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    prontomedico ha ricevuto una reazione da ghostnick0 per l'aggiornamento : "Qualche volta il sogno ci da quello spunto di libertà che la vita non sempre ci conc   
    "Qualche volta il sogno ci da quello spunto di libertà che la vita non sempre ci concede...."
  2. Fantastico!
    prontomedico ha ricevuto una reazione da ghostnick0 per l'aggiornamento : Quello sarebbe stato l’unico modo e l’unico tempo. Niente imperfetto, che già contien   
    Quello sarebbe stato l’unico modo e l’unico tempo.
    Niente imperfetto, che già contiene l’errore nel nome.
    Non voleva il vincolo di un condizionale o l’ipotesi di un congiuntivo ormai in disuso.
    Aveva vietato trapassato remoto e passato prossimo con le loro commemorazioni e i loro rimpianti, bandito l’ansia di un futuro fatto per costruire e l’uso dispotico dell’imperativo.
    – La baciò all’indicativo presente, come se dovesse durare per sempre, e quel bacio le restò dentro per l’eternità. –
     

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    prontomedico ha ricevuto una reazione da altomororicco per l'aggiornamento : Sono nel mio ambulatorio di Milano. Sono le 10.28. Oltre la porta a vetri satinata de   
    Sono nel mio ambulatorio di Milano.
    Sono le 10.28.
    Oltre la porta a vetri satinata della mia stanza si vedono le ombre delle persone nel corridoio e le voci dalla macchinetta del caffè.
    Pazienti, colleghi e colleghe… che mormorano e ridono.
    Io mi estraneo quest'oggi dal rito, per passare questi pochi minuti qui accanto a te che dovresti essere oltre questo schermo a leggermi.
    Altre volte mi estraneo comunque, un po' perché il caffè mi rende nervoso.... un po' perché metto sempre un po' di soggezione con i colleghi che vedono arrivare il capo del reparto.
    Li lascio svagarsi in libertà; ad ognuno i propri svaghi.
    L'ambiente qui è più informale e si discosta moltissimo dai luoghi tipici della clinica dove lavoravo 5 anni fa.
    Per lo più privati, di élite....
    Allora vestivo sempre con il camice abbottonato e qualche volta con il nodo alla cravatta che si notava sotto; ora ho uno stile più casual, jeans, camicia, il camice sbottonato, tutto più sbarazzino…
    Anche le mie colleghe usano spesso l’apertura del camice, forse anche per lasciare visibile lo stile di ciò che indossano, diversamente tutte dovrebbero essere conformi ai regolamenti e non lasciare nulla agli occhi dei passanti.
    Le regole del mio reparto le ho riviste io e questo mi porta i favori e i crediti certamente delle collaboratrici più sensuali e audaci… più di una volta mi hanno ringraziato della possibilità data loro di poter godersi un po’ di informalità, un po’ di gioco al vedo non vedo, sul’onda di un cliché disegnato a noi medici fin dai primi anni 70.  
    Fuori dal lavoro la vita di sempre.... intensa anche quella, tra oggetti e animi circostanti...
    Ma questo schermo bianco in realtà cerca di portarmi via dalla quotidianità, cerca in ogni modo di estraniarsi per costruire uno spazio suo che possa racchiuderci, qualcosa di nostro e di inviolabile da altri.
    Questo è il desiderio che sento e che mi riconduce qui, ogni qualvolta sono andato via pensando di dimenticare questo desiderio..... in qualche modo mi ha riafferrato.... e mi ha nuovamente sedotto facendomi trovare te......
    ...se tu mi risponderai.
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    prontomedico ha ricevuto una reazione da ghostnick0 per l'aggiornamento : Quando ci si appassiona di un desiderio inavvicinabile, le proprie certezze decadono   
    Quando ci si appassiona di un desiderio inavvicinabile, le proprie certezze decadono ritrovandosi in una situazione d’indefinito… d’incerto. E così malgrado sia una persona sicura di me, ultimamente, barcollo tra un’apprensione non definita, di cui non ho conoscenza neppure della fine ultima.
    Le scale che portano al laboratorii sono in ferro battuto, i gradini ripidi ed il passaggio a chiocciola largo solo poco più di settanta centimetri.
    Mi precedi con un tacco che fa suonare il ferro scuro del primo gradino; al quinto le pieghe plissettate della gonna s’incurvano lasciando margine di veduta all’avvallamento superiore delle tue gambe. Io sono ancora al primo, con i ricami dell’autoreggente che mi arrivano quasi alla gola.
    Non intendo se perdo l’equilibrio per questo, ma inciampo in un gradino di turbamento, la pianta in cuoio della scarpa batte un colpo di caduta, ti allarma in uno scatto tempestivo per esclamare – attenzione! –
    Nella stessa istantanea fisso l’attenzione di quel tuo movimento fulmineo, che trasforma in un’elica il lembo di stoffa plissettata, prendendo il volo in alta quota e svestendo ancora una volta gli estremi della tentazione.
    Rimango in ginocchio, non so se ferito fisicamente o emotivamente, ma riconosco tutta la fragilità di questo disequilibrio e di tutte le volte che ho perduto sostegno in una qualsiasi tua manifestazione involontaria, seduttiva.
    Rimango in ginocchio, sorreggendomi con una mano sul corrimano e accorgendomi che l’altra mano si è sorretta involontariamente alla tua caviglia, smagliando un poco la tua calza scura.
    Una stretta troppo forte di concitazione.

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    prontomedico ha ricevuto una reazione da altomororicco per l'aggiornamento : Sono nel mio ambulatorio di Milano. Sono le 10.28. Oltre la porta a vetri satinata de   
    Sono nel mio ambulatorio di Milano.
    Sono le 10.28.
    Oltre la porta a vetri satinata della mia stanza si vedono le ombre delle persone nel corridoio e le voci dalla macchinetta del caffè.
    Pazienti, colleghi e colleghe… che mormorano e ridono.
    Io mi estraneo quest'oggi dal rito, per passare questi pochi minuti qui accanto a te che dovresti essere oltre questo schermo a leggermi.
    Altre volte mi estraneo comunque, un po' perché il caffè mi rende nervoso.... un po' perché metto sempre un po' di soggezione con i colleghi che vedono arrivare il capo del reparto.
    Li lascio svagarsi in libertà; ad ognuno i propri svaghi.
    L'ambiente qui è più informale e si discosta moltissimo dai luoghi tipici della clinica dove lavoravo 5 anni fa.
    Per lo più privati, di élite....
    Allora vestivo sempre con il camice abbottonato e qualche volta con il nodo alla cravatta che si notava sotto; ora ho uno stile più casual, jeans, camicia, il camice sbottonato, tutto più sbarazzino…
    Anche le mie colleghe usano spesso l’apertura del camice, forse anche per lasciare visibile lo stile di ciò che indossano, diversamente tutte dovrebbero essere conformi ai regolamenti e non lasciare nulla agli occhi dei passanti.
    Le regole del mio reparto le ho riviste io e questo mi porta i favori e i crediti certamente delle collaboratrici più sensuali e audaci… più di una volta mi hanno ringraziato della possibilità data loro di poter godersi un po’ di informalità, un po’ di gioco al vedo non vedo, sul’onda di un cliché disegnato a noi medici fin dai primi anni 70.  
    Fuori dal lavoro la vita di sempre.... intensa anche quella, tra oggetti e animi circostanti...
    Ma questo schermo bianco in realtà cerca di portarmi via dalla quotidianità, cerca in ogni modo di estraniarsi per costruire uno spazio suo che possa racchiuderci, qualcosa di nostro e di inviolabile da altri.
    Questo è il desiderio che sento e che mi riconduce qui, ogni qualvolta sono andato via pensando di dimenticare questo desiderio..... in qualche modo mi ha riafferrato.... e mi ha nuovamente sedotto facendomi trovare te......
    ...se tu mi risponderai.