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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento : In fondo desideriamo tutti emanciparci dall’obbligo di essere in un certo modo.
 Oggi   
    In fondo desideriamo tutti emanciparci dall’obbligo di essere in un certo modo.

    Oggi sembra che si debba essere professional, che si debba essere positivi, che si debba essere assertivi, che si debba essere creativi, che si debba essere efficienti… Perfino che si debba essere felici!
     
    Ma quando saremo ciò che siamo davvero?
     
    Ci siamo scordati che tra non molto tempo saremo tutti morti?

    Quanto tempo riusciamo a procurarci per essere quello che siamo spontaneamente?
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da elisa2807 per l'aggiornamento : E io vidi i tentacoli dell’uomo col cappello, l’Uomo Guidato dalla Luna. Aveva grosse   
    E io vidi i tentacoli dell’uomo col cappello, l’Uomo Guidato dalla Luna. Aveva grosse sopracciglia e occhi sgranati dalla meraviglia. Le sue mani afferravano i pezzi separati e li filavano come il formaggio ammorbidito nell’acqua calda. Fila e rifila, la matassa del mondo si ricostituiva in una nuova unità.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da vitto071 per l'aggiornamento : Io trovo le mie poesie nei campi, i miei pensieri più gustosi nei boschi, e il senso   
    Io trovo le mie poesie nei campi, i miei pensieri più gustosi nei boschi, e il senso della grandezza sulle cime dei monti. 
    Le mie utopie sono fatti di paesaggi e l’amore è l’erba rugiadosa baciata dal sole del mattino.
     
     
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    Io trovo le mie poesie nei campi, i miei pensieri più gustosi nei boschi, e il senso della grandezza sulle cime dei monti. 
    Le mie utopie sono fatti di paesaggi e l’amore è l’erba rugiadosa baciata dal sole del mattino.
     
     
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    E io vidi i tentacoli dell’uomo col cappello, l’Uomo Guidato dalla Luna. Aveva grosse sopracciglia e occhi sgranati dalla meraviglia. Le sue mani afferravano i pezzi separati e li filavano come il formaggio ammorbidito nell’acqua calda. Fila e rifila, la matassa del mondo si ricostituiva in una nuova unità.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da vitto071 per l'aggiornamento : Io trovo le mie poesie nei campi, i miei pensieri più gustosi nei boschi, e il senso   
    Io trovo le mie poesie nei campi, i miei pensieri più gustosi nei boschi, e il senso della grandezza sulle cime dei monti. 
    Le mie utopie sono fatti di paesaggi e l’amore è l’erba rugiadosa baciata dal sole del mattino.
     
     
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    odessa1920 ha aggiunto una reazione a diegodelavega0 per l'aggiornamento : Ciao Odessa, come stai? non so se hai mai visto questo film, ' un po' vecchio, ma lo   
    Ciao Odessa, come stai? non so se hai mai visto questo film, ' un po' vecchio, ma lo trovo molto istruttivo...ti allego un pezzo... spero ti piaccia
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da elisa2807 per l'aggiornamento : E io vidi i tentacoli dell’uomo col cappello, l’Uomo Guidato dalla Luna. Aveva grosse   
    E io vidi i tentacoli dell’uomo col cappello, l’Uomo Guidato dalla Luna. Aveva grosse sopracciglia e occhi sgranati dalla meraviglia. Le sue mani afferravano i pezzi separati e li filavano come il formaggio ammorbidito nell’acqua calda. Fila e rifila, la matassa del mondo si ricostituiva in una nuova unità.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da elisa2807 per l'aggiornamento : E io vidi i tentacoli dell’uomo col cappello, l’Uomo Guidato dalla Luna. Aveva grosse   
    E io vidi i tentacoli dell’uomo col cappello, l’Uomo Guidato dalla Luna. Aveva grosse sopracciglia e occhi sgranati dalla meraviglia. Le sue mani afferravano i pezzi separati e li filavano come il formaggio ammorbidito nell’acqua calda. Fila e rifila, la matassa del mondo si ricostituiva in una nuova unità.

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento : In fondo desideriamo tutti emanciparci dall’obbligo di essere in un certo modo.
 Oggi   
    In fondo desideriamo tutti emanciparci dall’obbligo di essere in un certo modo.

    Oggi sembra che si debba essere professional, che si debba essere positivi, che si debba essere assertivi, che si debba essere creativi, che si debba essere efficienti… Perfino che si debba essere felici!
     
    Ma quando saremo ciò che siamo davvero?
     
    Ci siamo scordati che tra non molto tempo saremo tutti morti?

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da elisa2807 per l'aggiornamento : Lascerò i boschetti e le fioriture dietro le spalle, prenderò lo zaino e le scarpe nu   
    Lascerò i boschetti e le fioriture dietro le spalle, prenderò lo zaino e le scarpe nuove, il vento mi scarmiglierà i capelli e cercherò segnali oltre la collina. Ignorerò i confini e gli steccati, terrò gli occhi aperti e attenti e fiuterò gli odori di terre nuove.
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da davidek1982 per l'aggiornamento : A volte, mentre magari stai prendendo un caffè e guardi fuori dalla finestra, e là fu   
    A volte, mentre magari stai prendendo un caffè e guardi fuori dalla finestra, e là fuori piove, piove, ininterrottamente e sarebbe primavera…, a volte hai delle visioni, dei flash, niente di che, qualcosa di istantaneo, ma che sono vere e proprie filosofie dalla storia, metafisiche dell’essere e cose così, e tu senti una commozione dentro, qualcosa che assomiglia a un profondo dolore, come da ferita che ti ha toccato il nucleo dell’anima, e nello stesso tempo senti emozione e aspettativa, come l’attesa di grandi eventi e la gioia, anzi qualcosa di più intenso, una sorta di esplosione di felicità, che pare accostarsi al limitare della tua casa, ai confini della tua percezione, smaniosa di uscire allo scoperto e di gettarsi negli spazzi smisurati irrorati dalla luce solare…
    Pazzesco! E tu pensi: cosa sarebbe la gioia se non avesse conosciuto il dolore e la tristezza? E allora ti confondi, non sai come risolvere la questione con le parole piane della ragionevolezza e ti limiti a sentire… sentire il mistero delle cose, con la voglia di attraversarlo, comunque, non di restare all’ombra dell’albero, e di nascondersi nella buca… con quella voglia di attraversarlo che, anche senza spiegazioni, manifesta la sua forza vitale, biologica direi, che spazza via ogni farfugliamento e dona slancio…

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da elisa2807 per l'aggiornamento : Lascerò i boschetti e le fioriture dietro le spalle, prenderò lo zaino e le scarpe nu   
    Lascerò i boschetti e le fioriture dietro le spalle, prenderò lo zaino e le scarpe nuove, il vento mi scarmiglierà i capelli e cercherò segnali oltre la collina. Ignorerò i confini e gli steccati, terrò gli occhi aperti e attenti e fiuterò gli odori di terre nuove.
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da elisa2807 per l'aggiornamento : Lascerò i boschetti e le fioriture dietro le spalle, prenderò lo zaino e le scarpe nu   
    Lascerò i boschetti e le fioriture dietro le spalle, prenderò lo zaino e le scarpe nuove, il vento mi scarmiglierà i capelli e cercherò segnali oltre la collina. Ignorerò i confini e gli steccati, terrò gli occhi aperti e attenti e fiuterò gli odori di terre nuove.
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento : In fondo desideriamo tutti emanciparci dall’obbligo di essere in un certo modo.
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    In fondo desideriamo tutti emanciparci dall’obbligo di essere in un certo modo.

    Oggi sembra che si debba essere professional, che si debba essere positivi, che si debba essere assertivi, che si debba essere creativi, che si debba essere efficienti… Perfino che si debba essere felici!
     
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    Ci siamo scordati che tra non molto tempo saremo tutti morti?

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    In fondo desideriamo tutti emanciparci dall’obbligo di essere in un certo modo.

    Oggi sembra che si debba essere professional, che si debba essere positivi, che si debba essere assertivi, che si debba essere creativi, che si debba essere efficienti… Perfino che si debba essere felici!
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da sweetlovelylips per l'aggiornamento : Le filosofie sapienziali sono una grande cosa quando contengono lo stress, quanto ric   
    Le filosofie sapienziali sono una grande cosa quando contengono lo stress, quanto riconducono all’equilibrio, quando riportano al contatto col mistero, quando riconducono l’uomo a se stesso e alla sua sorgente di vita. Ma non sono la fonte dell’iniziativa. Sono spesso consolazione che aiuta a sopportare la delusione e lo sconforto. E allora possono diventare una sorta di oppio.
     
    È la sindrome della rana lessa, che invece di saltar via dall’acqua bollente, si lascia addormentare fino a ritrovarsi bollita.
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da davidek1982 per l'aggiornamento : A volte, mentre magari stai prendendo un caffè e guardi fuori dalla finestra, e là fu   
    A volte, mentre magari stai prendendo un caffè e guardi fuori dalla finestra, e là fuori piove, piove, ininterrottamente e sarebbe primavera…, a volte hai delle visioni, dei flash, niente di che, qualcosa di istantaneo, ma che sono vere e proprie filosofie dalla storia, metafisiche dell’essere e cose così, e tu senti una commozione dentro, qualcosa che assomiglia a un profondo dolore, come da ferita che ti ha toccato il nucleo dell’anima, e nello stesso tempo senti emozione e aspettativa, come l’attesa di grandi eventi e la gioia, anzi qualcosa di più intenso, una sorta di esplosione di felicità, che pare accostarsi al limitare della tua casa, ai confini della tua percezione, smaniosa di uscire allo scoperto e di gettarsi negli spazzi smisurati irrorati dalla luce solare…
    Pazzesco! E tu pensi: cosa sarebbe la gioia se non avesse conosciuto il dolore e la tristezza? E allora ti confondi, non sai come risolvere la questione con le parole piane della ragionevolezza e ti limiti a sentire… sentire il mistero delle cose, con la voglia di attraversarlo, comunque, non di restare all’ombra dell’albero, e di nascondersi nella buca… con quella voglia di attraversarlo che, anche senza spiegazioni, manifesta la sua forza vitale, biologica direi, che spazza via ogni farfugliamento e dona slancio…

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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da elisa2807 per l'aggiornamento : Lascerò i boschetti e le fioriture dietro le spalle, prenderò lo zaino e le scarpe nu   
    Lascerò i boschetti e le fioriture dietro le spalle, prenderò lo zaino e le scarpe nuove, il vento mi scarmiglierà i capelli e cercherò segnali oltre la collina. Ignorerò i confini e gli steccati, terrò gli occhi aperti e attenti e fiuterò gli odori di terre nuove.
     
     
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    A volte, mentre magari stai prendendo un caffè e guardi fuori dalla finestra, e là fuori piove, piove, ininterrottamente e sarebbe primavera…, a volte hai delle visioni, dei flash, niente di che, qualcosa di istantaneo, ma che sono vere e proprie filosofie dalla storia, metafisiche dell’essere e cose così, e tu senti una commozione dentro, qualcosa che assomiglia a un profondo dolore, come da ferita che ti ha toccato il nucleo dell’anima, e nello stesso tempo senti emozione e aspettativa, come l’attesa di grandi eventi e la gioia, anzi qualcosa di più intenso, una sorta di esplosione di felicità, che pare accostarsi al limitare della tua casa, ai confini della tua percezione, smaniosa di uscire allo scoperto e di gettarsi negli spazzi smisurati irrorati dalla luce solare…
    Pazzesco! E tu pensi: cosa sarebbe la gioia se non avesse conosciuto il dolore e la tristezza? E allora ti confondi, non sai come risolvere la questione con le parole piane della ragionevolezza e ti limiti a sentire… sentire il mistero delle cose, con la voglia di attraversarlo, comunque, non di restare all’ombra dell’albero, e di nascondersi nella buca… con quella voglia di attraversarlo che, anche senza spiegazioni, manifesta la sua forza vitale, biologica direi, che spazza via ogni farfugliamento e dona slancio…

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    Lascerò i boschetti e le fioriture dietro le spalle, prenderò lo zaino e le scarpe nuove, il vento mi scarmiglierà i capelli e cercherò segnali oltre la collina. Ignorerò i confini e gli steccati, terrò gli occhi aperti e attenti e fiuterò gli odori di terre nuove.
     
     
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    Lascerò i boschetti e le fioriture dietro le spalle, prenderò lo zaino e le scarpe nuove, il vento mi scarmiglierà i capelli e cercherò segnali oltre la collina. Ignorerò i confini e gli steccati, terrò gli occhi aperti e attenti e fiuterò gli odori di terre nuove.
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da davidek1982 per l'aggiornamento : A volte, mentre magari stai prendendo un caffè e guardi fuori dalla finestra, e là fu   
    A volte, mentre magari stai prendendo un caffè e guardi fuori dalla finestra, e là fuori piove, piove, ininterrottamente e sarebbe primavera…, a volte hai delle visioni, dei flash, niente di che, qualcosa di istantaneo, ma che sono vere e proprie filosofie dalla storia, metafisiche dell’essere e cose così, e tu senti una commozione dentro, qualcosa che assomiglia a un profondo dolore, come da ferita che ti ha toccato il nucleo dell’anima, e nello stesso tempo senti emozione e aspettativa, come l’attesa di grandi eventi e la gioia, anzi qualcosa di più intenso, una sorta di esplosione di felicità, che pare accostarsi al limitare della tua casa, ai confini della tua percezione, smaniosa di uscire allo scoperto e di gettarsi negli spazzi smisurati irrorati dalla luce solare…
    Pazzesco! E tu pensi: cosa sarebbe la gioia se non avesse conosciuto il dolore e la tristezza? E allora ti confondi, non sai come risolvere la questione con le parole piane della ragionevolezza e ti limiti a sentire… sentire il mistero delle cose, con la voglia di attraversarlo, comunque, non di restare all’ombra dell’albero, e di nascondersi nella buca… con quella voglia di attraversarlo che, anche senza spiegazioni, manifesta la sua forza vitale, biologica direi, che spazza via ogni farfugliamento e dona slancio…