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            Singolo aggiornamento

            Visualizza tutti gli aggiornamenti di odessa1920

            1. C’è una figura de I Ching – Il Seguire – che esercita su di me una certa attrazione. Seguire è un po’ l’arte di navigare con la vita, lasciarsi guidare, lasciarsi portare. Ma non in maniera passiva e da vittima.
              È forse un modo di procedere che, tutto sommato, richiede meno sforzo. Non è una lotta contro qualcosa. È un andare attivamente dietro i segnali che trovi tra le cose, negli eventi, nella vita – per dirla con una parola generica.
              Apparentemente il “seguire” è una rinuncia. Rinuncia a qualcosa che nella nostra cultura ha un certo apprezzamento: la volontà di imporre al destino le proprie decisioni, i propri progetti, la realizzazione dei propri obiettivi.
              Ma è un’apparenza.
              Di fatto è un modo di procedere che sceglie la linea di minore resistenza. Un po’ come fa l’acqua nel seguire la pendenza, colmando ogni avvallamento, e continuando a scorrere verso il mare. Evitando lo scontro, colloca la propria energia nelle circostanze della vita, in uno scenario di alleanza e di sinergia.
              Io non sono una conoscitrice del mondo e del mercato. Non saprei dare dei consigli di sostanza a chi vuole sfondare in un certo campo, o vincere in borsa. Non saprei proprio da dove cominciare se mi chiedessi come fare a diventare miliardaria.

              Ho imparato un po’ a gestire il mio umore, a rigenerare le energie, a ritrovare l’innocenza, la meraviglia, il gusto per le cose che faccio, ogni giorno. Si tratta del proprio benessere? Certo che sto bene. Il mio corpo è ancora giovane e le mie giornate scorrono nella gioia.

              Queste cose hanno acquistato la precedenza rispetto agli obiettivi di successo sul mercato. Solo dopo essermi occupata di queste cose, mi metto a lavorare per ottenere dei risultati materiali: i mezzi per continuare l’avventura.

              Non è certo un modello per la vita d’azienda.


              Però – a stare a quel che sento e quel che vedo – c’è da chiedersi se il dinamismo dell’azienda oggi non sia compromesso almeno un po’ dallo stato di salute, fisica e mentale, delle persone che ne subiscono la tirannia. E forse, la tirannia della disciplina d’azienda, scaturisce dalla volontà di imporre (al mercato, ai dipendenti…) i proprio obiettivi, le proprie strategie, i propri modelli di organizzazione…

              Ci sono alternative?

               

               

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              1. vincent29264

                vincent29264

                oggi si produce per guadagnare non produrre per creare ma guadagnare indipendentemente proprio dall'essere creativi ma soprattutto dall'essere sé stessi.

                il dio denaro è tutto in una azienda, guai a venir meno a tale ideologia, l'azienda fallirebbe e il dipendente creativo, il che ha bisogno del proprio tmepo, del proprio spazio per tirar fuori ciò che ha dentro finirebbe in mezzo alla strada. questo è il mondo di oggi, guadagnare per essere sociali altrimenti rimani fuori, diventi un associale .

              2. domydomy69

                domydomy69

                Bellissimo è chi riesce a scoprirsi o riscoprirsi e rimanere se stessi!

              3. domydomy69

                domydomy69

                Complimenti per la fotografia e per il senso di voluta meraviglia!

                Sostenendoti alla colonna per dare una profondità!

                👏🏻👏🏻👏🏻