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            1. GUIDO  GOZZANO

              Da “ I colloqui “

              La signorina Felicita : 3

               

              Sei quasi brutta, priva di lusinga

              nelle tue vesti quasi campagnole,

              ma la tua faccia buona e casalinga,

              ma i bei capelli di color di sole,

              attorti in minutissime trecciuole,

              ti fanno un tipo di beltà fiamminga…

               

              E rivedo la tua bocca vermiglia

              così larga nel ridere e nel bere,

              e il volto quadro, senza sopracciglia,

              tutto sparso d’efelidi leggiere

              e gli occhi fermi, l’iridi sincere

              azzurre d’un azzurro di stoviglia…

               

              Tu m’hai amato. Nei begli occhi fermi

              rideva una blandizie femminina.

              Tu civettavi con sottili schermi,

               

               

              tu volevi piacermi, signorina :

              e più d’ogni conquista cittadina

              mi lusingò quel tuo voler piacermi!

               

              Ogni giorno salivo alla tua volta

              pel soleggiato ripido sentiero.

              il farmacista non pensò davvero

              un’amicizia così bene accolta,

              quando ti presentò la prima volta

              l’ignoto villeggiante forestiero.

               

              Talora – già la mensa era imbandita –

              mi trattenevi a cena. Era una cena

              d’altri tempi, col gatto e la falena

              e la stoviglia semplice e fiorita

              e il commento dei cibi e Maddalena

              decrepita, e la siesta e la partita…

               

              M’era più dolce starmene in cucina

              tra le stoviglie a vividi colori .

              Tu tacevi, tacevo, signorina :

              godevo quel silenzio e quegli odori

               

               

              tanto tanto per me consolatori

              di basilisco d’aglio di cedrina…

               

              Vedevo questa vita che m’avanza:

              chiudevo gli occhi nei presagi grevi;

              aprivo gli occhi . tu mi sorridevi,

              ed ecco rifioriva la speranza!

               

            2. Non dobbiamo arrenderci,

              bisogna rimanere forti

              stoici

              coraggiosi

              soprattutto quando la vita

              ci sembra più spietata che mai,

              quando la felicità è un barlume,

              un ricordo.

              nei pensieri oppressi dal buio.

               

              Dobbiamo essere

              una fiamma

              che non si spegne mai,

              neanche quando il vento

              soffia più forte.

              1. nebbia1971

                nebbia1971

                ciao,...se è "farina del tuo sacco"...mi piace il tuo lato chiaroscuro......

              2. fel55
            3.  

              Ormai m’è agevole

              iI mio sogno ricorrente.

              E’ certo.

              Sia pure sotto

              mentite spoglie,

              hai ridestato

              lo schianto dell’abbandono,                                                           

               il dolore e la disperazione

              sempre vivi

              nella mia fragile esistenza.

               

            4. DI GIACOMO

              1. Tutto si scorda

               

              Tutto, tutto si scorda,

               

               

              tutto o si cambia o muore;

              e una chitarra è amore

              che non ha una sola corda.

               

              Oggi sei tu; domani,

              forse, un’altra sarà;

              e poi un’altra, chissà,

              se tempo ci rimane.

               

              Occhi celesti o neri,

              colore di giglio o di rosa,

              sempre, sempre una sola cosa,

              sempre gli stessi sospiri!

               

              Se, sospirando, io dico :

              “ Quanto mi sei costata! “,

              tale e quale a qualche altra

              tu sospiri con me…

               

              Tutto, tutto si scorda,

              tutto o si cambia o muore,

              e una chitarra è amore,

               

               

              che non ha una sola corda.

               

              Ma, tremando,questa mano

              certe volte si scorda :

              e torna la prima corda

              a tentare, piano piano.

               

              E un sogno che desta

              tante cose, o addormentate,

              o lontane, o finite,

              esce da sotto a queste dita…

               

              1. theoldandthesea

                theoldandthesea

                ...è bello pensare che dove finiscano le mie dita debba in qualche modo cominciare una chitarra ;)

                 

            5. CASTELSARACENO

               

               

              Ecco un’altra meraviglia

               

              Della Terra dei Lucani.

               

              Castelsaraceno, pittoresco

               

              “ Paese dei due Parchi “:

               

              Ad occidente l’Alpi boscoso del Pollino,

               

              ad oriente il calvo monte Raparo

               

              ai margini del Parco della Val D’Agri – Lagonegrese.

               

              Habitat di lupi, aquile e gufi reali, falconi,

               

              lontre e picchi neri.

               

              E regno di faggeti, castagneti e pini loricati

               

              Che somigliano al nostro amore corazzato

               

              Contro il tempo vorace.

               

              Ah, se fossimo ancor in età giovanile!

               

              Saremmo ai piedi della compatta cascata

               

              Del Torrente Racanello

               

              E immersi nel laghetto sottostante

               

              Come timida ninfa tu

               

              E fauno famelico io.

               

              Ci basta aver risalito la china

               

              Che porta al bosco delle novelle castagne,

               

              da noi raccolte con rito quasi religioso.

               

              E aver assistito al taglio del tronco

               

              Che s’eleva come “antenna”,

               

              trofeo per l’ardito fortunato

               

              che ne farà legna per l’imminente inverno

               

              come da atavica consuetudine.

               

              E ci ha dato felicità di coppia,

               

              al rientro in pullman,

               

              tenere stretta la tua eburnea mano

               

              tra le mie amorevoli mani.

               

               

            6. S. DI GIACOMO

               

              Da “ Ariette e sonetti “

              1. Pianoforte di notte

               

              Un pianoforte di notte

              suona di lontano

              e la musica si sente

              per l’aria sospirare.

               

              E’ l’una . Dorme il vico

               

               

              su questa ninna nanna

              di un motivo antico

              di tanto tempo fa.

               

              Dio, quante stelle in cielo!

              Che luna! E che aria dolce!

              Quanto una bella voce

              vorrei sentir cantare!

               

              Ma solitario e lento

              muore il motivo antico;

              si fa più cupo il vico,

              dentro all’oscurità.

               

              L’anima mia soltanto

              rimane a questa finestra.

              Aspetta ancora. E resta,

              incantandosi, a pensare.

               

              1. theoldandthesea

                theoldandthesea

                un ritmo delicato ma inesorabile, lontano ma profondo, la musica di un pianoforte nella notte, come una delicata e notturna pioggia estiva

            7. Cara Matilde,

              anche tu

              per la prima volta

              ti accosti all’altare

              per partecipare

              alla mensa del Signore.

              Giorno importante

              nella tua esistenza

              come quello in cui

              apristi gli occhi alla vita

              per la prima volta.

              L’abito bianco

              riflette il tuo candore

              e preannuncia

              in piena felicità

              il tuo luminoso futuro.

              Con l’augurio

              di una vita di fede

              sempre viva

              da parte di tutti i tuoi cari.

               

               

            8. SALVATORE  DI  GIACOMO

              Da “ Sonetti antichi “ (tradotti dal napoletano)

              I – Nannina

               

               

              Occhi di sogno, neri, appassionati,

              che del miele la dolcezza avete,

              perché, con questo guardare che fate,

              voi un braciere in petto m’accendete?

               

              Vi manca la parola e mi parlate,

              -pare che senza lacrime piangiate,-

              di questa faccina bianca anima siete,

              -occhi belli, occhi dolci, occhi fatati!

               

               

              Voi, che insieme ai fiori vi aprite,

              -e insieme con i fiori vi chiudete,-

              fiori di passione mi apparite.-

              Voi, sentimento degli innamorati,

              -m’avete fatto male e lo sapete,-

              occhi di sogno, neri, appassionati!

               

              Da “ Canzoni “

              A Marechiaro

              Quando spunta la luna a Marechiaro,

              anche i pesci vi fanno all’amore,

              si agitano le onde del mare,

              per la gioia cambiano colore,

              quando spunta la luna a Marechiaro…

               

              A Marechiaro c’è una finestra,

              la mia passione vi bussa,

              un garofano odora su una testa,

              passa l’acqua di sotto e mormora…

              A Marechiaro c’è una finestra…

               

              Chi dice che le stelle sono lucenti,

               

               

              non conosce questi occhi che tu hai in fronte,

              questi due occhi li conosco io solamente,

              dentro il cuore ne ho le punte.

              Chi dice che le stelle sono lucenti?

               

              Svegliati, Carolina, chè l’aria è dolce,

              quando mai tanto tempo ho aspettato?

              Per accompagnare i suoni con la voce,

              stasera ho portato una chitarra…

              Svegliati, Carolina, chè l’aria è dolce!...

               

            9. SALVATORE  DI  GIACOMO

              Da “ Sonetti antichi “ (tradotti dal napoletano)

              I – Nannina

               

               

              Occhi di sogno, neri, appassionati,

              che del miele la dolcezza avete,

              perché, con questo guardare che fate,

              voi un braciere in petto m’accendete?

               

              Vi manca la parola e mi parlate,

              -pare che senza lacrime piangiate,-

              di questa faccina bianca anima siete,

              -occhi belli, occhi dolci, occhi fatati!

               

               

              Voi, che insieme ai fiori vi aprite,

              -e insieme con i fiori vi chiudete,-

              fiori di passione mi apparite.-

              Voi, sentimento degli innamorati,

              -m’avete fatto male e lo sapete,-

              occhi di sogno, neri, appassionati!

               

              Da “ Canzoni “

              A Marechiaro

              Quando spunta la luna a Marechiaro,

              anche i pesci vi fanno all’amore,

              si agitano le onde del mare,

              per la gioia cambiano colore,

              quando spunta la luna a Marechiaro…

               

              A Marechiaro c’è una finestra,

              la mia passione vi bussa,

              un garofano odora su una testa,

              passa l’acqua di sotto e mormora…

              A Marechiaro c’è una finestra…

               

              Chi dice che le stelle sono lucenti,

               

               

              non conosce questi occhi che tu hai in fronte,

              questi due occhi li conosco io solamente,

              dentro il cuore ne ho le punte.

              Chi dice che le stelle sono lucenti?

               

              Svegliati, Carolina, chè l’aria è dolce,

              quando mai tanto tempo ho aspettato?

              Per accompagnare i suoni con la voce,

              stasera ho portato una chitarra…

              Svegliati, Carolina, chè l’aria è dolce!...

               

              1. daliahnera

                daliahnera

                Peccato per la traduzione, in originale avrà tutta un’altra musica :)

            10. Il tempo vola

               

              E la vita è breve sogno.

               

              E pur vale la pena

               

              Viverla intensamente.

               

              Con gioie e dolori, sì,

               

              Ma giova viverla comunque la vita,

               

              Specie se l’accompagna

               

              L’amore.

               

              Che è luce, calore, fiducia,

               

              Speranza, illusione.

               

              Anche dispiaceri e delusioni,

               

              Certo,

               

              Ma il tutto dà un senso

               

              Al cammino terreno.

               

              Specialmente se fiacca

               

              È la fede in Dio

               

              E viviamo nello smarrimento.

               

              Beati coloro che si amano

               

              In una tensione verso il Creatore

              Dell’amore.

            11. Senza tempo

               

              È ormai

               

              Il nostro amore,

               

              Poi che dura

               

              Da mezzo secolo,

               

              Ossia da che primieramente

               

              Mi balzò il cuore in petto

               

              Alla vista della tua

               

              Singolare bellezza :

               

              Ovale di madonnina,

               

              Occhi luminosi e ridenti,

               

              Bocca rosata e denti di perla,

               

              Linea e rotondità perfette,

               

              voce chiara

               

              e timidezza verginale.

               

              Che schianto!

               

               

              1. daliahnera

                daliahnera

                le foglie sono cadute,

                cadute dagli alberi

                e mi ricordo

                il tuo sorriso di sole.

                In primavera mi hai fatto pensare

                a quanto belli siano stati gli occhi

                che smarrirono la mia estate

                tra i filari della vite

                 

                Non c'è nessuno

                che possa svegliare il mio autunno.

                innamorato di te

                nell'incanto del cadere delle foglie,

                nella nebbia d'inverno.

                 

                Le foglie sono cadute,

                cadute dagli alberi.

              2. fleurdelys00

                fleurdelys00

                Mozzafiato! di chi è?

                 

            12. PASCOLI

               

              Dai “ Canti di Castelvecchio “ ( 1903 – 1911 )

               

              La tessitrice

               

              Mi son seduto su la panchetta

              come una volta…quanti anni fa?

               

               

              Ella, come una volta, s’è stretta

              su la panchetta.

               

              E non il suono d’una parola ;

              solo un sorriso tutto pietà.

              La bianca mano lascia la spola.

               

              Piango, e le dico : “ Come ho potuto,

              dolce mio bene, partir da te? “.

              Piange e mi dice d’un cenno muto :

              “ Come hai potuto? “.

               

              Con un sospiro quindi la cassa

              tira del muto pettine a sé.

              Muta la spola passa e ripassa.

               

              Piango, e le chiedo : “ Perché non suona

              dunque l’arguto pettine più ? .

              Ella mi fissa timida e buona :

              “ Perché non suona ? “.

               

              E piange, piange : “ Mio dolce amore,

               

               

              non t’hanno detto ? non lo sai tu?

              Io non son viva che nel tuo cuore.

               

              Morta! Sì, morta! Se tesso, tesso

              per te soltanto; come, non so :

              in questa tela, sotto il cipresso,

              accanto  alfine ti dormirò “.

              1. lullabyblue0

                lullabyblue0

                da mozzare il fiato!

                 

            13. Al padre

              Padre, se anche tu non fossi il mio
              padre, se anche fossi un uomo estraneo
              per te stesso egualmente t’amerei.
              Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno
              che la prima viola sull’opposto
              muro scopristi dalla tua finestra
              e ce ne desti la novella allegro.
              E subito la scala tolta in spalla
              di casa uscisti e l’appoggiavi al muro.
              Noi piccoli dai vetri si guardava.

              E di quell’altra volta mi ricordo
              che la sorella, bambinetta ancora,
              per la casa inseguivi minacciando.
              Ma raggiuntala che strillava forte
              dalla paura ti mancava il cuore:
              t’eri visto rincorrere la tua
              piccola figlia e, tutta spaventata,
              tu vacillando l’attiravi al petto
              e con carezze la ricoveravi
              tra le tue braccia come per difenderla
              da quel cattivo ch’eri tu di prima.

              Padre, se anche tu non fossi il mio
              padre…

               

              da un autore affine al tuo Montale ;)

            14.  

               

               

              Quanti sospiri

               

              Traevo dal petto,

               

              Quante lacrime dai miei occhi.

               

              Quell’anno infausto in cui

               

              Per stupide incomprensioni

               

              E avverse circostanze familiari

               

              La vita ci tenne lontani,

               

              Tu a Boiano, io a Gravina!

               

              Gran torto subì

               

              Il nostro amore.

               

              Ancora dopo tanti anni

               

              Ti chiedo perdono

               

              Per la mia parte di colpa.

               

              Dolcissima, però, torna alla mente

               

              La memoria

               

              Della tanto attesa rappacificazione.

               

              Com’eri tenera a telefono,

               

              Mentre ti chiedevo perdono

               

              Per la prima volta

               

              E ti confermai

               

              Che il mio cuore batteva

               

              Ancora forte per te

               

              E mi eri mancata tanto!

               

              Quale non fu la consolazione

               

              A udire il tuo secondo “sì”.

               

              Sì, mi amavi ancora!

            15. Quale un’aulente rosa

               

              Fresca di rugiada,

               

              Esci dal vano doccia

               

              In accappatoio avvolta

               

              Di celestial colore.

               

              Ed io che bramoso attendo

               

              Ti cingo, tuo malgrado,

               

              Tra le braccia

               

              E bevo ad una ad una

               

              Le gocce che ti cadono sul viso.

               

              Inizia il tuo tremore

               

              E le nostre bocche

               

              Freneticamente

               

              Si cercano e si suggellano.

               

              Tale Venere

               

              S’intrecciava ad Adone