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    fel55 ha ricevuto una reazione da scompaiomatorno per l'aggiornamento : MONTALE Sorapis, 40 anni fa   Non ho mai amato molto la montagna e detesto le Alpi. L   
    MONTALE
    Sorapis, 40 anni fa
     
    Non ho mai amato molto la montagna
    e detesto le Alpi. Le Ande, le Cordigliere
    non le ho vedute mai. Pure la Sierra
    de Guadarrama mi ha rapito, dolce
    com’è l’ascesa e in vetta daini, cervi,
    secondo le notizie dei dèpliants turistici.
    Solo l’elettrica aria dellEngadina
    ci vinse, mio insettino, ma non si era
    tanto ricchi da dirci “ hic manebimus “.
    Tra i laghi solo quello di Sorapis
    fu la grande scoperta. C’era la solitudine
    delle marmotte più udite che intraviste
    e l’aria dei Celesti, ma quale strada
    per accedervi? Dapprima la percorsi
    da solo per vedere se i tuoi occhietti
    potevano addentrarsi tra cunicoli
    zigzaganti tra lastre alte di ghiaccio.
                                                     E così lunga! Confortata solo
    Nel primo tratto, in folti di conifere,
    dallo squillo d’allarme delle ghiandaie.
                                                   Poi ti guidai tenendoti per mano
    fino alla cima, una capanna vuota.
    Fu quello il nostro lago, poche spanne d’acqua,
    due vite troppo giovani per essere vecchie,
    e troppo vecchie per sentirsi giovani.
    Scoprimmo allora che cos’è l’età.
    Non ha nulla a che fare col tempo, è qualcosa che dice
    che ci fa dire siamo qui, è un miracolo
    che non si può ripetere. Al confronto
    la gioventù è il più vile degli inganni.
     
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    fel55 ha ricevuto una reazione da scompaiomatorno per l'aggiornamento : QUASIMODO   “ E la tua veste è bianca “   Piegato hai il capo e mi guardi; e la tua v   
    QUASIMODO
     
    “ E la tua veste è bianca “
     
    Piegato hai il capo e mi guardi;
    e la tua veste è bianca,
    e un seno affiora dalla trina
    sciolta sull’omero sinistro.
     
    Mi  supera la luce, trema,
    e tocca le tue braccia ignude.
     
    Ti rivedo. Parole
    avevi chiuse e rapide,
    che mettevano cuore
    nel peso d’una vita
    che sapeva di circo.
     
     
     
    Profonda la strada
    su cui scendeva il vento
    certe notti di marzo,
    e ci svegliava ignoti,
    come la prima volta.
     
    “ Antico inverno “
     
    Desiderio delle tue mani chiare
    nella penombra della fiamma :
    sapevano di rovere e di rose;
    di morte. Antico inverno.
     
    Cercavano il miglio gli uccelli
    ed erano subito di neve;
    così le parole.
    Un po’ di sole, una raggera d’angelo,
    e poi la nebbia; e gli alberi,
    e noi fatti d’aria al mattino.
     
     
  3. Fantastico!
    fel55 ha ricevuto una reazione da scompaiomatorno per l'aggiornamento : Soffocami di baci, Colmami di carezze, Promettimi amore eterno, Anche se non lo merit   
    Soffocami di baci,
    Colmami di carezze,
    Promettimi amore eterno,
    Anche se non lo merito
    Del tutto
    Per le mie incomprensioni
    E il mio innato maschilismo.
    Ti vivo sempre accanto,
    A fianco a te,
    Unica donna e padrona
    Della mia vita.
    Orsù, sorridimi
    Come sempre hai fatto
    In tanti momenti belli,
    Sempre vivi nella memoria,
    in eterno incancellabili.
     
     
  4. Fantastico!
    fel55 ha ricevuto una reazione da scompaiomatorno per l'aggiornamento : Nei “ Sassi di Matera “al calar del sole Fino agli anni Cinquanta   Or che nella cort   
    Nei “ Sassi di Matera “al calar del sole
    Fino agli anni Cinquanta
     
    Or che nella corte del vicinato
    Sirio lentamente s’asconde
    Dietro i crinali dell’Appennino,
    Si smorza il chiasso dei fanciulli.
    Ad una ad una escono dalle case-grotte
    Le madri e le figlie da marito
    Ch’hanno di già approntato
    Il modesto desinare ai mariti o ai padri.
    Han tempo fino all’imbrunire e oltre,
    Per spettegolare o lamentarsi,
    Quando stanchi e affamati
    Gli uomini tornano dai campi seminati
    O dai piccoli orti o dalle vigne proprie,
    talora dalle altrui proprietà.
    L’asino o il mulo a lor dinanzi
    Avanzano zoccolando sul selciato sconnesso.
    Qual più gonfia qual meno
    Donzolano le bisacce
    E canta l’acqua di fonte nei barili.
    Le fiasche son vuote, più di vino che d’acqua.
    La parca cena li ristora, il vino, prezioso
    E perciò misto ad acqua, li disseta.
    Indi assisi sul muricciolo con gusto
    Aspirano tabacco dalla pipa attempata
    O dallo spinello fresco di paziente fattura.
    Han poco tempo per scambiare
    Qualche parola coi vicini di casa,
    Già che la stanchezza del duro lavoro
    Ormai ha il sopravvento e calano
    Le palpebre, di tanto in tanto.
    Le donne di casa han sparecchiato
    E lavato le stoviglie, non tante.
    Ora mettono a letto i loro uomini e bambini,
    Spengono i costosi lumi e tornano
    A confabular con le vicine.
    Che mai si dicon tra loro?
    E’ presto detto: nascite, matrimoni e lutti,
    Figli e acciacchi, gioie e dolori,
    Speranze e delusioni.
    Anche l’andamento del tempo
    È tema ricorrente, perché dai capricci del cielo
    Dipende ogni spiga, ogni legume,
    Ogni tronco di vite, ogni dono dell’orto,
    Ogn’erba selvatica o medicinale.
    Vita semplice e dura, scandita
    Dalla vicenda incessante delle stagioni. 
    Vita breve per ogni sorta di male,
    Che non risparmia bambini, gestanti,         Puerpere, uomini sfiancati dalle fatiche
    Dal primo mane a tarda sera,
    Più di rado anziane dalla pelle grinzosa.
    Eppur vita tranquilla, più che nel dopoguerra
    Frenetico, incalzato da presunto progresso.
     
     
     
     
  5. Fantastico!
    fel55 ha ricevuto una reazione da londoncalling6 per l'aggiornamento : MONTALE                                                           Quasi un madrigale   
    MONTALE
     
                                                            Quasi un madrigale
     
    Il girasole piega a occidente
    e già precipita il giorno nel suo
    occhio in rovina e l’aria dell’estate
    s’addensa e già curva le foglie e il fumo
                                               dei cantieri. S’allontana con scorrere
    secco di nubi e stridere di fulmini
    quest’ultimo gioco del cielo. Ancora,
    e da anni, cara, ci ferma il mutarsi
    degli alberi stretti dentro la cerchia
    dei Navigli. Ma è sempre il nostro giorno
    e sempre quel sole che se ne va
    con il filo del suo raggio affettuoso.
     
    Non ho più ricordi,non voglio ricordare;
    la memoria risale dalla morte,
    la vita è senza fine. Ogni giorno
    è nostro. Uno si fermerà per sempre,
    e tu con me, quando ci sembri tardi.
    Qui sull’argine del canale, i piedi
                                                     in altalena, come di fanciulli,
    guardiamo l’acqua, i primi rami dentro
    il suo colore verde che s’oscura.
    E l’uomo che in silenzio s’avvicina
    non nasconde un coltello fra le mani,
    ma un fiore di geranio.
    Altra volta salimmo fino alla torre
                                                  dove sovente un passero solitario
                                                 modulava il motivo che Massenet
    imprestò al suo Des Grieux.
    Più tardi ne uccisi uno fermo sull’asta
    della bandiera : il solo mio delitto
    che non so perdonarmi. Ma ero pazzo
    e non di te, pazzo di gioventù,
    pazzo della stagione più ridicola
    della vita. Ora sto
    a chiedermi che posto tu hai avuto
    in quella mia stagione. Certo un senso
    allora inesprimibile, più tardi
    non l’oblio ma una punta che feriva
    quasi a sangue. Ma allora eri già morta
    e non ho mai saputo dove e come.
    Oggi penso che tu sei stata un genio
    di pura inesistenza, un’agnizione
    reale perché assurda. Lo stupore
    quando s’incarna è lampo che ti abbaglia
    e si spenge. Durare potrebbe essere
    l’effetto di una droga nel creato,
                                                in un medium di cui non si ebbe mai
    alcuna prova.
     
  6. Fantastico!
    fel55 ha ricevuto una reazione da londoncalling6 per l'aggiornamento : MONTALE                                                           Quasi un madrigale   
    MONTALE
     
                                                            Quasi un madrigale
     
    Il girasole piega a occidente
    e già precipita il giorno nel suo
    occhio in rovina e l’aria dell’estate
    s’addensa e già curva le foglie e il fumo
                                               dei cantieri. S’allontana con scorrere
    secco di nubi e stridere di fulmini
    quest’ultimo gioco del cielo. Ancora,
    e da anni, cara, ci ferma il mutarsi
    degli alberi stretti dentro la cerchia
    dei Navigli. Ma è sempre il nostro giorno
    e sempre quel sole che se ne va
    con il filo del suo raggio affettuoso.
     
    Non ho più ricordi,non voglio ricordare;
    la memoria risale dalla morte,
    la vita è senza fine. Ogni giorno
    è nostro. Uno si fermerà per sempre,
    e tu con me, quando ci sembri tardi.
    Qui sull’argine del canale, i piedi
                                                     in altalena, come di fanciulli,
    guardiamo l’acqua, i primi rami dentro
    il suo colore verde che s’oscura.
    E l’uomo che in silenzio s’avvicina
    non nasconde un coltello fra le mani,
    ma un fiore di geranio.
    Altra volta salimmo fino alla torre
                                                  dove sovente un passero solitario
                                                 modulava il motivo che Massenet
    imprestò al suo Des Grieux.
    Più tardi ne uccisi uno fermo sull’asta
    della bandiera : il solo mio delitto
    che non so perdonarmi. Ma ero pazzo
    e non di te, pazzo di gioventù,
    pazzo della stagione più ridicola
    della vita. Ora sto
    a chiedermi che posto tu hai avuto
    in quella mia stagione. Certo un senso
    allora inesprimibile, più tardi
    non l’oblio ma una punta che feriva
    quasi a sangue. Ma allora eri già morta
    e non ho mai saputo dove e come.
    Oggi penso che tu sei stata un genio
    di pura inesistenza, un’agnizione
    reale perché assurda. Lo stupore
    quando s’incarna è lampo che ti abbaglia
    e si spenge. Durare potrebbe essere
    l’effetto di una droga nel creato,
                                                in un medium di cui non si ebbe mai
    alcuna prova.
     
  7. Fantastico!
    fel55 ha ricevuto una reazione da theoldandthesea per l'aggiornamento : Nei “ Sassi di Matera “al calar del sole Fino agli anni Cinquanta   Or che nella cort   
    Nei “ Sassi di Matera “al calar del sole
    Fino agli anni Cinquanta
     
    Or che nella corte del vicinato
    Sirio lentamente s’asconde
    Dietro i crinali dell’Appennino,
    Si smorza il chiasso dei fanciulli.
    Ad una ad una escono dalle case-grotte
    Le madri e le figlie da marito
    Ch’hanno di già approntato
    Il modesto desinare ai mariti o ai padri.
    Han tempo fino all’imbrunire e oltre,
    Per spettegolare o lamentarsi,
    Quando stanchi e affamati
    Gli uomini tornano dai campi seminati
    O dai piccoli orti o dalle vigne proprie,
    talora dalle altrui proprietà.
    L’asino o il mulo a lor dinanzi
    Avanzano zoccolando sul selciato sconnesso.
    Qual più gonfia qual meno
    Donzolano le bisacce
    E canta l’acqua di fonte nei barili.
    Le fiasche son vuote, più di vino che d’acqua.
    La parca cena li ristora, il vino, prezioso
    E perciò misto ad acqua, li disseta.
    Indi assisi sul muricciolo con gusto
    Aspirano tabacco dalla pipa attempata
    O dallo spinello fresco di paziente fattura.
    Han poco tempo per scambiare
    Qualche parola coi vicini di casa,
    Già che la stanchezza del duro lavoro
    Ormai ha il sopravvento e calano
    Le palpebre, di tanto in tanto.
    Le donne di casa han sparecchiato
    E lavato le stoviglie, non tante.
    Ora mettono a letto i loro uomini e bambini,
    Spengono i costosi lumi e tornano
    A confabular con le vicine.
    Che mai si dicon tra loro?
    E’ presto detto: nascite, matrimoni e lutti,
    Figli e acciacchi, gioie e dolori,
    Speranze e delusioni.
    Anche l’andamento del tempo
    È tema ricorrente, perché dai capricci del cielo
    Dipende ogni spiga, ogni legume,
    Ogni tronco di vite, ogni dono dell’orto,
    Ogn’erba selvatica o medicinale.
    Vita semplice e dura, scandita
    Dalla vicenda incessante delle stagioni. 
    Vita breve per ogni sorta di male,
    Che non risparmia bambini, gestanti,         Puerpere, uomini sfiancati dalle fatiche
    Dal primo mane a tarda sera,
    Più di rado anziane dalla pelle grinzosa.
    Eppur vita tranquilla, più che nel dopoguerra
    Frenetico, incalzato da presunto progresso.
     
     
     
     
  8. Mi piace
    fel55 ha ricevuto una reazione da fleurdelys00 per l'aggiornamento : Perché trepidi E a tratti piangi Se non è ancora giunta L’ora mia ? Prega il Cielo Ch   
    Perché trepidi
    E a tratti piangi
    Se non è ancora giunta
    L’ora mia ?
    Prega il Cielo
    Che ci lasci svegliare
    Ancora accanto
    E augurarci
    Il nuovo buon giorno.
  9. Mi piace
    fel55 ha ricevuto una reazione da fleurdelys00 per l'aggiornamento : G. UNGARETTI   Da “ Sentimento del tempo “   Scade flessuosa la pianura d’acqua.   Ne   
    G. UNGARETTI
     
    Da “ Sentimento del tempo “
     
    Scade flessuosa la pianura d’acqua.
     
    Nelle sue urne il sole
    Ancora segreto si bagna.
     
    Una carnagione lieve trascorre.
     
    Ed ella apre improvvisa ai seni
    La grande mitezza degli occhi.
     
    L’ombra sommersa delle rocce muore.
     
    Dolce sbocciata dalle anche ilari,
    Il vero amore è quiete accesa,
     
    E la godo diffusa
    Dall’ala alabastrina
    D’una mattina immobile.
     
    Ricordo d’Affrica   ( 1924 )
     
    Non più ora tra la piana sterminata
    E il largo mare m’apporterò, né umili
    Di remote età, udrò più sciogliersi, chiari,
     
     
    Nell’aria limpida, squilli; né più
    Le grazie acerbe andrà nudando
    E in forme favolose esalterà
    Folle la fantasia,
    Né dal rado palmeto Diana apparsa
    In agile abito di luce,
    Rincorrerò
    ( In un suo gelo altiera s’abbagliava,
    Ma le seguiva gli occhi nel posarli
    Arroventando disgraziate brame,
    Per sempre
    Infinito velluto ).
     
    E’ solo linea vaporosa il mare
    Che un giorno germogliò rapace,
    E nappo d’un miele, non più gustato
    Per non morire di sete, mi pare
    La piana, e a un seno casto, Diana vezzo
    D’opali, ma nemmeno d’invisibile
    Non palpita.
     
    Ah! Questa è l’ora che annuvola e smemora.
     
     
  10. Fantastico!
    fel55 ha ricevuto una reazione da fleurdelys00 per l'aggiornamento : Belvedere Sui “Sassi” di Matera     Non può mancarci, cara, La salita al Belvedere. C   
    Belvedere
    Sui “Sassi” di Matera
     
     
    Non può mancarci, cara,
    La salita al Belvedere.
    Che spettacolo si presenta
    Ai nostri occhi stupiti!
    A fronte,
    Sulla dorsale collinare
    L’immenso drago
    Della nuova Matera
    Disteso per vari chilometri
    Da nord a sud.
    Giù nella profonda gravina
    Il torrente omonimo
    Si svolge tortuoso e sonnolento.
    Soffia il vento lieve e costante
    E scompiglia dolcemente
    I tuoi setosi lunghi capelli
    Mentre fissi sull’altra ripa scoscesa
    Le cavità d’accesso
    Alle millenarie chiese rupestri.
    Poi mi chiedi di avventurarci
    Tra quelle sottostanti al Belvedere
    E t’incanti a contemplare e studiare
    I brandelli di dipinti
    Di santi e storia sacra.
    Infine mi conduci quasi riluttante
    Tra i sassi murgiani
    Per esplorare il pianoro.
    E cerchi qualche punto appartato
    Per coprirmi di baci
    E stringermi al tuo petto,
    Ebbra di felicità
    Per l’insolita giornata.
     
     
     
     
     
     
  11. Mi piace
    fel55 ha ricevuto una reazione da annefleurot01 per l'aggiornamento : MONTALE                                                           Quasi un madrigale   
    MONTALE
     
                                                            Quasi un madrigale
     
    Il girasole piega a occidente
    e già precipita il giorno nel suo
    occhio in rovina e l’aria dell’estate
    s’addensa e già curva le foglie e il fumo
                                               dei cantieri. S’allontana con scorrere
    secco di nubi e stridere di fulmini
    quest’ultimo gioco del cielo. Ancora,
    e da anni, cara, ci ferma il mutarsi
    degli alberi stretti dentro la cerchia
    dei Navigli. Ma è sempre il nostro giorno
    e sempre quel sole che se ne va
    con il filo del suo raggio affettuoso.
     
    Non ho più ricordi,non voglio ricordare;
    la memoria risale dalla morte,
    la vita è senza fine. Ogni giorno
    è nostro. Uno si fermerà per sempre,
    e tu con me, quando ci sembri tardi.
    Qui sull’argine del canale, i piedi
                                                     in altalena, come di fanciulli,
    guardiamo l’acqua, i primi rami dentro
    il suo colore verde che s’oscura.
    E l’uomo che in silenzio s’avvicina
    non nasconde un coltello fra le mani,
    ma un fiore di geranio.
    Altra volta salimmo fino alla torre
                                                  dove sovente un passero solitario
                                                 modulava il motivo che Massenet
    imprestò al suo Des Grieux.
    Più tardi ne uccisi uno fermo sull’asta
    della bandiera : il solo mio delitto
    che non so perdonarmi. Ma ero pazzo
    e non di te, pazzo di gioventù,
    pazzo della stagione più ridicola
    della vita. Ora sto
    a chiedermi che posto tu hai avuto
    in quella mia stagione. Certo un senso
    allora inesprimibile, più tardi
    non l’oblio ma una punta che feriva
    quasi a sangue. Ma allora eri già morta
    e non ho mai saputo dove e come.
    Oggi penso che tu sei stata un genio
    di pura inesistenza, un’agnizione
    reale perché assurda. Lo stupore
    quando s’incarna è lampo che ti abbaglia
    e si spenge. Durare potrebbe essere
    l’effetto di una droga nel creato,
                                                in un medium di cui non si ebbe mai
    alcuna prova.
     
  12. Fantastico!
    fel55 ha ricevuto una reazione da londoncalling6 per l'aggiornamento : MONTALE                                                           Quasi un madrigale   
    MONTALE
     
                                                            Quasi un madrigale
     
    Il girasole piega a occidente
    e già precipita il giorno nel suo
    occhio in rovina e l’aria dell’estate
    s’addensa e già curva le foglie e il fumo
                                               dei cantieri. S’allontana con scorrere
    secco di nubi e stridere di fulmini
    quest’ultimo gioco del cielo. Ancora,
    e da anni, cara, ci ferma il mutarsi
    degli alberi stretti dentro la cerchia
    dei Navigli. Ma è sempre il nostro giorno
    e sempre quel sole che se ne va
    con il filo del suo raggio affettuoso.
     
    Non ho più ricordi,non voglio ricordare;
    la memoria risale dalla morte,
    la vita è senza fine. Ogni giorno
    è nostro. Uno si fermerà per sempre,
    e tu con me, quando ci sembri tardi.
    Qui sull’argine del canale, i piedi
                                                     in altalena, come di fanciulli,
    guardiamo l’acqua, i primi rami dentro
    il suo colore verde che s’oscura.
    E l’uomo che in silenzio s’avvicina
    non nasconde un coltello fra le mani,
    ma un fiore di geranio.
    Altra volta salimmo fino alla torre
                                                  dove sovente un passero solitario
                                                 modulava il motivo che Massenet
    imprestò al suo Des Grieux.
    Più tardi ne uccisi uno fermo sull’asta
    della bandiera : il solo mio delitto
    che non so perdonarmi. Ma ero pazzo
    e non di te, pazzo di gioventù,
    pazzo della stagione più ridicola
    della vita. Ora sto
    a chiedermi che posto tu hai avuto
    in quella mia stagione. Certo un senso
    allora inesprimibile, più tardi
    non l’oblio ma una punta che feriva
    quasi a sangue. Ma allora eri già morta
    e non ho mai saputo dove e come.
    Oggi penso che tu sei stata un genio
    di pura inesistenza, un’agnizione
    reale perché assurda. Lo stupore
    quando s’incarna è lampo che ti abbaglia
    e si spenge. Durare potrebbe essere
    l’effetto di una droga nel creato,
                                                in un medium di cui non si ebbe mai
    alcuna prova.
     
  13. Mi piace
    fel55 ha ricevuto una reazione da annefleurot01 per l'aggiornamento : MONTALE                                                           Quasi un madrigale   
    MONTALE
     
                                                            Quasi un madrigale
     
    Il girasole piega a occidente
    e già precipita il giorno nel suo
    occhio in rovina e l’aria dell’estate
    s’addensa e già curva le foglie e il fumo
                                               dei cantieri. S’allontana con scorrere
    secco di nubi e stridere di fulmini
    quest’ultimo gioco del cielo. Ancora,
    e da anni, cara, ci ferma il mutarsi
    degli alberi stretti dentro la cerchia
    dei Navigli. Ma è sempre il nostro giorno
    e sempre quel sole che se ne va
    con il filo del suo raggio affettuoso.
     
    Non ho più ricordi,non voglio ricordare;
    la memoria risale dalla morte,
    la vita è senza fine. Ogni giorno
    è nostro. Uno si fermerà per sempre,
    e tu con me, quando ci sembri tardi.
    Qui sull’argine del canale, i piedi
                                                     in altalena, come di fanciulli,
    guardiamo l’acqua, i primi rami dentro
    il suo colore verde che s’oscura.
    E l’uomo che in silenzio s’avvicina
    non nasconde un coltello fra le mani,
    ma un fiore di geranio.
    Altra volta salimmo fino alla torre
                                                  dove sovente un passero solitario
                                                 modulava il motivo che Massenet
    imprestò al suo Des Grieux.
    Più tardi ne uccisi uno fermo sull’asta
    della bandiera : il solo mio delitto
    che non so perdonarmi. Ma ero pazzo
    e non di te, pazzo di gioventù,
    pazzo della stagione più ridicola
    della vita. Ora sto
    a chiedermi che posto tu hai avuto
    in quella mia stagione. Certo un senso
    allora inesprimibile, più tardi
    non l’oblio ma una punta che feriva
    quasi a sangue. Ma allora eri già morta
    e non ho mai saputo dove e come.
    Oggi penso che tu sei stata un genio
    di pura inesistenza, un’agnizione
    reale perché assurda. Lo stupore
    quando s’incarna è lampo che ti abbaglia
    e si spenge. Durare potrebbe essere
    l’effetto di una droga nel creato,
                                                in un medium di cui non si ebbe mai
    alcuna prova.
     
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    fel55 ha ricevuto una reazione da fleurdelys00 per l'aggiornamento : Forse inconsapevole Persino l’odore Cerco di te Come cucciolo. Metafora Di mia madre   
    Forse inconsapevole
    Persino l’odore
    Cerco di te
    Come cucciolo.
    Metafora
    Di mia madre
    Perduta anzi tempo?
    Piuttosto
    Di quella metà
    Dell’anima mia
    Che mi dà gioia
    E inseguo continuamente.
     
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    fel55 ha ricevuto una reazione da fleurdelys00 per l'aggiornamento : Perché trepidi E a tratti piangi Se non è ancora giunta L’ora mia ? Prega il Cielo Ch   
    Perché trepidi
    E a tratti piangi
    Se non è ancora giunta
    L’ora mia ?
    Prega il Cielo
    Che ci lasci svegliare
    Ancora accanto
    E augurarci
    Il nuovo buon giorno.
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    fel55 ha ricevuto una reazione da fleurdelys00 per l'aggiornamento : Succede anche a voi , Giovanna e cari amici Compagni di viaggi , Di ricordare il nost   
    Succede anche a voi ,
    Giovanna e cari amici
    Compagni di viaggi ,
    Di ricordare il nostro
    Piero , col sorriso ,
    Mentre recitate per lui
    Un nostalgico “ requiem “ ?
    Come dimenticare
    La sua impetuosità
    Nella discussione
    E il suo linguaggio
    Talvolta scurrìle !
    Giovanna, tu l’hai amato
    Tanto , ma sappi che
    Anche a noi manca
    Perché gli abbiamo voluto
    Tanto bene e provato per lui
    Tanta simpatìa.
    Per consolarci,
    Crediamo fermamente
    Che il suo spirito
    È ancora fra noi
    E continua a canzonarci.
     
     
     
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    fel55 ha ricevuto una reazione da fleurdelys00 per l'aggiornamento : G. UNGARETTI   Da “ Sentimento del tempo “   Scade flessuosa la pianura d’acqua.   Ne   
    G. UNGARETTI
     
    Da “ Sentimento del tempo “
     
    Scade flessuosa la pianura d’acqua.
     
    Nelle sue urne il sole
    Ancora segreto si bagna.
     
    Una carnagione lieve trascorre.
     
    Ed ella apre improvvisa ai seni
    La grande mitezza degli occhi.
     
    L’ombra sommersa delle rocce muore.
     
    Dolce sbocciata dalle anche ilari,
    Il vero amore è quiete accesa,
     
    E la godo diffusa
    Dall’ala alabastrina
    D’una mattina immobile.
     
    Ricordo d’Affrica   ( 1924 )
     
    Non più ora tra la piana sterminata
    E il largo mare m’apporterò, né umili
    Di remote età, udrò più sciogliersi, chiari,
     
     
    Nell’aria limpida, squilli; né più
    Le grazie acerbe andrà nudando
    E in forme favolose esalterà
    Folle la fantasia,
    Né dal rado palmeto Diana apparsa
    In agile abito di luce,
    Rincorrerò
    ( In un suo gelo altiera s’abbagliava,
    Ma le seguiva gli occhi nel posarli
    Arroventando disgraziate brame,
    Per sempre
    Infinito velluto ).
     
    E’ solo linea vaporosa il mare
    Che un giorno germogliò rapace,
    E nappo d’un miele, non più gustato
    Per non morire di sete, mi pare
    La piana, e a un seno casto, Diana vezzo
    D’opali, ma nemmeno d’invisibile
    Non palpita.
     
    Ah! Questa è l’ora che annuvola e smemora.
     
     
  18. Fantastico!
    fel55 ha ricevuto una reazione da fleurdelys00 per l'aggiornamento : Belvedere Sui “Sassi” di Matera     Non può mancarci, cara, La salita al Belvedere. C   
    Belvedere
    Sui “Sassi” di Matera
     
     
    Non può mancarci, cara,
    La salita al Belvedere.
    Che spettacolo si presenta
    Ai nostri occhi stupiti!
    A fronte,
    Sulla dorsale collinare
    L’immenso drago
    Della nuova Matera
    Disteso per vari chilometri
    Da nord a sud.
    Giù nella profonda gravina
    Il torrente omonimo
    Si svolge tortuoso e sonnolento.
    Soffia il vento lieve e costante
    E scompiglia dolcemente
    I tuoi setosi lunghi capelli
    Mentre fissi sull’altra ripa scoscesa
    Le cavità d’accesso
    Alle millenarie chiese rupestri.
    Poi mi chiedi di avventurarci
    Tra quelle sottostanti al Belvedere
    E t’incanti a contemplare e studiare
    I brandelli di dipinti
    Di santi e storia sacra.
    Infine mi conduci quasi riluttante
    Tra i sassi murgiani
    Per esplorare il pianoro.
    E cerchi qualche punto appartato
    Per coprirmi di baci
    E stringermi al tuo petto,
    Ebbra di felicità
    Per l’insolita giornata.
     
     
     
     
     
     
  19. Fantastico!
    fel55 ha ricevuto una reazione da lullabyblue0 per l'aggiornamento : “ Fidàti colloqui d’amore “ Ci porta il lento Risveglio del mattino E la pace effusa   
    “ Fidàti colloqui d’amore “
    Ci porta il lento
    Risveglio del mattino
    E la pace effusa della sera.
    Il tuo capo
    Sul mio petto,
    Il tuo braccio avvinto
    Come laccio,
    Ti dico parole di miele,
    E tu rafforzi la tua morsa
    E miagoli come gattina
    In calore.
    Ma talora per un nonnulla
    Mi serbi rancore
    E mi porgi solo le terga,
    in tutto simile alla folle Luna.
     
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    fel55 ha ricevuto una reazione da scompaiomatorno per l'aggiornamento : Certe notti Non vedo l’ora Si faccia giorno, Sì che possa rivedere In piena luce il t   
    Certe notti
    Non vedo l’ora
    Si faccia giorno,
    Sì che possa rivedere
    In piena luce il tuo volto
    E i tuoi occhi luminosi
    Per la gioia o , talvolta, tristi.
    E’ allora che mi chiedo
    Cosa ci riserva la vita
    Per quel dì e per quelli
    A venire e trepido
    Per te più che per me.
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    fel55 ha ricevuto una reazione da scompaiomatorno per l'aggiornamento : Solo ti chiedo Che tu mi lasci Sognare ancora Cieli sereni, Mare azzurro E monti inne   
    Solo ti chiedo
    Che tu mi lasci
    Sognare ancora
    Cieli sereni,
    Mare azzurro
    E monti innevati.
    E tu solo mi chiedi
    Vita tranquilla
    E trasparenza di pensieri,
    Amore sincero e unico.
    Troppo preziosa è
    La felicità coniugale.
    Tu lo sai, io lo so.
    Ma a noi non costa nulla
    Proteggerla,
    Perché l’amore di mezzo secolo
    E’ pietra di diamante.
     
     
  22. Fantastico!
    fel55 ha ricevuto una reazione da scompaiomatorno per l'aggiornamento : Soli.   Altro non può desiderare Chi è innamorato come me. Esser soli È natura congen   
    Soli.
     
    Altro non può desiderare
    Chi è innamorato come me.
    Esser soli
    È natura congeniale all’amore.
    A volte basta
    Guardarti mentre taci e pensi.
    E poche parole
    Bastano
    Per rompere il loquace silenzio.
    Una mia carezza,
    Il tuo rossore
    Basta pure
    Per intonare il canto dell’amore
    E toccare il cielo con un dito.
     
  23. Mi piace
    fel55 ha ricevuto una reazione da lullabyblue0 per l'aggiornamento : Buona notte, anima mia. Già dormi, ma continui ad esserci nei miei pensieri e certo p   
    Buona notte, anima mia.
    Già dormi,
    ma continui ad esserci
    nei miei pensieri
    e certo poi nei miei sogni.
    Sogni d’oro, amore mio.
    Mentre, in dormiveglia,
    cerco e sfioro il tuo braccio
    e intreccio le mie dita
    alle tue, già remissive,
    ascolto il tuo ritmico respiro.
    Sospiro e attendo il tuo risveglio
    dal primo profondo sonno
    e già pregusto la dolcezza
    del desiato amplesso,
    mentre la complice Diana,
    sorella di Febo Apollo dormiente,
    splende appieno in cielo.
     
     
     
  24. Fantastico!
    fel55 ha ricevuto una reazione da lullabyblue0 per l'aggiornamento : SEMONIDE   AMORGINO   Fr. 7D (trad.di Ettore Bignone)   Diversa Giove delle donne l’i   
    SEMONIDE  AMORGINO
     
    Fr. 7D (trad.di Ettore Bignone)
     
    Diversa Giove delle donne l’indole
    da principio creò. All’una origine
    dal porco irsuto diede. In terra giacciono,
    nella sua casa, tra sozzura lercia,
    a lei le cose; e qua e là si rotolano,
    in gran scompiglio: e sozza, in vesti sordide,
    in mezzo alla sporcizia essa s’impingua.
    Trasse il dio l’altra dall’ape subdola,
    chè tutto scruta e sa; a lei qualsiasi
    ottima cosa, od anco pur tristissima,
    celata non resta ;il buono pessimo
    dice spesso, ed invece ottimo il tristo.
    Sempre d’umore ad ora ad ora è varia.
     
    (Trad.di Filippo M. Pontani)
     
    Viene dal mare un’altra, e ha due nature
    opposte:   un giorno ride, tutta allegra,
    sì che a vederla in casa uno l’ammira:
    “ non c’è al mondo una donna più simpatica,
    non c’è donna migliore”. Un altro giorno
    non la sopporti neppure a vederla
    o ad andarle vicino: fa la pazza,
    e a chi s’accosti, guai! Pare la cagna
    coi cuccioli, implacabile: scoraggia
    nemici e amici alla stessa maniera.
    Come il mare che sta sovente calmo,
    non fa danno e rallegra i marinai
    nell’estate, e sovente in un fragore
    di cavalloni s’agita e s’infuria.
    Tale l’umore di una donna simile:
    anche il mare ha carattere cangiante.
     
    (Trad. di Ettore Romagnoli)
     
    Fu madre all’altra una cavalla morbida,
    di lungo crine. La fatica e le opere
    servili ha in gran fastidio, e staccio e macina
    non toccherebbe mai, né l’immondizia
    spazzerebbe da casa, o la fuliggine
    dal focolare, e t’ama sol per obbligo.
    Sta tutto quanto il santo giorno a tergersi,
    due volte e spesso tre s’unge di balsami,
    ravviata la chioma a fil di pettine,
    disciolta, ombrata di corolle floride.
    E’ questa donna, certo, uno spettacolo
    bello per gli altri; e pel marito un guaio,
    se pur non sia re di corona o principe,
    che di tali vaghezze allegri l’animo.
     
     
    Trad.di Giacomo Leopardi
     
    Ma la donna ch’a l’ape è somiglievole
    beato è chi l’ottien, che d’ogni biasimo
    sola è disciolta, e seco ride e prospera
    la mortal vita. In carità reciproca,
    poiché bella e gentil prole crearono,
    ambo i consorti dolcemente invecchiano.
    Splende fra tutte; e la circonda e seguita
    non so qual garbo; né con l’altre è solita
    goder di novellari osceni e fetidi.
    Questa, che delle donne è prima ed ottima,
    i numi alcuna volta ci largiscono.
     
     
  25. Fantastico!
    fel55 ha ricevuto una reazione da lullabyblue0 per l'aggiornamento : “ Fidàti colloqui d’amore “ Ci porta il lento Risveglio del mattino E la pace effusa   
    “ Fidàti colloqui d’amore “
    Ci porta il lento
    Risveglio del mattino
    E la pace effusa della sera.
    Il tuo capo
    Sul mio petto,
    Il tuo braccio avvinto
    Come laccio,
    Ti dico parole di miele,
    E tu rafforzi la tua morsa
    E miagoli come gattina
    In calore.
    Ma talora per un nonnulla
    Mi serbi rancore
    E mi porgi solo le terga,
    in tutto simile alla folle Luna.