Attività di reputazione

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da melissa2407 per l'aggiornamento : In fondo, poi, si tratta di vivere. 

 E ognuno è impegnato nella ricerca di come si   
    In fondo, poi, si tratta di vivere. 


    E ognuno è impegnato nella ricerca di come si possa entrare nel regno della gioia. Anche se molta letteratura ama trattenerti nella geografia del dolore. 


    Io, di vivere, ho voglia. E di vivere nella gioia. E ci rifletto sopra, mentre muovo i passi durante la giornata. Semmai trovassi qualche segreto, qualche trucco, qualche espediente, per prolungare o riprodurre ciò che è già avvenuto. 


    Perché, di fronte ad ogni considerazione scettica – di solito molto ben documentata e motivata: è facile documentare la tristezza! – bisogna che affermi che la cosa è già avvenuta. Mille volte… 


    Sai cosa intendo dire. Quando hai provato una cosa, nessun argomento, anche molto giustificato, è in grado di fartelo dimenticare. 
    

Ma volere il Nobel per la gioia non significa non vedere il dolore, la tragedia e le ferite. Penso proprio di no. Come potremmo respirare l’aria del mondo se non sapessimo tutto questo dolore e sofferenza e malattia e violenza e obbrobri…? 


    La scelta della gioia è pazza. Non sente ragioni, ma non è insensibile al dolore. La scelta della gioia è qualcosa che ti porta fuori del mondo senza lasciarlo – come le panchine su cui ti siedi per guardare oltre la siepe. È sentire la presenza di un’assenza. È cercare parole che diano ragione adeguata alla consistenza del desiderio che ti abita, sfidando la definizione corrente di ciò che è possibile e di ciò che è impossibile. 


    In fondo non è una questione di scienza, di prove e dimostrazioni. 

    È un saper essere, prima ancora che un saper dire. 


    Anche se saperlo dire, sarebbe il massimo!
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da melissa2407 per l'aggiornamento : In fondo, poi, si tratta di vivere. 

 E ognuno è impegnato nella ricerca di come si   
    In fondo, poi, si tratta di vivere. 


    E ognuno è impegnato nella ricerca di come si possa entrare nel regno della gioia. Anche se molta letteratura ama trattenerti nella geografia del dolore. 


    Io, di vivere, ho voglia. E di vivere nella gioia. E ci rifletto sopra, mentre muovo i passi durante la giornata. Semmai trovassi qualche segreto, qualche trucco, qualche espediente, per prolungare o riprodurre ciò che è già avvenuto. 


    Perché, di fronte ad ogni considerazione scettica – di solito molto ben documentata e motivata: è facile documentare la tristezza! – bisogna che affermi che la cosa è già avvenuta. Mille volte… 


    Sai cosa intendo dire. Quando hai provato una cosa, nessun argomento, anche molto giustificato, è in grado di fartelo dimenticare. 
    

Ma volere il Nobel per la gioia non significa non vedere il dolore, la tragedia e le ferite. Penso proprio di no. Come potremmo respirare l’aria del mondo se non sapessimo tutto questo dolore e sofferenza e malattia e violenza e obbrobri…? 


    La scelta della gioia è pazza. Non sente ragioni, ma non è insensibile al dolore. La scelta della gioia è qualcosa che ti porta fuori del mondo senza lasciarlo – come le panchine su cui ti siedi per guardare oltre la siepe. È sentire la presenza di un’assenza. È cercare parole che diano ragione adeguata alla consistenza del desiderio che ti abita, sfidando la definizione corrente di ciò che è possibile e di ciò che è impossibile. 


    In fondo non è una questione di scienza, di prove e dimostrazioni. 

    È un saper essere, prima ancora che un saper dire. 


    Anche se saperlo dire, sarebbe il massimo!
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da olti31 per l'aggiornamento : Al risveglio è un po' come nascere. Ti ci vuole un po' di tempo prima di metterti a f   
    Al risveglio è un po' come nascere. Ti ci vuole un po' di tempo prima di metterti a fuoco. Poi cerchi di mettere in chiaro. E allora io comincio a sognare, a girare il film della mia avventura. 
    Mi piace così.
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento : Guardare il tuo sonno vuole cogliere il momento in cui si fa presente a chi ama la lo   
    Guardare il tuo sonno vuole cogliere il momento in cui si fa presente a chi ama la lontananza dell'altro che è così vicino. Guardarti nel sonno è protettivo. Ma nello stesso tempo il sonno parla di un altra dimensione. Ci si rende conto che le cose che viviamo sono sulla buccia del mondo. E sembra che un dio impedisca di scendere dentro la polpa.
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da melissa2407 per l'aggiornamento : In fondo, poi, si tratta di vivere. 

 E ognuno è impegnato nella ricerca di come si   
    In fondo, poi, si tratta di vivere. 


    E ognuno è impegnato nella ricerca di come si possa entrare nel regno della gioia. Anche se molta letteratura ama trattenerti nella geografia del dolore. 


    Io, di vivere, ho voglia. E di vivere nella gioia. E ci rifletto sopra, mentre muovo i passi durante la giornata. Semmai trovassi qualche segreto, qualche trucco, qualche espediente, per prolungare o riprodurre ciò che è già avvenuto. 


    Perché, di fronte ad ogni considerazione scettica – di solito molto ben documentata e motivata: è facile documentare la tristezza! – bisogna che affermi che la cosa è già avvenuta. Mille volte… 


    Sai cosa intendo dire. Quando hai provato una cosa, nessun argomento, anche molto giustificato, è in grado di fartelo dimenticare. 
    

Ma volere il Nobel per la gioia non significa non vedere il dolore, la tragedia e le ferite. Penso proprio di no. Come potremmo respirare l’aria del mondo se non sapessimo tutto questo dolore e sofferenza e malattia e violenza e obbrobri…? 


    La scelta della gioia è pazza. Non sente ragioni, ma non è insensibile al dolore. La scelta della gioia è qualcosa che ti porta fuori del mondo senza lasciarlo – come le panchine su cui ti siedi per guardare oltre la siepe. È sentire la presenza di un’assenza. È cercare parole che diano ragione adeguata alla consistenza del desiderio che ti abita, sfidando la definizione corrente di ciò che è possibile e di ciò che è impossibile. 


    In fondo non è una questione di scienza, di prove e dimostrazioni. 

    È un saper essere, prima ancora che un saper dire. 


    Anche se saperlo dire, sarebbe il massimo!
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    odessa1920 ha aggiunto una reazione a olti31 per l'aggiornamento :   

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da diegodelavega0 per l'aggiornamento : Ti conobbi in quel villaggio 
 che scrivevi poesie.
 So che non trovai il coraggio 
   
    Ti conobbi in quel villaggio 

    che scrivevi poesie.

    So che non trovai il coraggio 

    allor di leggerti le mie. 
    Ma promisi che avrei scritto 

    con impegno la bellezza 

    che mi aveva lì sconfitto, 

    dal tuo volto, giovinezza.
    Certamente ho lavorato 

    con costanza ardimentosa, 

    credo alfin che in mezzo al prato 
    
sia fiorita quella rosa.
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da diegodelavega0 per l'aggiornamento : Elisa Anna e Marta Elisa: Io dico che bisogna trovare il tempo per vivere e sfuggire   
    Elisa Anna e Marta

    Elisa: Io dico che bisogna trovare il tempo per vivere e sfuggire alla macchina del lavoro che ti ruba tutto il tempo.

    Anna: E io dico che una volta trovato il tempo bisogna muovere il culo per imparare a riempirlo davvero di cose vive.

    Marta: E io aggiungo che la prima cosa da imparare è a vedere la bellezza del mondo perché quando vedi la bellezza si mette in moto dentro una corrente vitale che ti spinge ad agire ispirato, come fanno gli artisti.

    Elisa: E allora scopri che c’è un fare che è molto diverso e più bello del lavoro.

    Anna: E che a decidersi a vivere basta un salto, da qui a lì, adesso.

    Marta: Beh, Non era difficile! Forse la società è una prigione con larghi spazi tra le sbarre. Se vogliamo possiamo passarci in mezzo. 
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da elvis06081994 per l'aggiornamento : La mia casa è il possibile   Certo, ti verranno in mente i versi di Emily, la grande.   
    La mia casa è il possibile
     
    Certo, ti verranno in mente i versi di Emily, la grande. E anche a me.

    Il sole era così limpido, oggi. E l’acqua del canale…

    Fin dal primo mattino – mi sono alzata prestissimo…

    Mi meraviglio sempre di essere viva e di vedere e di sentire.

    E mi piace la mia storia. È una bella storia. Di caduta e di riscatto, fino a questa cosa impossibile a dire – perché il linguaggio è così usuale …- che io chiamo fede, o gioia di vivere, qualcosa del genere.

    Per questo – credo – nascono i poeti. Per questo si diventa poeti. Quando tutto quello che senti premere nel cuore è troppo grande per dirlo nel linguaggio usuale, quello della spesa, del lavoro o della scienza. E allora la mia casa è un cedro dalle grandi braccia, e la mia anima vola con le ali dell’aquila, e tutto quello che era la realtà diventa una regione lontana del mio viaggio. E l’essere non è più ciò che è di fatto, ma il possibile. Il possibile è la vera dimensione dell’essere. E il possibile è un cavaliere su un destriero parato a guerra, dalla luccicante armatura, dai pennacchi color porpora, che sfida l’impossibile, divorandolo sotto i suoi zoccoli.
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da olti31 per l'aggiornamento : Al risveglio è un po' come nascere. Ti ci vuole un po' di tempo prima di metterti a f   
    Al risveglio è un po' come nascere. Ti ci vuole un po' di tempo prima di metterti a fuoco. Poi cerchi di mettere in chiaro. E allora io comincio a sognare, a girare il film della mia avventura. 
    Mi piace così.
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da olti31 per l'aggiornamento : Al risveglio è un po' come nascere. Ti ci vuole un po' di tempo prima di metterti a f   
    Al risveglio è un po' come nascere. Ti ci vuole un po' di tempo prima di metterti a fuoco. Poi cerchi di mettere in chiaro. E allora io comincio a sognare, a girare il film della mia avventura. 
    Mi piace così.
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da diegodelavega0 per l'aggiornamento : Elisa Anna e Marta Elisa: Io dico che bisogna trovare il tempo per vivere e sfuggire   
    Elisa Anna e Marta

    Elisa: Io dico che bisogna trovare il tempo per vivere e sfuggire alla macchina del lavoro che ti ruba tutto il tempo.

    Anna: E io dico che una volta trovato il tempo bisogna muovere il culo per imparare a riempirlo davvero di cose vive.

    Marta: E io aggiungo che la prima cosa da imparare è a vedere la bellezza del mondo perché quando vedi la bellezza si mette in moto dentro una corrente vitale che ti spinge ad agire ispirato, come fanno gli artisti.

    Elisa: E allora scopri che c’è un fare che è molto diverso e più bello del lavoro.

    Anna: E che a decidersi a vivere basta un salto, da qui a lì, adesso.

    Marta: Beh, Non era difficile! Forse la società è una prigione con larghi spazi tra le sbarre. Se vogliamo possiamo passarci in mezzo. 
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da elvis06081994 per l'aggiornamento : La mia casa è il possibile   Certo, ti verranno in mente i versi di Emily, la grande.   
    La mia casa è il possibile
     
    Certo, ti verranno in mente i versi di Emily, la grande. E anche a me.

    Il sole era così limpido, oggi. E l’acqua del canale…

    Fin dal primo mattino – mi sono alzata prestissimo…

    Mi meraviglio sempre di essere viva e di vedere e di sentire.

    E mi piace la mia storia. È una bella storia. Di caduta e di riscatto, fino a questa cosa impossibile a dire – perché il linguaggio è così usuale …- che io chiamo fede, o gioia di vivere, qualcosa del genere.

    Per questo – credo – nascono i poeti. Per questo si diventa poeti. Quando tutto quello che senti premere nel cuore è troppo grande per dirlo nel linguaggio usuale, quello della spesa, del lavoro o della scienza. E allora la mia casa è un cedro dalle grandi braccia, e la mia anima vola con le ali dell’aquila, e tutto quello che era la realtà diventa una regione lontana del mio viaggio. E l’essere non è più ciò che è di fatto, ma il possibile. Il possibile è la vera dimensione dell’essere. E il possibile è un cavaliere su un destriero parato a guerra, dalla luccicante armatura, dai pennacchi color porpora, che sfida l’impossibile, divorandolo sotto i suoi zoccoli.
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da olti31 per l'aggiornamento : Al risveglio è un po' come nascere. Ti ci vuole un po' di tempo prima di metterti a f   
    Al risveglio è un po' come nascere. Ti ci vuole un po' di tempo prima di metterti a fuoco. Poi cerchi di mettere in chiaro. E allora io comincio a sognare, a girare il film della mia avventura. 
    Mi piace così.
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da elvis06081994 per l'aggiornamento : La mia casa è il possibile   Certo, ti verranno in mente i versi di Emily, la grande.   
    La mia casa è il possibile
     
    Certo, ti verranno in mente i versi di Emily, la grande. E anche a me.

    Il sole era così limpido, oggi. E l’acqua del canale…

    Fin dal primo mattino – mi sono alzata prestissimo…

    Mi meraviglio sempre di essere viva e di vedere e di sentire.

    E mi piace la mia storia. È una bella storia. Di caduta e di riscatto, fino a questa cosa impossibile a dire – perché il linguaggio è così usuale …- che io chiamo fede, o gioia di vivere, qualcosa del genere.

    Per questo – credo – nascono i poeti. Per questo si diventa poeti. Quando tutto quello che senti premere nel cuore è troppo grande per dirlo nel linguaggio usuale, quello della spesa, del lavoro o della scienza. E allora la mia casa è un cedro dalle grandi braccia, e la mia anima vola con le ali dell’aquila, e tutto quello che era la realtà diventa una regione lontana del mio viaggio. E l’essere non è più ciò che è di fatto, ma il possibile. Il possibile è la vera dimensione dell’essere. E il possibile è un cavaliere su un destriero parato a guerra, dalla luccicante armatura, dai pennacchi color porpora, che sfida l’impossibile, divorandolo sotto i suoi zoccoli.
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da olti31 per l'aggiornamento : Al risveglio è un po' come nascere. Ti ci vuole un po' di tempo prima di metterti a f   
    Al risveglio è un po' come nascere. Ti ci vuole un po' di tempo prima di metterti a fuoco. Poi cerchi di mettere in chiaro. E allora io comincio a sognare, a girare il film della mia avventura. 
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da olti31 per l'aggiornamento : Al risveglio è un po' come nascere. Ti ci vuole un po' di tempo prima di metterti a f   
    Al risveglio è un po' come nascere. Ti ci vuole un po' di tempo prima di metterti a fuoco. Poi cerchi di mettere in chiaro. E allora io comincio a sognare, a girare il film della mia avventura. 
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da elvis06081994 per l'aggiornamento : La mia casa è il possibile   Certo, ti verranno in mente i versi di Emily, la grande.   
    La mia casa è il possibile
     
    Certo, ti verranno in mente i versi di Emily, la grande. E anche a me.

    Il sole era così limpido, oggi. E l’acqua del canale…

    Fin dal primo mattino – mi sono alzata prestissimo…

    Mi meraviglio sempre di essere viva e di vedere e di sentire.

    E mi piace la mia storia. È una bella storia. Di caduta e di riscatto, fino a questa cosa impossibile a dire – perché il linguaggio è così usuale …- che io chiamo fede, o gioia di vivere, qualcosa del genere.

    Per questo – credo – nascono i poeti. Per questo si diventa poeti. Quando tutto quello che senti premere nel cuore è troppo grande per dirlo nel linguaggio usuale, quello della spesa, del lavoro o della scienza. E allora la mia casa è un cedro dalle grandi braccia, e la mia anima vola con le ali dell’aquila, e tutto quello che era la realtà diventa una regione lontana del mio viaggio. E l’essere non è più ciò che è di fatto, ma il possibile. Il possibile è la vera dimensione dell’essere. E il possibile è un cavaliere su un destriero parato a guerra, dalla luccicante armatura, dai pennacchi color porpora, che sfida l’impossibile, divorandolo sotto i suoi zoccoli.
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da elvis06081994 per l'aggiornamento : La mia casa è il possibile   Certo, ti verranno in mente i versi di Emily, la grande.   
    La mia casa è il possibile
     
    Certo, ti verranno in mente i versi di Emily, la grande. E anche a me.

    Il sole era così limpido, oggi. E l’acqua del canale…

    Fin dal primo mattino – mi sono alzata prestissimo…

    Mi meraviglio sempre di essere viva e di vedere e di sentire.

    E mi piace la mia storia. È una bella storia. Di caduta e di riscatto, fino a questa cosa impossibile a dire – perché il linguaggio è così usuale …- che io chiamo fede, o gioia di vivere, qualcosa del genere.

    Per questo – credo – nascono i poeti. Per questo si diventa poeti. Quando tutto quello che senti premere nel cuore è troppo grande per dirlo nel linguaggio usuale, quello della spesa, del lavoro o della scienza. E allora la mia casa è un cedro dalle grandi braccia, e la mia anima vola con le ali dell’aquila, e tutto quello che era la realtà diventa una regione lontana del mio viaggio. E l’essere non è più ciò che è di fatto, ma il possibile. Il possibile è la vera dimensione dell’essere. E il possibile è un cavaliere su un destriero parato a guerra, dalla luccicante armatura, dai pennacchi color porpora, che sfida l’impossibile, divorandolo sotto i suoi zoccoli.
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da elvis06081994 per l'aggiornamento : La mia casa è il possibile   Certo, ti verranno in mente i versi di Emily, la grande.   
    La mia casa è il possibile
     
    Certo, ti verranno in mente i versi di Emily, la grande. E anche a me.

    Il sole era così limpido, oggi. E l’acqua del canale…

    Fin dal primo mattino – mi sono alzata prestissimo…

    Mi meraviglio sempre di essere viva e di vedere e di sentire.

    E mi piace la mia storia. È una bella storia. Di caduta e di riscatto, fino a questa cosa impossibile a dire – perché il linguaggio è così usuale …- che io chiamo fede, o gioia di vivere, qualcosa del genere.

    Per questo – credo – nascono i poeti. Per questo si diventa poeti. Quando tutto quello che senti premere nel cuore è troppo grande per dirlo nel linguaggio usuale, quello della spesa, del lavoro o della scienza. E allora la mia casa è un cedro dalle grandi braccia, e la mia anima vola con le ali dell’aquila, e tutto quello che era la realtà diventa una regione lontana del mio viaggio. E l’essere non è più ciò che è di fatto, ma il possibile. Il possibile è la vera dimensione dell’essere. E il possibile è un cavaliere su un destriero parato a guerra, dalla luccicante armatura, dai pennacchi color porpora, che sfida l’impossibile, divorandolo sotto i suoi zoccoli.
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da diegodelavega0 per l'aggiornamento : Elisa Anna e Marta Elisa: Io dico che bisogna trovare il tempo per vivere e sfuggire   
    Elisa Anna e Marta

    Elisa: Io dico che bisogna trovare il tempo per vivere e sfuggire alla macchina del lavoro che ti ruba tutto il tempo.

    Anna: E io dico che una volta trovato il tempo bisogna muovere il culo per imparare a riempirlo davvero di cose vive.

    Marta: E io aggiungo che la prima cosa da imparare è a vedere la bellezza del mondo perché quando vedi la bellezza si mette in moto dentro una corrente vitale che ti spinge ad agire ispirato, come fanno gli artisti.

    Elisa: E allora scopri che c’è un fare che è molto diverso e più bello del lavoro.

    Anna: E che a decidersi a vivere basta un salto, da qui a lì, adesso.

    Marta: Beh, Non era difficile! Forse la società è una prigione con larghi spazi tra le sbarre. Se vogliamo possiamo passarci in mezzo. 
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da diegodelavega0 per l'aggiornamento : Ti conobbi in quel villaggio 
 che scrivevi poesie.
 So che non trovai il coraggio 
   
    Ti conobbi in quel villaggio 

    che scrivevi poesie.

    So che non trovai il coraggio 

    allor di leggerti le mie. 
    Ma promisi che avrei scritto 

    con impegno la bellezza 

    che mi aveva lì sconfitto, 

    dal tuo volto, giovinezza.
    Certamente ho lavorato 

    con costanza ardimentosa, 

    credo alfin che in mezzo al prato 
    
sia fiorita quella rosa.
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da diegodelavega0 per l'aggiornamento : Elisa Anna e Marta Elisa: Io dico che bisogna trovare il tempo per vivere e sfuggire   
    Elisa Anna e Marta

    Elisa: Io dico che bisogna trovare il tempo per vivere e sfuggire alla macchina del lavoro che ti ruba tutto il tempo.

    Anna: E io dico che una volta trovato il tempo bisogna muovere il culo per imparare a riempirlo davvero di cose vive.

    Marta: E io aggiungo che la prima cosa da imparare è a vedere la bellezza del mondo perché quando vedi la bellezza si mette in moto dentro una corrente vitale che ti spinge ad agire ispirato, come fanno gli artisti.

    Elisa: E allora scopri che c’è un fare che è molto diverso e più bello del lavoro.

    Anna: E che a decidersi a vivere basta un salto, da qui a lì, adesso.

    Marta: Beh, Non era difficile! Forse la società è una prigione con larghi spazi tra le sbarre. Se vogliamo possiamo passarci in mezzo. 
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da diegodelavega0 per l'aggiornamento : Elisa Anna e Marta Elisa: Io dico che bisogna trovare il tempo per vivere e sfuggire   
    Elisa Anna e Marta

    Elisa: Io dico che bisogna trovare il tempo per vivere e sfuggire alla macchina del lavoro che ti ruba tutto il tempo.

    Anna: E io dico che una volta trovato il tempo bisogna muovere il culo per imparare a riempirlo davvero di cose vive.

    Marta: E io aggiungo che la prima cosa da imparare è a vedere la bellezza del mondo perché quando vedi la bellezza si mette in moto dentro una corrente vitale che ti spinge ad agire ispirato, come fanno gli artisti.

    Elisa: E allora scopri che c’è un fare che è molto diverso e più bello del lavoro.

    Anna: E che a decidersi a vivere basta un salto, da qui a lì, adesso.

    Marta: Beh, Non era difficile! Forse la società è una prigione con larghi spazi tra le sbarre. Se vogliamo possiamo passarci in mezzo. 
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da diegodelavega0 per l'aggiornamento : Ti conobbi in quel villaggio 
 che scrivevi poesie.
 So che non trovai il coraggio 
   
    Ti conobbi in quel villaggio 

    che scrivevi poesie.

    So che non trovai il coraggio 

    allor di leggerti le mie. 
    Ma promisi che avrei scritto 

    con impegno la bellezza 

    che mi aveva lì sconfitto, 

    dal tuo volto, giovinezza.
    Certamente ho lavorato 

    con costanza ardimentosa, 

    credo alfin che in mezzo al prato 
    
sia fiorita quella rosa.