• Uomo
  • Asti (AT)
  • Ultima Visita

Aggiornamenti di stato pubblicati da marcusnolde962

  1.  @tarfy5 Volume al massimo

    1. fashionista0

      fashionista0

      Un ottimo compagno di viaggio... un aspirante cantante! :D:x

  2.  

    1. ciribi72

      ciribi72

      la canzone è sublime, ma non posso fare a meno, quando la ascolto, di immaginare le storiche scene d'amore tra Brooke e Ridge Forrester xD

      E' un binomio indissolubile...

    2. ciribi72

      ciribi72

      Tipo questa....

  3.  

  4.  

    1. lullabyblue0

      lullabyblue0

      ho conosciuto musicalmente Paco de Lucia durante un viaggio a Granada...

      ho ascoltato alcuni duetti con Camaron dela Isla...fenomenali!

      In Andalusia sono delle icone nel vero senso della parola...

       

  5. L’ultimo party - racconto delirante di Marcus L. Nolde per la rivista "La nuova carne"

    https://www.lanuovacarne.it/lultimo-party/narrativa/marcus-l-nolde/

    Immagine di copertina di Frax Ciava.

    Franx-Ciava3.jpg

    1. tacchialti94

      tacchialti94

      Racconto autobiografico?

    2. marcusnolde962

      marcusnolde962

      Cara @tacchialti94 nego tutto; anche e soprattutto per evitare spiacevoli implicazioni giudiziarie... di seguito una nota dell'autore presente nel libro, ci potete credere oppure no:

      NOTA DELL'AUTORE: Ho scelto di scrivere questo romanzo in prima persona ma ciò non implica che vi sia corrispondenza tra i fatti di seguito riportati e le mie personali esperienze contemporanee o passate, pertanto tengo a precisare che tutti i personaggi presenti nella narrazione, i loro nomi, i ruoli, le loro caratteristiche fisiche e morali, soprattutto quelle che con la moralità hanno poco a che spartire, sono stati a me suggeriti dalla fantasia, e che eventuali coincidenze si debbano attribuire soltanto alla più pura casualità.
      È anche vero che in un tempo molto remoto ho prestato servizio per il bene e la gloria della Patria in qualità di ufficiale di complemento e che qualche spunto narrativo, la descrizione di un luogo, di un volto, io l'abbia estratto in maniera inconscia dai ricordi di quel periodo, ma del resto, mica potevo inventarmi tutto di sana pianta!
      Riguardo ai pochi luoghi menzionati dove si svolge l'azione ho preferito rifarmi a località esistenti per meglio circoscrivere l'ambito territoriale e dare una parvenza di veridicità alla storia, ma in alcuni di essi confesso di non esservi mai stato, e per altri ancora la scelta è stata dettata da un dito indice puntato a caso su una cartina geografica. -M.L.N.
       

  6. - La cosa migliore che possiamo fare è ballare.

    - E se ci prendono per pazzi, Signor Coniglio?

    - Lei conosce saggi felici?

    - Ha ragione; balliamo!

     

    fgkjgjgl2.jpg

    1. Visualizza i commenti precedenti  altro %s
    2. marcusnolde962

      marcusnolde962

      Bellissimo passo! Non lo ricordavo.

    3. daliahnera

      daliahnera

      è una lettura con un significato che va ben oltre la favola fantastica...

       

    4. lullabyblue0

      lullabyblue0

      un libro assolutamente da rileggere da "grandi"!

    1. nuncepenza6

      nuncepenza6

      ahah delirante è il termine giusto!

      xD 

    2. marcusnolde962

      marcusnolde962

      Se ti viene in mente qualche altro aggettivo, proponi pure!

  7. Anche questa è fatta! - racconto di Marcus L. Nolde su la rivista di cultura estrema "La nuova carne". - Buona lettura!

    ://www.lanuovacarne.it/anche-questa-e-fatta/narrativa/marcus-l-nolde/

     

    Marefumi-Komura-la-nuova-carne.jpg

    1. hocuradite

      hocuradite

      Ci diamo del tu, va bene?

      Ho letto il racconto rimandato dal tuo link e l'ho trovato interessante. Non so giudicare più di tanto, ma la scrittura asciutta, realista e minimalista era in armonia con il racconto. Il finale era quello giusto che piace a me ( e probabilmente a pochi). Attendevo qualcosa di più romantico in stile la bella e la bestia, dove l'inguardabile disgraziato con tenerezza risparmia dalle sue fauci la bella indifesa. Invece con sorpresa quella fauci si sono aperte, ma non per una borghese frettolosa consumazione della sotto proletaria. Quel gelido e scattante punteruolo ha reciso ogni aspettativa dei ben pensanti o dei famelici sciacalli; hai consegnato l'inerme vittima sacrificale in pasto alla rabbia e alla follia lucida e smarrita dei nostri tempi. Anche l'immagine scelta è perfetta, quella scomposizione fisica e mentale rende l'idea del racconto. Non so perché questo racconto mi ricorda il caso "Bilancia".  Complimenti.

    2. marcusnolde962

      marcusnolde962

      Gentile @hocuradite direi senz'altro di darci del "tu", anche perché il "lei" mi sembra troppo, e il "voi" non è più in uso e, forse, anche passato di moda... scherzo! Ti ringrazio per il commento, e sono felice che il finale sia stato di tuo gusto, e spero che lo sia anche per qualcun altro.  Ho voluto cimentarmi in un genere che non è proprio nelle mie corde, più che altro un esercizio, anche per rimanere in linea con i temi della rivista, e raccontando una storia dal punto di vista dell'assassino. Per quanto riguarda l'immagine di copertina mi trovi perfettamente d'accordo, è quanto di più appropriato si potesse inserire, ma non è stato merito mio, bensì una scelta della redazione. Bilancia? Forse, anche se di personaggi negativi cui attingere la cronaca ne è piena. Grazie ancora!

  8. Le scimmie del tenente Nolde - estratto. Quadro: Seconda polveriera. Spari al crepuscolo, il soldato Alfonzi. Ricordi della Scuola di Fanteria.

    Nota: la foto del tenente Nolde risale al tempo in cui era allievo ufficiale, e pertanto al periodo in cui si sono svolti i fatti relativi a Forte Bravetta.

    http://marcusnolde962.wixsite.com/marcusnolde/single-post/2019/03/23/Le-scimmie-del-tenente-Nolde---estratto-Quadro-Seconda-polveriera-Spari-al-crepuscolo-il-soldato-Alfonzi-Ricordi-della-Scuola-di-Fanteria

    1983 - Scuola di Fanteria - 01.jpg

  9. Addio Trottolina!

    Ognuno di fronte alla morte di una persona cara o di un animale domestico reagisce in modo diverso: c'è chi ne deve informare il mondo intero; il mio è quello di chiudermi in silenzio. Non è mia abitudine dare notizia di decessi e fare elogi funebri. Non li ho fatti quando è morto mio padre; altri lo hanno fatto al posto mio. Non li ho fatti quando è morta mia madre, andatasene da un momento all'altro mentre aspettava che venisse su il caffè, e come da sua volontà ne ho dato notizia sul giornale con un trafiletto a funerali ormai avvenuti; e non lo farò nemmeno questa volta; voglio solo raccontare di quanto la sfortuna si possa accanire contro un essere vivente senza alcuna colpa se non quella di essere venuto al mondo.
    È l'inizio di dicembre, una mattina; io esco per mettere la spazzatura nel bidone. Il tratto che devo fare è di una ventina di metri. A metà del percorso vedo sotto l'oleandro del vicino una massa informe, raggomitolata, di ossa e pelo. È una gattina rigida per il freddo, bagnata fin sotto pelle; penso sia morta; non potrebbe essere altrimenti!, mi dico. Rientro in casa, avverto Daniela. Insieme usciamo di nuovo. Una lieve carezza e la gattina si muove. Dà segni di vita. La prendiamo, la solleviamo con delicatezza. Il suo musetto è mostruoso: un occhio è quasi fuori dall'orbita, l'altro appannato da un velo grigio che non lascia sperare nulla di buono. Telefoniamo subito alla veterinaria; è un'emergenza. Ci dice di andare in ambulatorio, che lei sarà lì tra dieci minuti. La visita; forse c'è la speranza di salvare l'occhio meno malandato; una lieve chimera. Qualche giorno poi vedremo il dà farsi; al momento è troppo debole: non si può intervenire. La portiamo a casa, la poniamo al caldo. Mangia si riprende. Torniamo dalla veterinaria; ormai la malattia è in fase troppo avanzata: bisogna operare. Operare significa asportarle entrambi i bulbi oculari; penso al destino di questo povero essere: trascorrere il resto della sua vita al buio; ho un groppo in gola, mi manca il fiato come se mi avessero dato un cazzotto alla bocca dello stomaco. Si esegue l'operazione; tutto bene, se così si può dire. La micina torna a casa, mangia, mette su peso, le cicatrici pian piano guariscono; il suo musetto è un amore, ma ha gli occhi chiusi, sigillati per sempre dal filo chirurgico. Meow, meow... ogni tanto un sommesso miagolio, mentre si muove per la cucina e va a sbattere contro qualche ostacolo; ostacoli ve ne sono tanti, impossibile rimuoverli tutti! Di certo si chiede: "Ma com'è 'sta storia che fino a una settimana fa ci vedevo, poco ma ci vedevo... e adesso, invece, non ci vedo più nulla?". Passano alcune settimane, pare che si sia abituata al suo nuovo disgraziatissimo stato. Ti sale su per la gamba, vuole essere tenuta in braccio, fa le fusa, ti schiaccia addosso le zampine, alternando prima una e poi l'altra. La guardi e ti viene da piangere. Pensi: E se quel giorno non avessi avuto nulla da gettare nel bidone e non le fossi passato davanti, che cosa sarebbe successo? Come sarebbe finita? Lo sai, e sei contento che sia andata così... la guardi ancora, l'accarezzi: un pelo soffice come la bambagia e liscio come la seta. Non ti si staccherebbe mai di dosso, tu sei tutto il suo mondo, il suo mondo buio. Mangia con appetito, tutti quanti in casa si sono abituati alla sua discreta presenza. Gioca, fa dei brevi tratti di corsa, ricorre il topino di peluche; sono molte le volte in cui lo perde, non lo vede!, è a nemmeno una spanna da lei ma non lo vede!, e bisogna riportarglielo a portata di zampina perché possa riprendere a giocare. Poi un giorno smette di mangiare: di nuovo in ambulatorio. Analisi. Salta fuori che ha la più terribile malattia che possa capitare ai gatti, forse ereditaria, forse trasmessale dalla madre quando ancora era nel suo grembo. La sentenza è incerta, non si sa quanto ancora possa durare, qualche mese, un anno, forse più. Ci rassegniamo, e ci riportiamo a casa il batuffolino di pelo. Cure. Sembra si riprenda. Una settimana o due, e smette nuovamente di mangiare. Si ritorna in ambulatorio. Problemi ai denti, dice la veterinaria, e di questo ne eravamo già a conoscenza e sapevamo che avremmo dovuto intervenire, anche se non pensavamo così presto. Abbassiamo ancora una volta il capo e prenotiamo l'intervento per qualche giorno più tardi. Intervento eseguito. Riprende a mangiare. Tutto bene!, forse i suoi e i nostri guai sono finiti, ma pare non sia così: trascorre nemmeno una settimana e inizia a spegnersi, non gioca, non ti viene in braccio, se ne sta in disparte. Notiamo una dilatazione del ventre, repentina, dalla sera alla mattina. Telefoniamo alla veterinaria. Ahi, ahi, dice lei per telefono. Portatemela! Quel ahi, ahi, fa presagire il peggio possibile. Infatti, Trottolina ha contratto una terribile forma virale; purtroppo c'è il riscontro dalle analisi. Tre giorni, una settimana, forsanche qualcosa di più e poi il suo destino sarà la morte, una morte accompagnata dalla sofferenza. Bisogna prendere una decisione. Io, Daniela e la veterinaria, che anche lei ha preso a cuore la triste situazione della gattina e le si è affezionata, non ce la sentiamo di parlare. Ci guardiamo e non riusciamo a prendere una decisione. Non c'è nessuno dopo di noi in sala d'aspetto; non c'è fretta, e continuiamo a guardarci instupiditi, increduli. Qualche lacrima scorre. Oltre tutto c'è il rischio che con buona probabilità trasmetta la malattia agli altri mici, se non è già tardi!, malattia per cui non esiste una cura o una qualche forma di vaccinazione. Un pericolo anche per gli altri: Zorrino, Paciughina, Cipolla, e Manny, l'ultimo arrivato, dove Manny è un neologismo e sta per Manicomio. Alla fine la decisione: l'iniezione e si porrà fine alle sue sofferenze e alla sua breve vita disgraziata. Io esco dall'ambulatorio, mi accendo una sigaretta, faccio due tiri, impreco anche se so che non serve a nulla, getto la sigaretta, rientro. Già tutto fatto. Trottolina è dentro una scatola di cartone. La portiamo a casa. Oramai e buio, la seppelliremo domani, cioè oggi, vicino agli altri suoi simili. Ormai il giardino è un cimitero: Matisse, Tabata, Pallottola, Bianchina, Scimmietta, SandoGat, e anche Arghetto, anche se lui è, era, un cane. Dopo poco più due mesi di vita con noi quel batuffolino di pelo non c'è più. Fanculo! Fanculo alla sfortuna! Fanculo al mondo!

    13/02/2019

     

    90a32258282dd6127224c9aa8c408e8b.jpg

    1. ghostnick0

      ghostnick0

      già….fanculo a tutto. E so cosa si prova, come ti fa sentire quell'impotenza per non poter far niente se non rimandare… mi piace però pensare che adesso Trottolina vi guardi dall'alto miagolando felice

    2. marcusnolde962

      marcusnolde962

      Grazie. Spero sia così.

    3. ciribi72

      ciribi72

      mi spiace...immagino il dispiacere...

  10. Perché ho scritto Le scimmie del tenente Nolde?

    Una gentile fanciulla, di cui non farò il nome per motivi legati alla privacy, ma ne riporterò solo le iniziali: A.V., mi ha inviato una e-mail chiedendomi perché ho scritto Le scimmie del tenente Nolde. Di primo acchito mi è venuto di risponderle: "E io che cazzo ne so!", poi, ripensandoci, ho deciso per una risposta più pacata ed esaustiva... in primo luogo perché avevo voglia di pubblicare qualcosa; infatti sono passati più di sei mesi dal mio ultimo libro Tre racconti secsi, e sono ancora molto indietro con Don Felix, che mi sta impegnando da oltre due anni: la prima bozza e già arrivata a oltre 450 pagine e non sono nemmeno a metà. Pertanto, mi sono detto di dare alle stampe qualcosa di più snello, di più agevole: un libello di 140 pagine che si leggono d'un fiato. Scritto in meno di due mesi; due altri mesi per la revisione e, nota dolente!, almeno un mese per trovare una cazzo di copertina che non facesse proprio schifo. Per la cronaca: quel buffo pupazzetto stilizzato nei panni di un ufficiale in servizio di picchetto sono io, io in tutto il mio splendore in prima di copertina; la scimmia no, è un'amica.
    In questo testo troverete una nota dell'autore, che sono sempre io, la quale dice: "Ho scelto di scrivere questo romanzo in prima persona ma ciò non implica che vi sia corrispondenza tra i fatti di seguito riportati e le mie personali esperienze contemporanee o passate, pertanto tengo a precisare che tutti i personaggi presenti nella narrazione, i loro nomi, i ruoli, le loro caratteristiche fisiche e morali, soprattutto quelle che con la moralità hanno poco a che spartire, sono stati a me suggeriti dalla fantasia, e che eventuali coincidenze si debbano attribuire soltanto alla più pura casualità. È anche vero che in un tempo molto remoto ho prestato servizio per il bene e la gloria della Patria in qualità di ufficiale di complemento e che qualche spunto narrativo, la descrizione di un luogo, di un volto, io l'abbia estratto in maniera inconscia dai ricordi di quel periodo, ma del resto, mica potevo inventarmi tutto di sana pianta! Riguardo ai pochi luoghi menzionati dove si svolge l'azione ho preferito rifarmi a località esistenti per meglio circoscrivere l'ambito territoriale e dare una parvenza di veridicità alla storia, ma in alcuni di essi confesso di non esservi mai stato, e per altri ancora la scelta è stata dettata da un dito indice puntato a caso su una cartina geografica".
    Questo è quello che ho scritto; sono cazzate?! Ci potete credere oppure no, non è affar mio, come non è più nemmeno un mio problema che cosa vogliate fare di questo libro, acquistarlo o ignorarlo, farne carta da cesso, o usarlo per accendere il caminetto (esclusa la versione e-book). Non risponderò in pubblico a domande del tipo: "Ma è successo veramente quell'episodio?"... Quel personaggio è reale oppure inventato?... È possibile che il protagonista, il tenente Nolde, sia per davvero una così grande testa di cazzo?", e via dicendo. In privato forse vi potrò far scivolare qualche sibillina risposta, sussurrata a denti stretti, avvalendomi, però, della facoltà di rimangiarmi tutto dieci minuti più tardi, e di trincerarmi dietro all'oramai ben nota diceria, anche se supportata da fatti concreti, vox populi, vox Dei, che mi vede come soggetto incapace di intendere e di volere.
    Buona lettura!
    Marcus L. Nolde
     

    nolde cop.jpg

  11. Book-trailer - "Tre racconti secsi" di Marcus L. Nolde

     

    1. Visualizza i commenti precedenti  altro %s
    2. marcusnolde962

      marcusnolde962

      ... ci provo.

    3. fashionista0

      fashionista0

      a me sembra che tu ci riesca :$

    4. marcusnolde962

      marcusnolde962

      ... forse sì; è vendere che mi riesce meno bene.

  12. Eleganza formale - un racconto breve di Marcus L. Nolde

    http://marcusnolde962.wixsite.com/marcusnolde/single-post/2019/02/07/Eleganza-formale

    ba5dab69048ec1285f135c57e7167053.jpg

    1. ghostnick0

      ghostnick0

      sono piuttosto certa non abbia conosciuto mia nonna, ma leggendo, l'ho rivista tratteggiata in maniera perfetta...compresa l'elegante reazione finale :)

    2. marcusnolde962

      marcusnolde962

      Però, la nonnina!

    3. gerbera0

      gerbera0

      fumare uccide :D

      Bellissimo racconto!

  13. Il fetido cortile ricomincia a miagolare 
    L'umore quello tipico del sabato invernale 
    La radio mi pugnala con il festival dei fiori 
    Un'angelo al citofono mi dice vieni fuori 

    Giù in strada per fortuna sono ancora tutti vivi 
    L'oroscopo pronostica sviluppi decisivi 
    Guidiamo allegramente è quasi l'ora delle streghe 
    C'è un'aria formidabile le stelle sono accese 
    E sembra un sabato qualunque un sabato italiano 
    Il peggio sembra essere passato 
    La notte è un dirigibile che ci porta via lontano 

    Così ci avventuriamo nella Roma felliniana 
    Equilibristi in bilico sul fine settimana 
    E sulle immagini di sempre nei discorsi e nei pensieri 
    Dilaga anacronistica la musica di ieri 

    Malinconia latente nei momenti più felici 
    Abissi imperscrutabili le donne degli amici 
    E questa storia imprevedibile d'amore e dinamite 
    Mi rende tollerabile perfino la gastrite 

    E in questo sabato qualunque un sabato italiano 
    Il peggio sembra essere passato 
    La notte è un dirigibile che ci porta via lontano 

    ... 
    e adesso navighiamo dentro un sogno planetario 
    il whisky mi ritorna su, divento letterario 
    ma perché non vai dal medico 
    e che ci vado a fare 
    non voglio mica smettere di bere e di fumare 

    E in questo sabato qualunque un sabato italiano 
    Il peggio sembra essere passato 
    La notte un dirigibile che ci porta via lontano 

    E in questo sabato qualunque un sabato italiano 
    Il peggio sembra essere passato 
    La notte è la variabile che ci porta via per mano 

    E questo sabato qualunque un sabato italiano 
    Il peggio sembra essere passato...

    Un Sabato Italiano - Sergio Caputo

     

    dldòyfò.JPG

  14. Io ne ho viste cose che voi alieni non potreste immaginarvi:
    a Bibbiano, bambini strappati alle famiglie senza motivo,
    assistenti sociali come orchi sbavanti di cupidigia,
    i genitori in lacrime, impotenti; i piccoli attoniti, increduli.
    Dirottate le vostre navi da combattimento,
    allontanatevi dalle fiamme al largo dei bastioni di Orione e venite sulla Terra,
    scaricate i vostri raggi B su questa gentaglia senza scrupoli,
    inchiodateli alle porte di Tannhäuser e lasciateli agonizzare lì sopra.
    Che quanto è successo non si perda nel tempo
    come lacrime nella pioggia.
    È tempo che qualcuno paghi, è tempo di marcire in galera.

    M. Nolde

  15. LA DURA VITA DELLO SCRITTORE
    di Marcus L. Nolde - saggio in forma di racconto

    Breve guida per scrittori esordienti o con all'attivo già più pubblicazioni su come rispondere alle domande idiote che ci si sente porre per strada, a una presentazione, in fiera, a un firma copie.

    http://marcusnolde962.wixsite.com/marcusnolde/single-post/2019/01/11/La-dura-vita-dello-scrittore---saggio-in-forma-di-racconto

     

    1. ghostnick0

      ghostnick0

      bellissimo, ho riso di gusto, immaginando lo sconforto quasi epidermico che possa venire ….

      ma lo confesso, visto che scrivere un libro è un mio grande sogno nel cassetto,sarei disposta a subire almeno una volta simili domande :)

    2. marcusnolde962

      marcusnolde962

      È solo una parte delle domande idiote che ci si sente porre; le più esilaranti sono quelle provenienti da chi il tuo libro lo ha letto veramente, nel momento in cui afferma di averlo capito alla perfezione e volendo mostrare di saperne più dell'autore. @ghostnick0

  16. Le scimmie del tenente Nolde - romanzo di Marcus L. Nolde

    L'ultimo nato in casa Nolde...

    http://marcusnolde962.wixsite.com/marcusnolde

    Le scimmie del tenente Nolde F 01.jpg

    Le scimmie del tenente Nolde FR 01.jpg

  17. Osvaldino Patrucco - I personaggi di Nolde - Tre punte di ruggine (il suo personaggio preferito)

    http://marcusnolde962.wixsite.com/marcusnolde/single-post/2019/02/11/Osvaldino-Patrucco---I-personaggi-di-Nolde---Tre-punte-di-ruggine-il-suo-personaggio-preferito

    Nota: per questo personaggio mi sono ispirato al volto e alla costituzione fisica del bravissimo attore Tim Roth ai tempi in cui era trentenne. Per quanto riguarda, invece, le deplorevoli caratteristiche morali di Osvaldino: a una mia conoscenza, ma non posso fare nomi, non sarebbe elegante.

    a22dc84a713e0bcd3030b45ec0b201ee.jpg

  18. Scazzottata futurista e "merda d'artista" di Piero Manzoni - dialogo inedito tra don Felix e il suo segretario Pancho - estratto da "Don Felix" di Marcus Nolde

    http://marcusnolde962.wixsite.com/marcusnolde/single-post/2019/03/16/Scazzottata-futurista-e-merda-dartista-di-Piero-Manzoni---dialogo-inedito-tra-don-Felix-e-il-suo-segretario-Pancho---estratto-da-Don-Felix-di-Marcus-Nolde

     

    gxfhdh.jpg

  19. Se hai voglia di sapere qualcosa in più su ciò che ho scritto:

    http://marcusnolde962.wixsite.com/marcusnolde

    Buona lettura.

    1. daliahnera

      daliahnera

      Grazie :)