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Aggiornamenti di stato pubblicati da pokemina76

  1. Una giovane coppia si trasferisce in un nuovo quartiere. La mattina dopo, mentre fanno colazione davanti alla finestra, la giovane vede la vicina di casa stendere i panni fuori. "Questo bucato non è molto pulito, ha detto, "non sa come lavarlo correttamente. Forse ha bisogno di un bucato migliore". 

    Suo marito sembrava silenzioso. Ogni volta che la sua vicina stendeva i vestiti ad asciugare, la giovane donna faceva lo stesso commento. Un mese dopo, la donna fu sorpresa di vedere dei panni puliti sullo stendibiancheria e lo disse a suo marito. "Guarda, ha finalmente trovato un modo per lavare bene i suoi vestiti. Chissà chi glielo ha insegnato?".

    Il marito ha risposto: "Mi sono alzato presto questa mattina e ho pulito le nostre finestre". Quello che vediamo quando guardiamo gli altri dipende dalla chiarezza della finestra che stiamo guardando. Quindi non essere troppo veloce nel giudicare gli altri, specialmente se la tua visione della vita è offuscata da rabbia, gelosia, negatività o desideri insoddisfatti. Giudicare una persona non definisce chi è. Definisce chi sei.

     

    Paulo Coelho. "Lavanderia pulita."

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  2. Buon pranzo pokemini :x

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    2. pokemina76

      pokemina76

      Dovremmo tt fare così... 

    3. sweetlovelylips

      sweetlovelylips

      Prendi le distanze dalle persone che... | Citazioni di lezioni di vita, Citazioni  sulla fiducia, Lezioni di vita

    4. pokemina76

      pokemina76

      Concordo in pieno 😊

  3. Come stanno i mie amici pokemini? :x

    Buon giorno 😘 PicsArt_04-08-12_30_33.thumb.jpg.8f725f94004ac198ec3c4f56cfaeefa8.jpg

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    2. elisa2807

      elisa2807

      Frasi amore per i cani 2 | Dogs, Dog lovers, Dog quotes

    3. pokemina76

      pokemina76

      @karma19580

      Ti capisco bene... È successo tante volte pure a me 😢

    4. pokemina76

      pokemina76

      @elisa2807

      Gia, sapendo che si perde troppo presto  è ancora più brutto 

  4. Buon giorno 😘 

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    1. elisa2807

      elisa2807

      Le 100 più belle frasi sull'Amore in Inglese (con traduzione)

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    1. melissa2407

      melissa2407

       

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    2. pokemina76

      pokemina76

      Solo questa settimana e poi finisce 😢😢

  6. :xle dediche quelle belle... Che vengono dal cuore ❤ 

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  7. La perfezione fatta a persona :x

    Voi che dite? 

    #canyaman #daydreamer #cansanem#demetozdemir #candivit FB_IMG_1620892111736.thumb.jpg.0bfd63106b65e4e0fba678b2cc3f0742.jpg

    1. elisa2807

      elisa2807

      Bello e bravo :x

       

      Il video dell'arrivo di Can Yaman in Italia accolto dalle sue fan

    2. pokemina76

      pokemina76

      Che splendore :x

      Nn c'è fine alla sua bellezza 

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    2. pokemina76

      pokemina76

      Siiii 😍😍

    3. sweetlovelylips

      sweetlovelylips

      Quando si dice che anche l'occhio vuole la sua  parte... :x:x bello come sempre 

    4. pokemina76

      pokemina76

      Can lo è sempre in qualunque modo :x

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    2. fashionista0

      fashionista0

      brava brava brava!

    3. beautifullmind0

      beautifullmind0

      bravissima! ma sempre imparando dai propri errori :) 

    4. sweetlovelylips

      sweetlovelylips

      Mha, non credo che sia sempre un bene voltare pagina, a volta basta solo modificare il corso degli eventi... poi le pagine si susseguono da sole :) Buona serata Pokemina 

  10.  

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    2. tacchialti94
    3. pokemina76

      pokemina76

      Ciaoo ragazze ❤️

      Cm state? 

    4. fashionista0

      fashionista0

      buongiornooooooo haahah <3  

  11. piZap_1615680165284_1615756923029_1615843285946.thumb.jpg.9b082871c412cfc5f60377a5b5eb6431.jpg

    1. ciribi72

      ciribi72

      eh si

    2. karma19580

      karma19580

      Condivido!

    3. tacchialti94

      tacchialti94

      proprio cosi

  12. C’era una mamma, una madre madrona,

    la mano a saetta, la voce che tuona.

    Più che un bambino voleva un soldato

    Ma poi crebbe un hippie tutto arruffato.

     

    C’era una mamma, un po’ mamma e un po’ chioccia,

    di libertà ne lasciava una goccia,

    le nacque una bimba paracadutista

    adesso è una stuntman professionista.

     

    C’era una mamma vegana e pittrice,

    viveva di tofu col figlio, felice.

    “quanti bei posti dipingerai?”

    Ma invece il suo Adolfo guidò il Terzo Reich.

    Filastrocca del figlio perfetto

    Scolpito, pensato come un angioletto

    Tu lo volevi un po’ simile a te

    e invece “sorpresa!” decide da sé.

     

    C’era una mamma, femminista di razza,

    mutande bruciate e tette giù in piazza,

    ma ebbe una figlia, un clone di barbie

    che va da Intimissimi e spende i miliardi.

     

    C’era una mamma ingessata e ingegnera

    sinapsi a quadretti, compita ed austera,

    ma il figlio non legge ogni giorno i listini

    compila gli oroscopi, descrive destini.

     

    C’era una mamma Bocca di Rosa,

    si dice puttana, io dico sciantosa,

    il figlio giurò per la castità,

    un frate trappista, in povertà.

     

    C’era una mamma, una santa, una suora,

    conosce l’amore, ma il piacere lo ignora,

    crebbe un bambino, un chierichetto,

    fa il pornoattore, un artista del letto.

    Filastrocca del figlio perfetto

    Scolpito, pensato come un angioletto

    Tu lo volevi un po’ simile a te

    e invece “sorpresa!” decide da sé.

     

    Filastrocca della mamma imperfetta.

    La mamma perfetta un figlio lo accetta.

     

    Enrica Tesio 

     

  13. 2021-01-01-10-42-09_1609494241173.thumb.jpg.9321b1f6732bde0d0c9845173ea4be89.jpg

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    Ma cmq buon anno a tt voi 😘😘

    1. karma19580

      karma19580

      Buon 2021 a te !!

    2. tacchialti94

      tacchialti94

      anche a te!

    3. ciribi72

      ciribi72

      ahaha

  14. Buon natale a tutti e scusate la mia poca presenza.... 

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    2. londoncalling6

      londoncalling6

      ehehe buone feste anche a te! ;) 

    3. tacchialti94

      tacchialti94

      mi ero persa questa bellezza!!

    4. ciribi72

      ciribi72

      che bellezza!

  15. Per tutte le violenze consumate su di Lei, 
    per tutte le umiliazioni che ha subito, 
    per il suo corpo che avete sfruttato, 
    per la sua intelligenza che avete calpestato, 
    per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, 
    per la libertà che le avete negato, 
    per la bocca che le avete tappato, 
    per le ali che le avete tagliato, 
    per tutto questo: in piedi Signori, davanti a una Donna!
    (William Shakespeare)

    #nonciavretemaicomevoletevoi

    #unrossoallaviolenza 

    #stopallaviolenzasulledonne 

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  16.  

    IL FRIARIELLO 🤔

    - Sono tipo i broccoli, ho capito
    - No, só' friarielli
    - Ah, quel sapore amarostico tipo le cime di rapa, ho capito
    - No, só' friarielli
    - Aspetta...aspetta...mi é venuto in mente: sono le puntarelle
    - No, só' friarielli
    - Aaaaaaaa...ma allora è la cicorietta?
    - No, só' friarielli
    - Senti, forse voi li chiamate così ma in italiano sono i frigiarielli, per forza
    - No, sanghe 'e chi te vivo, só' friarielli

    'O friariello nun assumiglia 'a nisciuno. Il friariello non parla italiano. Il friariello é autoctono e autarchico. Il friariello é napulitano e, tutto questo, la salsiccia, lo sa!

    ELOGIO BREVE AL FRIARIELLO
    di Francesco Andoli

     

     

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  17.  

    LA LEGGENDA DELLA STAZIONE DI SERVIZIO

    Era sera tardi e una ragazza, alla guida della propria auto, si stava portando a casa di amici che da poco si erano trasferiti in un paese nel quale non era mai stata prima. 

    Strada facendo notò che il carburante stava per finire e prima di restare completamente a secco, fortunatamente, si imbatté in una piccola e vecchia stazione di servizio, dove, appena vide il benzinaio uscire dalla fatiscente struttura, qualcosa in lei fece suonare un campanello d’allarme. 

    Non sapeva il perché, forse il luogo o forse quella persona, eppure sentiva di essere in pericolo, ma sapeva anche di non poter andare oltre visto che il carburante era quasi finito. 

    Il benzinaio in effetti mentre faceva rifornimento si comportava in modo strano, sembrava nervoso, guardava e riguardava nell’abitacolo per poi subito dopo alzare lo sguardo. 

    Quando ebbe finito si avvicinò alla portiera e dopo aver ricevuto una banconota da 20 dollari, esaminandola attentamente, disse che era falsa, invitando la ragazza a scendere dall’auto e seguirla nel suo ufficio in quanto avrebbe dovuto chiamare la polizia. 

    Dopo varie insistenze la convinse e appena entrati nell’ufficio chiuse subito la porta a chiave. La ragazza spaventata stava per urlare, ma prontamente l’uomo gli disse di stare tranquilla, che la banconota non era falsa ma l’aveva fatta uscire perché nell’auto, nascosto lungo il sedile posteriore, c’era un uomo con un'ascia. 

    Ovviamente chiamarono la polizia che arrivata sul posto e controllata l’auto non trovò nessuno, solo un bigliettino sul sedile posteriore che riportava la seguente dicitura: “Il destino vuole che tu viva. Buona Fortuna”.

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  18. URUTAÚ L'UCCELLO FANTASMA

     

    Diffuso in Centro e Sud America, il suo canto malinconico e straziante è molto simile ad un lamento umano e raramente viene visto di giorno. Molte le leggende che circolano sul suo conto.

     

    Le persone spesso li uccidono perché dicono siano streghe o spiriti malvagi, portatori di sventure. A causa di ciò questa specie oggi è in pericolo di estinzione.

     

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    2. fleurdelys00

      fleurdelys00

      ma che animaletto carino!

    3. pokemina76

      pokemina76

      Si strano ma molto carino 😊

    4. tacchialti94

      tacchialti94

      magnifico!

  19. IL DIAVOLO E IL TAMBURO

     

    Nel 1661 in Inghilterra nella città di Tedworth nel Wiltshire, ebbe luogo un fatto tanto interessante quanto agghiacciante, considerato da molti il primo poltergeist dell’era moderna.

     

    Si narra che John Mompesson, proprietario terriero locale, intentò una causa contro un batterista vagabondo senza licenza, tale William Drury, accusato di aver falsificato i documenti di identità e di aver raccolto denaro per false cause. 

     

    Drury riuscì a risolvere la sua posizione circa la veridicità dei documenti ma non quella legata alla raccolta di denaro, pertanto persa la causa, il tamburo fu sequestrato e consegnato, quale risarcimento, a Mompesson, il quale per i successivi 2 anni non trovò pace in casa.

     

    Da quel momento infatti, ogni notte, un rullio di tamburi veniva ascoltato per tutta la casa, specialmente nella stanza dei bambini dove il tambureggiamento sembrava più forte. 

     

    William Drury fu sospettato di disturbare la famiglia, ma lo stesso aveva lasciato Tedworth e scontava una condanna in un'altra città per il furto di un maiale. 

     

    Inoltre il rumore del tamburo non fu l’unico fenomeno a disturbare i Mompesson, infatti come testimoniarono alcuni cittadini, gli oggetti in casa si muovevano o volavano, le sedie come se spinte si spostavano per le stanze. 

     

    Tutti questi fenomeni portarono la famiglia a credere che una presenza diabolica infestasse la casa e che il Diavolo stesso suonasse il tamburo. 

     

    Inutile inoltre si rivelò l’intervento di un sacerdote e quando i Mompesson ormai disperati, si rassegnarono a convivere con la paura, i presunti fenomeni diabolici cessarono per sempre.

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    2. pokemina76

      pokemina76

      Si.. Queste storie mettono un po' di paura... Ma Sn affascinanti da leggere 

    3. fashionista0

      fashionista0

      magia!

    4. nuncepenza6

      nuncepenza6

      da rileggere qualche volta forse!

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    2. gerbera0

      gerbera0

      soprattutto di gentilezza

    3. londoncalling6

      londoncalling6

      io le chiamo le "persone sole", perchè brillano!

    4. ciribi72
  22. PEP IL CANE CONDANNATO ALL'ERGASTOLO

    Pep era un magnifico labrador di colore nero che nel 1924 accusato dell'orribile uccisione del gatto della moglie del governatore della Pennsylvania, Gifford Pinchot, fu condannato all'ergastolo e rinchiuso nell'Eastern State Penitentiary.

    La storia ovviamente animò i giornali dell'epoca, così come la foto segnaletica di Pep che con quell'aria decisamente “colpevole” fu immortalato con il numero di matricola, appeso attorno al collo, assegnatogli in prigione. 

    La storia tengo a precisare è del tutto vera, tranne che per un dettaglio di non poco conto, inventato di sana pianta dai giornali che cercarono sia di montare una storia avvincente, sia di giustificare la condanna troppo severa inflitta al povero cane.

    In realtà Pep era del tutto innocente, non aveva ucciso nessun gatto, il suo unico "crimine" era stato quello di aver mordicchiato i cuscini del divano del governatore. 

    Ricevuto in dono da suo nipote ad un certo punto, magari stanco di dover cambiare i cuscini del divano, Pinchot decise di far condannare e rinchiudere in carcere l'indisciplinato cane che, a quanto si racconta, divenne la mascotte dei detenuti.

    Pep prima di morire ed essere sepolto nel cimitero della prigione, scontò 10 anni di carcere, durante i quali oltre a giocherellare con gli altri detenuti, li aiutò nei lavori più disparati.

    Dopo la sua morte, il governatore Pinchot fu inondato da migliaia di lettere che contestavano la severa condanna subita da Pep noto come il cane ergastolano.

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    2. pokemina76

      pokemina76

      È un labrador nero... C'è scritto anche all inizio ☺️

    3. altomororicco

      altomororicco

      che storia! non la conoscevo

    4. pokemina76

      pokemina76

      Nemmeno io... ☺️

  23. 3 Novembre 1957 

    "Cos'è che risuona dall'alto dei cieli?
    è un pianto sommesso, un guaito lontano.
    E' Laika che piange: dov'è che noi andiamo?
    Andiamo nel cielo, sogniamo la luna,
    vedremo anche Marte se avremo fortuna.
    A me non importa di sogni di gloria
    mi importa di Laika, che piange da sola."

    Pasquale Pozzessere

    #InMemoriaDiLaika 🖤

     

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    2. altomororicco

      altomororicco

      effettivamente...però sono lezioni di vita questa!

    3. karma19580

      karma19580

      Che tristezza!!

    4. gerbera0

      gerbera0

      sto male ogni volta che leggo questa storia :( 

  24. - Dove vai?

    - A una festa.

    - Ti pare il caso?

    - Perché?

    - Come perché? Perché c'è Godzilla.

    - Chi?

    - Godzilla.

    - Non ho presente.

    - Non hai presente la creatura che ha devastato mezza città?

    - Ah, ho capito, te dici il mostro spaventoso. Scusa, l'avevo rimosso.

    - Ha spazzato via un bel pezzo della nostra metropoli. Centinaia di migliaia di morti.

    - Probabilmente è perché non faccio più la solita strada per andare in centro, adesso passo per dove stava una volta Blockbuster, hai presente? Vicino al Compro Oro?

    - Sì.

    - Ecco, passo di lì. Magari non l'ho notato per quello.

    - È una lucertola alta centocinquanta metri.

    - Va be', hanno pure fatto un sacco di rotonde nuove se è per questo, mo non è che posso star lì a segnarmi tutte le modifiche del piano regolatore. Ho una vita.

    - Ecco, proprio per questo è il caso che tu non vada a sta festa.

    - Perché?

    - Godzilla.

    - Ah già, m'ero scordato. Va be', però son pure passati tre mesi.

    - In che senso?

    - Nel senso che son tre mesi che sto Godzilla ci passeggia sopra, non è che adesso possiamo cambiare vita per una cosa così.

    - Questa è proprio il tipo di cosa per cui dobbiamo cambiarla la vita.

    - Accomodati. Io non voglio rinunciare alle mie abitudini e ai miei svaghi solo perché c'è un rettile atomico che polverizza gli edifici. Rettile di cui per altro ho sempre e solo sentito parlare.

    - Cosa intendi?

    - Che, a essere sinceri, io sto Godzilla l'ho visto alla TV e basta. Le macerie, la devastazione, la coda che sferza i carri armati. Personalmente non ho mai avuto il piacere di trovarmici faccia a faccia.

    - Probabilmente non saresti qui se avessi avuto il piacere.

    - Dimmi una persona che conosciamo che ha visto Godzilla.

    - Il signor Pozzobon.

    - Il signor Pozzobon si inventerebbe qualsiasi cosa per attaccare bottone.

    - È morto.

    - Oh dio, e come è successo?

    - Una lucertola di centocinquanta metri lo ha calpestato.

    - Un'altra?

    - La stessa, idiota! Godzilla! È morto perché Godzilla gli ha livellato il soggiorno con lui dentro e ha raso al suolo il resto della sua casa.

    - La casa del signor Pozzobon era vecchia, magari è crollata da sola.

    - L'ha ucciso Godzilla.

    - Non abbiamo prove che sia stato proprio…

    - Le sue ultime parole sono state “mio dio Godzilla! È Godzilla!”

    - Ma che ne sai, magari aveva qualcosa già di suo. Delle patologie pregresse.

    - Dici prima di finire al centro di una gigantesca impronta tridattile?

    - Magari soffriva di cuore ed è quello che l'ha ammazzato.

    - Magari sei un coglione ed è quello che ti tiene in vita.

    - Ma poi non l'avevamo ucciso sto Godzilla? Non gli avevamo tirato contro le cose… le testate nucleari?

    - Sì, ma l'hanno solo spinto un po' lontano dal centro città, verso il quartiere spagnolo e quello francese.

    - E allora sticazzi, dai! Stanno a otto fermate d'autobus da qua. Non è mica zona nostra.

    - Sempre città è.

    - Va be', ammettiamo che ci sia questo Godzilla e che stia distruggendo una prozione della cerchia urbana. Io sono tranquillo.

    - Perché?

    - Come perché? Non sono mica asiatico.

    - Scusa?

    - Ma dai, da che mondo è mondo, Godzilla attacca solo giapponesi e al massimo coreani se sbaglia lo svincolo. Io sono caucasico, io non lo becco Godzilla, è una questione biologica, di stopposità della carne. L'ha detto pure il telegiornale.

    - No, veramente s'è detto che magari all'inizio pigliava più facilmente gli asiatici, ma adesso non fa distinzioni.

    - Ah no?

    - Ieri ha vaporizzato un ragazzino.

    - Un ragazzino di Osaka?

    - Un ragazzino italiano.

    - Ah. Va be', cose che capitano. Ma non possiamo farci intimidire così facilmente.

    - Dici da una lucertola di centocinquanta metri?

    - Eh no! Se noi abbiamo paura, Godzilla vince.

    - Se noi abbiamo paura, sopravviviamo. È così che la razza umana ha campato per millenni, con la paura. Non comportandosi come dei cazzoni irresponsabili. Da quand'è che non vogliamo più avere paura? Tutto l'anno la meniamo con le paure più stronze e irrazionali, ci ricamiamo sopra odio e paranoie di ogni tipo, e quando finalmente c'è qualcosa di serio, che vale la pena odiare e per cui essere paranoici, tu te ne vai a ballare?

    - Non è ballare. È esprimermi artisticamente attraverso la danza e Benny Benassi.

    - È provato che quella creatura mostruosa avverte le vibrazioni del terreno provocate per esempio, non lo so, da un impianto stereo gigantesco. Vi troverà e vi spazzerà via e poi si farà strada per il resto della città lasciando dietro di sé una scia di lutto e devastazione!

    - …

    - …

    - Posso dirti una cosa?

    - Cosa?

    - Secondo me tu di questa faccenda di Godzilla ne stai facendo un po' una malattia.

    1. beautifullmind0

      beautifullmind0

      pazzesco. Quando non si vuole vedere.. :) 

    2. pokemina76

      pokemina76

      Si a me ha ricordato tt sta storia del covid... Chi vede la pericolosità e chi no... 

    3. altomororicco

      altomororicco

      consiglio la lettura di questa condivisione!

  25. LA MALEDIZIONE DEL COLONNELLO BUCK 

     

    Questa è la storia di Jonathan Buck, colonnello nordista veterano della guerra d’indipendenza, nonché uno dei fondatori della cittadina di Bucksport nel Maine, e reso famoso da una maledizione pronunciata da una donna condannata a morte sul rogo per stregoneria. 

     

    Il colonnello Buck, persona importante e facoltosa, aveva una cameriera molto carina e siccome era noto per avere un debole per le belle donne, non passò molto prima che tra i due nascesse qualcosa. 

     

    Tutto procedeva in modo tranquillo, l’amore sembrava avere la meglio, sino quando però la donna rimase incinta e mise alla luce un bambino deforme, a questo punto il colonnello non volendone sapere e troncando la relazione, la cacciò via di casa assieme al figlio. 

     

    La donna nel corso degli anni continuò a far pressione su Buck affinché si assumesse le sue responsabilità di padre, ma il colonnello stanco di queste pressioni e delle critiche pubbliche mossegli dalla donna, mise in giro una voce, sostenendo che in realtà fosse una strega. 

     

    Nel giro di poco tempo questa stupida diceria, messa in giro per giustificare la sua insensibilità, divenne qualcosa di più, divenne credenza, tanto che un giorno i cittadini inferociti condussero la donna dinanzi al colonnello per sottoporla a giudizio.

     

    Buck non aspettava altro e senza pensarci molto emise la sua sentenza di morte e come se non bastasse, obbligando il figlio ad assistere al barbaro spettacolo. 

     

    La donna prima di essere giustiziata, lanciò una maledizione, urlando al colonnello che avrebbe portato con se il marchio di quell’ingiustizia per l’eternità ma mentre bruciava, una gamba staccandosi dal corpo e rotolando fuori dal rogo, fermò la sua corsa proprio vicino al figlio che impietrito, assisteva a quello spettacolo disumano. Il ragazzo afferrato la gamba della madre scappò via e da allora nessuno lo rivide più. 

     

    Nel 1795 il colonnello Buck morì, quella triste storia sembrava ormai lontana e le parole pronunciate dalla donna arse con lei, sino a quando una strana forma apparve sulla lapide del colonnello, forma che a ben vederla, sembrava proprio una gamba di donna. 

     

    A quel punto i cittadini, increduli e intimoriti, cominciarono a ricordare quanto accaduto durante il rogo e come a volersi pulire la coscienza, lavarono subito la lapide ma inutilmente, l’immagine “naturale” non andò via. 

     

    I nipoti di Buck nel 1852 decisero di frantumarla e sostituirla, ma l’immagine della gamba riapparve anche sulla nuova lapide, dove ancora oggi, ricorda la triste storia di una povera ragazza derubata della vita e dei suoi sogni di madre dal crudele colonnello.

     

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    1. beautifullmind0

      beautifullmind0

      wow. che storia!!

    2. pokemina76

      pokemina76

      Già... Sembra incredibile 😄