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            1. QUASIMODO

               

              “ E la tua veste è bianca “

               

              Piegato hai il capo e mi guardi;

              e la tua veste è bianca,

              e un seno affiora dalla trina

              sciolta sull’omero sinistro.

               

              Mi  supera la luce, trema,

              e tocca le tue braccia ignude.

               

              Ti rivedo. Parole

              avevi chiuse e rapide,

              che mettevano cuore

              nel peso d’una vita

              che sapeva di circo.

               

               

               

              Profonda la strada

              su cui scendeva il vento

              certe notti di marzo,

              e ci svegliava ignoti,

              come la prima volta.

               

              “ Antico inverno “

               

              Desiderio delle tue mani chiare

              nella penombra della fiamma :

              sapevano di rovere e di rose;

              di morte. Antico inverno.

               

              Cercavano il miglio gli uccelli

              ed erano subito di neve;

              così le parole.

              Un po’ di sole, una raggera d’angelo,

              e poi la nebbia; e gli alberi,

              e noi fatti d’aria al mattino.

               

               

              1. fel55

                fel55

                QUASIMODO

                 

                “ E la tua veste è bianca “

                 

                Piegato hai il capo e mi guardi;

                e la tua veste è bianca,

                e un seno affiora dalla trina

                sciolta sull’omero sinistro.

                 

                Mi  supera la luce, trema,

                e tocca le tue braccia ignude.

                 

                Ti rivedo. Parole

                avevi chiuse e rapide,

                che mettevano cuore

                nel peso d’una vita

                che sapeva di circo.

                 

                 

                 

                Profonda la strada

                su cui scendeva il vento

                certe notti di marzo,

                e ci svegliava ignoti,

                come la prima volta.

                 

                “ Antico inverno “

                 

                Desiderio delle tue mani chiare

                nella penombra della fiamma :

                sapevano di rovere e di rose;

                di morte. Antico inverno.

                 

                Cercavano il miglio gli uccelli

                ed erano subito di neve;

                così le parole.

                Un po’ di sole, una raggera d’angelo,

                e poi la nebbia; e gli alberi,

                e noi fatti d’aria al mattino.

                 

                 

              2. scompaiomatorno
              3. fel55

                fel55

                Dalle stelle precipiterei

                Negli abissi,

                Se tu cessassi di amarmi

                Per tua o per mia colpa.

                Il cielo dell’anima mia

                Sarebbe sempre coperto di livore

                O in tutto simile a notte fonda.

                Buio sarebbe il futuro,

                Spenta ogni speranza di vita.