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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento : E mi scopro ogni mattina così dispersiva!… Le troppe cose, ognuna che tira dalla sua   
    E mi scopro ogni mattina così dispersiva!…
    Le troppe cose, ognuna che tira dalla sua parte.
    Nell’insieme...una sorta di smarrimento…

    E sembra giustificata la domanda che affiora: dove sto andando? Dove voglio andare?

    Una vecchia domanda!

    Insomma: bisogna decidere, cioè tagliare via i molti richiami e scegliere la direzione. Disciplinare le risorse, raccogliere in un disegno unitario, ben orientato, la folla delle spinte… Focalizzarmi su l’obiettivo.

    Ma quale?

    Se tento di rispondere, ritornano in tanti nel mio cervello a chiedere precedenza: premono verso l’uscita come contro uno stretto collo di bottiglia…

    Imbarazzo!

    Allora concludo che ciò che desidero davvero sarebbe non dover decidere, poter seguire la corrente, lasciarmi portare… vedere e gustare mentre le cose accadono, semplicemente essere, volendo quello che avviene e lasciandomi andare. Nessuna pressione a fare, a ordinare, a focalizzare.

    Libertà come non aver niente da fare!

    È un pensiero che resetta la mente e allarga il respiro. Un ampio spazio di “niente da fare” dove poter fare tutto quello che viene voglia di fare, dove essere esattamente quello che sono!

    E se immagino di avere questo grande spazio di libertà, immediatamente ritorna la domanda: e allora, cosa faccio? Dove voglio andare?

    Curioso!
     
       
     
     
     
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento :  Si alzava presto.
 A pesca di idee.  
Pensieri che aprono l'orizzonte, 
 che aliment   
     Si alzava presto.

    A pesca di idee. 
    
Pensieri che aprono l'orizzonte, 

    che alimentano il fuoco interiore.

    Che danno forma ad azioni costruttive.

    Che fanno della giornata un terreno ubertoso.
     
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento : E, in fondo, l’avventura sta proprio qui: nell’avanzare al buio, trapanando l’opaco c   
    E, in fondo, l’avventura sta proprio qui: nell’avanzare al buio, trapanando l’opaco con piccole torce elettriche. 
    E la meraviglia è tutta in questo vedere qualcosa che spunta dal nulla.
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento : E mi scopro ogni mattina così dispersiva!… Le troppe cose, ognuna che tira dalla sua   
    E mi scopro ogni mattina così dispersiva!…
    Le troppe cose, ognuna che tira dalla sua parte.
    Nell’insieme...una sorta di smarrimento…

    E sembra giustificata la domanda che affiora: dove sto andando? Dove voglio andare?

    Una vecchia domanda!

    Insomma: bisogna decidere, cioè tagliare via i molti richiami e scegliere la direzione. Disciplinare le risorse, raccogliere in un disegno unitario, ben orientato, la folla delle spinte… Focalizzarmi su l’obiettivo.

    Ma quale?

    Se tento di rispondere, ritornano in tanti nel mio cervello a chiedere precedenza: premono verso l’uscita come contro uno stretto collo di bottiglia…

    Imbarazzo!

    Allora concludo che ciò che desidero davvero sarebbe non dover decidere, poter seguire la corrente, lasciarmi portare… vedere e gustare mentre le cose accadono, semplicemente essere, volendo quello che avviene e lasciandomi andare. Nessuna pressione a fare, a ordinare, a focalizzare.

    Libertà come non aver niente da fare!

    È un pensiero che resetta la mente e allarga il respiro. Un ampio spazio di “niente da fare” dove poter fare tutto quello che viene voglia di fare, dove essere esattamente quello che sono!

    E se immagino di avere questo grande spazio di libertà, immediatamente ritorna la domanda: e allora, cosa faccio? Dove voglio andare?

    Curioso!
     
       
     
     
     
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento :  Si alzava presto.
 A pesca di idee.  
Pensieri che aprono l'orizzonte, 
 che aliment   
     Si alzava presto.

    A pesca di idee. 
    
Pensieri che aprono l'orizzonte, 

    che alimentano il fuoco interiore.

    Che danno forma ad azioni costruttive.

    Che fanno della giornata un terreno ubertoso.
     
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da elvis06081994 per l'aggiornamento : C’è questa cosa che desta una certa compassione poetica. Questa cosa che si può chiam   
    C’è questa cosa che desta una certa compassione poetica. Questa cosa che si può chiamare “la grande fatica del vivere”. La si può percepire nell’individuo ma anche nella specie: nell’umanità intera, se la si guarda da quelle altezze da cui si vede la storia.
    Da quella prospettiva e con quelle emozioni di meraviglia e pathos che ci fanno sentire parte di un mondo grandioso, che pure, da vicino, è pieno di robaccia che non ci piace. Un po’ come quando si contempla il paesaggio a distanza. Bellissimo! Anche se da vicino, lungo il torrente e negli anfratti tra le rocce, si vede l’immondizia abbandonata senza cura.

    Questa “grande fatica del vivere”, da vicino appare spesso come “la gioiosa operosità del fare vita” qui, adesso. Ed è qui che il gusto e la bellezza trovano un’espressione particolarmente nutritiva. Io adoro questa prospettiva. Ci lavoro tutti i giorni. Mi creo i miei film mentali per questo… E allora io ero una creativa alla scoperta di funzioni straordinarie della scrittura e del pensiero, io ero capace, con le immagini di incantare se stessa e la vita… io ero…

    Non mi nascondo affatto tutte le incongruenze che ci sono nel mio passato e ancora nel presente. Le parti di me che non sono integrate tra loro e il rapporto sempre problematico con questo mondo in cui voglio essere, sia pure a modo mio, e da cui non voglio essere imprigionata, ma senza appartarmene. Anzi ci tengo a vedere realisticamente me stessa e a ritornare a uno sguardo schietto e disincantato, se mi accorgo di essermi smarrita in qualche noiosa edulcorata immagine ideale di me.

    Trafficare con questi problemi quotidianamente lo trovo funzionale con la voglia di vivere. È in un certo senso l’officina centrale del mio fare vita. E mi capita di scoprire – meravigliosa intuizione! – che dentro ogni grande problema ce n’è uno più piccolo che sta lottando per venire fuori. E che si tratta di operare spesso un piccolo ritocco piuttosto che demolire un grattacielo ed edificare una cattedrale. 
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento : E, in fondo, l’avventura sta proprio qui: nell’avanzare al buio, trapanando l’opaco c   
    E, in fondo, l’avventura sta proprio qui: nell’avanzare al buio, trapanando l’opaco con piccole torce elettriche. 
    E la meraviglia è tutta in questo vedere qualcosa che spunta dal nulla.
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento : E, in fondo, l’avventura sta proprio qui: nell’avanzare al buio, trapanando l’opaco c   
    E, in fondo, l’avventura sta proprio qui: nell’avanzare al buio, trapanando l’opaco con piccole torce elettriche. 
    E la meraviglia è tutta in questo vedere qualcosa che spunta dal nulla.
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento : E, in fondo, l’avventura sta proprio qui: nell’avanzare al buio, trapanando l’opaco c   
    E, in fondo, l’avventura sta proprio qui: nell’avanzare al buio, trapanando l’opaco con piccole torce elettriche. 
    E la meraviglia è tutta in questo vedere qualcosa che spunta dal nulla.
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da elvis06081994 per l'aggiornamento : C’è questa cosa che desta una certa compassione poetica. Questa cosa che si può chiam   
    C’è questa cosa che desta una certa compassione poetica. Questa cosa che si può chiamare “la grande fatica del vivere”. La si può percepire nell’individuo ma anche nella specie: nell’umanità intera, se la si guarda da quelle altezze da cui si vede la storia.
    Da quella prospettiva e con quelle emozioni di meraviglia e pathos che ci fanno sentire parte di un mondo grandioso, che pure, da vicino, è pieno di robaccia che non ci piace. Un po’ come quando si contempla il paesaggio a distanza. Bellissimo! Anche se da vicino, lungo il torrente e negli anfratti tra le rocce, si vede l’immondizia abbandonata senza cura.

    Questa “grande fatica del vivere”, da vicino appare spesso come “la gioiosa operosità del fare vita” qui, adesso. Ed è qui che il gusto e la bellezza trovano un’espressione particolarmente nutritiva. Io adoro questa prospettiva. Ci lavoro tutti i giorni. Mi creo i miei film mentali per questo… E allora io ero una creativa alla scoperta di funzioni straordinarie della scrittura e del pensiero, io ero capace, con le immagini di incantare se stessa e la vita… io ero…

    Non mi nascondo affatto tutte le incongruenze che ci sono nel mio passato e ancora nel presente. Le parti di me che non sono integrate tra loro e il rapporto sempre problematico con questo mondo in cui voglio essere, sia pure a modo mio, e da cui non voglio essere imprigionata, ma senza appartarmene. Anzi ci tengo a vedere realisticamente me stessa e a ritornare a uno sguardo schietto e disincantato, se mi accorgo di essermi smarrita in qualche noiosa edulcorata immagine ideale di me.

    Trafficare con questi problemi quotidianamente lo trovo funzionale con la voglia di vivere. È in un certo senso l’officina centrale del mio fare vita. E mi capita di scoprire – meravigliosa intuizione! – che dentro ogni grande problema ce n’è uno più piccolo che sta lottando per venire fuori. E che si tratta di operare spesso un piccolo ritocco piuttosto che demolire un grattacielo ed edificare una cattedrale. 
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento : E, in fondo, l’avventura sta proprio qui: nell’avanzare al buio, trapanando l’opaco c   
    E, in fondo, l’avventura sta proprio qui: nell’avanzare al buio, trapanando l’opaco con piccole torce elettriche. 
    E la meraviglia è tutta in questo vedere qualcosa che spunta dal nulla.
     
     
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    odessa1920 ha aggiunto una reazione a diegodelavega0 per l'aggiornamento :   

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da elvis06081994 per l'aggiornamento : C’è questa cosa che desta una certa compassione poetica. Questa cosa che si può chiam   
    C’è questa cosa che desta una certa compassione poetica. Questa cosa che si può chiamare “la grande fatica del vivere”. La si può percepire nell’individuo ma anche nella specie: nell’umanità intera, se la si guarda da quelle altezze da cui si vede la storia.
    Da quella prospettiva e con quelle emozioni di meraviglia e pathos che ci fanno sentire parte di un mondo grandioso, che pure, da vicino, è pieno di robaccia che non ci piace. Un po’ come quando si contempla il paesaggio a distanza. Bellissimo! Anche se da vicino, lungo il torrente e negli anfratti tra le rocce, si vede l’immondizia abbandonata senza cura.

    Questa “grande fatica del vivere”, da vicino appare spesso come “la gioiosa operosità del fare vita” qui, adesso. Ed è qui che il gusto e la bellezza trovano un’espressione particolarmente nutritiva. Io adoro questa prospettiva. Ci lavoro tutti i giorni. Mi creo i miei film mentali per questo… E allora io ero una creativa alla scoperta di funzioni straordinarie della scrittura e del pensiero, io ero capace, con le immagini di incantare se stessa e la vita… io ero…

    Non mi nascondo affatto tutte le incongruenze che ci sono nel mio passato e ancora nel presente. Le parti di me che non sono integrate tra loro e il rapporto sempre problematico con questo mondo in cui voglio essere, sia pure a modo mio, e da cui non voglio essere imprigionata, ma senza appartarmene. Anzi ci tengo a vedere realisticamente me stessa e a ritornare a uno sguardo schietto e disincantato, se mi accorgo di essermi smarrita in qualche noiosa edulcorata immagine ideale di me.

    Trafficare con questi problemi quotidianamente lo trovo funzionale con la voglia di vivere. È in un certo senso l’officina centrale del mio fare vita. E mi capita di scoprire – meravigliosa intuizione! – che dentro ogni grande problema ce n’è uno più piccolo che sta lottando per venire fuori. E che si tratta di operare spesso un piccolo ritocco piuttosto che demolire un grattacielo ed edificare una cattedrale. 
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da elvis06081994 per l'aggiornamento : C’è questa cosa che desta una certa compassione poetica. Questa cosa che si può chiam   
    C’è questa cosa che desta una certa compassione poetica. Questa cosa che si può chiamare “la grande fatica del vivere”. La si può percepire nell’individuo ma anche nella specie: nell’umanità intera, se la si guarda da quelle altezze da cui si vede la storia.
    Da quella prospettiva e con quelle emozioni di meraviglia e pathos che ci fanno sentire parte di un mondo grandioso, che pure, da vicino, è pieno di robaccia che non ci piace. Un po’ come quando si contempla il paesaggio a distanza. Bellissimo! Anche se da vicino, lungo il torrente e negli anfratti tra le rocce, si vede l’immondizia abbandonata senza cura.

    Questa “grande fatica del vivere”, da vicino appare spesso come “la gioiosa operosità del fare vita” qui, adesso. Ed è qui che il gusto e la bellezza trovano un’espressione particolarmente nutritiva. Io adoro questa prospettiva. Ci lavoro tutti i giorni. Mi creo i miei film mentali per questo… E allora io ero una creativa alla scoperta di funzioni straordinarie della scrittura e del pensiero, io ero capace, con le immagini di incantare se stessa e la vita… io ero…

    Non mi nascondo affatto tutte le incongruenze che ci sono nel mio passato e ancora nel presente. Le parti di me che non sono integrate tra loro e il rapporto sempre problematico con questo mondo in cui voglio essere, sia pure a modo mio, e da cui non voglio essere imprigionata, ma senza appartarmene. Anzi ci tengo a vedere realisticamente me stessa e a ritornare a uno sguardo schietto e disincantato, se mi accorgo di essermi smarrita in qualche noiosa edulcorata immagine ideale di me.

    Trafficare con questi problemi quotidianamente lo trovo funzionale con la voglia di vivere. È in un certo senso l’officina centrale del mio fare vita. E mi capita di scoprire – meravigliosa intuizione! – che dentro ogni grande problema ce n’è uno più piccolo che sta lottando per venire fuori. E che si tratta di operare spesso un piccolo ritocco piuttosto che demolire un grattacielo ed edificare una cattedrale. 
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da diegodelavega0 per l'aggiornamento : Importante imparare a dire di no alle mille cose per dire di sì solo a quelle poche c   
    Importante imparare a dire di no alle mille cose per dire di sì solo a quelle poche che ti portano dove vuoi andare.
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da diegodelavega0 per l'aggiornamento : Là dove si perde tempo e si riesce ad ascoltare il sussurro del vento Vengono a galla   
    Là dove si perde tempo e si riesce ad ascoltare il sussurro del vento
    Vengono a galla i sogni
    Che sono la vera ragion d'essere
    Della nostra breve avventura nel mondo.
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da melissa2407 per l'aggiornamento : Questa esplosione di verde mi rasserena, mi dà pace. 
Mi riconnette con l’energia vit   
    Questa esplosione di verde mi rasserena, mi dà pace.
    
Mi riconnette con l’energia vitale. 
Mi ricorda l’infanzia. 
Allora ero una ragazzina selvatica che preferiva vivere sulle piante piuttosto che nella piazza e nei viali del paese.
Tra la società e la natura avevo scelto la natura.

    Ci sarà stato un motivo per questo. Io andavo a istinto.
    Oggi il contatto con la natura ha un carattere più spirituale (se si può dire così). O forse semplicemente energetico: mi rivolgo alla natura per ricaricare energia buona che poi vado a spendere nelle mie relazioni.
    Oltre alla meditazione, in natura, io mi porto da leggere e da scrivere. Elaboro idee. 
    Mi spingo anche fino a progettare iniziative di cui ho avuto ispirazione.
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da diegodelavega0 per l'aggiornamento : Importante imparare a dire di no alle mille cose per dire di sì solo a quelle poche c   
    Importante imparare a dire di no alle mille cose per dire di sì solo a quelle poche che ti portano dove vuoi andare.
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da diegodelavega0 per l'aggiornamento : Là dove si perde tempo e si riesce ad ascoltare il sussurro del vento Vengono a galla   
    Là dove si perde tempo e si riesce ad ascoltare il sussurro del vento
    Vengono a galla i sogni
    Che sono la vera ragion d'essere
    Della nostra breve avventura nel mondo.
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da melissa2407 per l'aggiornamento : Metterò radici nella roccia, dolcemente, poco alla volta, fino in fondo.
 Non spreche   
    Metterò radici nella roccia, dolcemente, poco alla volta, fino in fondo.

    Non sprecherò energie a lottare contro nemici. 

    Irradierò colore per chiunque ne voglia.
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da melissa2407 per l'aggiornamento : Ma, all’inizio, c’era del dolore. Un dolore forte e lancinante.
 Succedeva quando l’u   
    Ma, all’inizio, c’era del dolore. Un dolore forte e lancinante.
 Succedeva quando l’uomo o la donna che avevamo amato ci lasciava. Senza peraltro capire perché.
 C’era dolore dell’anima. Forte, lancinante. Come quando la società e il mercato sembravano dirci: non c’è spazio per questo. E noi avevamo in cuore desideri e sogni che sembravano la vita.

    C’era dolore. E il dolore stesso ci spingeva a uscire, a salire qualche gradino della scala. Se non volevi morire, finire schiacciato sotto un peso insopportabile.

    Il dolore è dolore, non c’è santi…
 Il dolore del corpo assorbe le forze, il dolore dell’anima esaurisce le energie della vitalità: la fiducia, la speranza, la gioia di vivere. Entrambi possono uccidere.

    Ma il dolore è anche una reazione vitale e mette in moto le risorse estreme, quelle fondamentali. E superare la prova del dolore rende più forti, più coraggiosi, alla fine, più umani.

    Il dolore diventò nostro amico. Come le nostre imperfezioni.
Avevamo coltivato sogni, li avevamo coltivati con cura. Avevamo immaginato scenari in cui i nostri sogni avrebbero danzato. C’era il dolore. Il dolore di constatare che le cose non stavano in quel modo.

    Noi diventammo esperti del dolore. Del dolore dell’anima.
 Il dolore c’insegnò la via della vita.
    Smettemmo di pensarci in continuazione, non appena recuperavamo un po’ di fiato. Ci affidammo a una provvidenza misteriosa, che ci offriva intelligenza sulla nostra vita. Fummo capaci di ammettere ciò che sapevamo da tempo ma che non riuscivamo a confessare: che, così, non eravamo felici. E che dunque la felicità la dovevamo cercare altrove. Da qui a lì!

    E quando uscivamo da quei territori oscuri, da quei viaggi nell’oltretomba, e quando riuscivamo a intravedere i nuovi orizzonti nel territorio aperto, allora finivamo perfino per benedire il dolore che ci aveva visitato. E cominciava la vita. Un’altra volta.

     
    Magda era stata lasciata. L’amore della sua vita sembrava perduto. Si era allontanato, perché? Si sentiva deprivata dei suoi sogni, risucchiata da una sorta di mulinello che la portava a fondo. Tentò di resistere, di contrastare la spinta, di lottare contro la corrente. Non voleva provare quei sentimenti dolorosi. No, non voleva sentire. Poi si rassegnò. Accettò di patire. E si lasciò attraversare dall’ondata amara. Passò un tempo senza data. E non morì. Si ritrovò ancora viva, alla fine della pena.

    Non era morta. E ora che se ne rendeva conto, gli orizzonti della vita erano nuovi. Il richiamo del desiderio era fresco e genuino. Il suo cuore si era allargato. E poteva fare, con maggiore libertà, quello che voleva.

    Il dolore non l’aveva resa cinica. Al contrario, era stata come lavata da incrostazioni illusorie, e si ritrovava fresca e più giovane ad ascoltare il richiamo di quella prospettiva straordinaria che aveva a portata di mano.
     
     
     
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da melissa2407 per l'aggiornamento : I'm looking for...
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da melissa2407 per l'aggiornamento : Tutto ciò è sulla terra e che si può provare o toccare e che credo sia infinito: ogni   
    Tutto ciò è sulla terra e che si può provare o toccare e che credo sia infinito:
    ogni tipo di carta è infinita
    il petrolio, la benzina, il metano, tutti i carburanti delle auto sono infiniti
    l’acqua è infinita
    il legno è infinito
    l’aria è infinita
    una pagina di excel è infinita
    Beautiful è infinito
    i libri sono infiniti
    la rete è infinita
    gli esseri umani sono infiniti
    le cellule, i microorganismi, gli acari sono infiniti
    la polvere è infinita
    l’energia elettrica è infinita
    i cibi nei supermercati sono infiniti
    poi altro non so (pure ciò che non so è infinito).
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da melissa2407 per l'aggiornamento : Questa esplosione di verde mi rasserena, mi dà pace. 
Mi riconnette con l’energia vit   
    Questa esplosione di verde mi rasserena, mi dà pace.
    
Mi riconnette con l’energia vitale. 
Mi ricorda l’infanzia. 
Allora ero una ragazzina selvatica che preferiva vivere sulle piante piuttosto che nella piazza e nei viali del paese.
Tra la società e la natura avevo scelto la natura.

    Ci sarà stato un motivo per questo. Io andavo a istinto.
    Oggi il contatto con la natura ha un carattere più spirituale (se si può dire così). O forse semplicemente energetico: mi rivolgo alla natura per ricaricare energia buona che poi vado a spendere nelle mie relazioni.
    Oltre alla meditazione, in natura, io mi porto da leggere e da scrivere. Elaboro idee. 
    Mi spingo anche fino a progettare iniziative di cui ho avuto ispirazione.
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da melissa2407 per l'aggiornamento : Questa esplosione di verde mi rasserena, mi dà pace. 
Mi riconnette con l’energia vit   
    Questa esplosione di verde mi rasserena, mi dà pace.
    
Mi riconnette con l’energia vitale. 
Mi ricorda l’infanzia. 
Allora ero una ragazzina selvatica che preferiva vivere sulle piante piuttosto che nella piazza e nei viali del paese.
Tra la società e la natura avevo scelto la natura.

    Ci sarà stato un motivo per questo. Io andavo a istinto.
    Oggi il contatto con la natura ha un carattere più spirituale (se si può dire così). O forse semplicemente energetico: mi rivolgo alla natura per ricaricare energia buona che poi vado a spendere nelle mie relazioni.
    Oltre alla meditazione, in natura, io mi porto da leggere e da scrivere. Elaboro idee. 
    Mi spingo anche fino a progettare iniziative di cui ho avuto ispirazione.