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            1. PASCOLI

               

              Dai “ Canti di Castelvecchio “ ( 1903 – 1911 )

               

              La tessitrice

               

              Mi son seduto su la panchetta

              come una volta…quanti anni fa?

               

               

              Ella, come una volta, s’è stretta

              su la panchetta.

               

              E non il suono d’una parola ;

              solo un sorriso tutto pietà.

              La bianca mano lascia la spola.

               

              Piango, e le dico : “ Come ho potuto,

              dolce mio bene, partir da te? “.

              Piange e mi dice d’un cenno muto :

              “ Come hai potuto? “.

               

              Con un sospiro quindi la cassa

              tira del muto pettine a sé.

              Muta la spola passa e ripassa.

               

              Piango, e le chiedo : “ Perché non suona

              dunque l’arguto pettine più ? .

              Ella mi fissa timida e buona :

              “ Perché non suona ? “.

               

              E piange, piange : “ Mio dolce amore,

               

               

              non t’hanno detto ? non lo sai tu?

              Io non son viva che nel tuo cuore.

               

              Morta! Sì, morta! Se tesso, tesso

              per te soltanto; come, non so :

              in questa tela, sotto il cipresso,

              accanto  alfine ti dormirò “.

              1. lullabyblue0

                lullabyblue0

                da mozzare il fiato!