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            1.  

              CHI LA FA L’ASPETTI 2parte

              Mi prendi per mano e mi fai cambiare stanza.

              Siamo usciti dalla camera da letto ma il continuo fermarti e farmi girare di qualche passo insieme alla benda sugli occhi ha dato il colpo di grazia al mio senso dell’orientamento.

              “Arrivo” mi dici lasciandomi di nuovo.

              Pochi istanti e prendi le mie mani,sento il contatto con qualcosa di liscio e freddo,un altro nastro di seta. Lo fai passare intorno ai polsi e poi sollevandomi leggermente i polsi ti sento dire soddisfatto “ecco fatto”.

              Provo a girarmi verso la tua voce ma sono bloccata.

              “Cosa hai fatto?” “Ho pensato che la tua insolenza merita un piccolo castigo… al momento sei affrancata alla balaustra della scala”.

              “Ma sei scemo? Tua mamma meritava di vedere in funzione il tutto altro che insolenza…. però forse adesso non toccherà più i cassetti”.

              Silenzio.

              “Ci sei?”

              “Eccome” mi sento rispondere mentre nello stesso momento mi arriva un leggero colpo sul sedere.

              “Ma stai usando il frustino! Giuro che se non mi sleghi e non la pianti poi ti frusto io. Ma per davvero”

              Un altro colpo. Appena spostato rispetto a prima, e un po’ più forte.

              “Riflettevo che i pantaloni della tuta attutiscono i colpi,e quindi invalidano la punizione….”

              “Non sei Mr.Gray,e io non sono da punire”….

              Con un gesto perfino delicato li abbassi quel tanto che basta a mettere in mostra il mio sedere… non faccio in tempo a protestare che mi arriva un colpo,seguito subito da un altro vicino e da un terzo ancora spostato….

              Non sono dolorosi ma così vicini rendono la pelle sensibilissima e la sensazione di bruciore è davvero forte.

              “Adesso piantala! Ti urlo contro con la voce tremante”

              Mi sta venendo da piangere per il nervoso.

              Al volo capisci di aver oltrepassato il segno del gioco,mi sleghi,togli la benda e mi abbracci accarezzandomi i capelli.

              “Scusa… mi dispiace… davvero.. mi sono fatto prendere la mano… non pensavo di ferirti ….”

              Mi lascio cullare e coccolare dal tuo abbraccio. Adoro quando mi stringi e respiro il tuo profumo…

              “Ok,è passato”.

              Mi dai un bacio leggero e sorridi.

              Ti prendo la mano e ti porto in camera.

              ”Adesso ti devi far perdonare….” ti sussurro all’orecchio iniziando a sbottonarti la camicia….