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            1. Psicocena
               
              Serata lenta lenta. Ho mangiato un pomodoro geneticamente modificato enorme rosso rosso tagliato a fette con valeriana verde verde, pepe nero nero ed origano, il tutto accompagnato da Chianti rosso rosso a volontà e olio verde verde. Ma non un verde trasparente, un verde intenso e denso. Poi un pezzo di parmigiano giallo giallo, due noci ed una fetta di melone, di quello arancione arancione e succoso.
              Mancava qualcosa al mio palato… apro la dispensa di casa mia e agguanto con inaudita violenza due quadretti di cioccolata con percentuale di cacao al 99% nera nera e amara amara. La lascio sciogliere in bocca come un’ostia. Lenta lenta.
              Contemporaneamente metto sul gas la mia caffettiera da due riempita d’orzo marrone marrone, ricolma. L’orzo quando esce non ti avvisa prima, come il caffè, e allora per precauzione metto sul bricco della caffettiera un paraschizzi e aspetto, paziente. Poi lo vedo eiaculare in silenzio, virile, con tutta la sua potenza, la sua schiuma. Arriva all’orlo, chiudo il gas. E quando il cioccolato si è quasi sciolto in bocca bevo l’orzo… poi è il momento del giallo giallo. Un bicchiere di limoncello gelato fatto dalla mia cara vicina di casa, prima da sniffare, poi da bene a piccoli sorsi. Mi piace agguantare il bicchiere con le pareti appannate, umide e fredde, portarlo alla bocca, appoggiare le labbra e aspirare leggermente. E respiro.

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              1. hocuradite

                hocuradite

                Si dice refuso? Tanto per parlare "studiato": "poi da bere a piccoli sorsi". Per te che ami la parola ( ma forse non il tuo pubblico, o forse il privato pubblico o il pubblico privato) penso che ci tieni a saperlo. Il mio lato parallelo comico dissacrante poi vorrebbe farti le battutte su "ammazza quanto maggni e bbevi", ma poi non so mai se riesco a strapparti un sorriso. Per il resto già lo sai quello che penso del tuo scrivere e comunque c'è chi è diventato cieco (non saprai mai gli innumerevoli sottintesi che ci sono).

            2. A che serve andare in altalena? Sento un forte richiamo a impiegare il mio tempo in cose che non hanno a che fare con l’utilità, con un obiettivo, con l’esecuzione di un progetto. Avere l’agenda sgombra e il tempo tutto mio. Per fare quello che mi salta in testa, o lasciarmi sedurre dagli eventi casuali, degli incontri inaspettati. Lasciare che sia il cavallo a decidere il sentiero.
              È certo una reazione, un tentativo di riscatto rispetto a ciò che vivere per un obiettivo mi ha fatto perdere del viaggio. Ovviamente adoro avere un’avventura, una direzione di marcia, un sogno da realizzare. E mi piace essere operosa e utile. Ma c’è una misura migliore che mi chiama, migliore di quella che ho mantenuto nel passato. E prima di morire voglio realizzarla. Voglio vivere i miei obiettivi dando molto più spazio a ciò che nutre il cuore e la mente e il corpo.

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            3. E io voglio una sinfonia di colori per questo oggi.
              Idee fredde, sideree, per non addormentarmi nel miele.
              E un contatto con l'ignoto che non sia di semplici emozioni.
              Fare, ecco tutto. E mente lucida.

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            4. A volte è a sera che riprende il volo.

              Sfilacciati rivoli di forze intrecciano energie
 e i sogni colorano l’anima di nuove avventure.
               

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            5. "Prenda i farmaci e non ne abusi. Soprattutto: attento al transfer!" sibilò lo psichiatra, salutandomi sulla soglia della sua magione cittadina. "Tranquillo, Professore" - e lui già chiudeva la porta, tra le devastazioni motorie che i tic gli producevano. Di seguito, traversai viale della Lizza, sul far della sera quasi primaverile e, dopo 995 passi, mi ritrovai in Piazza del Campo, finalmente. Che splendida veduta - e luce improvvisa si spalancava tra i vicoli già ombrosi della cinta senese. C'era gente in giro ma io non la guardavo, intimorito dalle possibili seduzioni che uomini e donne potevano esercitare su quel me che si dibatteva, a detta dello strizzacervelli, tra paure e disabilità affettive. Strano a dirsi, una piccola scrofa che attraversava la Piazza mi tolse di colpo ogni pensiero. La seguii e quella sera la baciai, in Contrada dell’Onda, dentro un nirvana di ciottoli e tufo.

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              1. hocuradite

                hocuradite

                Racconto stupendo e anche le immagini entrano in esso. La frase "nirvana di ciottoli e tufo" è inoltre puro erotismo intellettuale. Pochi capiranno cosa intendo, forse tu.

                Grazie che hai deciso di esistere in questa forma terrestre e così allietare tutti noi.

            6. Di fatto la mia mente predilige la logica a posteriori: prima faccio qualcosa e poi capisco perché l'ho fatto... o comunque ci trovo mille ragioni!

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            7. Allora… devo rimediare a qualche cosa. Non mi sento in forma, mi sento piuttosto sformata, non come un pane appena sfornato, tutto profumato. Non so da cosa dipenda, certo il mio stile di vita negli ultimi tempi è piuttosto sbagliato, non mangio bene, dormo poco, penso male, ho mal d’amore. Insomma, faccio tutte quelle cose non si dovrebbero fare. Poi so benissimo cosa dovrei fare o cosa dovrei evitare di fare. Quindi devo attuare qualche buon proposito se voglio salvarmi.

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              1. hocuradite

                hocuradite

                Quando crei ti scrivo per elogiarti, quando stai male, come adesso, mi fai tenerezza e dispiacere e vorrei scriverti qualcosa per tirarti su. Comunque vedo che hai già tutte le risposte che ti servono, per cui mi limito a dirti che mi dispiace per come stai.

              2. beautifullmind0

                beautifullmind0

                Creare un piano d'azione è già un buon primo passo. Vedrai che dopo aver deciso cosa fare per rimediare, con un po' di forza di volontà, tornerai a brillare!

              3. lullabyblue0
            8. Era il 1926. Vagavo fantasma tra le varie città d’Europa. Ero in punto di morte e lo sapevo, vita passata, aspettavo di traslocare nel posto strano dove oggi mi trovo.
              Eccomi qua, infatti, dentro un giallo disperso.
              Credevo, allora, di farmi anima ed emozioni e, invece, eccomi, sono corpo, esigenze materiali da soddisfare con somma difficoltà.
              Sono ciance, queste, lo so: non interessano nessuno.
              Dicevo: in quel periodo gironzolavo, aspettando lo spirito, non mangiavo e non bevevo, mi nutrivo di oppio e di sogni.
              Un giorno, percorrendo il Passeig de Gracia, in piena Barcellona, assistetti a un fenomeno strabiliante: un uomo cadde sotto un tram, il tram non frenò nemmeno per scherzo e triturò l’uomo letteralmente. Passato il tram, la massa informe si rianimò, si fece forma di forme e onde tonde e rotonde e volò nella natura.
              Poco dopo, interrogando gli astanti, capii che era morto Antoni Gaudì.

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              1. hocuradite

                hocuradite

                Mi disturba  scriverti perché mi costringi a farlo e ad essere ripetitivo e scontato, ma io un brano letterario di questa caratura raramente l'ho letto ancora, siamo a livello di capolavoro della letteratura. Lo so mi prenderai per pazzo, ma io su queste cose di solito ci prendo. Io di metterti le coppettine su queste cose di pregio non me la sento, lo trovo ridicolo, meglio il silenzio o, come faccio in questo momento, sperticarmi in elogi meritati.

                Potrei odiarti ma non smetterei mai di ammirarti.                           SU QUELLO CHE SCRIVI NON SO COSA MA FAI QUALCOSA.

              2. odessa1920

                odessa1920

                Non so cosa rispondere a tale elogio. Per me provocare anche una piccola emozione è già una cosa enorme.

                Ti ringrazio.

              3. hocuradite

                hocuradite

                Non rispondere niente, prendi e porta a casa. Comunque ripetendomi ti assicuro che emozioni ne dai; sia da un punto di vista personale poichè tratti in modo stringente e partecipato  di tematiche esistenziali, sia da un punto di vista estetico per la tua capacità nel componimento. Oltre a ciò sappi che protresti avere successo a livello editoriale.

                Un po di chiacchere:

                meno male che mi hai risposto in tempo altrimenti una certa voglia di fare ancora  la finta poteva venirmi. Oggi mi sono fermato alla stazione della tua città per una coincidenza e poi sono ripartito. E tu dirai: ecche mi frega. Si hai ragione. Ma le chiacchere sono chiacchere. Poi c'era il sereno non di certo la pioggia. Se non mi emozionavi stai fresca che ti parlavo. A  dire il vero anche le tue immagini sono molto comunicative, perciò danno emozioni.

            9. L’unica cosa che so è di non sapere.
              …e  non ne sono neanche tanto sicura.

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              1. scompaiomatorno

                scompaiomatorno

                Solo le persone davvero mature e non piene di sé, sono in grado di ammettere quello che hai scritto. Continua così! :) 

                 

                P.S. stare a contatto con il prato, specialmente camminare a piedi nudi sull'erba, è una delle mie cose preferite, mi rigenera come poche altre cose al mondo sono in grado di fare :x

              2. odessa1920

                odessa1920

                Lo faccio spesso. Una cosa bellissima.

            10. Ci hai preso gusto a farmi le finte....

              1. hocuradite

                hocuradite

                hi.. hi.. hihiii.. volevo vedere se stavi attenta! Quante cose si imparano dai gatti. SVICOLO A TUTTA MANCINA ...... MIARAMEO!

              2. odessa1920

                odessa1920

                Ho sempre avuto un gatto...

              3. hocuradite

                hocuradite

                E mio zio ha avuto il cimurro.

                E Ridaje... ti prenderei a randellate con un fazzoletto di seta.

                Dunque vediamo, chiediamo alla margherita:

                Umorismo inglese.

                Pattinaggio sugli specchi.

                Haiku (componimento breve e minimalista giapponese).

                Gatta Morta.

                Il cognac.

                Le esalazioni pestifere del fico decomposto.

                La caramella per la scimmia invadente.

                Il gioco del gatto con il topo.

                Ma un momento.... chi sarebbe il gatto e chi il topo?

                 

                 

                 

                 

            11. Concretezza...
              Un po' ce ne vuole, di concretezza. Quella concretezza un po' ovattata a forma di giaciglio dove scaldarsi e chiudere gli occhi senza nessuna paura.
               
              In fondo aspiro a questo. A un punto di riferimento con la giusta (ma non troppa) componente di concretezza ma anche con tanti satelliti che apportano quell'effimera e sospesa immaterialità necessaria ad una vita. 
              Anche l'inaffidabilità però mi piace. Un'inaffidabilità complementare alla concretezza ma non meno necessaria. 
               
              Non tutti però possono permettersi quell'inaffidabilità  e allora scattano le frustrazioni e le mortificazioni dentro e fuori dal corpo.
               
              Com’è difficile raggiungere un equilibrio.

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              1. giasone007

                giasone007

                ;)

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            12. Stanotte ho sognato un vecchio saggio, con il volto di James Hillman, che mi sussurrava all'orecchio: "Tratta tutte le cose come se avessero un'anima!".
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            13. Ogni giorno della nostra vita ci capita una cosa davvero strana. Chiudiamo gli occhi, dimentichiamo ciò che ci circonda e ci mettiamo in viaggio verso un mondo fantastico. In questo regno immaginario possono capitare cose straordinarie, orribili, meravigliose, impossibili. Alla fine riprendiamo coscienza, apriamo gli occhi e continuiamo a vivere come se non fosse successo niente di particolare. Eppure…

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              1. hocuradite

                hocuradite

                Pensavo di ignorarti questa notte lasciando orfane le tue parole anche se hanno una madre e diversi amanti, ma nel chiudere la finestra ho visto la pioggia, diffusa e incessante. E così ho pensato: la stessa pioggia nella sua immensità  è qui con me nello stesso istante che è lì con te, questo ci lega in un'unica presenza, ma rimane anche la sola vicinanza possibile.  Non rispondere ma ascolta la pioggia.

            14. Il lampione e la luna

               

               
              Ora è rossa, su nel cielo, 
              questa luna incantatrice. 
              Il lampione è un bianco velo, 
              sembra tinto di vernice. 
               
              Si vergogna al suo cospetto: 
              lei pulsante innamorata, 
              lui è freddo, circospetto, 
              ma ha già l’anima incantata.

               

               

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              1. hocuradite

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                Grazie. Aspettavo un tuo pensiero al mondo. Ora posso alzarmi, chiudere la finestra, guardare un po di televisione e, fra sigarette e qualche bicchiere, aspettare che Morfeo a tradimento venga a rapirmi. Un sereno riposo anche a te.

            15. Noi abbiamo la necessità di credere all’incredibile. Solo così possiamo sopportare lo spettacolo di una realtà che non ci convince. Di una realtà che ci aggredisce con i suoi dati di fatto.
              Per noi la vera realtà non è quella che vediamo tutti i giorni ma quella che intravediamo quando ci affidiamo follemente ai nostri sogni impossibili.

               

               

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