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            1. Stampe esotiche

              La narrazione sì, quella fa proprio per me. Non faccio che raccontare la mia storia, sono in mezzo a una storia che vivo nell’atto stesso di raccontarla. Io sono affezionata al mio io narrante al punto da non preoccuparmi per niente se non ricorda esattamente quello che è successo e travisa i fatti solo per mantenere la propria dignità. Soprattutto adoro il mio io narrante nel momento stesso in cui inventa il suo futuro. E questo lo fa ogni giorno. È la sua attività principale. 
              Il mio presente è un io narrante che inventa il suo futuro.

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            2. E ci furono i giochi dell'erba secca, delle code di topo, dei cardi abbrustoliti dal sole, nel frinire delle cicale, e la lussuria degli insetti. 

              La vita correva più della nostra coscienza, e soltanto dopo cercavamo di ricordare…

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            3. Non so come mai, ma ogni volta che apro il tuo profilo e leggo le tue parole, questa romantica canzone di Dalida mi risuona in testa. Sarà un segno? 

            4. Oggi il caldo mi dà una sensazione di infinito, come se il calore del sole non dovesse finire mai. Il caldo blocca il tempo, lo fonde con la mente e vi si incollano gli attimi. Ogni sensazione rimane appiccata a se stessa in un vortice senza inizio, né fine.
              Rischio di impazzire se penso che per una piccola inclinazione dell’asse terrestre si susseguono, una avanti all’altra per millenni, le stagioni, il caldo ed il freddo, la brina e la pioggia. Si susseguono, appunto, ogni giorno non è mai uguale a se stesso.
              Nonostante ciò so che dimenticherò il caldo di oggi. Sarà una giornata d’estate come tante altre, una delle tante. L’infinito dei giorni si correla all’infinito calore del sole e l’uno annulla l’altro, generando dimenticanza e perdita.
              Il canto delle cicale fuori mi riporta alla realtà: non c’è cosa più finita di una cicala. Un insetto che si sente ma non si vede ma che muore in poco tempo. Il canto delle cicale non è costituito da una sola cicala, non riesco a distinguerne una sola, sento un coro.
              E allora torno all’infinito: una cicala muore, una nasce, un milione cantano e tutto si sussegue, come le stagioni, come il sole che sorge e tramonta.
              Solo io e te siamo essere finiti con la coscienza di esserlo. L’universo non ha coscienza, la natura non ha coscienza, tutto procede senza coscienza, perché la coscienza porterebbe al caos ed alla pazzia.

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              2. odessa1920

                odessa1920

                Non sono sottomessa e non basto nemmeno a me stessa. Non che non ci abbia provato (a bastare a me stessa, la sottomissione non mi interessa) ma anche io necessito di amore. Preferisco Alice, mi piace l'idea di avere un mondo tutto mio!

              3. theoldandthesea

                theoldandthesea

                che bellissima visione! mi piacerebbe molto portarti a bere un whiskey cola appena possibile ;) che dici? 

              4. hocuradite

                hocuradite

                RISPOSTA PER LA SCIURA ODESSINA

                Mi hai già risposto, ma è meglio precisare. Per quanto ti volessi pungolare e provocare, intendevo come sottomissione una forma mentale ed esistenziale di porsi che non necessariamente poi deve essere sublimata in una particolare forma amorosa o di divertimento ( consigliato in certi casi, perché almeno diventa un atto di volontà, di scelta e non un maltrattamento in famiglia). Ad esempio essere sempre arrendevole e accettare la volontà altrui, lasciare scorrere le cose, non scegliere, ecc. Ti identifichi con Alice, ma ti ricordi cosa mi hai detto e cioè che spesso non ti accorgi di persone che sono interessate a te. Ecco il pericolo è che questo splendido mondo di Alice non ti faccia vedere cosa hai intorno, perdendo così molte occasioni nella vita. Poi Alice magari a forza di vivere nel suo castello diventa Ofelia. Comunque sempre per parlare di specchi mi appari anche con una certa pronunciata doppia personalità: un tuo mondo pubblico dove sei sicura, emancipata, divertente e poi un mondo separato privato e interiore che pochi conoscono e che ora hai deciso di condividere con altri aprendoti sul web. Dici che non basti a te stessa e quindi cerchi qualcosa che ti riempia come l'amore, eppure l'impressione che dai nel web è un certo senso di sufficienza, non ti abbandoni, non ti coinvolgi, non ti incuriosisci. Un pò da gattona morta solletichi e poi scappi. Comunque grazie che mi hai risposto perché so che per te è sempre uno sforzo attraversare lo specchio. La pseudo mini chat di ieri con te mi è proprio piaciuta, perché tendo ad interagire e ad andare sempre nel personale, anche con gli sconosciuti. Se non ti vedo non ti sento, se non ti sento ti ignoro o (finché posso) ti "padello".

            5. Basta poco, anzi non bastaù

              Aveva riempito gli armadi di cibi freschi e sani. Sulla veranda c’era una sedia a dondolo. Era ancora di nonna. Veniva in quella casa d’estate, da bambina. Quanto tempo era passato? 
              Ora era il luogo giusto. Sarebbe stato un cambiamento profondo.
              Quando il passato ti pesa sul cuore, concentrati sul presente – le diceva la nonna. È facile, qui e ora, trovare la gioia e la pace.
              C’era tutto quel che serviva. Il cielo, il sentiero che si allontanava verso l’orizzonte e i quattro aceri di montagna.
              Le notizie, ogni giorno erano terribili. Il mondo degli umani era questo. Ma bisognava che la morte assassina non uccidesse anche la capacità di immettere gioia e pace nella vita.
              Cercare nell’inferno ciò che inferno non è, coltivarlo, farlo durare, alimentarlo. Questo suggeriva il suo scrittore preferito.
              C’era tutto quel che serviva. Il cielo, il sentiero che si allontanava verso l’orizzonte e i quattro aceri di montagna.

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              2. nuncepenza6

                nuncepenza6

                mi sa che non ho capito, ma sulla fiducia metto un cuore :P

                 

              3. hocuradite

                hocuradite

                Vai tranquillo, Odessa è intoccabile e qualsiasa cosa fa va bene; al dire il vero una gentile padellata la meriterebbe ogni tanto, ma la teniamo così. Vai avanti così Odessa, che ti vogliamo tutti bene.

              4. theoldandthesea

                theoldandthesea

                pensieri così fragili e veritieri, bravissima

            6. HO CAPITO CHE DOBBIAMO AFFRONTARE IL CAMBIAMENTO, 
              ESSERE CREATIVI, 
              PENSARE IN MODO DIVERSO.
              MA SONO UN PO’ STANCA DEI MODELLI TITANICI CHE CI VENGONO PREDICATI.
              INSOMMA UN IMPEGNO PER CHI NON
              È ATTRATTO DAI SUPER EROI.
              UNA CREATIVITA’ DA VITA QUOTIDIANA IN lettere minuscole.

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              1. Visualizza i commenti precedenti  altro %s
              2. hocuradite

                hocuradite

                Hai capito, le faccio le micro analisi sociologiche e lei che fa, va a gatta mortificare sulla geografia.

                Va bene, allora le faccio anch'io le domande di annusamento e vediamo se mi risponde:

                sei di Verona, Verona, città, città?

                Se per caso non lo fossi, ti capita, per tue abitudini, di passare spesso in citta?

              3. odessa1920

                odessa1920

                Vivo a Verona città, centro storico.

              4. hocuradite

                hocuradite

                Che bello. Non potevi che vivere in centro storico data la tua personalità. Anch'io cittadino anche se non esattamente centrista. Comunque la mia domanda e la tua disponibile risposta non sono state vane. Mi permettono di stilare un elenco di progetti, anche se ti sembrano strani non ti preoccupare.

                Piano A (fattibile se non ci sono i soliti ostacoli): L'oggetto misterioso.

                Piano B (possibile ma ad'da venì): La guardona.

                Piano C (impossibile, ma non si sa mai): Un suggestivo cimitero

                ps: si diceva che il personale è politico, per cui mi faccio gli affaracci tuoi e ti chiedo: perchè non dai una risposta a quel invito per un aperitivo; mi sembra che si è sempre comportato bene con te, merita una risposta, il silenzio è un pò gelido.

            7. Psicocena
               
              Serata lenta lenta. Ho mangiato un pomodoro geneticamente modificato enorme rosso rosso tagliato a fette con valeriana verde verde, pepe nero nero ed origano, il tutto accompagnato da Chianti rosso rosso a volontà e olio verde verde. Ma non un verde trasparente, un verde intenso e denso. Poi un pezzo di parmigiano giallo giallo, due noci ed una fetta di melone, di quello arancione arancione e succoso.
              Mancava qualcosa al mio palato… apro la dispensa di casa mia e agguanto con inaudita violenza due quadretti di cioccolata con percentuale di cacao al 99% nera nera e amara amara. La lascio sciogliere in bocca come un’ostia. Lenta lenta.
              Contemporaneamente metto sul gas la mia caffettiera da due riempita d’orzo marrone marrone, ricolma. L’orzo quando esce non ti avvisa prima, come il caffè, e allora per precauzione metto sul bricco della caffettiera un paraschizzi e aspetto, paziente. Poi lo vedo eiaculare in silenzio, virile, con tutta la sua potenza, la sua schiuma. Arriva all’orlo, chiudo il gas. E quando il cioccolato si è quasi sciolto in bocca bevo l’orzo… poi è il momento del giallo giallo. Un bicchiere di limoncello gelato fatto dalla mia cara vicina di casa, prima da sniffare, poi da bene a piccoli sorsi. Mi piace agguantare il bicchiere con le pareti appannate, umide e fredde, portarlo alla bocca, appoggiare le labbra e aspirare leggermente. E respiro.

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              1. hocuradite

                hocuradite

                Si dice refuso? Tanto per parlare "studiato": "poi da bere a piccoli sorsi". Per te che ami la parola ( ma forse non il tuo pubblico, o forse il privato pubblico o il pubblico privato) penso che ci tieni a saperlo. Il mio lato parallelo comico dissacrante poi vorrebbe farti le battutte su "ammazza quanto maggni e bbevi", ma poi non so mai se riesco a strapparti un sorriso. Per il resto già lo sai quello che penso del tuo scrivere e comunque c'è chi è diventato cieco (non saprai mai gli innumerevoli sottintesi che ci sono).

              2. odessa1920

                odessa1920

                Il sorriso me l'hai strappato anche se la mia non si può certo definire una cena pantagruelica. :-)

              3. hocuradite

                hocuradite

                Gentile signora Sorsa Dabbene, fusa, che fa le fusa ma che non vede la refusa

                uso l'ironia come una forma di comunicazione affettiva e per essere efficace bisogna esasperare. Lo so che hai mangiucchiato; bisogna dire che però quando ti feci la battuta sul cognac, mi risposi che tu non bevi, alla faccia del Chianti Chianti nero nero. Grazie della faccina sorridente, ti faccio una confidenza: anch'io ho bisogno ogni tanto di chi mi faccia un sorriso  sincero come il tuo.

            8. A che serve andare in altalena? Sento un forte richiamo a impiegare il mio tempo in cose che non hanno a che fare con l’utilità, con un obiettivo, con l’esecuzione di un progetto. Avere l’agenda sgombra e il tempo tutto mio. Per fare quello che mi salta in testa, o lasciarmi sedurre dagli eventi casuali, degli incontri inaspettati. Lasciare che sia il cavallo a decidere il sentiero.
              È certo una reazione, un tentativo di riscatto rispetto a ciò che vivere per un obiettivo mi ha fatto perdere del viaggio. Ovviamente adoro avere un’avventura, una direzione di marcia, un sogno da realizzare. E mi piace essere operosa e utile. Ma c’è una misura migliore che mi chiama, migliore di quella che ho mantenuto nel passato. E prima di morire voglio realizzarla. Voglio vivere i miei obiettivi dando molto più spazio a ciò che nutre il cuore e la mente e il corpo.

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            9. E io voglio una sinfonia di colori per questo oggi.
              Idee fredde, sideree, per non addormentarmi nel miele.
              E un contatto con l'ignoto che non sia di semplici emozioni.
              Fare, ecco tutto. E mente lucida.

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            10. A volte è a sera che riprende il volo.

              Sfilacciati rivoli di forze intrecciano energie
 e i sogni colorano l’anima di nuove avventure.
               

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            11. "Prenda i farmaci e non ne abusi. Soprattutto: attento al transfer!" sibilò lo psichiatra, salutandomi sulla soglia della sua magione cittadina. "Tranquillo, Professore" - e lui già chiudeva la porta, tra le devastazioni motorie che i tic gli producevano. Di seguito, traversai viale della Lizza, sul far della sera quasi primaverile e, dopo 995 passi, mi ritrovai in Piazza del Campo, finalmente. Che splendida veduta - e luce improvvisa si spalancava tra i vicoli già ombrosi della cinta senese. C'era gente in giro ma io non la guardavo, intimorito dalle possibili seduzioni che uomini e donne potevano esercitare su quel me che si dibatteva, a detta dello strizzacervelli, tra paure e disabilità affettive. Strano a dirsi, una piccola scrofa che attraversava la Piazza mi tolse di colpo ogni pensiero. La seguii e quella sera la baciai, in Contrada dell’Onda, dentro un nirvana di ciottoli e tufo.

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              1. hocuradite

                hocuradite

                Racconto stupendo e anche le immagini entrano in esso. La frase "nirvana di ciottoli e tufo" è inoltre puro erotismo intellettuale. Pochi capiranno cosa intendo, forse tu.

                Grazie che hai deciso di esistere in questa forma terrestre e così allietare tutti noi.

            12. Di fatto la mia mente predilige la logica a posteriori: prima faccio qualcosa e poi capisco perché l'ho fatto... o comunque ci trovo mille ragioni!

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            13. Allora… devo rimediare a qualche cosa. Non mi sento in forma, mi sento piuttosto sformata, non come un pane appena sfornato, tutto profumato. Non so da cosa dipenda, certo il mio stile di vita negli ultimi tempi è piuttosto sbagliato, non mangio bene, dormo poco, penso male, ho mal d’amore. Insomma, faccio tutte quelle cose non si dovrebbero fare. Poi so benissimo cosa dovrei fare o cosa dovrei evitare di fare. Quindi devo attuare qualche buon proposito se voglio salvarmi.

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              1. hocuradite

                hocuradite

                Quando crei ti scrivo per elogiarti, quando stai male, come adesso, mi fai tenerezza e dispiacere e vorrei scriverti qualcosa per tirarti su. Comunque vedo che hai già tutte le risposte che ti servono, per cui mi limito a dirti che mi dispiace per come stai.

              2. beautifullmind0

                beautifullmind0

                Creare un piano d'azione è già un buon primo passo. Vedrai che dopo aver deciso cosa fare per rimediare, con un po' di forza di volontà, tornerai a brillare!

              3. lullabyblue0
            14. Era il 1926. Vagavo fantasma tra le varie città d’Europa. Ero in punto di morte e lo sapevo, vita passata, aspettavo di traslocare nel posto strano dove oggi mi trovo.
              Eccomi qua, infatti, dentro un giallo disperso.
              Credevo, allora, di farmi anima ed emozioni e, invece, eccomi, sono corpo, esigenze materiali da soddisfare con somma difficoltà.
              Sono ciance, queste, lo so: non interessano nessuno.
              Dicevo: in quel periodo gironzolavo, aspettando lo spirito, non mangiavo e non bevevo, mi nutrivo di oppio e di sogni.
              Un giorno, percorrendo il Passeig de Gracia, in piena Barcellona, assistetti a un fenomeno strabiliante: un uomo cadde sotto un tram, il tram non frenò nemmeno per scherzo e triturò l’uomo letteralmente. Passato il tram, la massa informe si rianimò, si fece forma di forme e onde tonde e rotonde e volò nella natura.
              Poco dopo, interrogando gli astanti, capii che era morto Antoni Gaudì.

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              1. hocuradite

                hocuradite

                Mi disturba  scriverti perché mi costringi a farlo e ad essere ripetitivo e scontato, ma io un brano letterario di questa caratura raramente l'ho letto ancora, siamo a livello di capolavoro della letteratura. Lo so mi prenderai per pazzo, ma io su queste cose di solito ci prendo. Io di metterti le coppettine su queste cose di pregio non me la sento, lo trovo ridicolo, meglio il silenzio o, come faccio in questo momento, sperticarmi in elogi meritati.

                Potrei odiarti ma non smetterei mai di ammirarti.                           SU QUELLO CHE SCRIVI NON SO COSA MA FAI QUALCOSA.

              2. odessa1920

                odessa1920

                Non so cosa rispondere a tale elogio. Per me provocare anche una piccola emozione è già una cosa enorme.

                Ti ringrazio.

              3. hocuradite

                hocuradite

                Non rispondere niente, prendi e porta a casa. Comunque ripetendomi ti assicuro che emozioni ne dai; sia da un punto di vista personale poichè tratti in modo stringente e partecipato  di tematiche esistenziali, sia da un punto di vista estetico per la tua capacità nel componimento. Oltre a ciò sappi che protresti avere successo a livello editoriale.

                Un po di chiacchere:

                meno male che mi hai risposto in tempo altrimenti una certa voglia di fare ancora  la finta poteva venirmi. Oggi mi sono fermato alla stazione della tua città per una coincidenza e poi sono ripartito. E tu dirai: ecche mi frega. Si hai ragione. Ma le chiacchere sono chiacchere. Poi c'era il sereno non di certo la pioggia. Se non mi emozionavi stai fresca che ti parlavo. A  dire il vero anche le tue immagini sono molto comunicative, perciò danno emozioni.

            15. L’unica cosa che so è di non sapere.
              …e  non ne sono neanche tanto sicura.

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              1. scompaiomatorno

                scompaiomatorno

                Solo le persone davvero mature e non piene di sé, sono in grado di ammettere quello che hai scritto. Continua così! :) 

                 

                P.S. stare a contatto con il prato, specialmente camminare a piedi nudi sull'erba, è una delle mie cose preferite, mi rigenera come poche altre cose al mondo sono in grado di fare :x

              2. odessa1920

                odessa1920

                Lo faccio spesso. Una cosa bellissima.