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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da olti31 per l'aggiornamento : C'è aria e respiro tra una cosa e l'altra. Pensieri che sono domande e che sono rispo   
    C'è aria e respiro tra una cosa e l'altra. Pensieri che sono domande e che sono risposte. Risposte che sono decisioni e scommesse. Non so cosa incontrerò, ne cosa desidero, se non seguire questa direzione di marcia. Pulisco casa e rimetto in ordine le cose, ogni giorno, ogni momento. Cerco di fare come il giardiniere. Lo sguardo cerca la bellezza, le braccia trafficano instancabili.
    Finché crollo nel sonno, in un attimo.
     

       
     
               
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    C'è aria e respiro tra una cosa e l'altra. Pensieri che sono domande e che sono risposte. Risposte che sono decisioni e scommesse. Non so cosa incontrerò, ne cosa desidero, se non seguire questa direzione di marcia. Pulisco casa e rimetto in ordine le cose, ogni giorno, ogni momento. Cerco di fare come il giardiniere. Lo sguardo cerca la bellezza, le braccia trafficano instancabili.
    Finché crollo nel sonno, in un attimo.
     

       
     
               
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento : Mangiamo e facciamo diete, preghiamo e facciamo telefonate, inventiamo e ascoltiamo,   
    Mangiamo e facciamo diete, preghiamo e facciamo telefonate, inventiamo e ascoltiamo, lottiamo e ci adattiamo… Sempre di nuovo, ci mettiamo in gioco. Non sopportiamo l’entropia del tempo vuoto. E quando nulla succede, pensiamo con fede che le cose stiano capitando a nostra insaputa e che domani ci raggiungeranno.
     
     
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    Mangiamo e facciamo diete, preghiamo e facciamo telefonate, inventiamo e ascoltiamo, lottiamo e ci adattiamo… Sempre di nuovo, ci mettiamo in gioco. Non sopportiamo l’entropia del tempo vuoto. E quando nulla succede, pensiamo con fede che le cose stiano capitando a nostra insaputa e che domani ci raggiungeranno.
     
     
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    Mangiamo e facciamo diete, preghiamo e facciamo telefonate, inventiamo e ascoltiamo, lottiamo e ci adattiamo… Sempre di nuovo, ci mettiamo in gioco. Non sopportiamo l’entropia del tempo vuoto. E quando nulla succede, pensiamo con fede che le cose stiano capitando a nostra insaputa e che domani ci raggiungeranno.
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento :  Si alzava presto.
 A pesca di idee.  
Pensieri che aprono l'orizzonte, 
 che aliment   
     Si alzava presto.

    A pesca di idee. 
    
Pensieri che aprono l'orizzonte, 

    che alimentano il fuoco interiore.

    Che danno forma ad azioni costruttive.

    Che fanno della giornata un terreno ubertoso.
     
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento : E mi scopro ogni mattina così dispersiva!… Le troppe cose, ognuna che tira dalla sua   
    E mi scopro ogni mattina così dispersiva!…
    Le troppe cose, ognuna che tira dalla sua parte.
    Nell’insieme...una sorta di smarrimento…

    E sembra giustificata la domanda che affiora: dove sto andando? Dove voglio andare?

    Una vecchia domanda!

    Insomma: bisogna decidere, cioè tagliare via i molti richiami e scegliere la direzione. Disciplinare le risorse, raccogliere in un disegno unitario, ben orientato, la folla delle spinte… Focalizzarmi su l’obiettivo.

    Ma quale?

    Se tento di rispondere, ritornano in tanti nel mio cervello a chiedere precedenza: premono verso l’uscita come contro uno stretto collo di bottiglia…

    Imbarazzo!

    Allora concludo che ciò che desidero davvero sarebbe non dover decidere, poter seguire la corrente, lasciarmi portare… vedere e gustare mentre le cose accadono, semplicemente essere, volendo quello che avviene e lasciandomi andare. Nessuna pressione a fare, a ordinare, a focalizzare.

    Libertà come non aver niente da fare!

    È un pensiero che resetta la mente e allarga il respiro. Un ampio spazio di “niente da fare” dove poter fare tutto quello che viene voglia di fare, dove essere esattamente quello che sono!

    E se immagino di avere questo grande spazio di libertà, immediatamente ritorna la domanda: e allora, cosa faccio? Dove voglio andare?

    Curioso!
     
       
     
     
     
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento : E mi scopro ogni mattina così dispersiva!… Le troppe cose, ognuna che tira dalla sua   
    E mi scopro ogni mattina così dispersiva!…
    Le troppe cose, ognuna che tira dalla sua parte.
    Nell’insieme...una sorta di smarrimento…

    E sembra giustificata la domanda che affiora: dove sto andando? Dove voglio andare?

    Una vecchia domanda!

    Insomma: bisogna decidere, cioè tagliare via i molti richiami e scegliere la direzione. Disciplinare le risorse, raccogliere in un disegno unitario, ben orientato, la folla delle spinte… Focalizzarmi su l’obiettivo.

    Ma quale?

    Se tento di rispondere, ritornano in tanti nel mio cervello a chiedere precedenza: premono verso l’uscita come contro uno stretto collo di bottiglia…

    Imbarazzo!

    Allora concludo che ciò che desidero davvero sarebbe non dover decidere, poter seguire la corrente, lasciarmi portare… vedere e gustare mentre le cose accadono, semplicemente essere, volendo quello che avviene e lasciandomi andare. Nessuna pressione a fare, a ordinare, a focalizzare.

    Libertà come non aver niente da fare!

    È un pensiero che resetta la mente e allarga il respiro. Un ampio spazio di “niente da fare” dove poter fare tutto quello che viene voglia di fare, dove essere esattamente quello che sono!

    E se immagino di avere questo grande spazio di libertà, immediatamente ritorna la domanda: e allora, cosa faccio? Dove voglio andare?

    Curioso!
     
       
     
     
     
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento :  Si alzava presto.
 A pesca di idee.  
Pensieri che aprono l'orizzonte, 
 che aliment   
     Si alzava presto.

    A pesca di idee. 
    
Pensieri che aprono l'orizzonte, 

    che alimentano il fuoco interiore.

    Che danno forma ad azioni costruttive.

    Che fanno della giornata un terreno ubertoso.
     
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento : E, in fondo, l’avventura sta proprio qui: nell’avanzare al buio, trapanando l’opaco c   
    E, in fondo, l’avventura sta proprio qui: nell’avanzare al buio, trapanando l’opaco con piccole torce elettriche. 
    E la meraviglia è tutta in questo vedere qualcosa che spunta dal nulla.
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento : E mi scopro ogni mattina così dispersiva!… Le troppe cose, ognuna che tira dalla sua   
    E mi scopro ogni mattina così dispersiva!…
    Le troppe cose, ognuna che tira dalla sua parte.
    Nell’insieme...una sorta di smarrimento…

    E sembra giustificata la domanda che affiora: dove sto andando? Dove voglio andare?

    Una vecchia domanda!

    Insomma: bisogna decidere, cioè tagliare via i molti richiami e scegliere la direzione. Disciplinare le risorse, raccogliere in un disegno unitario, ben orientato, la folla delle spinte… Focalizzarmi su l’obiettivo.

    Ma quale?

    Se tento di rispondere, ritornano in tanti nel mio cervello a chiedere precedenza: premono verso l’uscita come contro uno stretto collo di bottiglia…

    Imbarazzo!

    Allora concludo che ciò che desidero davvero sarebbe non dover decidere, poter seguire la corrente, lasciarmi portare… vedere e gustare mentre le cose accadono, semplicemente essere, volendo quello che avviene e lasciandomi andare. Nessuna pressione a fare, a ordinare, a focalizzare.

    Libertà come non aver niente da fare!

    È un pensiero che resetta la mente e allarga il respiro. Un ampio spazio di “niente da fare” dove poter fare tutto quello che viene voglia di fare, dove essere esattamente quello che sono!

    E se immagino di avere questo grande spazio di libertà, immediatamente ritorna la domanda: e allora, cosa faccio? Dove voglio andare?

    Curioso!
     
       
     
     
     
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento :  Si alzava presto.
 A pesca di idee.  
Pensieri che aprono l'orizzonte, 
 che aliment   
     Si alzava presto.

    A pesca di idee. 
    
Pensieri che aprono l'orizzonte, 

    che alimentano il fuoco interiore.

    Che danno forma ad azioni costruttive.

    Che fanno della giornata un terreno ubertoso.
     
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da elvis06081994 per l'aggiornamento : C’è questa cosa che desta una certa compassione poetica. Questa cosa che si può chiam   
    C’è questa cosa che desta una certa compassione poetica. Questa cosa che si può chiamare “la grande fatica del vivere”. La si può percepire nell’individuo ma anche nella specie: nell’umanità intera, se la si guarda da quelle altezze da cui si vede la storia.
    Da quella prospettiva e con quelle emozioni di meraviglia e pathos che ci fanno sentire parte di un mondo grandioso, che pure, da vicino, è pieno di robaccia che non ci piace. Un po’ come quando si contempla il paesaggio a distanza. Bellissimo! Anche se da vicino, lungo il torrente e negli anfratti tra le rocce, si vede l’immondizia abbandonata senza cura.

    Questa “grande fatica del vivere”, da vicino appare spesso come “la gioiosa operosità del fare vita” qui, adesso. Ed è qui che il gusto e la bellezza trovano un’espressione particolarmente nutritiva. Io adoro questa prospettiva. Ci lavoro tutti i giorni. Mi creo i miei film mentali per questo… E allora io ero una creativa alla scoperta di funzioni straordinarie della scrittura e del pensiero, io ero capace, con le immagini di incantare se stessa e la vita… io ero…

    Non mi nascondo affatto tutte le incongruenze che ci sono nel mio passato e ancora nel presente. Le parti di me che non sono integrate tra loro e il rapporto sempre problematico con questo mondo in cui voglio essere, sia pure a modo mio, e da cui non voglio essere imprigionata, ma senza appartarmene. Anzi ci tengo a vedere realisticamente me stessa e a ritornare a uno sguardo schietto e disincantato, se mi accorgo di essermi smarrita in qualche noiosa edulcorata immagine ideale di me.

    Trafficare con questi problemi quotidianamente lo trovo funzionale con la voglia di vivere. È in un certo senso l’officina centrale del mio fare vita. E mi capita di scoprire – meravigliosa intuizione! – che dentro ogni grande problema ce n’è uno più piccolo che sta lottando per venire fuori. E che si tratta di operare spesso un piccolo ritocco piuttosto che demolire un grattacielo ed edificare una cattedrale. 
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento : E, in fondo, l’avventura sta proprio qui: nell’avanzare al buio, trapanando l’opaco c   
    E, in fondo, l’avventura sta proprio qui: nell’avanzare al buio, trapanando l’opaco con piccole torce elettriche. 
    E la meraviglia è tutta in questo vedere qualcosa che spunta dal nulla.
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento : E, in fondo, l’avventura sta proprio qui: nell’avanzare al buio, trapanando l’opaco c   
    E, in fondo, l’avventura sta proprio qui: nell’avanzare al buio, trapanando l’opaco con piccole torce elettriche. 
    E la meraviglia è tutta in questo vedere qualcosa che spunta dal nulla.
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento : E, in fondo, l’avventura sta proprio qui: nell’avanzare al buio, trapanando l’opaco c   
    E, in fondo, l’avventura sta proprio qui: nell’avanzare al buio, trapanando l’opaco con piccole torce elettriche. 
    E la meraviglia è tutta in questo vedere qualcosa che spunta dal nulla.
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da elvis06081994 per l'aggiornamento : C’è questa cosa che desta una certa compassione poetica. Questa cosa che si può chiam   
    C’è questa cosa che desta una certa compassione poetica. Questa cosa che si può chiamare “la grande fatica del vivere”. La si può percepire nell’individuo ma anche nella specie: nell’umanità intera, se la si guarda da quelle altezze da cui si vede la storia.
    Da quella prospettiva e con quelle emozioni di meraviglia e pathos che ci fanno sentire parte di un mondo grandioso, che pure, da vicino, è pieno di robaccia che non ci piace. Un po’ come quando si contempla il paesaggio a distanza. Bellissimo! Anche se da vicino, lungo il torrente e negli anfratti tra le rocce, si vede l’immondizia abbandonata senza cura.

    Questa “grande fatica del vivere”, da vicino appare spesso come “la gioiosa operosità del fare vita” qui, adesso. Ed è qui che il gusto e la bellezza trovano un’espressione particolarmente nutritiva. Io adoro questa prospettiva. Ci lavoro tutti i giorni. Mi creo i miei film mentali per questo… E allora io ero una creativa alla scoperta di funzioni straordinarie della scrittura e del pensiero, io ero capace, con le immagini di incantare se stessa e la vita… io ero…

    Non mi nascondo affatto tutte le incongruenze che ci sono nel mio passato e ancora nel presente. Le parti di me che non sono integrate tra loro e il rapporto sempre problematico con questo mondo in cui voglio essere, sia pure a modo mio, e da cui non voglio essere imprigionata, ma senza appartarmene. Anzi ci tengo a vedere realisticamente me stessa e a ritornare a uno sguardo schietto e disincantato, se mi accorgo di essermi smarrita in qualche noiosa edulcorata immagine ideale di me.

    Trafficare con questi problemi quotidianamente lo trovo funzionale con la voglia di vivere. È in un certo senso l’officina centrale del mio fare vita. E mi capita di scoprire – meravigliosa intuizione! – che dentro ogni grande problema ce n’è uno più piccolo che sta lottando per venire fuori. E che si tratta di operare spesso un piccolo ritocco piuttosto che demolire un grattacielo ed edificare una cattedrale. 
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento : E, in fondo, l’avventura sta proprio qui: nell’avanzare al buio, trapanando l’opaco c   
    E, in fondo, l’avventura sta proprio qui: nell’avanzare al buio, trapanando l’opaco con piccole torce elettriche. 
    E la meraviglia è tutta in questo vedere qualcosa che spunta dal nulla.
     
     
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    C’è questa cosa che desta una certa compassione poetica. Questa cosa che si può chiamare “la grande fatica del vivere”. La si può percepire nell’individuo ma anche nella specie: nell’umanità intera, se la si guarda da quelle altezze da cui si vede la storia.
    Da quella prospettiva e con quelle emozioni di meraviglia e pathos che ci fanno sentire parte di un mondo grandioso, che pure, da vicino, è pieno di robaccia che non ci piace. Un po’ come quando si contempla il paesaggio a distanza. Bellissimo! Anche se da vicino, lungo il torrente e negli anfratti tra le rocce, si vede l’immondizia abbandonata senza cura.

    Questa “grande fatica del vivere”, da vicino appare spesso come “la gioiosa operosità del fare vita” qui, adesso. Ed è qui che il gusto e la bellezza trovano un’espressione particolarmente nutritiva. Io adoro questa prospettiva. Ci lavoro tutti i giorni. Mi creo i miei film mentali per questo… E allora io ero una creativa alla scoperta di funzioni straordinarie della scrittura e del pensiero, io ero capace, con le immagini di incantare se stessa e la vita… io ero…

    Non mi nascondo affatto tutte le incongruenze che ci sono nel mio passato e ancora nel presente. Le parti di me che non sono integrate tra loro e il rapporto sempre problematico con questo mondo in cui voglio essere, sia pure a modo mio, e da cui non voglio essere imprigionata, ma senza appartarmene. Anzi ci tengo a vedere realisticamente me stessa e a ritornare a uno sguardo schietto e disincantato, se mi accorgo di essermi smarrita in qualche noiosa edulcorata immagine ideale di me.

    Trafficare con questi problemi quotidianamente lo trovo funzionale con la voglia di vivere. È in un certo senso l’officina centrale del mio fare vita. E mi capita di scoprire – meravigliosa intuizione! – che dentro ogni grande problema ce n’è uno più piccolo che sta lottando per venire fuori. E che si tratta di operare spesso un piccolo ritocco piuttosto che demolire un grattacielo ed edificare una cattedrale. 
     
     
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    C’è questa cosa che desta una certa compassione poetica. Questa cosa che si può chiamare “la grande fatica del vivere”. La si può percepire nell’individuo ma anche nella specie: nell’umanità intera, se la si guarda da quelle altezze da cui si vede la storia.
    Da quella prospettiva e con quelle emozioni di meraviglia e pathos che ci fanno sentire parte di un mondo grandioso, che pure, da vicino, è pieno di robaccia che non ci piace. Un po’ come quando si contempla il paesaggio a distanza. Bellissimo! Anche se da vicino, lungo il torrente e negli anfratti tra le rocce, si vede l’immondizia abbandonata senza cura.

    Questa “grande fatica del vivere”, da vicino appare spesso come “la gioiosa operosità del fare vita” qui, adesso. Ed è qui che il gusto e la bellezza trovano un’espressione particolarmente nutritiva. Io adoro questa prospettiva. Ci lavoro tutti i giorni. Mi creo i miei film mentali per questo… E allora io ero una creativa alla scoperta di funzioni straordinarie della scrittura e del pensiero, io ero capace, con le immagini di incantare se stessa e la vita… io ero…

    Non mi nascondo affatto tutte le incongruenze che ci sono nel mio passato e ancora nel presente. Le parti di me che non sono integrate tra loro e il rapporto sempre problematico con questo mondo in cui voglio essere, sia pure a modo mio, e da cui non voglio essere imprigionata, ma senza appartarmene. Anzi ci tengo a vedere realisticamente me stessa e a ritornare a uno sguardo schietto e disincantato, se mi accorgo di essermi smarrita in qualche noiosa edulcorata immagine ideale di me.

    Trafficare con questi problemi quotidianamente lo trovo funzionale con la voglia di vivere. È in un certo senso l’officina centrale del mio fare vita. E mi capita di scoprire – meravigliosa intuizione! – che dentro ogni grande problema ce n’è uno più piccolo che sta lottando per venire fuori. E che si tratta di operare spesso un piccolo ritocco piuttosto che demolire un grattacielo ed edificare una cattedrale. 
     
     
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da elvis06081994 per l'aggiornamento : Importante imparare a dire di no alle mille cose per dire di sì solo a quelle poche c   
    Importante imparare a dire di no alle mille cose per dire di sì solo a quelle poche che ti portano dove vuoi andare.
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    odessa1920 ha ricevuto una reazione da ok1803 per l'aggiornamento : Là dove si perde tempo e si riesce ad ascoltare il sussurro del vento Vengono a galla   
    Là dove si perde tempo e si riesce ad ascoltare il sussurro del vento
    Vengono a galla i sogni
    Che sono la vera ragion d'essere
    Della nostra breve avventura nel mondo.