato sconnesso.

              Qual più gonfia qual meno

              Donzolano le bisacce

              E canta l’acqua di fonte nei barili.

              Le fiasche son vuote, più di vino che d’acqua.

              La parca cena li ristora, il vino, prezioso

              E perciò misto ad acqua, li disseta.

              Indi assisi sul muricciolo con gusto

              Aspirano tabacco dalla pipa attempata

              O dallo spinello fresco di paziente fattura.

              Han poco tempo per scambiare

              Qualche parola coi vicini di casa,

              Già che la stanchezza del duro lavoro

              Ormai ha il sopravvento e calano

              Le palpebre, di tanto in tanto.

              Le donne di casa han sparecchiato

              E lavato le stoviglie, non tante.

              Ora mettono a letto i loro uomini e bambini,

              Spengono i costosi lumi e tornano

              A confabular con le vicine.

              Che mai si dicon tra loro?

              E’ presto detto: nascite, matrimoni e lutti,

              Figli e acciacchi, gioie e dolori,

              Speranze e delusioni.

              Anche l’andamento del tempo

              È tema ricorrente, perché dai capricci del cielo

              Dipende ogni spiga, ogni legume,

              Ogni tronco di vite, ogni dono dell’orto,

              Ogn’erba selvatica o medicinale.

              Vita semplice e dura, scandita

              Dalla vicenda incessante delle stagioni. 

              Vita breve per ogni sorta di male,

              Che non risparmia bambini, gestanti,         Puerpere, uomini sfiancati dalle fatiche

              Dal primo mane a tarda sera,

              Più di rado anziane dalla pelle grinzosa.

              Eppur vita tranquilla, più che nel dopoguerra

              Frenetico, incalzato da presunto progresso.

               

               

               

               

              1. scompaiomatorno

                scompaiomatorno

                Grazie Fel!!! Sei molto gentile e condividere sulla Community questi versi bellissimi!

              2. fel55

                fel55

                Se è vero

                Che ancor m’accetti

                Quale amante e sposo

                Indissolubilmente a te congiunto,

                E’ vero anche

                Che la tua fiducia traballa

                E ti rode la gelosìa latente

                • Credimi – immotivata.

                  Quali prove ancora

                  Ti attendi?

                  T’amo ancora…

                  come sempre

                  E mai potrei…

                  Fare a meno di te!