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  1. Fantastico!
    unacomete89 ha ricevuto una reazione da karma19580 per l'aggiornamento : scovando e riscovando,,,,,mi e caduto l occhio su due lettere d amore del passato,,,,   
    scovando e riscovando,,,,,mi e caduto l occhio su due lettere d amore del passato,,,,scritte da grandi della storia,,,,mi sono chiesta ma se oggi un uomo tornasse a scrivere una lettera d amore cosa scriverebbe ?????  A VOI LARGA SENTENZA
     
     
    La lettera romantica di Wolfgang Amadeus Mozart a Constanze Weber, 1785
    Oh se avessi una tua lettera già! Se ti raccontassi tutto quello che faccio con il tuo ritratto, certo ti metteresti a ridere. Per esempio, quando lo tiro fuori dalla custodia dico “Buon giorno piccola Constanze, buongiorno birichina, micetta, nasino a punta, bagatella” e quando lo ripongo lo faccio scivolare piano e dico “Be’, be’ be’ be’” ma con l’espressione speciale che questa parola così significativa esige. E alla fine, in fretta, “Buonanotte topolino, dormi bene!”. Credo proprio di aver scritto delle stupidaggini, per gli altri almeno, ma per noi che ci amiamo tanto non è affatto stupido. Sono sei giorni che sono lontano e mi sembra già un anno. Ti bacio milioni di volte tenerissimamente e sono il tuo sposo che ti ama sempre teneramente.
    Eternamente mio, eternamente tua, eternamente nostri; la lettera all’amata di Ludwig van Beethoven, Teplitz, 7 luglio 1812
    Anche a letto i miei pensieri corrono a te, mia amata immortale, lieti talvolta, poi di nuovo tristi, in attesa di sapere se il destino ci esaudirà. Per affrontare la vita, io debbo vivere esclusivamente con te oppure non vederti mai. Sì, ho deciso di errare andando lontano, fino a quando potrò volare fra le tue braccia, dirmi davvero a casa mia da te e, circondato dalle tue braccia, lasciare che la mia anima sia trasportata nel regno degli spiriti beati…
    Sii calma, soltanto considerando con calma la nostra esistenza possiamo raggiungere il nostro scopo che è di vivere assieme – Sii calma – amami – Oggi – ieri – che struggente desiderio, fino alle lacrime, di te – di te – te – vita mia – mio tutto – addio – Oh, continua, continua ad amarmi – non disconoscere mai il fedelissimo cuore del tuo amato.
    Eternamente tuo
    Eternamente mia
    Eternamente uno dell’altro
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    unacomete89 ha ricevuto una reazione da karma19580 per l'aggiornamento : VOGLIO DEDICARVI QUESTA SERA UN MONOLOGO DI EDUARDO DE FILIPPO,,,,,NELLA COMMEDIA TEA   
    VOGLIO DEDICARVI QUESTA SERA UN MONOLOGO DI EDUARDO DE FILIPPO,,,,,NELLA COMMEDIA TEATRALE  LA MIA FAMIGLIA   LA REPUTO PERFETTA PER I TEMPI CHE CORRONO,,,,,CHI CONOSCE L OPERA SAPRÀ DI SICURO A COSA IO FACCIA RIFERIMENTO,,,,,,un bacione a tutti
     
    ALBERTO - E pure se parlavo, non era la stessa cosa? Avrei potuto proibire a lui di andare a Parigi? E con quali mezzi? Un padre di oggi, di fronte alla strafottenza dei figli, o parla o è muto, è ‘a stessa cosa. (Puntando l’indice prima verso sua moglie e poi verso i figli) Tu, tu, tu, poco per volta, siete riusciti a farmi rinunciare a qualsiasi diritto, e a farmi sentire libero da qualsiasi dovere. Questo è il momento di parlare! E non ho paura di sembrare uno che voglia infierire contro un disgraziato già caduto in una situazione tragica: le mie parole devono avere per lui il valore che hanno, soprattutto perché vengono da me, che song’ ‘o pate. Se è stato lui che ha commesso il reato, le mie parole, se gli è rimasto tanto di buon senso e di dignità, lo faranno soffrire di più; e peggio per lui! Ma se è innocente, come penso e spero che sia, gli serviranno per l’avvenire. (Un pensiero che lo amareggia gli attraversa la mente. Repentinamente si rivolge a sua figlia, e con durezza l’affronta) Per te no. Per te non ci sono argomenti da smaltire. (Indicando Beppe) Lui, dopo una quindicina d’anni di galera, può rifarsi una vita; tu no! E se te ne vai mi fai piacere. (Rosaria, intimamente ferita, china il capo e lentamente si apparta. Intanto Alberto, dopo un silenzio che gli è servito a mettere un po’ d’ordine nelle sue idee confuse, riprende il filo del suo discorso interrotto) Quando sposai tua madre… lei sta qua, lo può dire… ne parlavamo da fidanzati, anzi, io ne parlavo sempre, lei meno… Volevo dei figli. E infatti venisti tu: il maschio! Mi sentii un Dio. E pensai: “Nun moro cchiù”. Non vedevo più nessuno; non mi occupavo più di tante cose che mi erano sembrate indispensabili fino a quel momento. Dicevo: “Tengo nu figlio… che me mporta d’ ‘o riesto!” Mi sentivo felice perché capivo che, finalmente, potevo riversare su me stesso… perché un figlio è parte di te stesso… tutto l’affetto che mio padre e mia madre avevano riversato su di me, evidentemente con lo stesso sentimento mio. E faticavo, faticavo cu’ na forza e na capacità di resistenza che facevano meraviglia a me stesso. “Nun moro cchiu”. Cammenavo p’ ‘a strada, e parlando solo dicevo: “Nun moro cchiu”. Poi venne il periodo delle malattie; sciocchezze, si capisce, malattie che tutti i bambini devono avere; ma ogni volta avevo l’impressione di tornare a casa e di non trovarti più. E vuoi sapere quali erano i pensieri che mi venivano in mente in quei momenti? Uno dei pensieri che più mi torturava era quello che mi faceva credere che se tu morivi la colpa sarebbe stata mia. Non perché ti avevo fatto mancare qualche cura o qualche specialista; ma perché pensavo: “L’ho messo io al mondo, la colpa è mia!” Tu capisci, allora, che un padre, di fronte a un figlio, la responsabilità se la sente; per quello che deve fare, per come deve vivere quando sarà grande. Che Iddio mi fulmini se una sola volta pensai di fare qualche cosa per costringerti a farti prendere la mia stessa strada, e farti avere il mio stesso avvenire. Perché tu lo devi sapere, questo: nemmeno io sono contento di quello che sono! Io pure, da ragazzo, avevo delle aspirazioni superiori alle mie possibilità. Tua madre lo sa. Scrivevo poesie! Ma poi uno si piega, uno capisce che a certe altezze non ci può arrivare; e, secondo te, non sarebbe stata una gioia per me, di vederti emergere, come non era stato possibile a me? Ecco perché quando venisti al mondo, io dicevo: “Nun moro cchiu”. (Ora la sua espressione diventa amara) Poi venne la seconda: la femmina. Coppia perfetta: maschio e femmina. (Imitando il vocio confuso e festante di un gruppo di amici e parenti invitati nel giorno del battesimo di Rosaria) “Che fortuna! Bene! Bravo! Il maschio e la femmina! Auguri, auguri…” Ma io già mi ero disamorato; già l’entusiasmo non era più quello del primo figlio; già non intervenivo più quando vedevo una cosa sbagliata; già sentivo da molto tempo mia moglie che diceva: “Albe’, ma ti sembra il momento?” come ha detto poco fa. E invece voglio parla’. Può darsi che sono ancora in tempo. (Come per reclamare un suo diritto) Voglio parla’! E voglio dire tutti i luoghi comuni, le frasi più vecchie; non mi vergogno! Voglio citare i proverbi più antichi. L’arta ‘e tata è meza mparata. Chi va per questi mari questi pesci piglia. Chi te ne fa una te ne fa mille. Chi pratica con lo zoppo impara a zoppicare. Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. Meglio l’uovo oggi che la gallina domani. (Si ferma per un attimo scrutando l’impressione di ognuno, poi chiede bruscamente) E non ridete? Perché non ridete? Io sto dicendo le cose più antiche, e non ridete? Come vedete un passo lo abbiamo fatto: voi mi sentite dire queste cose rancide e non ridete. E io le dico e non mi vergogno… È importante… è importante assai. Questo significa che voi avete tentato di farmi diventare una cosa inutile; ma che non ci siete riusciti; e che io ho creduto di trovarmi di fronte a gente che vedeva con un occhio più aggiornato del mio e non era vero. È importante… è un miracolo!
  3. Perplesso
    unacomete89 ha ricevuto una reazione da karma19580 per l'aggiornamento : DOMANDA TENTAZIONE    Cosa è per voi la MODA,,,,,,chi ha il diritto di dettarla ?? e   
    DOMANDA TENTAZIONE 
     
    Cosa è per voi la MODA,,,,,,chi ha il diritto di dettarla ?? e perché  se si è fuori dai tempi non siamo più ben accetti dalla società ??
  4. Fantastico!
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    unacomete89 ha aggiunto una reazione a daliahnera per l'aggiornamento : Ciao Cara!  Dalla tua immagine di copertina presumo tu sia già pronta per l'autunno c   
    Ciao Cara!  Dalla tua immagine di copertina presumo tu sia già pronta per l'autunno come me  
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    unacomete89 ha ricevuto una reazione da torinoroby3 per l'aggiornamento :     
     
  7. Perplesso
    unacomete89 ha ricevuto una reazione da karma19580 per l'aggiornamento : DOMANDA TENTAZIONE    Cosa è per voi la MODA,,,,,,chi ha il diritto di dettarla ?? e   
    DOMANDA TENTAZIONE 
     
    Cosa è per voi la MODA,,,,,,chi ha il diritto di dettarla ?? e perché  se si è fuori dai tempi non siamo più ben accetti dalla società ??
  8. Fantastico!
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    unacomete89 ha aggiunto una reazione a beautifullmind0 per l'aggiornamento : non vedi l'ora che arrivi l'autunno, no? almeno da quello che capisco dalla foto che   
    non vedi l'ora che arrivi l'autunno, no? almeno da quello che capisco dalla foto che hai aggiunto  
  10. Fantastico!
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  11. Fantastico!
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  12. Perplesso
    unacomete89 ha ricevuto una reazione da karma19580 per l'aggiornamento : DOMANDA TENTAZIONE    Cosa è per voi la MODA,,,,,,chi ha il diritto di dettarla ?? e   
    DOMANDA TENTAZIONE 
     
    Cosa è per voi la MODA,,,,,,chi ha il diritto di dettarla ?? e perché  se si è fuori dai tempi non siamo più ben accetti dalla società ??
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    unacomete89 ha ricevuto una reazione da karma19580 per l'aggiornamento : VOGLIO DEDICARVI QUESTA SERA UN MONOLOGO DI EDUARDO DE FILIPPO,,,,,NELLA COMMEDIA TEA   
    VOGLIO DEDICARVI QUESTA SERA UN MONOLOGO DI EDUARDO DE FILIPPO,,,,,NELLA COMMEDIA TEATRALE  LA MIA FAMIGLIA   LA REPUTO PERFETTA PER I TEMPI CHE CORRONO,,,,,CHI CONOSCE L OPERA SAPRÀ DI SICURO A COSA IO FACCIA RIFERIMENTO,,,,,,un bacione a tutti
     
    ALBERTO - E pure se parlavo, non era la stessa cosa? Avrei potuto proibire a lui di andare a Parigi? E con quali mezzi? Un padre di oggi, di fronte alla strafottenza dei figli, o parla o è muto, è ‘a stessa cosa. (Puntando l’indice prima verso sua moglie e poi verso i figli) Tu, tu, tu, poco per volta, siete riusciti a farmi rinunciare a qualsiasi diritto, e a farmi sentire libero da qualsiasi dovere. Questo è il momento di parlare! E non ho paura di sembrare uno che voglia infierire contro un disgraziato già caduto in una situazione tragica: le mie parole devono avere per lui il valore che hanno, soprattutto perché vengono da me, che song’ ‘o pate. Se è stato lui che ha commesso il reato, le mie parole, se gli è rimasto tanto di buon senso e di dignità, lo faranno soffrire di più; e peggio per lui! Ma se è innocente, come penso e spero che sia, gli serviranno per l’avvenire. (Un pensiero che lo amareggia gli attraversa la mente. Repentinamente si rivolge a sua figlia, e con durezza l’affronta) Per te no. Per te non ci sono argomenti da smaltire. (Indicando Beppe) Lui, dopo una quindicina d’anni di galera, può rifarsi una vita; tu no! E se te ne vai mi fai piacere. (Rosaria, intimamente ferita, china il capo e lentamente si apparta. Intanto Alberto, dopo un silenzio che gli è servito a mettere un po’ d’ordine nelle sue idee confuse, riprende il filo del suo discorso interrotto) Quando sposai tua madre… lei sta qua, lo può dire… ne parlavamo da fidanzati, anzi, io ne parlavo sempre, lei meno… Volevo dei figli. E infatti venisti tu: il maschio! Mi sentii un Dio. E pensai: “Nun moro cchiù”. Non vedevo più nessuno; non mi occupavo più di tante cose che mi erano sembrate indispensabili fino a quel momento. Dicevo: “Tengo nu figlio… che me mporta d’ ‘o riesto!” Mi sentivo felice perché capivo che, finalmente, potevo riversare su me stesso… perché un figlio è parte di te stesso… tutto l’affetto che mio padre e mia madre avevano riversato su di me, evidentemente con lo stesso sentimento mio. E faticavo, faticavo cu’ na forza e na capacità di resistenza che facevano meraviglia a me stesso. “Nun moro cchiu”. Cammenavo p’ ‘a strada, e parlando solo dicevo: “Nun moro cchiu”. Poi venne il periodo delle malattie; sciocchezze, si capisce, malattie che tutti i bambini devono avere; ma ogni volta avevo l’impressione di tornare a casa e di non trovarti più. E vuoi sapere quali erano i pensieri che mi venivano in mente in quei momenti? Uno dei pensieri che più mi torturava era quello che mi faceva credere che se tu morivi la colpa sarebbe stata mia. Non perché ti avevo fatto mancare qualche cura o qualche specialista; ma perché pensavo: “L’ho messo io al mondo, la colpa è mia!” Tu capisci, allora, che un padre, di fronte a un figlio, la responsabilità se la sente; per quello che deve fare, per come deve vivere quando sarà grande. Che Iddio mi fulmini se una sola volta pensai di fare qualche cosa per costringerti a farti prendere la mia stessa strada, e farti avere il mio stesso avvenire. Perché tu lo devi sapere, questo: nemmeno io sono contento di quello che sono! Io pure, da ragazzo, avevo delle aspirazioni superiori alle mie possibilità. Tua madre lo sa. Scrivevo poesie! Ma poi uno si piega, uno capisce che a certe altezze non ci può arrivare; e, secondo te, non sarebbe stata una gioia per me, di vederti emergere, come non era stato possibile a me? Ecco perché quando venisti al mondo, io dicevo: “Nun moro cchiu”. (Ora la sua espressione diventa amara) Poi venne la seconda: la femmina. Coppia perfetta: maschio e femmina. (Imitando il vocio confuso e festante di un gruppo di amici e parenti invitati nel giorno del battesimo di Rosaria) “Che fortuna! Bene! Bravo! Il maschio e la femmina! Auguri, auguri…” Ma io già mi ero disamorato; già l’entusiasmo non era più quello del primo figlio; già non intervenivo più quando vedevo una cosa sbagliata; già sentivo da molto tempo mia moglie che diceva: “Albe’, ma ti sembra il momento?” come ha detto poco fa. E invece voglio parla’. Può darsi che sono ancora in tempo. (Come per reclamare un suo diritto) Voglio parla’! E voglio dire tutti i luoghi comuni, le frasi più vecchie; non mi vergogno! Voglio citare i proverbi più antichi. L’arta ‘e tata è meza mparata. Chi va per questi mari questi pesci piglia. Chi te ne fa una te ne fa mille. Chi pratica con lo zoppo impara a zoppicare. Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. Meglio l’uovo oggi che la gallina domani. (Si ferma per un attimo scrutando l’impressione di ognuno, poi chiede bruscamente) E non ridete? Perché non ridete? Io sto dicendo le cose più antiche, e non ridete? Come vedete un passo lo abbiamo fatto: voi mi sentite dire queste cose rancide e non ridete. E io le dico e non mi vergogno… È importante… è importante assai. Questo significa che voi avete tentato di farmi diventare una cosa inutile; ma che non ci siete riusciti; e che io ho creduto di trovarmi di fronte a gente che vedeva con un occhio più aggiornato del mio e non era vero. È importante… è un miracolo!
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    unacomete89 ha ricevuto una reazione da nuncepenza6 per l'aggiornamento : C’era una volta una lepre che si vantava di correre più veloce di tutti quanti, e ogn   
    C’era una volta una lepre che si vantava di correre più veloce di tutti quanti, e ogni volta che poteva prendeva in giro la povera tartaruga, che invece camminava sempre piano piano.
    – Guarda come sei lenta! – le gridava – nel tempo in cui tu fai un passo, io sono già dall’altra parte del bosco!
    La tartaruga non faceva troppo caso alle parole della lepre, e continuava tranquilla per la sua strada.
    Un giorno la lepre era più antipatica del solito, e anche la buona e brava tartaruga alla fine si decise a risponderle.
    – Non vantarti troppo, anche la lepre più veloce del mondo può essere battuta, sai?
    – Ah sì? E da chi mai potrei essere battuta? Vuoi provare a battermi tu?
    – Perché no?! – rispose la tartaruga.
    – Allora ti sfido! – disse la lepre mettendosi a ridere di gusto.
    Il giorno dopo, al mattino presto, i due si incontrano, si misero d’accordo sul percorso da fare e, dopo uno sguardo di sfida, partirono come due missili verso il traguardo.
    Solo che la lepre, dopo un paio di balzi, si rese conto di essere talmente avanti rispetto alla tartaruga che decise di fermarsi: la tartaruga aveva fatto solo pochi centimetri.
    La lepre quindi, vedendo quanto era lenta la sua avversaria, decise di fare un sonnellino, tanto in un paio di balzi l’avrebbe sicuramente ripresa.
    Dopo un po’ si risvegliò di soprassalto: aveva sognato che la tartaruga era già al traguardo! Cercò subito con lo sguardo la sua avversaria ma la vide pochi metri più in là, nemmeno a un terzo del percorso. La lepre si rilassò subito e, certa ormai che la tartaruga non avrebbe mai potuto vincere vista la sua lentezza, pensò di andare a fare uno spuntino.
    Ogni tanto seguiva con lo sguardo la tartaruga, ma era già mezzogiorno e la tartaruga era a poco più di metà del percorso.
  17. Fantastico!
    unacomete89 ha ricevuto una reazione da karma19580 per l'aggiornamento : scovando e riscovando,,,,,mi e caduto l occhio su due lettere d amore del passato,,,,   
    scovando e riscovando,,,,,mi e caduto l occhio su due lettere d amore del passato,,,,scritte da grandi della storia,,,,mi sono chiesta ma se oggi un uomo tornasse a scrivere una lettera d amore cosa scriverebbe ?????  A VOI LARGA SENTENZA
     
     
    La lettera romantica di Wolfgang Amadeus Mozart a Constanze Weber, 1785
    Oh se avessi una tua lettera già! Se ti raccontassi tutto quello che faccio con il tuo ritratto, certo ti metteresti a ridere. Per esempio, quando lo tiro fuori dalla custodia dico “Buon giorno piccola Constanze, buongiorno birichina, micetta, nasino a punta, bagatella” e quando lo ripongo lo faccio scivolare piano e dico “Be’, be’ be’ be’” ma con l’espressione speciale che questa parola così significativa esige. E alla fine, in fretta, “Buonanotte topolino, dormi bene!”. Credo proprio di aver scritto delle stupidaggini, per gli altri almeno, ma per noi che ci amiamo tanto non è affatto stupido. Sono sei giorni che sono lontano e mi sembra già un anno. Ti bacio milioni di volte tenerissimamente e sono il tuo sposo che ti ama sempre teneramente.
    Eternamente mio, eternamente tua, eternamente nostri; la lettera all’amata di Ludwig van Beethoven, Teplitz, 7 luglio 1812
    Anche a letto i miei pensieri corrono a te, mia amata immortale, lieti talvolta, poi di nuovo tristi, in attesa di sapere se il destino ci esaudirà. Per affrontare la vita, io debbo vivere esclusivamente con te oppure non vederti mai. Sì, ho deciso di errare andando lontano, fino a quando potrò volare fra le tue braccia, dirmi davvero a casa mia da te e, circondato dalle tue braccia, lasciare che la mia anima sia trasportata nel regno degli spiriti beati…
    Sii calma, soltanto considerando con calma la nostra esistenza possiamo raggiungere il nostro scopo che è di vivere assieme – Sii calma – amami – Oggi – ieri – che struggente desiderio, fino alle lacrime, di te – di te – te – vita mia – mio tutto – addio – Oh, continua, continua ad amarmi – non disconoscere mai il fedelissimo cuore del tuo amato.
    Eternamente tuo
    Eternamente mia
    Eternamente uno dell’altro
  18. Fantastico!
    unacomete89 ha ricevuto una reazione da karma19580 per l'aggiornamento : scovando e riscovando,,,,,mi e caduto l occhio su due lettere d amore del passato,,,,   
    scovando e riscovando,,,,,mi e caduto l occhio su due lettere d amore del passato,,,,scritte da grandi della storia,,,,mi sono chiesta ma se oggi un uomo tornasse a scrivere una lettera d amore cosa scriverebbe ?????  A VOI LARGA SENTENZA
     
     
    La lettera romantica di Wolfgang Amadeus Mozart a Constanze Weber, 1785
    Oh se avessi una tua lettera già! Se ti raccontassi tutto quello che faccio con il tuo ritratto, certo ti metteresti a ridere. Per esempio, quando lo tiro fuori dalla custodia dico “Buon giorno piccola Constanze, buongiorno birichina, micetta, nasino a punta, bagatella” e quando lo ripongo lo faccio scivolare piano e dico “Be’, be’ be’ be’” ma con l’espressione speciale che questa parola così significativa esige. E alla fine, in fretta, “Buonanotte topolino, dormi bene!”. Credo proprio di aver scritto delle stupidaggini, per gli altri almeno, ma per noi che ci amiamo tanto non è affatto stupido. Sono sei giorni che sono lontano e mi sembra già un anno. Ti bacio milioni di volte tenerissimamente e sono il tuo sposo che ti ama sempre teneramente.
    Eternamente mio, eternamente tua, eternamente nostri; la lettera all’amata di Ludwig van Beethoven, Teplitz, 7 luglio 1812
    Anche a letto i miei pensieri corrono a te, mia amata immortale, lieti talvolta, poi di nuovo tristi, in attesa di sapere se il destino ci esaudirà. Per affrontare la vita, io debbo vivere esclusivamente con te oppure non vederti mai. Sì, ho deciso di errare andando lontano, fino a quando potrò volare fra le tue braccia, dirmi davvero a casa mia da te e, circondato dalle tue braccia, lasciare che la mia anima sia trasportata nel regno degli spiriti beati…
    Sii calma, soltanto considerando con calma la nostra esistenza possiamo raggiungere il nostro scopo che è di vivere assieme – Sii calma – amami – Oggi – ieri – che struggente desiderio, fino alle lacrime, di te – di te – te – vita mia – mio tutto – addio – Oh, continua, continua ad amarmi – non disconoscere mai il fedelissimo cuore del tuo amato.
    Eternamente tuo
    Eternamente mia
    Eternamente uno dell’altro
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    unacomete89 ha ricevuto una reazione da nuncepenza6 per l'aggiornamento : La vera felicità è godersi il presente, senza dipendere ansiosamente dal futuro; non   
    La vera felicità è godersi il presente, senza dipendere ansiosamente dal futuro; non è divertirsi con speranze o con paure, ma essere soddisfatti di quello che si ha, che è sufficiente, perché chi è soddisfatto non vuole niente. Le grandi fortune del genere umano sono dentro di noi e alla nostra portata. Un saggio è contento di ciò che ha, di qualsiasi cosa si tratti, senza desiderare ciò che non ha.
    Seneca
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    unacomete89 ha ricevuto una reazione da nuncepenza6 per l'aggiornamento : C’era una volta una lepre che si vantava di correre più veloce di tutti quanti, e ogn   
    C’era una volta una lepre che si vantava di correre più veloce di tutti quanti, e ogni volta che poteva prendeva in giro la povera tartaruga, che invece camminava sempre piano piano.
    – Guarda come sei lenta! – le gridava – nel tempo in cui tu fai un passo, io sono già dall’altra parte del bosco!
    La tartaruga non faceva troppo caso alle parole della lepre, e continuava tranquilla per la sua strada.
    Un giorno la lepre era più antipatica del solito, e anche la buona e brava tartaruga alla fine si decise a risponderle.
    – Non vantarti troppo, anche la lepre più veloce del mondo può essere battuta, sai?
    – Ah sì? E da chi mai potrei essere battuta? Vuoi provare a battermi tu?
    – Perché no?! – rispose la tartaruga.
    – Allora ti sfido! – disse la lepre mettendosi a ridere di gusto.
    Il giorno dopo, al mattino presto, i due si incontrano, si misero d’accordo sul percorso da fare e, dopo uno sguardo di sfida, partirono come due missili verso il traguardo.
    Solo che la lepre, dopo un paio di balzi, si rese conto di essere talmente avanti rispetto alla tartaruga che decise di fermarsi: la tartaruga aveva fatto solo pochi centimetri.
    La lepre quindi, vedendo quanto era lenta la sua avversaria, decise di fare un sonnellino, tanto in un paio di balzi l’avrebbe sicuramente ripresa.
    Dopo un po’ si risvegliò di soprassalto: aveva sognato che la tartaruga era già al traguardo! Cercò subito con lo sguardo la sua avversaria ma la vide pochi metri più in là, nemmeno a un terzo del percorso. La lepre si rilassò subito e, certa ormai che la tartaruga non avrebbe mai potuto vincere vista la sua lentezza, pensò di andare a fare uno spuntino.
    Ogni tanto seguiva con lo sguardo la tartaruga, ma era già mezzogiorno e la tartaruga era a poco più di metà del percorso.
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    unacomete89 ha aggiunto una reazione a torinoroby3 per l'aggiornamento :     
     
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    unacomete89 ha aggiunto una reazione a scompaiomatorno per l'aggiornamento : Ciao Unacomete  Piacere di conoscerti  complimenti per i contenuti che pubblichi!!    
    Ciao Unacomete  Piacere di conoscerti  complimenti per i contenuti che pubblichi!! 

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    unacomete89 ha ricevuto una reazione da scompaiomatorno per l'aggiornamento : magica arte   
    magica arte

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    unacomete89 ha ricevuto una reazione da scompaiomatorno per l'aggiornamento : La sensazione che provi quando… Tiri la porta di casa e ti accorgi di aver dimenticat   
    La sensazione che provi quando…
    Tiri la porta di casa e ti accorgi di aver dimenticato le chiavi dentro sul tavolo; tutti e due i mazzi.
    Tagli i pomodori e ti schizza il sugo sulla maglietta nuova.
    Cerchi gli occhiali, mentre ce li hai in testa.
    Cerchi il cellulare mentre stai parlando al telefono con tua madre.
    Metti il gelato in frigo anziché in congelatore.
    Accendi la sigaretta al contrario.
    Stiri le camicie imprecando per il malfunzionamento del ferro e dopo 20 minuti ti accorgi che la spina è staccata.
    Prepari una torta, ma la dimentichi in forno.
    Prepari una torta, ma non accendi il forno.
    Accendi il forno, ma ci metti il gelato.
    Pensi che il telecomando sia rotto quando invece mancano solo le batterie.
    Rovesci il caffè sopra un libro nuovo.
    Potrei continuare all’infinito…
    Quella sensazione di avere perennemente la testa sulle nuvole che insegue….non sa neanche lei che cosa. Nulla ha un senso logico, tutto è confuso, in preda alle emozioni in un vortice di avvenimenti che non ti lasciano tregua.
    Quella sensazione di rincoglionimento completo, quando ti senti un burattino alle prese di una vita che non ti si addice, che pretende ciò che non gli potrai mai dare, che ti chiede di essere come non sarai mai.
    Allora sì che sei fiero di essere un pò rincoglionito.
    Allora sì che rovesci tutto con piacere, alla faccia di coloro che ti additano con quella maniacale precisione. Un angolo di novanta gradi tra l’indice dritto e il dito medio piegato.
    Bravi! Complimenti! Quanto avete ragione!
    Avrei voluto fare qualcosa nella vita, cosa?
    Non lo so bene, forse avevo anche un sogno, ma non lo ricordo più.
    Qualcosa è andato storto? Cosa?
    Non lo so, forse ad un bivio ho preso la direzione sbagliata e quando me ne sono accorto era troppo tardi per tornare indietro.
    Forse avrei desiderato essere felice, ma non lo sono e allora cerco di non pensarci e divento distratto. Dimentico, rovescio, cerco ciò che già ho.
    Quella stramaledetta sensazione.
    “Sarò poi così stupido?”
    “Chissà…”
    “Probabilmente sì, no anzi, di sicuro”
    La testa fra le nuvole e l’autostima sotto i piedi.
    “Non servo a niente, non so fare niente, non valgo niente”
    “Niente”
    “Cos’è che sta risuonando nella mia mente?”
    “Niente”
    “Ah, ok, meglio così, pensavo fosse qualcosa di più grave”
    “Cosa?”
    “Qualcosa di più anomalo, pericoloso, fuori dal comune?”
    “No, qualcosa di niente”
    “Ah, ecco, fammi solo un piacere, tira fuori il gelato dal forno…”