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Aggiornamenti di stato pubblicati da nedesis

  1. da "Uccelli di rovo" di Colleen McCullough
     
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    La leggenda narra di un uccello che canta una sola volta nella vita, più soavemente di ogni altra creatura al mondo. Da quando lascia il nido, cerca e cerca un grande rovo e non riposa finché non lo abbia trovato. Poi, cantando tra i rami crudi, si precipita sulla spina più lunga e affilata. E, mentre muore con la spina nel petto, vince il tormento superando nel canto l'allodola e l'usignuolo. Una melodia suprema il cui scotto è la vita. Ma il mondo intero tace per ascoltare, e Dio, in Paradiso, sorride.
    Al meglio si perviene soltanto con grande dolore... o così dice la leggenda.

    L'uccello con la spina nel petto segue una legge immutabile; è spinto da non sa cosa a trafiggersi, e muore cantando. Nell'attimo stesso in cui la spina lo penetra, non ha consapevolezza della morte imminente; si limita a cantare e a cantare, finché non rimane più vita per emettere una sola altra nota. Ma noi, quando affondiamo le spine nel nostro petto, sappiamo. E lo facciamo ugualmente. Lo facciamo ugualmente.

     

     

    1. lullabyblue0

      lullabyblue0

      sublime e straziante....

    2. fleurdelys00

      fleurdelys00

      bellissimo estratto di un bellissimo racconto...

  2. Il vento è calato. Il cielo è sempre coperto dalle nuvole.
    Vale la pena uscire a respirare il profumo dell'autunno e portarlo dentro finché riesci a trattenere il fiato. Poi espiri, e pensi che tutto quello che vedi, che senti, che provi è tuo. Tuo, senza che nulla ti appartenga.

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    1. daliahnera

      daliahnera

      Splendide parole e bellissima immagine :)

  3. Auguri senza fine!

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  4. Piccola rosa d'inverno

    Non dovevi, ed invece eri lì,
    nonostante quel tempo sbagliato,
    scegliesti di nascere,
    per offrirti alla vita, inattesa.

    Il rosaio era spoglio,
    in letargo, a riposo,
    ma tu no, tu volevi sbocciare,
    fiorire, splendente.

    Piccola rosa d'inverno,
    bocciolo che dovevi appassire,
    senza il profumo di te,
    senza il piacere di te.

    E ti colsi, per pena,
    per amare la tua solitudine,
    piccola rosa d'inverno,
    sola, persa eppure aggrappata alla vita.

    Ti strappai al tuo inverno,
    per non farti morire,
    ti portai al sicuro,
    dove il gelo non poteva sfiorarti.

    E tu, mia piccola rosa d'inverno,
    grata per questa prova d’amore,
    pian piano tornasti a rivivere,
    e iniziasti a schiudere i tuoi ritrosi petali.

    E ti apristi a me,
    bella, elegante, lieta
    di darmi gioia, lieta
    di non morire, sterile,

    senza aver vissuto.
     

    Nedesis2016

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  5. “La vita è come una commedia, non importa quanto è lunga, ma come è recitata. Che questo anno sia uno tra gli atti più belli della tua sceneggiatura”.

    (Seneca)

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  6. Non è la vittoria che conta bensì la tenacia e il coraggio coi quali ci siamo battuti.
    (Santa Teresa del Bambin Gesù)

    https://fuoridallottica.myblog.it/2018/11/11/lottare/

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