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            1.                                      The Crab Effect

              Il miglior modo per imparare a fare un film è farne uno.

              Stanley Kubrick

               

               

               

            2. A

            3. Le fasce di Van Allen e il volo spaziale

              I pannelli fotovoltaici, i circuiti integrati e i sensori possono rimanere danneggiati da intensi livelli di radiazione. Nel 1962 un'esplosione nucleare ad alta quota, la cosiddetta prova Starfish Prime, provocò un temporaneo aumento di energia nella regione, causando malfunzionamenti in numerosi satelliti. Per questo motivo il posizionamento dell'orbita di un satellite artificiale tenta il più possibile di evitare la presenza delle fasce di Van Allen. Può anche accadere che le componenti elettroniche delle sonde risultino danneggiate da forti tempeste magnetiche. La miniaturizzazione e la digitalizzazione dei circuiti logici ed elettronici hanno reso i satelliti più vulnerabili all'influsso delle radiazioni poiché la carica degli ioni impattanti può essere addirittura maggiore di quella contenuta nel circuito. Attualmente i sistemi elettronici dei satelliti vengono resi più resistenti alle radiazioni per durare più a lungo. Per esempio i sensori del telescopio spaziale Hubble vengono sovente spenti quando l'apparecchio attraversa regioni di radiazione intensa come l'Anomalia del Sud Atlantico. Anche la stazione orbitale ISS nel corso delle sue orbite passa talvolta attraverso la fascia interna.

               

               

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            4. La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci.

              Isaac Asimov

               

            5.  

            6.             la morte di Didone

            7.  

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              I segreti infondati e i segreti custoditi per le ragioni sbagliate isolano la persona e agiscono dall’interno come un veleno, sicché la confessione risulta catartica e la comunicazione terapeutica. La pretesa paranoide di una lealtà assoluta, quella paura del tradimento e della pubblicità, dimostra che la persona non è più capace di amare e di lasciarsi ferire. L’amore va dove è possibile il tradimento, altrimenti che rischio c’è? L’amore in sicurezza è la parte più piccola dell’amore. Questo tipo di segretezza è una difesa che conduce alla solitudine paranoide: io, da solo con i miei segreti, e nessuno di cui fidarmi. Un altro segreto  custodito per le ragioni sbagliate è quello del bambino piccolo, che si tiene stretto il suo segreto per un poderoso esercizio di onnipotenza. Per il bambino è un comportamento necessario, ma l’adulto infantile continua secondo lo stesso schema, cerca di dominare tenendo per sé quello che ha. Tanto la segretezza paranoide quanto la segretezza infantile isolano impropriamente la persona. Etimologicamente, mantenere un segreto significa tenere separata una cosa, isolarla. La segretezza è fondamentale per l’individualità. In una famiglia, per esempio, le personalità individuali non possono svilupparsi, se i suoi membri non hanno segreti condivisi gli uni con gli altri e segreti protetti dallo sguardo degli altri. Ciò che tengo segreto mi tiene separato, ed è nella mia vita segreta che comincio a scoprire la mia anima individuale. (Una delle ragioni per cui è così difficile mantenere i segreti è appunto la difficoltà di mantenere intatta la propria individualità).

              James Hillman

              Il suicidio e l'anima )

            10.  

               

              1. daliahnera

                daliahnera

                non mi ha entusiasmato... lento e finale scontato...

            11.  

            12. alla tua domanda fleurdelys00

              fleurdelys00  :  oscuro.... sei reale o vivi in un sogno?

              In risposta eccoti la mia missiva

              Entrambe e molteplici realtà, Milady.

              Tra gironi danteschi, incontri e vedute metafisiche di un cieco viandante che utilizza altri mezzi sensoriali al posto dei soliti inflazionati e di facile decriptazione, eccomi qui a raccontare questa strana parabola discendente che descrive colui che venne interrogato. Ricerco,  attraverso il terzo occhio, un istante  per ghermire fulgide Illusioni edulcorate. Cerco porte invisibili da attraversare ed altri mondi dove un dì vi persi conoscenza tra spoglie e spettrali dimore arroccate su asperità granitiche ove imperversano eterne tempeste e lì mi dissetai con acqua piovana che fu fonte temporanea per languide vedute e malauguranti visioni  apocalittiche degne di una cassandra che svelò misfatti ma non volle esser mai creduta. Cerco un abito che calzi come ad un barbaro legionario in una narrazione arturiana. Perso nella leggenda e sopito in un onirico sogno partorito da chi sa quale pennino intinto in un vecchio calamaio posto su un’antica scrivania, adornata da fregi e drappi di seta rossa, ove un antico mago, oramai estinto, vi decantò antichi salmi rituali volti a richiamare anime defunte per chi sa quali scopi. Sono un Generale in fuga da battaglie dove i morti sparpagliati nei campi di battaglia dipinsero  un paesaggio intriso di sangue che ammantava sui ruscelli circostanti adiacenti a canali di scolo in campi di sterpaglie incolte dove ho seminato e quasi mai raccolto. L’ultimo superstite  tra lande desolate accompagnato solo dal suo fedele destriero nero e selvaggio ma domabile da speroni che lentamente accarezzano ciò che sembra indomabile data la natura libera della sua esistenza ed essenza. Porto con me il mio araldo, marchio indelebile di una dinastia, che con me rappresenta l’ultima entità di un’ antichissima  progenie  di cavalieri oramai sepolti come ignoti in dimenticate fosse improvvisate e, per quel riposo eterno, madre natura li accolse come ultima dimora. Cenere sono i miei avi ed in cenere muterà la mia esile forma umana stanca e declassata dai molti cicli esistenziali ma dolcemente accompagnata da angeli con sembianze femminee che intonano vecchie canzoni sfiorando corde di una lira che vibra in sincrono col mio essere facendomi rimembrare quelle notti lontane in cui leggiadre damigelle, su giacigli di fortuna, accarezzavano quella mia pelle oramai spoglia da quella possente e pesante armatura un po’ ossidata e macchiata da quel sangue di perfidi nemici peroratorii di cause perse che ancora mi cercano per stendere definitamente al suolo quel poco che rimane ancora intatto dei miei frammenti umani. E tra lampi di luce karmica e oscure fuggitive ombre, ricordo, in attimi sfuggenti,  tutto ciò che era stato attraversato nel tempo  tra lauti e fugaci attimi di passione a giorni gelidi e tristi; insomma, assiepato tra cruenti ricordi e sdolcinate melodie tribali che raccontano un tempo che fu epico. In breve, qui ho elencato a te ciò che enigmatico volle sembrare, ma bastò alzare un lembo di quella vecchia stuoia di lino,  abbandonata lungo quel sentiero nebbioso, per trovarvi un vecchio manoscritto malamente rilegato  dove vi era racchiusa una piccola biografia di uno spettrale cavaliere errante la cui storia fu svelata in quelle spiegazzate pagine ingiallite trascritte da chi sa quale stolto narratore analfabeta carico di pesanti angosce aggrappate ad asperità aguzze e ad asincrone elucubrazioni.  Spero d’averti svelato l’arcano enigma nel quale t’ imbattesti e che tu volesti esplorare...

              Buona giornata Milady

              P.S.

              non son qui a cercare nessuna damigella e quindi, qualora dovessi lodare qualsiasi post d’ origine femminile  in un’ azione fattuale, ribadisco e sottolineo che non vi è alcun recondito piano sommerso atto a plagiare o incantare per fini maliziosi. Quindi, dopo aver dipanato il tutto, ecco un quadro succinto che descrive questa eterea figura a cavallo che viaggia nel tempo e nell’etere senza una meta programmata a priori, lasciando al fato o al destino l’ultima parola per l’imminente futuro alle porte.